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Scheda Normativa

Norme Correlate

Legge dello Stato 23/05/ 2014 n. 80

Conversione in legge del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, recante misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015 (Piano Casa)

Decreto Ministeriale 24/04/ 2014

Minstero delle Infrastrutture e dei Trasporti - Individuazione delle categorie di lavorazioni che richiedono l'esecuzione da parte di operatori economici in possesso di specifica qualificazione, ai sensi dell'articolo 12 del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47

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Decreto Legge 28/03/2014 n. 47

(Gazzetta ufficiale 28/03/2014 n. 73)

Misure urgenti per l'emergenza abitativa, per il mercato delle costruzioni e per Expo 2015 (Piano Casa Renzi)

Vigente al: 29-3-2014



IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Visti gli articoli 77 e 87 della Costituzione;
Considerata l'attuale eccezionale situazione di crisi economica e
sociale che impone l'adozione di misure urgenti volte a fronteggiare
la grave emergenza abitativa in atto e a adottare misure volte a
rilanciare in modo efficace il mercato delle costruzioni;
Considerata, in particolare, la necessita' di intervenire in via
d'urgenza per far fronte al disagio abitativo che interessa sempre
piu' famiglie impoverite dalla crisi e di fornire immediato sostegno
economico alle categorie meno abbienti che risiedono prevalentemente
in abitazioni in locazione;
Considerata l'esigenza di adottare con misure di urgenza l'offerta
di alloggi di edilizia residenziale pubblica e di alloggi sociali;
Considerata, inoltre, la necessita' e l'urgenza di introdurre
disposizioni in materia di qualificazione delle imprese esecutrici di
contratti pubblici di lavori volte a garantire un miglior livello di
certezza giuridica in particolare in tema di partecipazione degli
operatori economici qualificati nel mercato degli appalti, nonche'
disposizioni volte a facilitare gli investimenti connessi ad Expo
2015;
Vista la deliberazione del Consiglio dei ministri, adottata nella
riunione del 12 marzo 2014;
Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei ministri e del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro dell'economia e delle finanze e con il Ministro per gli
affari regionali;

E m a n a


il seguente decreto-legge:

Art. 1


Finanziamento fondi

1. L'articolo 6, comma 4, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102,
convertito, con modificazioni dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124, e'
sostituito dal seguente: «4. Al Fondo nazionale per il sostegno
all'accesso alle abitazioni in locazione, istituito dalla legge 9
dicembre 1998, n. 431, e' assegnata una dotazione di 100 milioni di
euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015.».
2. La dotazione del Fondo destinato agli inquilini morosi
incolpevoli, istituito dall'articolo 6, comma 5, del decreto-legge 31
agosto 2013, n. 102, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
ottobre 2013, n. 124, e' incrementata di 15,73 milioni di euro per
l'anno 2014, di 12,73 milioni di euro per l'anno 2015, di 59,73
milioni di euro per l'anno 2016, di 36,03 milioni di euro per l'anno
2017, di 46,1 milioni di euro per ciascuno degli anni 2018 e 2019 e
di 9,5 milioni di euro per l'anno 2020.
Art. 2


Modifica della disciplina del Fondo nazionale per il sostegno
all'accesso alle abitazioni in locazione

