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Scheda Normativa

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Decreto Ministeriale 21/02/ 2013 n. 46

Ministero della Giustizia - Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, dei compensi spettanti agli iscritti all'albo dei consulenti del lavoro

Parere 05/07/ 2012 n. 3126

Consiglio di Stato - Parere sullo schema di Decreto Ministeriale recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolamentate, ai sensi dell’articolo 9 del decreto legge 24 gennaio 2012 n.1 convertito con modificazioni dalla legge 24 marzo 2012 n.27

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Decreto Ministeriale 20/07/2012 n. 140

(Gazzetta ufficiale 22/08/2012 n. 195)

Ministero della Giustizia - Regolamento recante la determinazione dei parametri per la liquidazione da parte di un organo giurisdizionale dei compensi per le professioni regolarmente vigilate dal Ministero della giustizia, ai sensi dell'articolo 9 del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27 (Decreto Parametri)

Entrata in vigore del provvedimento: 23/08/2012



Capo I

Disposizioni generali



IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA

Visto l'articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto l'articolo 9, comma 2, primo periodo, del decreto-legge 24
gennaio 2012, n. 1 convertito, con modificazioni, dalla legge 24
marzo 2012, n. 27;
Udito il parere del Consiglio di Stato n. 3126/2012, favorevole con
osservazioni, espresso dalla Sezione consultiva per gli atti
normativi nell'adunanza del 5 luglio 2012;
Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri
in data 16 luglio 2012;

Adotta
il seguente regolamento:

Art. 1
Ambito di applicazione e regole generali

1. L'organo giurisdizionale che deve liquidare il compenso dei
professionisti di cui ai capi che seguono applica, in difetto di
accordo tra le parti in ordine allo stesso compenso, le disposizioni
del presente decreto. L'organo giurisdizionale puo' sempre applicare
analogicamente le disposizioni del presente decreto ai casi non
espressamente regolati dallo stesso.
2. Nei compensi non sono comprese le spese da rimborsare secondo
qualsiasi modalita', compresa quella concordata in modo forfettario.
Non sono altresi' compresi oneri e contributi dovuti a qualsiasi
titolo. I costi degli ausiliari incaricati dal professionista sono
ricompresi tra le spese dello stesso.
3. I compensi liquidati comprendono l'intero corrispettivo per la
prestazione professionale, incluse le attivita' accessorie alla
stessa.
4. Nel caso di incarico collegiale il compenso e' unico ma l'organo
giurisdizionale puo' aumentarlo fino al doppio. Quando l'incarico
professionale e' conferito a una societa' tra professionisti, si
applica il compenso spettante a uno solo di essi anche per la stessa
prestazione eseguita da piu' soci.
5. Per gli incarichi non conclusi, o prosecuzioni di precedenti
incarichi, si tiene conto dell'opera effettivamente svolta.
6. L'assenza di prova del preventivo di massima di cui all'articolo
9, comma 4, terzo periodo, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n. 1,
convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n. 27,
costituisce elemento di valutazione negativa da parte dell'organo
giurisdizionale per la liquidazione del compenso.
7. In nessun caso le soglie numeriche indicate, anche a mezzo di
percentuale, sia nei minimi che nei massimi, per la liquidazione del
compenso, nel presente decreto e nelle tabelle allegate, sono
vincolanti per la liquidazione stessa.


Capo II
Disposizioni concernenti gli avvocati




Art. 2
Tipologia di attivita'

1. Le prestazioni professionali forensi sono distinte in attivita'
stragiudiziale e attivita' giudiziale. Le attivita' giudiziali sono
distinte in attivita' penale e attivita' civile, amministrativa e
tributaria.



Capo II
Disposizioni concernenti gli avvocati




Art. 3
Attivita' stragiudiziale

1. L'attivita' stragiudiziale e' liquidata tenendo conto del valore
e della natura dell'affare, del numero e dell'importanza delle
questioni trattate, del pregio dell'opera prestata, dei risultati e
dei vantaggi, anche non economici, conseguiti dal cliente,
dell'eventuale urgenza della prestazione.
2. Si tiene altresi' conto delle ore complessive impiegate per la
prestazione, valutate anche secondo il valore di mercato attribuito
alle stesse.
3. Quando l'affare si conclude con una conciliazione, il compenso
e' aumentato fino al 40 per cento rispetto a quello altrimenti
liquidabile a norma dei commi che precedono.





