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Scheda Normativa

Norme Correlate

Decreto Legge 31/08/ 2013 n. 102

Disposizioni urgenti in materia di IMU, di altra fiscalità immobiliare, di sostegno alle politiche abitative e di finanza locale, nonchè di cassa integrazione guadagni e di trattamenti pensionistici (DL Imu, nuovo Piano Casa)

Legge dello Stato 13/12/ 2010 n. 220

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilita' 2011)

Legge dello Stato 27/12/ 2006 n. 296

Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2007)

Legge dello Stato 01/08/ 2002 n. 166

Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti. (Merloni quater)

Legge dello Stato 23/10/ 1992 n. 421

Delega al Governo per la razionalizzazione e la revisione delle discipline in materia di sanità, di pubblico impiego, di previdenza e di finanza territoriale.

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Riordino della finanza degli enti territoriali, a norma dell'articolo 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421

Testo vigente al 13 dicembre 2013

TITOLO I
IMPOSTE COMUNALI

Capo I
IMPOSTA COMUNALE SUGLI IMMOBILI

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
Visti gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
Visto l'articolo 4 della legge 23 ottobre 1992, n. 421;
Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
adottata nella riunione del 24 novembre 1992;
Acquisito il parere delle Commissioni permanenti della Camera dei
deputati e del Senato della Repubblica;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 23 dicembre 1992;
((Sulla proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei
Ministri dell'interno e delle finanze, di concerto con il Ministro
del tesoro;))

E M A N A
il seguente decreto legislativo:

Art. 1.
Istituzione dell'imposta - Presupposto
1. A decorrere dall'anno 1993 e' istituita l'imposta comunale sugli
immobili (I.C.I.).
2. Presupposto dell'imposta e' il possesso di fabbricati, di aree
fabbricabili e di terreni agricoli, siti nel territorio dello Stato,
a qualsiasi uso destinati, ivi compresi quelli strumentali o alla cui
produzione o scambio e' diretta l'attivita' dell'impresa.

Art. 2
Definizione di fabbricati e aree

1. Ai fini dell'imposta di cui all'articolo 1:
a) per fabbricato si intende l'unita' immobiliare iscritta o che
deve essere iscritta nel catasto edilizio urbano, considerandosi
parte integrante del fabbricato l'area occupata dalla costruzione e
quella che ne costituisce pertinenza; il fabbricato di nuova
costruzione e' soggetto all'imposta a partire dalla data di
ultimazione dei lavori di costruzione ovvero, se antecedente, dalla
data in cui e' comunque utilizzato; (39) ((46))
b) per area fabbricabile si intende l'area utilizzabile a scopo
edificatorio in base agli strumenti urbanistici generali o attuativi
ovvero in base alle possibilita' effettive di edificazione determi-
nate secondo i criteri previsti agli effetti dell'indennita' di
espropriazione per pubblica utilita'. Sono considerati, tuttavia, non
fabbricabili i terreni posseduti e condotti dai soggetti indicati nel
comma 1 dell'articolo 9, sui quali persiste l'utilizzazione
agro-silvo-pastorale mediante l'esercizio di attivita' dirette alla
coltivazione del fondo, alla silvicoltura, alla funghicoltura ed
all'allevamento di animali. Il comune, su richiesta del contribuente,
attesta se un'area sita nel proprio territorio e' fabbricabile in
base ai criteri stabiliti dalla presente lettera;
c) per terreno agricolo si intende il terreno adibito
all'esercizio delle attivita' indicate nell'articolo 2135 del codice
civile.
---------------
AGGIORNAMENTO (39)
Il D.L. 30 settembre 2005, n. 203 convertito con modificazioni
dalla L. 2 dicembre 2005, n. 248 ha disposto (con l'art.
11-quaterdecies, comma 16) che "Ai fini dell'applicazione del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, la disposizione prevista
dall'articolo 2, comma 1, lettera b), dello stesso decreto si
interpreta nel senso che un'area e' da considerare comunque
fabbricabile se e' utilizzabile a scopo edificatorio in base allo
strumento urbanistico generale, indipendentemente dall'adozione di
strumenti attuativi del medesimo."
---------------
AGGIORNAMENTO (46)
Il D.L. 30 dicembre 2008, n. 207, convertito con modificazioni
dalla L. 27/2/2009, n. 14, ha disposto (con l'art. 23, comma 1-bis)
che "Ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1, comma 2, della legge
27 luglio 2000, n. 212, l'articolo 2, comma 1, lettera a), del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, deve intendersi nel
senso che non si considerano fabbricati le unita' immobiliari, anche
iscritte o iscrivibili nel catasto fabbricati, per le quali ricorrono
i requisiti di ruralita' di cui all'articolo 9 del decreto-legge 30
dicembre 1993, n. 557, convertito, con modificazioni, dalla legge 26
febbraio 1994, n. 133, e successive modificazioni."

