SismiCad 12

Scheda Normativa

Norme Correlate

Comunicato 12/11/ 2002

Passaggio dal demanio al patrimonio dello Stato di alcuni immobili siti nel comune di Termoli, di Montepaone e di San Benedetto del Tronto.

Legge dello Stato 01/08/ 2002 n. 166

Disposizioni in materia di infrastrutture e trasporti. (Merloni quater)

Decreto Legge 23/11/ 2001 n. 411

Proroghe e differimenti di termini.

Decreto Pres. Repubblica 08/06/ 2001 n. 327

Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità. (Suppl. Ord. n. 211)

Legge dello Stato 02/02/ 1960 n. 35

Agevolazioni tributarie in materia di edilizia.

Legge dello Stato 01/03/ 1952 n. 113

Ratifica, con modificazioni, del decreto legislativo 30 settembre 1947, n. 1174, concernente modificazioni alle disposizioni del testo unico sull'edilizia economica e popolare, approvato con regio decreto 28 aprile 1938, n. 1165.

Legge dello Stato 02/07/1949 n. 408

(Gazzetta ufficiale 18/07/1949 n. 162)

Disposizioni per l'incremento delle costruzioni edilizie. (Legge Tupini)

Testo vigente al 18-07-2013

TITOLO I
Costruzione di case popolari

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

PROMULGA

la seguente legge:

Art. 1.

Per la concessione dei contributi in annualita' da parte dello
Stato agli enti e societa' che ai sensi del testo unico 28 aprile
1938, n. 1165, sull'edilizia popolare ed economica, costruiscono case
popolari, il Ministero dei lavori pubblici e' autorizzato ad assumere
i seguenti impegni:
lire due miliardi nell'esercizio 1949-50;
lire tre miliardi nell'esercizio 1950-51.
Tali contributi saranno corrisposti in misura costante per
trentacinque anni e saranno commisurati ad una percentuale della
spesa riconosciuta ammissibile.
I contributi stessi saranno corrisposti anche se gli enti e le
societa' di cui all'art. 71 del detto testo unico non contraggano
mutuo e sono cedibili.
I termini di costruzione indicati nel citato art. 71 sono protratti
al 31 dicembre 1955.
La somma complessiva di lire centosettantacinque miliardi
occorrenti per il pagamento dei contributi previsti nel primo comma
del presente articolo sara' stanziata in bilancio per lire due
miliardi nell'esercizio 1949-50, per lire cinque miliardi annui negli
esercizi dal 1950-51 fino al 1983-84 e per lire tre miliardi
nell'esercizio 1984-85.
Le somme occorrenti per il pagamento delle annualita' di cui al
presente articolo saranno inscritte in apposito capitolo dello stato
di previsione della spesa del Ministero dei lavori pubblici per
l'esercizio 1949-50 e corrispondenti degli esercizi successivi fino
al 1984-85 compreso. ((3))
---------------
AGGIORNAMENTO (3)

La L. 19 ottobre 1951, n. 1186 ha disposto (con l'art. 1) che "In
aggiunta al limite d'impegni, previsto dall'art. 1 della legge 2
luglio 1949, n. 408, modificato dall'art. 1 della legge 22 giugno
1950, n. 471, e' fissato un ulteriore limite di lire 1.500.000.000,
entro il quale il Ministero dei lavori pubblici e' autorizzato a
concedere, nell'esercizio finanziario 1951-52, ai sensi del testo
unico 28 aprile 1938, n. 1165, sulla edilizia popolare ed economica e
successive modificazioni ed integrazioni, contributi in annualita'
agli enti e societa', previsti dalle citate disposizioni, che
costruiscono case popolari".

Art. 2.