Art. 4
Attivita' giudiziale civile, amministrativa e tributaria

1. L'attivita' giudiziale civile, amministrativa e tributaria e'
distinta nelle seguenti fasi: fase di studio della controversia; fase
di introduzione del procedimento; fase istruttoria; fase decisoria;
fase esecutiva.
2. Nella liquidazione il giudice deve tenere conto del valore e
della natura e complessita' della controversia, del numero e
dell'importanza e complessita' delle questioni trattate, con
valutazione complessiva anche a seguito di riunione delle cause,
dell'eventuale urgenza della prestazione.
3. Si tiene altresi' conto del pregio dell'opera prestata, dei
risultati del giudizio e dei vantaggi, anche non patrimoniali,
conseguiti dal cliente.
4. Qualora l'avvocato difenda piu' persone con la stessa posizione
processuale il compenso unico puo' essere aumentato fino al doppio.
Lo stesso parametro di liquidazione si applica quando l'avvocato
difende una parte contro piu' parti. Nel caso di controversie a norma
dell'articolo 140-bis del decreto legislativo 6 settembre 2005 n.
206, il compenso puo' essere aumentato fino al triplo, rispetto a
quello liquidabile a norma dell'articolo 11.
5. Quando il procedimento si conclude con una conciliazione il
compenso e' aumentato fino al 25 per cento rispetto a quello
liquidabile a norma dell'articolo 11.
6. Costituisce elemento di valutazione negativa, in sede di
liquidazione giudiziale del compenso, l'adozione di condotte abusive
tali da ostacolare la definizione dei procedimenti in tempi
ragionevoli.




Art. 5
Determinazione del valore della controversia

1. Ai fini della liquidazione del compenso, il valore della
controversia e' determinato a norma del codice di procedura civile
avendo riguardo, nei giudizi per azioni surrogatorie e revocatorie,
all'entita' economica della ragione di credito alla cui tutela
l'azione e' diretta, nei giudizi di divisione, alla quota o ai
supplementi di quota in contestazione, e nei giudizi per pagamento di
somme, anche a titolo di danno, alla somma attribuita alla parte
vincitrice e non alla somma domandata. In ogni caso si ha riguardo al
valore effettivo della controversia, anche in relazione agli
interessi perseguiti dalle parti, quando risulti manifestamente
diverso da quello presunto a norma del codice di procedura civile o
alla legislazione speciale.
2. Nelle cause davanti agli organi di giustizia amministrativa il
valore della causa e' determinato a norma del comma 1 quando
l'oggetto della controversia o la natura del rapporto sostanziale
dedotto in giudizio o comunque correlato al provvedimento impugnato
ne consentono l'applicazione. Quando cio' non e' possibile, va tenuto
conto dell'interesse sostanziale tutelato.
3. Per le controversie di valore indeterminato o indeterminabile si
tiene particolare conto dell'oggetto e della complessita' della
stessa.




Art. 6
Procedimenti arbitrali

1. Per i procedimenti davanti agli arbitri, nel caso di arbitrato
rituale, e' dovuto il compenso stabilito per le controversie davanti
ai giudici competenti a conoscere sulle stesse.
2. In ogni altro caso di arbitrato o fattispecie analoga, per la
liquidazione dei compensi si applicano i parametri previsti per
l'attivita' stragiudiziale.



Art. 7
Procedimenti cautelari o speciali o non contenziosi

1. Fermo quanto specificatamente disposto dalla tabella A -
Avvocati, nei procedimenti cautelari ovvero speciali ovvero non
contenziosi anche quando in camera di consiglio o davanti al giudice
tutelare, il compenso viene liquidato per analogia ai parametri
previsti per gli altri procedimenti, ferme le regole e i criteri
generali di cui agli articoli 1 e 4.