Art. 3
Soggetti passivi

1. Soggetti passivi dell'imposta sono il proprietario di immobili
di cui al comma 2 dell'articolo 1, ovvero il titolare del diritto di
usufrutto, uso o abitazione, enfiteusi, superficie, sugli stessi,
anche se non residenti nel territorio dello Stato o se non hanno ivi
la sede legale o amministrativa o non vi esercitano l'attivita'.
(( 2. Nel caso di concessione su aree demaniali, soggetto passivo
e' il concessionario. Per gli immobili, anche da costruire o in corso
di costruzione, concessi in locazione finanziaria, soggetto passivo
e' il locatario a decorrere dalla data della stipula e per tutta la
durata del contratto )). ((47))

--------------




AGGIORNAMENTO (47)
La L. 23 luglio 2009, n. 99 ha disposto (con l'art. 8, comma 2) che
"Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano ai contratti di
locazione finanziaria stipulati dalla data di entrata in vigore della
presente legge."

Art. 4.
Soggetto attivo

1. L'imposta e' liquidata, accertata e riscossa da ciascun comune
per gli immobili di cui al comma 2 dell'articolo 1 la cui superficie
insiste, interamente o prevalentemente, sul territorio del comune
stesso. L'imposta non si applica per gli immobili di cui il comune e'
proprietario ovvero titolare dei diritti indicati nell'articolo
precedente quando la loro superficie insiste interamente o
prevalentemente sul suo territorio.
2. In caso di variazioni delle circoscrizioni territoriali dei
comuni, anche se dipendenti dalla istituzione di nuovi comuni, si
considera soggetto attivo il comune nell'ambito del cui territorio
risultano ubicati gli immobili al 1 gennaio dell'anno cui l'imposta
si riferisce.

Art. 5
Base imponibile

1. Base imponibile dell'imposta e' il valore degli immobili di cui
al comma 2 dell'articolo 1.
2. Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore e' costituito da
quello che risulta applicando all'ammontare delle rendite risultanti
in catasto, vigenti al 1 gennaio dell'anno di imposizione, i
moltiplicatori determinati con i criteri e le modalita' previsti dal
primo periodo dell'ultimo comma dell'articolo 52 del testo unico
delle disposizioni concernenti l'imposta di registro, approvato con
decreto del Presidente della Repubblica 26 aprile 1986, n. 131.
PERIODO SOPPRESSO DAL D.LGS. 15 DICEMBRE 1997, N. 446.
3. Per i fabbricati classificabili nel gruppo catastale D, non
iscritti in catasto, interamente posseduti da imprese e distintamente
contabilizzati, fino all'anno nel quale i medesimi sono iscritti in
catasto con attribuzione di rendita, il valore e' determinato, alla
data di inizio di ciascun anno solare ovvero, se successiva, alla
data di acquisizione, secondo i criteri stabiliti nel penultimo
periodo del comma 3, dell'articolo 7 del decreto-legge 11 luglio
1992, n. 333, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 agosto
1992, n. 359, applicando i seguenti coefficienti: per l'anno 1993:
1,02; per l'anno 1992: 1,03; per l'anno 1991: 1,05; per l'anno 1990:
1,10; per l'anno 1989: 1,15; per l'anno 1988: 1,20; per l'anno 1987:
1,30; per l'anno 1986: 1,40; per l'anno 1985: 1,50; per l'anno 1984:
1,60; per l'anno 1983: 1,70; per l'anno 1982 e anni precedenti: 1,80.
I coefficienti sono aggiornati con decreto del Ministro delle finanze
da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale. In caso di locazione
finanziaria il locatore o il locatario possono esperire la procedura
di cui al regolamento adottato con decreto del Ministro delle finanze
del 19 aprile 1994, n. 701 con conseguente determinazione del valore
del fabbricato sulla base della rendita proposta, a decorrere dal
primo gennaio dell'anno successivo a quello nel corso del quale tale
rendita e' stata annotata negli atti catastali, ed estensione della
procedura prevista nel terzo periodo del comma primo dell'articolo
11; in mancanza di rendita proposta il valore e' determinato sulla
base delle scritture contabili del locatore, il quale e' obbligato a
fornire tempestivamente al locatario tutti i dati necessari per il
calcolo.
4. (( COMMA ABROGATO DALLA L. 27 DICEMBRE 2006, N. 296 )).
5. Per le aree fabbricabili, il valore e' costituito da quello
venale in comune commercio al 1 gennaio dell'anno di imposizione,
avendo riguardo alla zona territoriale di ubicazione, all'indice di
edificabilita', alla destinazione d'uso consentita, agli oneri per
eventuali lavori di adattamento del terreno necessari per la
costruzione, ai prezzi medi rilevati sul mercato dalla vendita di
aree aventi analoghe caratteristiche.
6. In caso di utilizzazione edificatoria dell'area, di demolizione
di fabbricato, di interventi di recupero a norma dell'articolo 31,
comma 1, lettere c), d) ed e), della legge 5 agosto 1978, n. 457, la
base imponibile e' costituita dal valore dell'area, la quale e'
considerata fabbricabile anche in deroga a quanto stabilito
nell'articolo 2, senza computare il valore del fabbricato in corso
d'opera, fino alla data di ultimazione dei lavori di costruzione,
ricostruzione o ristrutturazione ovvero, se antecedente, fino alla
data in cui il fabbricato costruito, ricostruito o ristrutturato e'
comunque utilizzato.
7. Per i terreni agricoli, il valore e' costituito da quello che
risulta applicando all'ammontare del reddito dominicale risultante in
catasto, vigente al 1 gennaio dell'anno di imposizione, un
moltiplicatore pari a settantacinque.