All'art. 16 del testo unico 28 aprile 1938, n. 1165, sono aggiunti
i seguenti numeri:
10) l'Ente edilizio di Reggio Calabria per la costruzione di case
popolari;
11) l'Istituto nazionale di previdenza dei giornalisti italiani
per la costruzione di case popolari a favore dei giornalisti
professionisti;
12) gli enti e le societa' cooperative costituite per la
trasformazione fondiaria, irrigazione e colonizzazione, che
provvedano alla costruzione di borgate rurali;
13) gli altri enti morali e societa' costituiti con lo scopo di
costruire senza finalita' di lucro case popolari da assegnare in
locazione con patto di futura vendita e di riscatto, sempre che i
loro statuti si uniformino alle disposizioni dell'art. 37 del
presente testo unico;
14) le scuole e gli istituti governativi di istruzione tecnica e
le scuole governative di avviamento professionale, che si propongano
di costruire, sui terreni di loro proprieta', case da locare ai
propri dipendenti".

Art. 3.

Le case popolari costruite dagli enti e societa' indicate ai numeri
2, 3, 6, 10, 11 e 12 dell'art. 16 del testo unico 28 aprile 1938, n.
1165, possono essere assegnate in locazione con patto di futura
vendita previa autorizzazione del Ministero dei lavori pubblici e con
l'osservanza delle cautele e condizioni che dallo stesso Ministero
saranno prescritte ai sensi degli articoli 34 e 42 dello stesso testo
unico.
Per le locazioni con patto di futura vendita saranno osservate le
disposizioni del testo unico 28 aprile 1938, n. 1165, e quelle degli
articoli 2 e 3 del decreto legislativo 17 aprile 1948, n. 1029.

Art. 4.

All'art. 31 del testo unico 28 aprile 1938, n. 1165, e' sostituito
il seguente:
"Non possono essere assegnate in proprieta' case economiche e
popolari a chi sia proprietario nello stesso Comune di fabbricati
iscritti al catasto urbano, il cui reddito imponibile, accertato o
presunto, sia superiore a lire 18.000, o comunque di altra,
abitazione di almeno tre vani ed accessori.
Sono parimenti esclusi dall'assegnazione delle case indicate nel
comma precedente coloro che abbiano gia' ottenuto l'assegnazione in
proprieta' di altri alloggi costruiti con concorsi o contributi dello
Stato ovvero che, essendo proprietari di altri appartamenti, li
abbiano alienati dopo il 1 luglio 1947, nonche' coloro che siano
iscritti nei ruoli delle imposte dirette per redditi imponibili
superiori a lire 150.000 o il cui patrimonio accertato ai fini
dell'imposta progressiva sul patrimonio superi lire tre milioni. Nel
computo del reddito non si tiene conto della quota relativa ai
redditi di lavoro.
Le stesse esclusioni sono stabilite per le persone il cui coniuge
non separato legalmente si trovi nelle suddette condizioni".
L'art. 100 del testo unico 28 aprile 1938, n. 1165, e' abrogato.

Art. 5.

L'art. 48 del testo unico 28 aprile 1938, n. 1165 modificato dalla
legge 25 marzo 1943, n. 290, e sostituito dal seguente:
"Sono considerate case popolari, agli effetti del presente testo
unico, quelle costruite dagli enti e dalle societa' di cui al
precedente art. 16.
Ogni alloggio deve:
1) avere non meno di due e non piu' di cinque vani abitabili,
oltre i locali accessori costituiti da cucina, bagno, latrina,
ripostiglio e ingresso;
2) avere il proprio accesso diretto dal ripiano della scala;
3) essere fornito di latrina propria;
4) essere provvisto di presa d'acqua nel suo interno, se esiste
nel centro urbano l'impianto di distribuzione di acqua potabile;
5) soddisfare alle altre condizioni di salubrita' richieste dai
regolamenti di igiene e di edilizia.
La superficie utile non puo' essere superiore:
a mq. 65 per gli alloggi di due vani ed accessori;
a, mq. 80 per gli alloggi di tre vani ed accessori;
a mq. 95 per gli alloggi di quattro vani ed accessori;
a mq. 110 per gli alloggi di cinque vani ed accessori.
Devono essere escluse tutte le opere e le forniture che, per la
loro natura, non abbiano carattere di utilita', e di normale
necessita'. Possono quindi essere previsti impianti di riscaldamento
adeguati alle condizioni del clima locale, ed impianti di ascensore
per gli stabili che hanno piu' di quattro piani. Sono altresi'
consentiti gli allacciamenti agli impianti di distribuzione del gas e
dell'energia elettrica.
Per le famiglie composte da piu' di sette membri puo' essere
consentito l'aumento di 16 metri quadrati di superficie per ogni
persona in piu' delle sette. A comporre il numero dei membri, oltre
al capofamiglia e al coniuge, concorrono solamente i figli che non
siano posati o che non abbiano un altro appartamento in proprieta' o
in affitto.
Le case popolari costruite da industriali, da proprietari o
conduttori di terre per i propri dipendenti, impiegati, operai,
coltivatori, oltre che date in affitto, possono essere ai medesimi
vendute in ammortamento semplice o assicurativo, in quanto ogni
alloggio abbia la composizione di cui al n. 1 del presente articolo".