Art. 8
Cause di lavoro

1. Nelle controversie di lavoro il cui valore non supera 1.000
euro, il compenso e' ridotto di regola fino alla meta'.




Art. 9
Cause per l'indennizzo da irragionevole durata del processo e
gratuito patrocinio

1. Nelle controversie per l'indennizzo da irragionevole durata del
processo, il compenso puo' essere ridotto fino alla meta'. Per le
liquidazioni delle prestazioni svolte a favore di soggetti in
gratuito patrocinio, e per quelle a esse equiparate dal testo unico
delle spese di giustizia di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 30 maggio 2002 n. 115, si tiene specifico conto della
concreta incidenza degli atti assunti rispetto alla posizione
processuale della persona difesa, e gli importi sono di regola
ridotti della meta' anche in materia penale.




Art. 10
Responsabilita' processuale aggravata e pronunce in rito

1. Nel caso di responsabilita' processuale ai sensi dell'articolo
96 del codice di procedura civile, ovvero, comunque, nei casi
d'inammissibilita' o improponibilita' o improcedibilita' della
domanda, il compenso dovuto all'avvocato del soccombente e' ridotto,
di regola, del 50 per cento rispetto a quello liquidabile a norma
dell'articolo 11.




Art. 11
Determinazione del compenso per l'attivita' giudiziale civile,
amministrativa e tributaria

1. I parametri specifici per la determinazione del compenso sono,
di regola, quelli di cui alla tabella A - Avvocati, allegata al
presente decreto. Il giudice puo' sempre diminuire o aumentare
ulteriormente il compenso in considerazione delle circostanze
concrete, ferma l'applicazione delle regole e dei criteri generali di
cui agli articoli 1 e 4.
2. Il compenso e' liquidato per fasi.
3. Nella fase di studio della controversia sono compresi, a titolo
di esempio: l'esame e lo studio degli atti a seguito della
consultazione con il cliente, le ispezioni dei luoghi, la ricerca dei
documenti e la conseguente relazione o parere, scritti oppure orali,
al cliente, precedenti la costituzione in giudizio.
4. Nella fase introduttiva del procedimento sono compresi, a titolo
di esempio: gli atti introduttivi del giudizio e di costituzione in
giudizio, e il relativo esame incluso quello degli allegati, quali
ricorsi, controricorsi, citazioni, comparse, chiamate di terzo ed
esame delle relative autorizzazioni giudiziali, l'esame di
provvedimenti giudiziali di fissazione della prima udienza, memorie
iniziali, interventi, istanze, impugnazioni, le relative
notificazioni, l'esame delle corrispondenti relate, l'iscrizione a
ruolo, il versamento del contributo unificato, le rinnovazioni o
riassunzioni della domanda, le autentiche di firma o l'esame della
procura notarile, la formazione del fascicolo e della posizione della
pratica in studio, le ulteriori consultazioni con il cliente.
5. Nella fase istruttoria sono compresi, a titolo di esempio: le
richieste di prova, le memorie di precisazione o integrazione delle
domande o dei motivi d'impugnazione, eccezioni e conclusioni, ovvero
meramente illustrative, l'esame degli scritti o documenti delle altre
parti o dei provvedimenti giudiziali pronunciati nel corso e in
funzione dell'istruzione, gli adempimenti o le prestazioni comunque
connesse ai suddetti provvedimenti giudiziali, le partecipazioni e
assistenze relative ad attivita' istruttorie, gli atti comunque
necessari per la formazione della prova o del mezzo istruttorio anche
quando disposto d'ufficio, la designazione di consulenti di parte,
l'esame delle corrispondenti attivita' e designazioni delle altre
parti, l'esame delle deduzioni dei consulenti d'ufficio o delle altre
parti, la notificazione delle domande nuove o di altri atti nel corso
del giudizio compresi quelli al contumace, le relative richieste di
copie al cancelliere, le istanze al giudice in qualsiasi forma, le
dichiarazioni rese nei casi previsti dalla legge, le deduzioni a
verbale, le intimazioni dei testimoni, comprese le notificazioni e
l'esame delle relative relate, gli atti comunque incidentali comprese
le querele di falso e quelli inerenti alla verificazione delle
scritture private. Al fine di valutare il grado di complessita' della
fase rilevano, in particolare, le plurime memorie per parte,
necessarie o autorizzate dal giudice, comunque denominate ma non
meramente illustrative, ovvero le plurime richieste istruttorie
ammesse per ciascuna parte e le plurime prove assunte per ciascuna
parte. La fase rileva ai fini della liquidazione del compenso quando
effettivamente svolta.
6. Nella fase decisoria sono compresi, a titolo di esempio: le
precisazioni delle conclusioni e l'esame di quelle delle altre parti,
le memorie, illustrative o conclusionali anche in replica, compreso
il loro deposito ed esame, la discussione orale, sia in camera di
consiglio che in udienza pubblica, le note illustrative accessorie a
quest'ultima, la redazione e il deposito delle note spese, l'esame e
la registrazione o pubblicazione del provvedimento conclusivo del
giudizio, comprese le richieste di copie al cancelliere, il ritiro
del fascicolo, l'iscrizione di ipoteca giudiziale del provvedimento
conclusivo stesso.
7. Nella fase esecutiva, fermo quanto previsto nella richiamata
tabella A - Avvocati, per l'atto di precetto, sono ricompresi, a
titolo di esempio: la disamina del titolo esecutivo, la notificazione
dello stesso unitamente al precetto, l'esame delle relative relate,
il pignoramento e l'esame del relativo verbale, le iscrizioni,
trascrizioni e annotazioni, gli atti d'intervento, le ispezioni
ipotecarie, catastali, l'esame dei relativi atti, le assistenze
all'udienza o agli atti esecutivi di qualsiasi tipo.
8. Il compenso, ai sensi dell'articolo 1 comma 3, comprende ogni
attivita' accessoria, quali, a titolo di esempio, gli accessi agli
uffici pubblici, le trasferte, la corrispondenza anche telefonica o
telematica o collegiale con il cliente, le attivita' connesse a oneri
amministrativi o fiscali, le sessioni per rapporti con colleghi,
ausiliari, consulenti, magistrati.
9. Per le controversie il cui valore supera euro 1.500.000,00 il
giudice, tenuto conto dei valori di liquidazione riferiti di regola
allo scaglione precedente, liquida il compenso applicando i parametri
di cui all'articolo 4, commi da 2 a 5. I parametri indicati nel
periodo precedente si applicano anche ai procedimenti per
ingiunzione.
10. Per le procedure concorsuali si applicano per analogia i
parametri previsti per la fase esecutiva relativa a beni immobili.