1. All'articolo 11, della legge 9 dicembre 1998, n. 431, sono
apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 3, le parole: «nonche', qualora le disponibilita' del
Fondo lo consentano, per sostenere le iniziative intraprese dai
comuni anche attraverso la costituzione di agenzie o istituti per la
locazione o attraverso attivita' di promozione in convenzione con
cooperative edilizie per la locazione, tese a favorire la mobilita'
nel settore della locazione attraverso il reperimento di alloggi da
concedere in locazione per periodi determinati», sono sostituite
dalle seguenti: «e per sostenere le iniziative intraprese dai Comuni
e dalle regioni anche attraverso la costituzione di agenzie o
istituti per la locazione o fondi di garanzia o attraverso attivita'
di promozione in convenzione con cooperative edilizie per la
locazione, tese a favorire la mobilita' nel settore della locazione,
attraverso il reperimento di alloggi da concedere in locazione a
canoni concordati ai sensi dell'articolo 2, comma 3. Le procedure
previste per gli sfratti per morosita' si applicano sempre alle
locazioni di cui al presente comma, anche se per finita locazione.»;
b) al comma 6, sono aggiunte in fine le seguenti parole «e
definire la finalita' di utilizzo del Fondo ottimizzandone
l'efficienza, anche in forma coordinata con il Fondo per gli
inquilini morosi incolpevoli istituiti dall'articolo 6, comma 5, del
decreto-legge 31 agosto 2013, n. 102, convertito con modificazioni
dalla legge 28 ottobre 2013, n. 124.»;
c) il comma 7 e' sostituito dal seguente «7. Le regioni
provvedono alla ripartizione fra i comuni delle risorse di cui al
comma 6 nonche' di quelle destinate al Fondo ad esse attribuite ai
sensi del comma 5; le risorse destinate dalle regioni alla
costituzione di agenzie o istituti per la locazione o fondi di
garanzia o alle attivita' di promozione in convenzione con
cooperative edilizie per la locazione sono assegnate dalle stesse ai
comuni sulla base di parametri che premino sia il numero di
abbinamenti tra alloggi a canone concordato e nuclei familiari
provenienti da alloggi di edilizia residenziale pubblica
sovvenzionata o sottoposti a procedure di sfratto esecutivo, sia il
numero di contratti di locazione a canone concordato complessivamente
intermediati nel biennio precedente.».
Art. 3


Misure per la alienazione del patrimonio residenziale pubblico

1. All'articolo 13 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) il comma 1 e' sostituito dal seguente: «1. In attuazione degli
articoli 47 e 117, commi secondo, lettera m), e terzo della
Costituzione, al fine di assicurare il coordinamento della finanza
pubblica, i livelli essenziali delle prestazioni e favorire l'accesso
alla proprieta' dell'abitazione, entro il 30 giugno 2014, il Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministro dell'economia e
delle finanze e il Ministro per gli affari regionali, previa intesa
della Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, approvano con decreto le
procedure di alienazione degli immobili di proprieta' degli Istituti
autonomi per le case popolari, comunque denominati, anche in deroga
alle disposizioni procedurali previste dalla legge 24 dicembre 1993,
n. 560. Le risorse derivanti dalle alienazioni devono essere
destinate a un programma straordinario di realizzazione di nuovi
alloggi di edilizia residenziale pubblica e di manutenzione
straordinaria del patrimonio esistente.»;
b) dopo il comma 2 sono aggiunti i seguenti:
«2-bis. E' istituito nello stato di previsione presso il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti un apposito Fondo, che opera
attraverso un conto corrente di tesoreria, destinato alla concessione
di contributi in conto interessi su finanziamenti per l'acquisto
degli alloggi di proprieta' degli Istituti autonomi per le case
popolari, comunque denominati di cui al comma 1. A titolo di
dotazione del Fondo e' autorizzata la spesa nel limite massimo di
18,9 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2015 al 2020. Con
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro
trenta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, sono disciplinati i criteri, le
condizioni e le modalita' per l'operativita' del Fondo di cui al
presente comma.
2-ter. All'articolo 1, comma 48, lettera c) della legge 27 dicembre
2013, n. 147, dopo le parole: «monogenitoriali con figli minori» sono
aggiunte le seguenti: «conduttori di alloggi di proprieta' degli
Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati».
2-quater. Con apposite convenzioni, da stipularsi tra il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti e istituzioni finanziarie
nazionali o dell'Unione europea o con le relative associazioni di
rappresentanza, possono essere disciplinate forme di partecipazione
finanziaria e nella gestione del Fondo di cui al comma 2-bis, al fine
di aumentarne le disponibilita' e rendere diffuso sull'intero
territorio nazionale il relativo accesso.».
Art. 4