Art. 6.

Il primo comma dell'art. 90 del testo unico 28 aprile 1938, n.
1165, e' sostituito dal seguente:
"Le cooperative che non siano costituite esclusivamente fra soci
appartenenti alle categorie di cui all'art. 91 e che abbiano ottenuto
il contributo erariale nel pagamento degli interessi, possono
costruire ed acquistare case popolari ed economiche soltanto a
proprieta' indivisa e inalienabile. Nel caso di loro scioglimento le
costruzioni debbono essere cedute ad istituti per case popolari. Le
dette cooperative, col consenso degli istituti finanziatori e previa
autorizzazione del Ministero dei lavori pubblici, possono
trasformarsi in cooperative a proprieta' individuale quando siano
trascorsi dieci anni dalla data di assegnazione di ciascun fabbricato
da esse costruito".

Art. 7.

La Cassa, depositi e prestiti e' autorizzata a concedere mutui per
costruzione di case per le quali sia stato concesso il contributo
dello Stato a norma della presente legge, anche all'Istituto
nazionale di previdenza dei giornalisti italiani e alle societa'
cooperative composte da giornalisti professionisti, mediante cessione
alla Gassa stessa di non oltre la meta' del contributo dovuto dallo
Stato all'Istituto suindicato a termini dell'art. 4 della legge 7
aprile 1930, n. 456, e successive modificazioni.
((Il Ministro per le finanze, con suo decreto, assumera' impegno di
corrispondere direttamente alla Cassa depositi e prestiti, alle
scadenze stabilite, le annualita' corrispondenti all'intero periodo
di ammortamento di ciascuno dei mutui concessi a norma del comma
precedente)).
La, Cassa depositi e prestiti e' altresi' autorizzata a concedere
mutui per costruzioni di case per le quali sia stato concesso il
contributo a norma della presente legge anche a societa' cooperative
costituite fra dipendenti della Camera dei deputati e del Senato
della Repubblica. Queste cooperative sono parificate anche ad ogni
altro effetto a quelle costituite fra impiegati civili di ruolo dello
Stato.

Art. 8.

Per i mutui che la Cassa depositi e prestiti concedera' in
esecuzione della presente legge gli interessati potranno prestare
garanzia alla Cassa mutuante mediante ipoteca di 1° grado e col
contributo dello stato di cui all'art. 1 della presente legge, oppure
nei modi e nelle forme previsti all'art. 4 del testo unico 28 aprile
1938, n. 1165.
Le Casse di risparmio potranno concedere mutui agli Istituti per le
case popolari ad ammortamento trentacinquennale anche in deroga ai
loro particolari statuti.
Il tasso di ammortamento sara' determinato in misura uniforme e
ridotta con decreto del Ministro per il tesoro di concerto con i
Ministri per i lavori pubblici, per l'interno e per le finanze,
sentita l'Associazione delle Casse di risparmio.
E' abrogato il n. 7) dell'art. 1 del regio decreto 3 giugno 1940,
n. 1344, e riprendono vigore gli articoli 151, 153, 186, 190, 198,
284, 375 e 389 del testo unico 28 aprile 1938, n. 1165.

Art. 9.