Art. 12
Attivita' giudiziale penale

1. L'attivita' giudiziale penale e' distinta nelle seguenti fasi:
fase di studio; fase di introduzione del procedimento; fase
istruttoria procedimentale o processuale; fase decisoria; fase
esecutiva. Se il procedimento o il processo non vengono portati a
termine per qualsiasi motivo ovvero sopravvengono cause estintive del
reato, l'avvocato ha diritto al compenso per l'opera effettivamente
svolta.
2. Nella liquidazione il giudice deve tenere conto della natura,
complessita' e gravita' del procedimento o del processo, delle
contestazioni e delle imputazioni, del pregio dell'opera prestata,
del numero e dell'importanza delle questioni trattate, anche a
seguito di riunione dei procedimenti o dei processi, dell'eventuale
urgenza della prestazione. Ai fini di quanto disposto nel periodo che
precede, si tiene conto di tutte le particolari circostanze del caso,
quali, a titolo di esempio, il numero dei documenti da esaminare,
l'emissione di ordinanze di applicazione di misure cautelari,
l'entita' economica e l'importanza degli interessi coinvolti, la
costituzione di parte civile, la continuita', la frequenza, l'orario
e i trasferimenti conseguenti all'assistenza prestata.
3. Si tiene altresi' conto dei risultati del giudizio e dei
vantaggi, anche civili e non patrimoniali, conseguiti dal cliente.
4. Qualora l'avvocato difenda piu' persone con la stessa posizione
processuale il compenso unico puo' essere aumentato fino al doppio.
Lo stesso parametro di liquidazione si applica, in caso di
costituzione di parte civile, quando l'avvocato difende una parte
contro piu' parti.
5. Per l'assistenza d'ufficio a minori il compenso puo' essere
diminuito fino alla meta'.
6. Costituisce elemento di valutazione negativa in sede di
liquidazione giudiziale del compenso l'adozione di condotte dilatorie
tali da ostacolare la definizione del procedimento in tempi
ragionevoli.
7. Si applica l'articolo 9, comma 1, secondo periodo.