Art. 6.
(Determinazione delle aliquote e dell'imposta).

1. L'aliquota e' stabilita dal consiglio comunale , con
deliberazione da adottare entro il 31 ottobre di ogni anno, con
effetto per l'anno successivo. Se la delibera non e' adottata entro
tale termine, si applica l'aliquota del 4 per mille, ferma restando
la disposizione di cui all'articolo 84 del decreto legislativo 25
febbraio 1995, n. 77, come modificato dal decreto legislativo 11
giugno 1996, n. 336.
2. L'aliquota deve essere deliberata in misura non inferiore al 4
per mille, ne' superiore al 7 per mille e puo' essere diversificata
entro tale limite, con riferimento ai casi di immobili diversi dalle
abitazioni, o posseduti in aggiunta all'abitazione principale, o di
alloggi non locati; l'aliquota puo' essere agevolata in rapporto alle
diverse tipologie degli enti senza scopi di lucro.
(( 2-bis. La deliberazione di cui al comma 1 puo' fissare, a
decorrere dall'anno di imposta 2009, un'aliquota agevolata
dell'imposta comunale sugli immobili inferiore al 4 per mille per i
soggetti passivi che installino impianti a fonte rinnovabile per la
produzione di energia elettrica o termica per uso domestico,
limitatamente alle unita' immobiliari oggetto di detti interventi e
per la durata massima di tre anni per gli impianti termici solari e
di cinque anni per tutte le altre tipologie di fonti rinnovabili. Le
modalita' per il riconoscimento dell'agevolazione di cui al presente
comma sono disciplinate con regolamento adottato ai sensi
dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e
successive modificazioni)).
3. L'imposta e' determinata applicando alla base imponibile
l'aliquota vigente nel comune di cui all'articolo 4.
((3-bis. Il soggetto passivo che, a seguito di provvedimento di
separazione legale, annullamento, scioglimento o cessazione degli
effetti civili del matrimonio, non risulta assegnatario della casa
coniugale, determina l'imposta dovuta applicando l'aliquota
deliberata dal comune per l'abitazione principale e le detrazioni di
cui all'articolo 8, commi 2 e 2-bis, calcolate in proporzione alla
quota posseduta. Le disposizioni del presente comma si applicano a
condizione che il soggetto passivo non sia titolare del diritto di
proprieta' o di altro diritto reale su un immobile destinato ad
abitazione situato nello stesso comune ove e' ubicata la casa
coniugale)).
4. Restano ferme le disposizioni dell'articolo 4, comma 1, del
decreto-legge 8 agosto 1996, n. 437, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 ottobre 1996, n. 556.