Piano di recupero di immobili e alloggi di edilizia residenziale
pubblica

1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti di concerto
con il Ministro dell'economia e delle finanze e del Ministro per gli
affari regionali, d'intesa con la Conferenza unificata, di cui
all'articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,
approvano con decreto un Piano di recupero e razionalizzazione degli
immobili e degli alloggi di proprieta' degli Istituti autonomi per le
case popolari, comunque denominati, sia attraverso il ripristino di
alloggi di risulta sia per il tramite della manutenzione
straordinaria degli alloggi anche ai fini dell'adeguamento
energetico, impiantistico statico e del miglioramento sismico degli
immobili.
2. Il Piano di cui al comma 1 nonche' gli interventi di cui al
successivo articolo 10, comma 10, sono finanziati con le risorse
rinvenienti dalle revoche di cui all'articolo 1, comma 79, della
legge 27 dicembre 2013, n. 147, nel limite massimo di 500 milioni di
euro e con le risorse di cui al comma 5. Con decreti, del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro
dell'economia e delle finanze, sono individuati i finanziamenti
revocati ai sensi del periodo precedente. Il Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti comunica al CIPE i finanziamenti
revocati. Le quote annuali dei contributi revocati e iscritte in
bilancio, ivi incluse quelle in conto residui, affluiscono ad un
Fondo appositamente istituito nello stato di previsione del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti.
3. Le somme relative ai finanziamenti revocati ai sensi del comma 2
iscritte in conto residui, ad eccezione di quelle eventualmente
conservate ai sensi dell'articolo 30 della legge 31 dicembre 2009, n.
196, dovranno essere mantenute in bilancio e versate all'entrata
dello Stato, secondo la cadenza temporale individuata nel decreti di
cui al comma 2, in modo da non comportare effetti negativi sui saldi
di finanza pubblica, per essere riassegnate sul Fondo di cui al comma
2.
4. Nell'ambito del Piano di cui al comma 1, gli alloggi oggetto di
interventi di manutenzione e di recupero con le risorse di cui al
comma 5, sono assegnati alle categorie sociali individuate
dall'articolo 1, comma 1, della legge 8 febbraio 2007, n. 9.
5. Per l'attuazione degli interventi previsti dal comma 4, a
decorrere dall'esercizio finanziario 2014 e fino al 31 dicembre 2017,
e' istituito, nello stato di previsione del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti, un Fondo, denominato «Fondo per gli
interventi di manutenzione e di recupero di alloggi abitativi privi
di soggetti assegnatari», nel quale confluiscono le risorse, non
utilizzate relative alla seguenti autorizzazioni:
a) dell'articolo 36, della legge 5 agosto 1978, n. 457,
relativamente all'articolo 2, lettera f) e all'articolo 3, lettera q)
della medesima legge n. 457 del 1978;
b) dell'articolo 3, comma 7-bis, del decreto-legge 7 febbraio 1985,
n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 1985, n.
118;
c) dell'articolo 22, comma 3, della legge 11 marzo 1988, n. 67.
6. All'onere derivante dall'attuazione del comma 4, nel limite di
euro 5 milioni per l'anno 2014, di euro 20 milioni per l'anno 2015,
di euro 20 milioni per l'anno 2016 e di euro 22,9 milioni per l'anno
2017 si provvede mediante utilizzo delle risorse previste alle
lettere a), b) e c) del comma 5 che sono versate annualmente
all'entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate sul Fondo
di cui al medesimo comma 5.
7. Alla compensazione degli effetti finanziari in termini di
fabbisogno e di indebitamento netto derivanti dall'attuazione del
comma 5, valutati complessivamente in 5 milioni di euro per il 2014,
20 milioni di euro per il 2015, 20 milioni di euro per il 2016 e 22,9
milioni di euro per il 2017 si provvede mediante corrispondente
utilizzo del Fondo per la compensazione degli effetti finanziari non
previsti a legislazione vigente conseguenti all'attualizzazione di
contributi pluriennali, di cui all'articolo 6, comma 2, del
decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con modificazioni,
dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni.
8. Con il decreto interministeriale di cui al comma 1 sono definiti
i criteri di ripartizione delle risorse di cui al comma 5 tra le
regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano che provvedono
entro quattro mesi all'assegnazione delle risorse ai Comuni e agli
Istituti autonomi per le case popolari, comunque denominati.
9. Il Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Art. 5


Lotta all'occupazione abusiva di immobili

1. Chiunque occupa abusivamente un immobile senza titolo non puo'
chiedere la residenza ne' l'allacciamento a pubblici servizi in
relazione all'immobile medesimo e gli atti emessi in violazione di
tale divieto sono nulli a tutti gli effetti di legge.
Art. 6