Art. 13
Parte civile

1. I parametri previsti per l'attivita' giudiziale penale operano
anche nei riguardi della parte e del responsabile civile costituiti
in giudizio, ma per quanto non rientri nelle fasi penali, operano i
parametri previsti per l'attivita' giudiziale civile.






Art. 14
Determinazione del compenso per l'attivita' giudiziale penale

1. I parametri specifici per la determinazione del compenso sono,
di regola, quelli di cui alla tabella B - Avvocati, allegata al
presente decreto. Il giudice puo' sempre diminuire o aumentare
ulteriormente il compenso in considerazione delle circostanze
concrete, ferma l'applicazione delle regole e dei criteri generali di
cui agli articoli 1 e 12.
2. Il compenso e' liquidato per fasi.
3. Nella fase di studio sono compresi, a titolo di esempio: l'esame
e lo studio degli atti, le ispezioni dei luoghi, la ricerca dei
documenti, le consultazioni con il cliente e la relazione o parere,
scritti ovvero orali, al cliente precedenti gli atti di fase
introduttiva o che esauriscono l'attivita'.
4. Nella fase introduttiva sono compresi, a titolo di esempio: gli
atti introduttivi quali esposti, denunce, querele, istanze,
richieste, dichiarazioni, opposizioni, ricorsi, impugnazioni,
memorie.
5. Nella fase istruttoria sono compresi, a titolo di esempio: le
richieste, gli scritti, le partecipazioni o le assistenze, anche in
udienza in camera di consiglio o pubblica, relative ad atti o
attivita' istruttorie, procedimentali o processuali anche
preliminari, funzionali alla ricerca dei mezzi di prova, alle
investigazioni o alla formazione della prova, comprese le liste, le
citazioni, e le relative notificazioni ed esame di relata, dei
testimoni, consulenti e indagati o imputati di reato connesso o
collegato. La fase si considera in particolare complessa quando le
attivita' ovvero le richieste istruttorie sono plurime e in plurime
udienze, ovvero comportano la redazione scritti plurimi e
coinvolgenti plurime questioni anche incidentali.
6. Nella fase decisoria sono compresi, a titolo di esempio: le
difese orali o scritte anche in replica, l'assistenza alla
discussione delle altre parti, in camera di consiglio o udienza
pubblica.
7. Nella fase esecutiva sono comprese tutte le attivita' connesse
all'esecuzione della pena o delle misure cautelari.
8. Fermo quanto specificatamente disposto dalla tabella B -
Avvocati, nei procedimenti cautelari ovvero speciali anche quando in
camera di consiglio, il compenso viene liquidato per analogia ai
parametri previsti per gli altri procedimenti, ferme le regole e i
criteri generali di cui agli articoli 1 e 12.
9. Il compenso, ai sensi dell'articolo 1 comma 3, comprende ogni
attivita' accessoria, quali, a titolo di esempio, gli accessi agli
uffici pubblici, le trasferte, la corrispondenza anche telefonica o
telematica o collegiale con il cliente, le attivita' connesse a oneri
amministrativi o fiscali, le sessioni per rapporti con colleghi,
ausiliari, consulenti, investigatori, magistrati.




Capo III

Disposizioni concernenti i dottori commercialisti ed esperti
contabili


Sezione prima

Disposizioni generali





Art. 15
Tipologia di attivita'

1. Per l'applicazione delle disposizioni del presente capo sono
individuate le seguenti attivita' svolte dai dottori commercialisti
ed esperti contabili:
a) amministrazione e custodia;
b) liquidazione di aziende;
c) valutazioni, perizie e pareri;
d) revisioni contabili;
e) tenuta della contabilita';
f) formazione del bilancio;
g) operazioni societarie;
h) consulenza contrattuale ed economico-finanziaria;
i) assistenza in procedure concorsuali;
l) assistenza, rappresentanza e consulenza tributaria;
m) sindaco di societa'.
2. Quando la prestazione professionale ha per oggetto attivita'
diverse da quelle elencate al comma 1, per il professionista iscritto
negli albi dei dottori commercialisti e degli esperti contabili il
compenso e' determinato in analogia alle disposizioni del presente
capo.