---------------





AGGIORNAMENTO (9)
Il D.L. 23 maggio 1994, n. 308, convertito con modificazioni dalla
L. 22 luglio 1994, n. 458 ha disposto (con l'art. 4, comma 1) che per
l'anno 1994, il termine per deliberare l'aliquota dell'imposta
comunale sugli immobili previsto dal comma 1 del presente articolo e'
stabilito al 28 febbraio 1994.

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AGGIORNAMENTO (9a)
Il D.L. 27 agosto 1994, n. 515 convertito con modificazioni dalla
L. 28 ottobre 1994, n. 596 ha disposto (con l'art. 6, comma 6) che
"Per i comuni, relativamente ai quali, per effetto del presente
articolo, sono modificate le tariffe d'estimo delle unita'
immobiliari urbane di cui ai prospetti annessi al decreto legislativo
n. 568 del 1993, il termine previsto dall'articolo 6, comma 1, del
decreto legislativo n. 504 del 1992, per deliberare l'aliquota
dell'imposta comunale sugli immobili dovuta per l'anno 1994, resta
fissato al 12 maggio 1994."

Art. 7
Esenzioni

1. Sono esenti dall'imposta:
a) gli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle
province, nonche' dai comuni, se diversi da quelli indicati
nell'ultimo periodo del comma 1 dell'articolo 4, dalle comunita'
montane, dai consorzi fra detti enti, dalle unita' sanitarie locali,
dalle istituzioni sanitarie pubbliche autonome di cui all'articolo 41
della legge 23 dicembre 1978, n. 833, dalle camere di commercio,
industria, artigianato ed agricoltura, destinati esclusivamente ai
compiti istituzionali; (37)
b) i fabbricati classificati o classificabili nelle categorie
catastali da E/1 a E/9;
c) i fabbricati con destinazione ad usi culturali di cui
all'articolo 5-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 601, e successive modificazioni;
d) i fabbricati destinati esclusivamente all'esercizio del culto,
purche' compatibile con le disposizioni degli articoli 8 e 19 della
Costituzione, e le loro pertinenze;
e) i fabbricati di proprieta' della Santa Sede indicati negli
articoli 13, 14, 15 e 16 del Trattato lateranense, sottoscritto l'11
febbraio 1929 e reso esecutivo con legge 27 maggio 1929, n. 810;
f) i fabbricati appartenenti agli Stati esteri e alle
organizzazioni internazionali per i quali e' prevista l'esenzione
dall'imposta locale sul reddito dei fabbricati in base ad accordi
internazionali resi esecutivi in Italia;
g) i fabbricati che, dichiarati inagibili o inabitabili, sono
stati recuperati al fine di essere destinati alle attivita'
assistenziali di cui alla legge 5 febbraio 1992, n 104, limitatamente
al periodo in cui sono adibiti direttamente allo svolgimento delle
attivita' predette;
h) i terreni agricoli ricadenti in aree montane o di collina
delimitate ai sensi dell'articolo 15 della legge 27 dicembre 1977, n.
984;
i) gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all'articolo 87,
comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917, e successive modificazioni, destinati esclusivamente
allo svolgimento con modalita' non commerciali di attivita'
assistenziali, previdenziali, sanitarie, ((di ricerca scientifica,))
didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonche'
delle attivita' di cui all'articolo 16, lettera a), della legge 20
maggio 1985, n. 222. (39) (39a) (57) ((59))
2. L'esenzione spetta per il periodo dell'anno durante il quale
sussistono le condizioni prescritte.

