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Modifiche all'articolo 32 del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, in materia di sanatoria degli abusi edilizi, nonché all'articolo 31 del testo unico di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, in materia di acquisizione degli immobili
Assegnazione alle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Puglia, Sicilia, Toscana, Veneto, di risorse finanziarie ai sensi dell'articolo 32-bis del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326
Conversione in legge del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, recante disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dell’andamento dei conti pubblici (art.32 - condono edilizio)
Nuove norme regionali entro il 31 dicembre, ammessi anche gli edifici condonati
Per l’adeguamento strutturale e antisismico e per costruire nuove scuole
Presentato al Senato un disegno di legge per riaprire i termini del condono edilizio del 2004 ed estenderlo agli abusi in aree vincolate
Sanatoria consentita anche per gli abusi commessi prima del 31 marzo 2003. La proposta in discussione in Senato
CdS: sanatorie solo per nuovi edifici residenziali che dopo l’ampliamento non superino i 3 mila metri cubi
Il Consiglio di Stato conferma il diritto dei confinanti a chiedere la demolizione
Ma le domande inoltrate entro il 7 luglio'04 potrebbero essere accolte
La domanda di sanatoria andava presentata entro il 12 dicembre 2004; per le pratiche in regola silenzio-assenso entro 24 mesi
Primo firmatario Gramazio: ‘evitare norme urbanistiche varate dagli enti locali che mettono in contrapposizione regioni, province e comuni’
Agevolazioni per abitazioni principali e imprese di costruzione nel dl urgente del Min. Infrastrutture
La proposta è contenuta in un disegno di legge urgente messo a punto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Corrispettivo da porre a base di gara individuato in base ai parametri vigenti prima del Dl liberalizzazioni
Già pronti 230 milioni di euro non utilizzati in precedenti e analoghi programmi urbani
Il tetto di spesa aumenta a 96.000 euro. La proposta del Ministero delle Infrastrutture per favorire la ripresa del mercato delle costruzioni