Art. 16
Definizioni

1. Ai fini del presente decreto e per l'applicazione delle
disposizioni del presente capo, si intendono per:
a) «professionista iscritto negli albi dei dottori commercialisti e
degli esperti contabili»: il dottore commercialista, il ragioniere
commercialista, l'esperto contabile iscritti all'albo;
b) «valore della pratica»: entita' numerica espressa in euro che
costituisce il parametro di base per la liquidazione delle singole
attivita' professionali;
c) «componenti positivi di reddito lordi», la sommatoria dei
seguenti componenti reddituali risultanti dal conto economico:
1) il valore della produzione, con esclusione delle variazioni
delle rimanenze di prodotti in corso di lavorazione, semilavorati e
finiti; delle variazioni dei lavori in corso su ordinazione, e degli
incrementi di immobilizzazioni per lavori interni;
2) il valore complessivo dei proventi finanziari;
3) tutte le rideterminazioni dei valori, quali rivalutazioni e
ripristini, dell'attivo dello stato patrimoniale imputate al conto
economico;
4) il valore complessivo dei proventi straordinari;
d) «attivita'»: il valore complessivo dell'attivo dello stato
patrimoniale di cui all'articolo 2424 del codice civile;
e) «passivita'»: la somma dei valori delle voci B, C, D ed E della
sezione "Passivo" dello schema di cui all'articolo 2424 del codice
civile;
f) «assistenza tributaria»: la predisposizione su richiesta e
nell'interesse del cliente di atti e documenti aventi rilevanza
tributaria sulla base dei dati e delle analitiche informazioni
trasmesse dal cliente, che non richiedono particolare elaborazione;
g) «rappresentanza tributaria»: l'intervento personale, quale
mandatario del cliente, presso gli uffici tributari, presso le
commissioni tributarie, e in qualunque altra sede anche in relazione
a verifiche fiscali;
h) «consulenza tributaria»: la consulenza, in qualsiasi materia
tributaria, di carattere generale o specifico, prestata, in
particolare, per l'analisi della legislazione, dell'interpretazione e
applicazione, anche giurisprudenziale e dell'amministrazione
finanziaria, di disposizioni, in sede di assistenza tributaria e in
sede di scelta dei comportamenti e delle difese in relazione
all'imposizione fiscale, anche in ambito contenzioso.




Art. 17
Parametri generali

1. Il compenso del professionista e' determinato con riferimento ai
seguenti parametri generali:
a) valore e natura della pratica;
b) importanza, difficolta', complessita' della pratica;
c) condizioni d'urgenza per l'espletamento dell'incarico;
d) risultati e vantaggi, anche non economici, ottenuti dal cliente;
e) impegno profuso anche in termini di tempo impiegato;
f) pregio dell'opera prestata.
2. Il valore della pratica e' determinato, in relazione alle
singole attivita' svolte dal professionista, secondo i criteri
specificati nelle disposizioni della sezione seconda del presente
capo.
3. Il compenso e' di regola liquidato, salve ulteriori variazioni
determinate dai parametri di cui al comma 1, applicando al valore
della pratica le percentuali variabili stabilite nella tabella C -
Dottori commercialisti ed esperti contabili allegata, nonche'
utilizzando, di regola, gli ulteriori valori monetari indicati nella
stessa tabella.


Art. 18
Maggiorazioni e riduzioni

1. Per le pratiche di eccezionale importanza, complessita' o
difficolta', ovvero per le prestazioni compiute in condizioni di
particolare urgenza, al compenso del professionista puo' essere
applicata una maggiorazione fino al 100 per cento rispetto a quello
altrimenti liquidabile.
2. Nel caso in cui la prestazione puo' essere eseguita in modo
spedito e non implica la soluzione di questioni rilevanti, al
compenso del professionista puo' essere applicata una riduzione fino
al 50 per cento rispetto a quello altrimenti liquidabile.