((Le disposizioni dell'art. 111 del testo unico delle leggi sulla
edilizia popolare ed economica, approvato con regio decreto 28 aprile
1938, n. 1165, si applicano a tutti gli alloggi costruiti dalle
cooperative che usufruiscono dei concorsi o contributi dello Stato,
sostituendosi l'ente mutuante alla Cassa depositi e prestiti per
quanto concerne il consenso alle cessioni, nei casi in cui il mutuo
per la costruzione sia concesso da altro ente)).
Gli alloggi di cui al precedente comma non possono essere ceduti o
comunque alienati se non siano trascorsi dieci anni dalla data di
assegnazione degli alloggi medesimi.
Il primo comma dell'art. 113 del testo unico 28 aprile 1938, n.
165, e' abrogato.

Art. 10.

Le attribuzioni e i poteri spettanti alla Commissione di vigilanza
per l'edilizia popolare ed economica ai sensi degli articoli 131 e
seguenti del testo unico 28 aprile 1938, n. 1165, sulle controversie
ed eventuali abusi ed irregolarita' relative alle assegnazioni di
alloggi costruiti da cooperative edilizie a contributo dello Stato
sono estese alle controversie attinenti alle assegnazioni con patto
di futura vendita degli alloggi costruiti da tutti gli altri enti e
societa' che usufruiscano di concorsi o contributi dello Stato.
La disposizione del comma precedente non si estende alle
controversie indicate nell'ultimo comma dell'art. 131 del citato
testo unico.

Art. 11.

Le disposizioni del decreto legislativo 8 maggio 1947, n. 399, e
del decreto legislativo 22 dicembre 1947, n. 1600, potranno
continuare ad essere applicate soltanto per le costruzioni di edifici
per i quali siano stati o siano concessi contributi, concorsi e premi
di incoraggiamento, a carico delle spese autorizzate con i decreti
legislativi succitati nonche' con il decreto legislativo 24 marzo
1948, n. 212, ed il decreto legislativo 17 aprile 1948, n. 1029.

Art. 12.

Le case per alloggio di senza tetto costruite in concessione, ai
sensi dell'art. 5, n. 2, del testo unico 10 aprile 1947, n. 261, e
quelle costruite direttamente a cura del Ministero dei lavori
pubblici e date in gestione agli Istituti di case popolari od ai
Comuni, ai sensi dell'art. 55 dello stesso testo unico, possono
essere cedute in proprieta' agli Istituti e Comuni che ne hanno la
gestione, a condizione che detti enti eseguano nuove costruzioni per
un importo equivalente alla spesa sostenuta, per la costruzione delle
case cedute quale risulta accertato dal Ministero dei lavori
pubblici.
Sulle nuove costruzioni il Ministero dei lavori pubblici e'
autorizzato a concedere un contributo costante per trentacinque anni
dell'uno per cento della spesa occorrente.
Il passaggio di proprieta' e' effettuato in base a decreto del
Ministro per i lavori pubblici dopo l'ultimazione ed il collaudo
delle nuove costruzioni.
Avvenuta la cessione, tanto le case cedute che quelle di nuova
costruzione, possono essere assegnate in locazione semplice o con
patto di futura vendita e riscatto a norma del decreto legislativo 8
maggio 1947, n. 399, integrato con i decreti legislativi 22 dicembre
1947, n. 1600 e 17 aprile 1948, n. 1029.
TITOLO II
Agevolazioni fiscali e tributarie per la costruzione di case di
abitazione

Art. 13.

Le case di abitazione, anche se comprendono uffici e negozi, che
non abbiano il carattere di abitazione di lusso, la cui costruzione
sia iniziata entro il 31 dicembre 1953 ed ultimata entro il biennio
successivo all'inizio, saranno esenti per venticinque anni
dall'imposta sui fabbricati e relative sovraimposte dalla data della
dichiarazione di abitabilita'.
Nel termine di sei mesi dalla pubblicazione della presente legge,
con decreto del Ministro per i lavori pubblici sentito il Ministro
per le finanze, saranno fissate le caratteristiche per la classifica
delle abitazioni di lusso. (9) (10) ((13))
---------------
AGGIORNAMENTO (9)

