Carrello 0

Scheda Normativa

News Correlate

03/06/2013
Requisiti acustici edifici, costruttori responsabili fino al 2009

In attesa del riordino normativo, le regole antirumore non si applicano alle compravendite dal 2009 in poi

26/07/2010
Dal 2012 classificazione acustica obbligatoria per i nuovi edifici

Gli atti di compravendita delle unitĆ  immobiliari conterranno la dichiarazione della classe acustica

07/07/2010
In arrivo i nuovi requisiti acustici per gli edifici

Entro il mese di luglio il Governo dovrĆ  riscrivere le norme in materia di isolamento acustico in edilizia

14/05/2010
Requisiti acustici degli edifici: entro luglio le nuove norme

Sospese nel frattempo le norme nei rapporti tra costruttori e acquirenti di alloggi, anche se sorti prima del 29 luglio 2009

19/01/2010
Requisiti acustici degli edifici: le norme sospese generano contenziosi

Interrogazione chiede paritĆ  di trattamento per i rapporti venditori-acquirenti sorti prima del 29 luglio 2009

15/12/2009
Rischio idrogeologico, entro il 2015 le mappe di gestione

In Commissione Ambiente il d.lgs. per uso sostenibile del territorio e inondazioni controllate

25/11/2009
Appalti, possibile aumento dei ribassi se il bando prevede lā€™arbitrato

Eliminata con il nuovo decreto la scadenza delle clausole compromissorie, ridotti costi e tempi dei contenziosi

16/09/2009
Rinnovabili, presentati emendamenti alla legge Comunitaria

Energie alternative e quote per lā€™emissione di gas serra tra le proposte

Legge dello Stato 07/07/2009 n. 88

(Gazzetta ufficiale 14/07/2009 n. 161)

Disposizioni per l'adempimento di obblighi derivanti dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europee - Legge comunitaria 2008 (Suppl. Ordinario n.110)

testo in vigore dal: 29-7-2009

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:


Vedi Testo allegato sotto


La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara' inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi' 7 luglio 2009

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Ronchi, Ministro per le politiche
europee

Visto, il Guardasigilli: Alfano

LAVORI PREPARATORI

Senato della Repubblica (atto n. 1078):
Presentato dal Ministro senza portafogli per le
politiche europee (Ronchi) il 6 ottobre 2008.
Assegnato alla 14a Commissione (Politiche dell'Unione
europea), in sede referente, il 22 ottobre 2008, con pareri
delle Commissioni 1a, 2a, 3a, 4a, 5a, 6a, 7a, 8a, 9a, 10a,
11a, 12a, 13a e della Commissione per le questioni
regionali.
Esaminato dalla 14a Commissione, in sede referente, il
29 ottobre 2008; il 5, 11, 12, 19 novembre 2008; il 17
dicembre 2008; il 14, 21 gennaio 2009; i1 3, 4, 12, 18, 25
febbraio 2009; il 4 marzo 2009.
Relazione scritta annunciata il 5 marzo 2009, relatore
sen. Rossana Boldi.
Esaminato in Aula i1 3, 11 marzo 2009 ed approvato il 17
marzo 2009.
Camera dei deputati (atto n. 2320-bis - stralcio degli
articoli da 1 a 15 e degli articoli da 17 a 46 dell'atto
n. 2320 deliberato dall'Aula il 20 maggio 2009):
Assegnato alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione
europea), in sede referente, il 24 marzo 2009 con pareri
delle Commissioni I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII, IX, X,
XI, XII, XIII e della Commissione per le questioni
regionali.
Esaminato dalla XIV Commissione, in sede referente, il
7, 29, 30 aprile 2009; il 5, 6, 14 maggio 2009.
Esaminato in Aula il 18, 19 maggio 2009; deliberato lo
stralcio ed approvato, con modificazioni, il 20 maggio
2009.
Senato della Repubblica (atto n. l078-B):
Assegnato alla 14a Commissione (Politiche dell'Unione
europea), in sede referente, il 26 maggio 2009 con pareri
delle Commissioni 1a, 2a, 5a, 6a, 8a, 9a, 10a, 12a,
13a e della Commissione per le questioni regionali.
Esaminato dalla 14ĀŖ Commissione, in sede referente, il
26 maggio 2009; il 9 e l0 giugno 2009.
Esaminato in Aula il 9 giugno 2009 ed approvato, con
modificazioni, il 10 giugno 2009.