Sezione seconda

Disposizioni e parametri specifici


Art. 19
Amministrazione e custodia

1. Il valore della pratica per la liquidazione relativa a incarichi
di amministrazione e custodia di aziende e' determinato dalla
sommatoria dei componenti positivi di reddito lordo e delle
attivita', e il compenso e' liquidato, di regola, in misura pari a
quanto indicato dal riquadro 1 della tabella C-Dottori commercialisti
ed esperti contabili.


Art. 20
Liquidazioni di aziende

1. Il valore della pratica per la liquidazione concernente
incarichi di liquidatore ai sensi degli articoli 1977, 2275, 2309 e
2487 del codice civile, ovvero di liquidatore giudiziale, e'
determinato dalla sommatoria sul totale dell'attivo realizzato e sul
passivo accertato e il compenso e' liquidato, di regola, in misura
pari a quanto indicato dal riquadro 2 della tabella C - Dottori
commercialisti ed esperti contabili.




Art. 21
Valutazioni, perizie e pareri

1. Il valore della pratica per la liquidazione concernente perizie,
pareri motivati, consulenze tecniche di parte, valutazioni di singoli
beni, di diritti, di aziende o rami d'azienda, di patrimoni, di
partecipazioni sociali non quotate e per la redazione delle relazioni
di stima richieste da disposizioni di legge o di regolamenti, e'
determinato in funzione del valore risultante dalla perizia o dalla
valutazione, e il compenso e' liquidato, di regola, secondo quanto
indicato dal riquadro 3 della tabella C - Dottori commercialisti ed
esperti contabili.



Art. 22
Revisioni contabili

1. Il valore della pratica per la liquidazione relativa a incarichi
di revisioni amministrative e contabili, di ispezioni, nonche' per il
riordino di contabilita', per l'accertamento dell'attendibilita' dei
bilanci, previsti dalla legge o eseguiti su richiesta del cliente,
dell'autorita' giudiziaria o amministrativa, anche ai fini della
erogazione di contributi o finanziamenti pubblici, anche comunitari,
nonche' per l'accertamento della rendicontazione dell'impiego di
risorse finanziarie pubbliche, e' determinato in funzione dei
componenti positivi di reddito lordo e delle attivita' e il compenso
liquidato, di regola, secondo quanto indicato nel riquadro 4 della
tabella C - Dottori commercialisti ed esperti contabili.



Art. 23
Tenuta della contabilita'

1. Il valore della pratica per la liquidazione di incarichi di
tenuta della contabilita' ordinaria, e' determinato in funzione dei
componenti positivi di reddito lordi, delle attivita' e delle
passivita' risultanti dal bilancio di fine esercizio, e il compenso
e' liquidato, di regola, secondo quanto indicato dal riquadro 5.1
della tabella C - Dottori commercialisti ed esperti contabili.
2. Il valore della pratica per la liquidazione di incarichi di
tenuta della contabilita' semplificata, e' determinato in funzione
dei componenti positivi di reddito lordi, e il compenso e' liquidato,
di regola, secondo quanto indicato dal riquadro 5.2 della tabella C -
Dottori commercialisti ed esperti contabili.



Art. 24
Formazione del bilancio

1. Il valore della pratica per la liquidazione relativa a incarichi
per la formazione del bilancio, e' determinato in funzione dei
componenti positivi di reddito lordi, delle attivita' e delle
passivita', e il compenso e' liquidato, di regola, secondo quanto
stabilito dal riquadro 6 della tabella C - Dottori commercialisti ed
esperti contabili.



Art. 25
Operazioni societarie

1. Il valore della pratica di liquidazione di incarichi per la
costituzione e per le successive variazioni dello statuto sociale,
incluse le trasformazioni, di qualunque tipo di societa', ente o
associazione, e' determinato in funzione del capitale sottoscritto ed
e' liquidato, di regola, secondo quanto indicato dal riquadro 7.1
della tabella C - Dottori commercialisti ed esperti contabili.
2. Il valore della pratica per la liquidazione di incarichi per le
fusioni, scissioni e altre operazioni straordinarie di qualunque tipo
di societa', ente o associazione, e' determinato in funzione del
totale delle attivita' delle situazioni patrimoniali utilizzate per
l'attivita' professionale svolta, e il compenso e' liquidato, di
regola, secondo quanto indicato dal riquadro 7.2 della tabella C -
Dottori commercialisti ed esperti contabili.