Imposizione sui redditi dell'investitore

1. Fino all'eventuale riscatto dell'unita' immobiliare da parte del
conduttore e, comunque, per un periodo non superiore a dieci anni
dalla data di ultimazione dei lavori di nuova costruzione o di
realizzazione mediante interventi di manutenzione straordinaria o di
recupero su un fabbricato preesistente di un alloggio sociale, come
definito dal decreto ministeriale in attuazione dell'articolo 5 della
legge 8 febbraio 2007, n. 9, i redditi derivanti dalla locazione dei
medesimi alloggi sociali non concorrono alla formazione del reddito
d'impresa ai fini delle imposte sui redditi e alla formazione del
valore della produzione netta ai fini dell'imposta regionale sulle
attivita' produttive, nella misura del 40 per cento.
2. L'efficacia della misura di cui al comma 1 e' subordinata, ai
sensi dell'articolo 108, paragrafo 3, del Trattato sul funzionamento
dell'Unione europea, all'autorizzazione della Commissione europea,
richiesta a cura del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti.
Art. 7


Detrazioni fiscali IRPEF per il conduttore di alloggi sociali

1. Per il triennio 2014 - 2016, ai soggetti titolari di contratti
di locazione di alloggi sociali, come definiti dal decreto
ministeriale in attuazione dell'articolo 5 della legge 8 febbraio
2007, n. 9, adibita ad propria abitazione principale spetta una
detrazione complessivamente pari a:
a) 900 euro, se il reddito complessivo non supera euro 15.493,71;
b) 450 euro, se il reddito complessivo supera euro 15.493,71 ma non
euro 30.987,41.
2. Alla detrazione di cui al comma 1 si applica il decreto del
Ministro dell'economia e delle finanze in data 11 febbraio 2008
recante «Modalita' di attribuzione, ai sensi dell'articolo 16, comma
1-sexies, del testo unico delle imposte sui redditi (TUIR) di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,
della detrazione di cui al citato articolo 16 eccedente l'imposta
lorda diminuita delle detrazioni di cui agli articoli 12 e 13 del
medesimo TUIR», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 52 del 1°
marzo 2008.
Art. 8


Riscatto a termine dell'alloggio sociale

1. Trascorso un periodo minimo di 7 anni dalla stipula del
contratto di locazione, il conduttore di un alloggio sociale, come
definito dal decreto ministeriale in attuazione dell'articolo 5 della
legge 8 febbraio 2007, n. 9, ha facolta' di riscattare l'unita'
immobiliare.
2. Fino alla data del riscatto, il conduttore puo' imputare parte
dei corrispettivi pagati al locatore in conto del prezzo di acquisto
futuro dell'alloggio e per altra parte in conto affitto; ai fini
delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle attivita'
produttive, i corrispettivi si considerano canoni di locazione, anche
se imputati in conto del prezzo di acquisto futuro dell'alloggio e ad
essi si applicano le disposizioni dell'articolo 6 ove ne ricorrano le
condizioni.
3. Ai fini delle imposte sui redditi e dell'imposta regionale sulle
attivita' produttive, i corrispettivi delle cessioni degli alloggi di
edilizia sociale si considerano conseguiti alla data dell'eventuale
esercizio del diritto di riscatto dell'unita' immobiliare da parte
del conduttore e le imposte correlate alle somme percepite in conto
del prezzo di acquisto futuro dell'alloggio nel periodo di durata del
contratto di locazione costituiscono un credito d'imposta.
4. Con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, previa
intesa con la Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, sono disciplinate le clausole
standard dei contratti locativi e di futuro riscatto, le tempistiche
e gli altri aspetti ritenuti rilevanti nel rapporto, nonche' le
modalita' di determinazione e di fruizione del credito d'imposta.
5. Le disposizioni contenute nel presente articolo si applicano ai
contratti di locazione stipulati successivamente alla data di entrata
in vigore del presente decreto.
Art. 9