La L. 27 dicembre 1956, n. 1416 ha disposto (con l'articolo unico,
comma 1) che "I termini stabiliti [...] dagli articoli 13, 14, 16 e
19 della legge 2 luglio 1949, n. 408, [...] sono prorogati al 31
dicembre 1957, ai fini delle agevolazioni tributarie previste dalle
stesse leggi".
Ha inoltre disposto (con l'articolo unico, comma 3) che la suddetta
modifica ha effetto dal 1° gennaio 1957.
---------------
AGGIORNAMENTO (10)

La L. 27 dicembre 1956, n. 1416, come modificata dalla L. 10
dicembre 1957, n. 1218, ha disposto (con l'articolo unico, comma 1)
che "I termini prorogati al 31 dicembre 1957 [...] sono ulteriormente
prorogati al 31 dicembre 1959".
Ha inoltre disposto che la suddetta modifica ha effetto dal 1°
gennaio 1958.
---------------
AGGIORNAMENTO (13)

Il D.L. 11 dicembre 1967, n. 1150, convertito, con modificazioni,
dalla L. 7 febbraio 1968, n. 26, ha disposto (con l'art. 5, comma 1)
che "L'obbligo della ultimazione del fabbricato entro il biennio
dall'inizio dei lavori di costruzione di cui agli articoli 13 e
seguenti della legge 2 luglio 1949, n. 408 deve intendersi abolito,
anche ai fini dell'applicazione dei benefici tributari in materia di
tasse e imposte indirette sugli affari, con l'entrata in vigore della
legge 2 febbraio 1960, n. 35".

Art. 14.

Sono concessi il beneficio dell'imposta, fissa di registro e quello
della riduzione al quarto dell'imposta ipotecaria per gli acquisti di
aree edificabili e per i contratti di appalto, quando abbiano per
oggetto la costruzione delle case di cui al precedente art. 13,
purche' la costruzione sia iniziata, ed ultimata entro i termini
stabiliti nello stesso art. 13.
Sulla parte del suolo attigua al fabbricato, la quale ecceda il
doppio dell'area coperta, e' dovuta, a costruzione ultimata,
l'imposta ordinaria di registro ed ipotecaria. (9) ((10))
---------------
AGGIORNAMENTO (9)

La L. 27 dicembre 1956, n. 1416 ha disposto (con l'articolo unico,
comma 1) che "I termini stabiliti [...] dagli articoli 13, 14, 16 e
19 della legge 2 luglio 1949, n. 408, [...] sono prorogati al 31
dicembre 1957, ai fini delle agevolazioni tributarie previste dalle
stesse leggi".
Ha inoltre disposto (con l'articolo unico, comma 3) che la suddetta
modifica ha effetto dal 1° gennaio 1957.
---------------
AGGIORNAMENTO (10)

La L. 27 dicembre 1956, n. 1416, come modificata dalla L. 10
dicembre 1957, n. 1218, ha disposto (con l'articolo unico, comma 1)
che "I termini prorogati al 31 dicembre 1957 [...] sono ulteriormente
prorogati al 31 dicembre 1959".
Ha inoltre disposto che la suddetta modifica ha effetto dal 1°
gennaio 1958.

Art. 15.

E' concessa la esenzione dall'imposta di ricchezza mobile sulle
anticipazioni fatte, per l'acquisto delle aree e per l'inizio delle
costruzioni, dai soci alle cooperative edilizie delle quali facciano
parte. ((12))
---------------
AGGIORNAMENTO (12)

La L. 2 febbraio 1960, n. 35 ha disposto (con l'art. 2) che i
termini per le agevolazioni previste in materia di ricchezza mobile
dall'art. 15 della legge 2 luglio 1949, n. 408, e successive
modificazioni, sono prorogati al 31 dicembre 1969.

Art. 16.