Camera dei deputati (atto n. 2320-bis-B):
Assegnato alla XIV Commissione (Politiche dell'Unione
europea), in sede referente, l'11 giugno 2009 con pareri
delle Commissioni I e X.
Esaminato dalla Commissione, in sede referente, il 16 e
17 giugno 2009.
Esaminato in Aula ed approvato il 23 giugno 2009.


N O T E

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicato e' stato redatto
dall'amministrazione competente per materia ai sensi
dell'art. 10, commi 2 e 3 del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi,
sull'emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica
e sulle pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali
e' operato il rinvio. Restano invariati il valore e
l'efficacia degli atti legislativi qui trascritti.
Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita'
europee (GUCE).

Note all'art. 1:
- Si riporta il testo dell'art. 14 della legge 23 agosto
1988, n. 400, recante: Ā«Disciplina dell'attivita' di
Governo e ordinamento della Presidenza del Consiglio dei
MinistriĀ».
Ā«Art. 14 (Decreti legislativi). - 1. I decreti
legislativi adottati dal Governo ai sensi dell'art. 76
della Costituzione sono emanati dal Presidente della
Repubblica con la denominazione di Ā«decreto legislativoĀ» e
con l'indicazione, nel preambolo, della legge di
delegazione, della deliberazione del Consiglio dei ministri
e degli altri adempimenti del procedimento prescritti dalla
legge di delegazione.
2. L'emanazione del decreto legislativo deve avvenire
entro il termine fissato dalla legge di delegazione; il
testo del decreto legislativo adottato dal Governo e'
trasmesso al Presidente della Repubblica, per la
emanazione, almeno venti giorni prima della scadenza.
3. Se la delega legislativa si riferisce ad una
pluralita' di oggetti distinti suscettibili di separata
disciplina, il Governo puo' esercitarla mediante piu' atti
successivi per uno o piu' degli oggetti predetti. In
relazione al termine finale stabilito dalla legge di
delegazione, il Governo informa periodicamente le Camere
sui criteri che segue nell'organizzazione dell'esercizio
della delega.
4. In ogni caso, qualora il termine previsto per
l'esercizio della delega ecceda i due anni, il Governo e'
tenuto a richiedere il parere delle Camere sugli schemi dei
decreti delegati. Il parere e' espresso dalle Commissioni
permanenti delle due Camere competenti per materia entro
sessanta giorni, indicando specificamente le eventuali
disposizioni non ritenute corrispondenti alle direttive
della legge di delegazione. Il Governo, nei trenta giorni
successivi, esaminato il parere, ritrasmette, con le sue
osservazioni e con eventuali modificazioni, i testi alle
Commissioni per il parere definitivo che deve essere
espresso entro trenta giorni.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 11-ter, comma 2, della
legge 5 agosto 1978, n. 468, recante:
Ā«2. I disegni di legge, gli schemi di decreto
legislativo e gli emendamenti di iniziativa governativa che
comportino conseguenze finanziarie devono essere corredati
da una relazione tecnica, predisposta dalle amministrazioni
competenti e verificata dal Ministero del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica sulla
quantificazione delle entrate e degli oneri recati da
ciascuna disposizione, nonche' delle relative coperture,
con la specificazione, per la spesa corrente e per le
minori entrate, degli oneri annuali fino alla completa
attuazione delle norme e, per le spese in conto capitale,
della modulazione relativa agli anni compresi nel bilancio
pluriennale e dell'onere complessivo in relazione agli
obiettivi fisici previsti. Nella relazione sono indicati i
dati e i metodi utilizzati per la quantificazione, le loro
fonti e ogni elemento utile per la verifica tecnica in sede
parlamentare secondo le norme da adottare con i regolamenti
parlamentari.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 81, quarto comma, della
Costituzione:
Ā«4. Ogni altra legge che importi nuove e maggiori spese
deve indicare i mezzi per farvi fronte.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 117, quinto comma, della
Costituzione:
Ā«5. Le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle
decisioni dirette alla formazione degli atti normativi
comunitari e provvedono all'attuazione e all'esecuzione
degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione
europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da
legge dello Stato, che disciplina le modalita' di esercizio
del potere sostitutivo in caso di inadempienza.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 11, comma 8, della legge
4 febbraio 2005, n. 11, recante: Ā«Norme generali sulla
partecipazione dell'Italia al processo normativo
dell'Unione europea e sulle procedure di esecuzione degli
obblighi comunitariĀ».
Ā«8. In relazione a quanto disposto dall'art. 117, quinto
comma, della Costituzione, gli atti normativi di cui al
presente articolo possono essere adottati nelle materie di
competenza legislativa delle regioni e delle province
autonome al fine di porre rimedio all'eventuale inerzia dei
suddetti enti nel dare attuazione a norme comunitarie. In
tale caso, gli atti normativi statali adottati si
applicano, per le regioni e le province autonome nelle
quali non sia ancora in vigore la propria normativa di
attuazione, a decorrere dalla scadenza del termine
stabilito per l'attuazione della rispettiva normativa
comunitaria, perdono comunque efficacia dalla data di
entrata in vigore della normativa di attuazione di ciascuna
regione e provincia autonoma e recano l'esplicita
indicazione della natura sostitutiva del potere esercitato
e del carattere cedevole delle disposizioni in essi
contenute. I predetti atti normativi sono sottoposti al
preventivo esame della Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano.Ā».
Note all'art. 2:
- Si riporta il testo dell'art. 53 del decreto
legislativo 28 agosto 2000, n. 274, recante: Ā«Disposizioni
sulla competenza penale del giudice di pace, a norma
dell'art. 14 della legge 24 novembre 1999, n. 468.Ā»:
Ā«Art. 53 (Obbligo di permanenza domiciliare). - 1. La
pena della permanenza domiciliare comporta l'obbligo di
rimanere presso la propria abitazione o in altro luogo di
privata dimora ovvero in un luogo di cura, assistenza o
accoglienza nei giorni di sabato e domenica; il giudice,
avuto riguardo alle esigenze familiari, di lavoro, di
studio o di salute del condannato, puo' disporre che la
pena venga eseguita in giorni diversi della settimana
ovvero, a richiesta del condannato, continuativamente.
2. La durata della permanenza domiciliare non puo'
essere inferiore a sei giorni ne' superiore a
quarantacinque; il condannato non e' considerato in stato
di detenzione.
3. Il giudice puo' altresi' imporre al condannato,
valutati i criteri di cui all'art. 133, comma secondo, del
codice penale, il divieto di accedere a specifici luoghi
nei giorni in cui non e' obbligato alla permanenza
domiciliare, tenuto conto delle esigenze familiari, di
lavoro, di studio o di salute del condannato.
4. Il divieto non puo' avere durata superiore al doppio
della durata massima della pena della permanenza
domiciliare e cessa in ogni caso quando e' stata
interamente scontata la pena della permanenza
domiciliare.Ā».
- Per l'art. 117, quarto comma, della Costituzione, si
veda nelle note all'art. 11.
- Si riporta il testo dell'art. 5 della legge 16 aprile
1987, n. 183, recante: Ā«Coordinamento delle politiche
riguardanti l'appartenenza dell'Italia alle Comunita'
europee ed adeguamento dell'ordinamento interno agli atti
normativi comunitari.Ā»:
Ā«Art. 5 (Fondo di rotazione). - 1. E' istituito,
nell'ambito del Ministero del tesoro - Ragioneria generale
dello Stato, un fondo di rotazione con amministrazione
autonoma e gestione fuori bilancio, ai sensi dell'art. 9
della legge 25 novembre 1971, n. 1041.
2. Il fondo di rotazione di cui al comma 1 si avvale di
un apposito conto corrente infruttifero, aperto presso la
tesoreria centrale dello Stato denominato Ā«Ministero del
tesoro - fondo di rotazione per l'attuazione delle
politiche comunitarieĀ», nel quale sono versate:
a) le disponibilita' residue del fondo di cui alla
legge 3 ottobre 1977, n. 863, che viene soppresso a
decorrere dalla data di inizio della operativita' del fondo
di cui al comma 1;
b) le somme erogate dalle istituzioni delle Comunita'
europee per contributi e sovvenzioni a favore dell'Italia;
c) le somme da individuare annualmente in sede di legge
finanziaria, sulla base delle indicazioni del comitato
interministeriale per la programmazione economica (CIPE) ai
sensi dell'art. 2, comma 1, lettera c), nell'ambito delle