Riduzione dell'aliquota della cedolare secca per contratti a canone
concordato

1. Per il quadriennio 2014-2017, l'aliquota prevista all'articolo
3, comma 2, quarto periodo, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n.
23, come modificato dall'articolo 4 del decreto-legge 31 agosto 2013,
n. 102 convertito, con modificazioni, dalla legge 28 ottobre 2013, n.
124, e' ridotta al 10 per cento.
2. All'articolo 3, del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23,
dopo il comma 6 e' inserito il seguente: «6-bis. L'opzione di cui al
comma 1 puo' essere esercitata anche per le unita' immobiliari
abitative locate nei confronti di cooperative o enti senza scopo di
lucro di cui al libro I, titolo II del codice civile, purche'
sublocate a studenti universitari con rinuncia all'aggiornamento del
canone di locazione o assegnazione.».
Art. 10


Edilizia residenziale sociale

1. In attuazione dell'articolo 117, secondo comma, lettera m),
della Costituzione, il presente articolo e' finalizzato a perseguire
la riduzione del disagio abitativo di individui e nuclei familiari
svantaggiati attraverso l'aumento dell'offerta di alloggi sociali in
locazione, senza consumo di nuovo suolo rispetto agli strumenti
urbanistici vigenti, favorendo il risparmio energetico e la
promozione, da parte dei Comuni, di politiche urbane mirate ad un
processo integrato di rigenerazione delle aree e dei tessuti
attraverso lo sviluppo dell'edilizia sociale.
2. Ai fini del perseguimento dell'obiettivo dell'aumento
dell'offerta di alloggi sociali in locazione, i commi seguenti
prevedono tempi e modalita' di adozione delle procedure idonee a
garantire, anche attraverso lo stanziamento di risorse pubbliche e
l'accelerazione dell'utilizzo delle risorse di cui all'articolo 11,
comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito con
modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, l'incremento degli
alloggi sociali.
3. Si considera alloggio sociale, ai fini del presente articolo,
l'unita' immobiliare adibita ad uso residenziale, realizzata o
recuperata da soggetti pubblici e privati, nonche' dall'ente gestore
comunque denominato, da concedere in locazione, per ridurre il
disagio abitativo di individui e nuclei familiari svantaggiati che
non sono in grado di accedere alla locazione di alloggi alle
condizioni di mercato. Si considera altresi' alloggio sociale
l'unita' abitativa destinata alla locazione, con vincolo di
destinazione d'uso, comunque non inferiore a quindici anni,
all'edilizia universitaria convenzionata oppure alla locazione con
patto di futura vendita, per un periodo non inferiore ad otto anni.
Le aree o gli immobili da destinare ad alloggio sociale non si
computano ai fini delle quantita' minime inderogabili di spazi
pubblici o riservati alle attivita' collettive, a verde pubblico o a
parcheggi, previste dal decreto del Ministro dei lavori pubblici del
2 aprile 1968, n. 1444, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 97 del
16 aprile 1968.
4. Il presente articolo si applica nei comuni di cui alla delibera
CIPE 13 novembre 2003 al patrimonio edilizio esistente, ivi compresi
gli immobili non ultimati e sugli interventi non ancora avviati
provvisti di titoli abilitativi rilasciati entro il 31 dicembre 2013
ovvero regolati da convenzioni urbanistiche stipulate entro la stessa
data e vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto.
5. Ai fini del presente articolo sono ammessi interventi di:
a) ristrutturazione edilizia, restauro o risanamento conservativo,
manutenzione straordinaria, rafforzamento locale, miglioramento o
adeguamento sismico;
b) sostituzione edilizia mediante anche la totale demolizione
dell'edificio e la sua ricostruzione con modifica di sagoma o diversa
localizzazione nel lotto di riferimento, nei limiti di quanto
previsto dall'articolo 30 del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69,
convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98;
c) variazione della destinazione d'uso anche senza opere;
d) creazione di servizi e funzioni connesse e complementari alla
residenza, al commercio con esclusione delle grandi strutture di
vendita, necessarie a garantire l'integrazione sociale degli
inquilini degli alloggi sociali, in misura comunque non superiore al
20 per cento della superficie complessiva comunque ammessa;
e) creazione di quote di alloggi da destinare alla locazione
temporanea dei residenti di immobili di edilizia residenziale