E' concessa la esenzione dall'imposta, di consumo per i materiali
impiegati nelle opere di costruzione delle case di cui alla presente
legge, sempre quando la costruzione sia iniziata ed ultimata entro i
termini stabiliti dal precedente art. 13.
La stessa esenzione e' concessa per i materiali impiegati dalla
data di entrata in vigore della, presente legge in case, non aventi
carattere di lusso, gia' in corso di costruzione, a condizione che le
case stesse siano ultimate entro il biennio successivo alla detta
data.
Non si fa luogo a rimborso delle imposte gia' pagate.
Tale esenzione non da luogo all'applicazione del sesto comma
dell'art. 80 del testo unico 14 settembre 1931, n. 1175. (9) ((10))
---------------
AGGIORNAMENTO (9)

La L. 27 dicembre 1956, n. 1416 ha disposto (con l'articolo unico,
comma 1) che "I termini stabiliti [...] dagli articoli 13, 14, 16 e
19 della legge 2 luglio 1949, n. 408, [...] sono prorogati al 31
dicembre 1957, ai fini delle agevolazioni tributarie previste dalle
stesse leggi".
Ha inoltre disposto (con l'articolo unico, comma 3) che la suddetta
modifica ha effetto dal 1° gennaio 1957.
---------------
AGGIORNAMENTO (10)

La L. 27 dicembre 1956, n. 1416, come modificata dalla L. 10
dicembre 1957, n. 1218, ha disposto (con l'articolo unico, comma 1)
che "I termini prorogati al 31 dicembre 1957 [...] sono ulteriormente
prorogati al 31 dicembre 1959".
Ha inoltre disposto che la suddetta modifica ha effetto dal 1°
gennaio 1958.

Art. 17.

Ai trasferimenti di case, costruite ai sensi dell'art. 13, che
abbiano luogo entro quattro anni dalla dichiarazione di abitabilita'
o dall'effettiva abitazione, e' accordata la riduzione alla meta'
dell'imposta di registro e al quarto dell'imposta ipotecaria.
E' esclusa dalle agevolazioni la vendita di negozi, che non sia
effettuata con lo stesso atto con il quale viene trasferito l'intero
fabbricato.
La stessa esclusione si applica alla vendita isolata di negozi, che
costituiscono unita' economiche a se' stanti. ((11))
---------------
AGGIORNAMENTO (11)

La L. 27 maggio 1959, n. 355 ha disposto (con l'art. 2, comma 1)
che "Per i trasferimenti immobiliari di cui all'art. 17 della legge 2
luglio 1949, n. 408, l'imposta di registro e' dovuta in ragione di
lire 2,50 per cento".

Art. 18.

I contratti di mutuo stipulati per le costruzioni indicate
nell'articolo precedente o per la prima, compravendita delle
costruzioni stesse, se avvenga entro il quadriennio dal giorno in cui
sono state dichiarate abitabili o siano state effettivamente abitate,
sono assoggettati al pagamento delle imposte di registro od
ipotecaria ridotte ad un quarto.
Gli interessi sulle somme mutuate sono esenti dall'imposta di
ricchezza mobile.
E' concesso il beneficio della registrazione a tassa fissa per gli
atti di cessione dei contributi di cui all'art. 1.

Art. 19.

Le disposizioni degli articoli precedenti si applicano anche
all'ampliamento delle case di cui all'art. 13, nonche' alla
ricostruzione di quelle comunque distrutte, quando l'ampliamento o la
ricostruzione siano ultimati entro il 31 dicembre 1955. (1) (9)
((10))
---------------
AGGIORNAMENTO (1)

La L. 6 marzo 1950, n. 103 ha disposto (con l'articolo unico) che
"E' fissato al 30 giugno 1950 un nuovo termine entro il quale il
Governo deve provvedere a riunire in testo unico, coordinandole fra
loro, le disposizioni della legge 25 giugno 1949, n. 409, e
successive disposizioni, dei decreti legislativi 10 aprile 1947, n.
261 e 17 aprile 1948, n. 740, nonche' dell'art. 19 della legge 2
luglio 1949, n. 408".
---------------
AGGIORNAMENTO (9)

La L. 27 dicembre 1956, n. 1416 ha disposto (con l'articolo unico,
comma 1) che "I termini stabiliti [...] dagli articoli 13, 14, 16 e
19 della legge 2 luglio 1949, n. 408, [...] sono prorogati al 31
dicembre 1957, ai fini delle agevolazioni tributarie previste dalle
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