autorizzazioni di spesa recate da disposizioni di legge
aventi le stesse finalita' di quelle previste dalle norme
comunitarie da attuare;
d) le somme annualmente determinate con la legge di
approvazione del bilancio dello Stato, sulla base dei dati
di cui all'art. 7.
3. Restano salvi i rapporti finanziari direttamente
intrattenuti con le Comunita' europee dalle amministrazioni
e dagli organismi di cui all'art. 2 del decreto del
Presidente della Repubblica 16 aprile 1971, n. 321, ed alla
legge 26 novembre 1975, n. 748.Ā».
Note all'art. 3:
- Per l'art. 14 della legge 23 agosto 1988, n. 400, si
veda nelle note all'art. 1.
Note all'art. 4:
- Si riporta il testo dell'art. 9, della legge 4
febbraio 2005, n. 11, citata nelle note all'art. 1, cosi'
come modificata della presente legge:
Ā«Art. 9 (Contenuti della legge comunitaria). - 1. Il
periodico adeguamento dell'ordinamento nazionale
all'ordinamento comunitario e' assicurato dalla legge
comunitaria annuale, che reca:
a) disposizioni modificative o abrogative di
disposizioni statali vigenti in contrasto con gli obblighi
indicati all'art. 1;
b) disposizioni modificative o abrogative di
disposizioni statali vigenti oggetto di procedure di
infrazione avviate dalla Commissione delle Comunita'
europee nei confronti della Repubblica italiana;
c) disposizioni occorrenti per dare attuazione o
assicurare l'applicazione degli atti del Consiglio o della
Commissione delle Comunita' europee di cui alle lettere a)
e c) del comma 2 dell'art. 1, anche mediante il
conferimento al Governo di delega legislativa;
d) disposizioni che autorizzano il Governo ad attuare
in via regolamentare le direttive, sulla base di quanto
previsto dall'art. 11;
e) disposizioni occorrenti per dare esecuzione ai
trattati internazionali conclusi nel quadro delle relazioni
esterne dell'Unione europea;
f) disposizioni che individuano i principi fondamentali
nel rispetto dei quali le regioni e le province autonome
esercitano la propria competenza normativa per dare
attuazione o assicurare l'applicazione di atti comunitari
nelle materie di cui all'art. 117, terzo comma, della
Costituzione;
g) disposizioni che, nelle materie di competenza
legislativa delle regioni e delle province autonome,
conferiscono delega al Governo per l'emanazione di decreti
legislativi recanti sanzioni penali per la violazione delle
disposizioni comunitarie recepite dalle regioni e dalle
province autonome;
h) disposizioni emanate nell'esercizio del potere
sostitutivo di cui all'art. 117, quinto comma, della
Costituzione, in conformita' ai principi e nel rispetto dei
limiti di cui all'art. 16, comma 3.
2. Gli oneri relativi a prestazioni e controlli da
eseguire da parte di uffici pubblici, ai fini
dell'attuazione delle disposizioni comunitarie di cui alla
legge comunitaria per l'anno di riferimento, sono posti a
carico dei soggetti interessati, secondo tariffe
determinate sulla base del costo effettivo del servizio,
ove cio' non risulti in contrasto con la disciplina
comunitaria. Le tariffe di cui al precedente periodo sono
predeterminate e pubbliche.
ā€œ2-bis. Le entrate derivanti dalle tariffe
determinate ai sensi del comma 2 sono attribuite, nei
limiti previsti dalla legislazione vigente, alle
amministrazioni che effettuano le prestazioni e i controlli
mediante rassegnazione ai sensi del regolamento di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre 1999,
n. 469ā€Ā».
- Il decreto del Presidente della Repubblica 10 novembre
1999, n. 469, reca: Ā«Regolamento recante norme di
semplificazione del procedimento per il versamento di somme
all'entrata e la riassegnazione alle unita' previsionali di
base per la spesa del bilancio dello Stato, con particolare
riferimento ai finanziamenti dell'Unione europea, ai sensi
dell'art. 20, comma 8, della legge 15 marzo 1997, n. 59.Ā».
Note all'art. 5:
- Si riporta il testo dell'art. 20 della legge 15 marzo
1997, n. 59, recante: Ā«Delega al Governo per il
conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti
locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per
la semplificazione amministrativa.Ā»:
Ā«Art. 20 - Il Governo, sulla base di un programma di
priorita' di interventi, definito, con deliberazione del
Consiglio dei Ministri, in relazione alle proposte
formulate dai Ministri competenti, sentita la Conferenza
unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, entro la data del 30 aprile, presenta
al Parlamento, entro il 31 maggio di ogni anno, un disegno
di legge per la semplificazione e il riassetto normativo,
volto a definire, per l'anno successivo, gli indirizzi, i
criteri, le modalita' e le materie di intervento, anche ai
fini della ridefinizione dell'area di incidenza delle
pubbliche funzioni con particolare riguardo all'assetto
delle competenze dello Stato, delle regioni e degli enti
locali. In allegato al disegno di legge e' presentata una
relazione sullo stato di attuazione della semplificazione e
del riassetto.
2. Il disegno di legge di cui al comma 1 prevede
l'emanazione di decreti legislativi, relativamente alle
norme legislative sostanziali e procedimentali, nonche' di
regolamenti ai sensi dell'art. 17, commi 1 e 2, della legge
23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, per le
norme regolamentari di competenza dello Stato.
3. Salvi i principi e i criteri direttivi specifici per
le singole materie, stabiliti con la legge annuale di
semplificazione e riassetto normativo, l'esercizio delle
deleghe legislative di cui ai commi 1 e 2 si attiene ai
seguenti principi e criteri direttivi:
a) definizione del riassetto normativo e codificazione
della normativa primaria regolante la materia, previa
acquisizione del parere del Consiglio di Stato, reso nel
termine di novanta giorni dal ricevimento della richiesta,
con determinazione dei principi fondamentali nelle materie
di legislazione concorrente;
a-bis) coordinamento formale e sostanziale del testo
delle disposizioni vigenti, apportando le modifiche
necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e
sistematica della normativa e per adeguare, aggiornare e
semplificare il linguaggio normativo;
b) indicazione esplicita delle norme abrogate, fatta
salva l'applicazione dell'art. 15 delle disposizioni sulla
legge in generale premesse al codice civile;
c) indicazione dei principi generali, in particolare
per quanto attiene alla informazione, alla partecipazione,
al contraddittorio, alla trasparenza e pubblicita' che
regolano i procedimenti amministrativi ai quali si
attengono i regolamenti previsti dal comma 2 del presente
articolo, nell'ambito dei principi stabiliti dalla legge 7
agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni;
d) eliminazione degli interventi amministrativi
autorizzatori e delle misure di condizionamento della
liberta' contrattuale, ove non vi contrastino gli interessi
pubblici alla difesa nazionale, all'ordine e alla sicurezza
pubblica, all'amministrazione della giustizia, alla
regolazione dei mercati e alla tutela della concorrenza,
alla salvaguardia del patrimonio culturale e dell'ambiente,
all'ordinato assetto del territorio, alla tutela
dell'igiene e della salute pubblica;
e) sostituzione degli atti di autorizzazione, licenza,
concessione, nulla osta, permesso e di consenso comunque
denominati che non implichino esercizio di discrezionalita'
amministrativa e il cui rilascio dipenda dall'accertamento
dei requisiti e presupposti di legge, con una denuncia di
inizio di attivita' da presentare da parte dell'interessato
all'amministrazione competente corredata dalle attestazioni
e dalle certificazioni eventualmente richieste;
f) determinazione dei casi in cui le domande di
rilascio di un atto di consenso, comunque denominato, che
non implichi esercizio di discrezionalita' amministrativa,
corredate dalla documentazione e dalle certificazioni
relative alle caratteristiche tecniche o produttive
dell'attivita' da svolgere, eventualmente richieste, si
considerano accolte qualora non venga comunicato apposito
provvedimento di diniego entro il termine fissato per
categorie di atti in relazione alla complessita' del
procedimento, con esclusione, in ogni caso,
dell'equivalenza tra silenzio e diniego o rifiuto;
g) revisione e riduzione delle funzioni amministrative
non direttamente rivolte:
1) alla regolazione ai fini dell'incentivazione della
concorrenza;
2) alla eliminazione delle rendite e dei diritti di
esclusivita', anche alla luce della normativa comunitaria;
3) alla eliminazione dei limiti all'accesso e
all'esercizio delle attivita' economiche e lavorative;
4) alla protezione di interessi primari,
costituzionalmente rilevanti, per la realizzazione della