pubblica in corso di ristrutturazione o a soggetti sottoposti a
procedure di sfratto.
6. Entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della
legge di conversione del presente decreto, le regioni definiscono,
qualora non siano gia' disciplinati da norme vigenti e per i casi non
disciplinati da convenzioni gia' stipulate, i requisiti di accesso e
di permanenza nell'alloggio sociale, i criteri e i parametri atti a
regolamentare i canoni minimi e massimi di locazione, di cui al
decreto ministeriale in attuazione dell'articolo 5 della legge 8
febbraio 2007, n. 9, e i prezzi di cessione per gli alloggi concessi
in locazione con patto di futura vendita. Le regioni, entro il
medesimo termine, definiscono la durata del vincolo di destinazione
d'uso, ferma restando la durata minima di quindici anni per gli
alloggi concessi in locazione e di otto anni per gli alloggi concessi
in locazione con patto di futura vendita o con patto di riscatto. Le
regioni possono introdurre norme di semplificazione per il rilascio
del titolo abilitativo edilizio convenzionato e ridurre gli oneri di
urbanizzazione per gli interventi di cui al presente articolo.
7. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto e comunque anteriormente al
rilascio del primo titolo abilitativo edilizio di pertinenza, i
comuni approvano i criteri di valutazione della sostenibilita'
urbanistica, economica e funzionale dei progetti di recupero, riuso o
sostituzione edilizia e determinano le superfici complessive che
possono essere cedute in tutto o in parte ad altri operatori ovvero
trasferite su altre aree di proprieta' pubblica o privata, per le
medesime finalita' di intervento, con esclusione delle aree destinate
all'agricoltura o non soggette a trasformazione urbanistica dagli
strumenti urbanistici, nonche' di quelle vincolate ai sensi del
decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
8. Gli interventi di cui al comma 5 non possono riferirsi ad
edifici abusivi o siti nei centri storici o in aree ad
inedificabilita' assoluta e possono essere autorizzati in deroga alle
previsioni degli strumenti urbanistici, vigenti o adottati, e ai
regolamenti edilizi ed alle destinazioni d'uso, nel rispetto delle
norme e dei vincoli artistici, storici, archeologici, paesaggistici e
ambientali, nonche' delle norme di carattere igienico sanitario e
degli obiettivi di qualita' dei suoli. Gli interventi sono regolati
da convenzioni sottoscritte dal comune e dal soggetto privato con la
previsione di clausole sanzionatorie per il mancato rispetto del
vincolo di destinazione d'uso.
9. I progetti degli interventi di cui al comma 5, ad eccezione di
quelli di mutamento di destinazione d'uso senza opere, devono
comunque assicurare la copertura del fabbisogno energetico necessario
per l'acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento,
tramite impianti alimentati da fonti rinnovabili, nel rispetto delle
quote previste ai sensi del decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28,
allegato 3.
10. Al finanziamento degli interventi di cui al comma 5, lettere d)
ed e), nonche' di quelli per la realizzazione degli spazi pubblici o
riservati alle attivita' collettive, a verde pubblico o a parcheggi,
previste dal decreto del Ministro dei lavori pubblici 2 aprile 1968,
n. 1444, sono destinati fino a 100 milioni di euro a valere sulle
risorse rese disponibili ai sensi dell'articolo 4, comma 2. Con
decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa
intesa della Conferenza unificata, di cui all'articolo 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, ai sensi dell'articolo 8, comma
6, della legge 5 giugno 2003 n. 131, viene ripartito il predetto
importo tra le regioni che hanno rispettato il termine di cui al
comma 6, nonche' definiti i criteri per il successivo riparto da
parte delle regioni tra i Comuni che hanno siglato con gli operatori
privati le convenzioni di cui al comma 8 ai fini della successiva
formale stipula.
Art. 11


Verifica dell'attuazione del provvedimento

1. Con i provvedimenti di assegnazione delle risorse di cui agli
articoli 1, 4 e 10 sono stabilite le modalita' di utilizzo delle
risorse assegnate, di monitoraggio dell'avanzamento degli interventi
e di applicazione di misure di revoca. Le risorse revocate restano
destinate al contrasto del disagio [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


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