-------------
AGGIORNAMENTO (37)
La L. 27 dicembre 2002, n. 289 ha disposto (con l'art. 31, comma
18) che l'esenzione degli immobili destinati ai compiti istituzionali
posseduti dai consorzi tra enti territoriali, prevista al comma 1,
lettera a), del presente articolo, ai fini dell'imposta comunale
sugli immobili, si deve intendere applicabile anche ai consorzi tra
enti territoriali ed altri enti che siano individualmente esenti ai
sensi della stessa disposizione.
-------------
AGGIORNAMENTO (39)
Il D.L. 30 settembre 2005, n. 203, convertito con modificazioni
dalla L. 2 dicembre 2005, n. 248, ha disposto (con l'art. 7, comma
2-bis) che l'esenzione disposta dalla lettera i) si intende
applicabile alle attivita' indicate nella medesima lettera a
prescindere dalla natura eventualmente commerciale delle stesse.
-------------
AGGIORNAMENTO (39a)
Il D.L. 30 settembre 2005, n. 203, convertito con modificazioni
dalla L. 2 dicembre 2005, n. 248, come modificato dal D.L. 04 luglio
2006, n. 223 (in G.U. 04/07/2006, n.153), convertito con
modificazioni dalla L. 4 agosto 2006, n. 248 ha disposto (con l'art.
7, comma 2-bis) che "L'esenzione disposta dall'articolo 7, comma 1,
lettera i), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, si
intende applicabile alle attivita' indicate nella medesima lettera
che non abbiano esclusivamente natura commerciale".
-------------
AGGIORNAMENTO (57)
Il D.L. 10 ottobre 2012, n. 174, convertito con modificazioni dalla
L. 7 dicembre 2012, n. 213, ha disposto (con l'art. 9, comma
6-quinquies) che "In ogni caso, l'esenzione dall'imposta sugli
immobili disposta dall'articolo 7, comma 1, lettera i), del decreto
legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, non si applica alle fondazioni
bancarie di cui al decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153".
-------------
AGGIORNAMENTO (59)
Il D.L. 31 agosto 2013, n. 102, convertito con modificazioni dalla
L. 28 ottobre 2013, n. 124, ha disposto (con l'art. 2, comma 3) che
la presente modifica si applica a decorrere dal periodo di imposta
2014.

Art. 8.
(Riduzioni e detrazioni dall'imposta).
1. L'imposta e' ridotta del 50 per cento per i fabbricati
dichiarati inagibili o inabitabili e di fatto non utilizzati,
limitatamente al periodo dell'anno durante il quale sussistono dette
condizioni. L'inagibilita' o inabitabilita' e' accertata dall'ufficio
tecnico comunale con perizia a carico del proprietario, che allega
idonea documentazione alla dichiarazione. In alternativa il
contribuente ha facolta' di presentare dichiarazione sostitutiva ai
sensi della legge 4 gennaio 1968, n. 15, rispetto a quanto previsto
dal periodo precedente. L'aliquota puo' essere stabilita dai comuni
nella misura del 4 per mille, per un periodo comunque non superiore a
tre anni, relativamente ai fabbricati realizzati per la vendita e non
venduti dalle imprese che hanno per oggetto esclusivo o prevalente
dell'attivita' la costruzione e l'alienazione di immobili.
2. Dalla imposta dovuta per l'unita' immobiliare adibita ad
abitazione principale del soggetto passivo , intendendosi per tale,
salvo prova contraria, quella di residenza anagrafica, si detraggono,
fino a concorrenza del suo ammontare, lire 200.000 rapportate al
periodo dell'anno durante il quale si protrae tale destinazione; se
l'unita' immobiliare e' adibita ad abitazione principale da piu'
soggetti passivi, la detrazione spetta a ciascuno di essi
proporzionalmente alla quota per la quale la destinazione medesima si
verifica. Per abitazione principale si intende quella nella quale il
contribuente, che la possiede a titolo di proprieta', usufrutto o
altro diritto re- ale, e i suoi familiari dimorano abitualmente.
((2-bis. Dall'imposta dovuta per l'unita' immobiliare adibita ad
abitazione principale del soggetto passivo si detrae un ulteriore
importo pari all'1,33 per mille della base imponibile di cui
all'articolo 5. L'ulteriore detrazione, comunque non superiore a 200
euro, viene fruita fino a concorrenza del suo ammontare ed e'
rapportata al periodo dell'anno durante il quale si protrae la
destinazione di abitazione principale. Se l'unita' immobiliare e'
adibita ad abitazione principale da piu' soggetti passivi, la
detrazione spetta a ciascuno di essi proporzionalmente alla quota per
la quale la destinazione medesima si verifica.
2-ter. L'ulteriore detrazione di cui al comma 2-bis si applica a
tutte le abitazioni ad eccezione di quelle di categoria catastale Al,
A8 e A9)).
3. A decorrere dall'anno di imposta 1997, con la deliberazione di
cui al comma 1 dell'articolo 6, l'imposta dovuta per l'unita'
immobiliare adibita ad abitazione principale del soggetto passivo
puo' essere ridotta fino al 50 per cento; in alternativa, l'importo
di lire 200.000, di cui al comma 2 del presente articolo, puo' essere
elevato, fino a lire 500.000, nel rispetto dell'equilibrio di
bilancio. La predetta facolta' puo' essere esercitata anche
limitatamente alle categorie di soggetti in situazioni di particolare
disagio economico-sociale, individuate con deliberazione del
competente organo comunale .
4. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche
alle unita' immobiliari, appartenenti alle cooperative edilizie a
proprieta' indivisa, adibite ad abitazione principale dei soci
assegnatari, nonche' agli alloggi regolarmente assegnati dagli
Istituti autonomi per le case popolari.