Art. 26
Consulenza e assistenza contrattuale e consulenza
economico-finanziaria

1. Il valore della pratica per la liquidazione di incarichi di
consulenza o assistenza nella stipulazione di tutti i tipi di
contratti, anche preliminari, atti, scritture private, e' determinato
in funzione del corrispettivo pattuito al lordo delle eventuali
passivita' accollate dal cessionario, e il compenso e' liquidato, di
regola, secondo quanto indicato dal riquadro 8.1 della tabella C -
Dottori commercialisti ed esperti contabili.
2. Il valore della pratica per la liquidazione di incarichi
riguardanti contratti di mutuo, di finanziamento e contributi a fondo
perduto, sono determinati in funzione del capitale mutuato o erogato,
e il compenso e' liquidato, di regola, secondo quanto indicato dal
riquadro 8.2 della tabella C - Dottori commercialisti ed esperti
contabili.
3. Il valore della pratica per la liquidazione di incarichi di
consulenza economica e finanziaria e' determinato in funzione dei
capitali o dei valori economico-finanziari oggetto della prestazione,
e il compenso e' liquidato, di regola, secondo quanto indicato nel
riquadro 8.2 della tabella C - Dottori commercialisti ed esperti
contabili.



Art. 27
Assistenza in procedure concorsuali

1. Il valore della pratica per la liquidazione di incarichi di
assistenza al debitore nel periodo preconcorsuale e, altresi', nel
corso di una procedura di concordato preventivo, accordo di
ristrutturazione di debiti e di amministrazione straordinaria, e'
determinato in funzione del totale delle passivita', e il compenso e'
liquidato, di regola, secondo quanto indicato dal riquadro 9 della
tabella C - Dottori commercialisti ed esperti contabili.
2. Le percentuali di liquidazione indicate in tabella per l'ipotesi
del comma 1 sono ridotte fino alla meta' nel caso in cui le procedure
si concludono con esito negativo.




Art. 28
Assistenza, rappresentanza e consulenza tributaria

1. Il compenso per gli adempimenti dichiarativi e le prestazioni
connesse e' liquidato, di regola, secondo quanto indicato nel
riquadro 10.1 della tabella C - Dottori commercialisti ed esperti
contabili.
2. Il valore della pratica per la liquidazione di incarichi di
predisposizione di ricorsi, appelli e memorie alle commissioni
tributarie e ad altri organi giurisdizionali, nonche' per la
rappresentanza tributaria, e' determinato, per ogni grado di
giudizio, in funzione dell'importo complessivo delle imposte, tasse,
contributi, sanzioni, interessi che sarebbero dovuti sulla base
dell'atto impugnato o in contestazione oppure dei quali e' richiesto
il rimborso, e il compenso e' liquidato, di regola, secondo quanto
indicato dal riquadro 10.2 della tabella C - Dottori commercialisti
ed esperti contabili.
3. Il valore della pratica per la liquidazione di incarichi di
consulenza tributaria e' determinato in funzione dell'importo
complessivo delle imposte, tasse, contributi, sanzioni, interessi che
sarebbero dovuti sulla base dell'atto impugnato o in contestazione
oppure dei quali e' richiesto il rimborso, e il compenso e'
liquidato, di regola, secondo quanto indicato dal riquadro 10.3 della
tabella C - Dottori commercialisti ed esperti contabili.




Art. 29
Sindaco di societa'

1. Il valore della pratica per la liquidazione della funzione di
sindaco di societa' che svolge i controlli di legalita' e
sull'amministrazione della societa' e' determinato in funzione della
sommatoria dei componenti positivi di reddito lordi e delle
attivita', e il compenso e' liquidato, di regola, secondo quanto
indicato nel riquadro 11 della tabella C - Dottori commercialisti ed
esperti contabili.
2. Quando la funzione di sind [ . . . ]

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