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AGGIORNAMENTO (8)
La L. 24 dicembre 1993, n. 537 ha disposto (con l'art. 15, comma 5)
che la modifica apportata al comma 3 del presente articolo ha effetto
dall'anno 1994.

Art. 9.
Terreni condotti direttamente
1. I terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti imprenditori
agricoli che esplicano la loro attivita' a titolo principale, purche'
dai medesimi condotti, sono soggetti all'imposta limitatamente alla
parte di valore eccedente lire 50 milioni e con le seguenti
riduzioni:
a) del 70 per cento dell'imposta gravante sulla parte di valore
eccedente i predetti 50 milioni di lire e fino a 120 milioni di lire;
b) del 50 per cento di quella gravante sulla parte di valore
eccedente 120 milioni di lire e fino a 200 milioni di lire;
c) del 25 per cento di quella gravante sulla parte di valore
eccedente 200 milioni di lire e fino a 250 milioni di lire.
2. Agli effetti di cui al comma 1 si assume il valore complessivo
dei terreni condotti dal soggetto passivo, anche se ubicati sul
territorio di piu' comuni; l'importo della detrazione e quelli sui
quali si applicano le riduzioni, indicati nel comma medesimo, sono
ripartiti proporzionalmente ai valori dei singoli terreni e sono
rapportati al periodo dell'anno durante il quale sussistono le
condizioni prescritte ed alle quote di possesso. Resta fermo quanto
disposto nel primo periodo del comma 1 dell'articolo 4. ((25))

----------------



AGGIORNAMENTO (25)
IL D.Lgs. 15 dicembre 1997, n. 446 ha disposto (con l'art. 58, comma
2) che agli effetti dell'applicazione del presente articolo 9, si
considerano coltivatori diretti od imprenditori agricoli a titolo
principale le persone fisiche iscritte negli appositi elenchi
comunali previsti dall'articolo 11 della legge 9 gennaio 1963, n. 9,
e soggette al corrispondente obbligo dell'assicurazione per
invalidita', vecchiaia e malattia; la cancellazione dai predetti
elenchi ha effetto a decorrere dal primo gennaio dell'anno
successivo.

Art. 10
Versamenti e dichiarazioni

1. L'imposta e' dovuta dai soggetti indicati nell'articolo 3 per
anni solari proporzionalmente alla quota ed ai mesi dell'anno nei
quali si e' protratto il possesso; a tal fine il mese durante il
quale il possesso si e' protratto per almeno quindici giorni e'
computato per intero. A ciascuno degli anni solari corrisponde una
autonoma obbligazione tributaria.
2. I soggetti indicati nell'articolo 3 devono effettuare il
versamento dell'imposta complessivamente dovuta al comune per l'anno
in corso in due rate delle quali la prima, entro il 16 giugno , pari
al 50 per cento dell'imposta dovuta calcolata sulla base
dell'aliquota e delle detrazioni dei dodici mesi dell'anno
precedente. La seconda rata deve essere versata dal 1° al 16
dicembre, a saldo dell'imposta dovuta per l'intero anno, con
eventuale conguaglio sulla prima rata versata. Il versamento
dell'imposta puo' essere effettuato anche tramite versamenti su conto
corrente postale con bollettini conformi al modello indicato con
circolare del Ministero delle finanze. Resta in ogni caso nella
facolta' del contribuente provvedere al versamento dell'imposta
complessivamente dovuta in unica soluzione annuale, da corrispondere
entro il 16 giugno. (41)
3. L'imposta dovuta ai sensi del comma 2 deve essere corrisposta
mediante versamento diretto al concessionario della riscossione nella
cui circoscrizione e' compreso il comune di cui all'articolo 4 ovvero
su ap [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


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