solidarieta' sociale;
5) alla tutela dell'identita' e della qualita' della
produzione tipica e tradizionale e della professionalita';
h) promozione degli interventi di autoregolazione per
standard qualitativi e delle certificazioni di conformita'
da parte delle categorie produttive, sotto la vigilanza
pubblica o di organismi indipendenti, anche privati, che
accertino e garantiscano la qualita' delle fasi delle
attivita' economiche e professionali, nonche' dei processi
produttivi e dei prodotti o dei servizi;
i) per le ipotesi per le quali sono soppressi i poteri
amministrativi autorizzatori o ridotte le funzioni
pubbliche condizionanti l'esercizio delle attivita'
private, previsione dell'autoconformazione degli
interessati a modelli di regolazione, nonche' di adeguati
strumenti di verifica e controllo successivi. I modelli di
regolazione vengono definiti dalle amministrazioni
competenti in relazione all'incentivazione della
concorrenzialita', alla riduzione dei costi privati per il
rispetto dei parametri di pubblico interesse, alla
flessibilita' dell'adeguamento dei parametri stessi alle
esigenze manifestatesi nel settore regolato;
l) attribuzione delle funzioni amministrative ai
comuni, salvo il conferimento di funzioni a province,
citta' metropolitane, regioni e Stato al fine di
assicurarne l'esercizio unitario in base ai principi di
sussidiarieta', differenziazione e adeguatezza;
determinazione dei principi fondamentali di attribuzione
delle funzioni secondo gli stessi criteri da parte delle
regioni nelle materie di competenza legislativa
concorrente;
m) definizione dei criteri di adeguamento
dell'organizzazione amministrativa alle modalita' di
esercizio delle funzioni di cui al presente comma;
n) indicazione esplicita dell'autorita' competente a
ricevere il rapporto relativo alle sanzioni amministrative,
ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
3-bis. Il Governo, nelle materie di competenza esclusiva
dello Stato, completa il processo di codificazione di
ciascuna materia emanando, anche contestualmente al decreto
legislativo di riassetto, una raccolta organica delle norme
regolamentari regolanti la medesima materia, se del caso
adeguandole alla nuova disciplina di livello primario e
semplificandole secondo i criteri di cui ai successivi
commi.
4. I decreti legislativi e i regolamenti di cui al comma
2, emanati sulla base della legge di semplificazione e
riassetto normativo annuale, per quanto concerne le
funzioni amministrative mantenute, si attengono ai seguenti
principi:
a) semplificazione dei procedimenti amministrativi, e
di quelli che agli stessi risultano strettamente connessi o
strumentali, in modo da ridurre il numero delle fasi
procedimentali e delle amministrazioni intervenienti, anche
riordinando le competenze degli uffici, accorpando le
funzioni per settori omogenei, sopprimendo gli organi che
risultino superflui e costituendo centri interservizi dove
ricollocare il personale degli organi soppressi e
raggruppare competenze diverse ma confluenti in un'unica
procedura, nel rispetto dei principi generali indicati ai
sensi del comma 3, lettera c), e delle competenze riservate
alle regioni;
b) riduzione dei termini per la conclusione dei
procedimenti e uniformazione dei tempi di conclusione
previsti per procedimenti tra loro analoghi;
c) regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso
tipo che si svolgono presso diverse amministrazioni o
presso diversi uffici della medesima amministrazione;
d) riduzione del numero di procedimenti amministrativi
e accorpamento dei procedimenti che si riferiscono alla
medesima attivita';
e) semplificazione e accelerazione delle procedure di
spesa e contabili, anche mediante l'adozione di
disposizioni che prevedano termini perentori, prorogabili
per una sola volta, per le fasi di integrazione
dell'efficacia e di controllo degli atti, decorsi i quali i
provvedimenti si intendono adottati;
f) aggiornamento delle procedure, prevedendo la piu'
estesa e ottimale utilizzazione delle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione, anche nei rapporti
con i destinatari dell'azione amministrativa;
f-bis) generale possibilita' di utilizzare, da parte
delle amministrazioni e dei soggetti a queste equiparati,
strumenti di diritto privato, salvo che nelle materie o
nelle fattispecie nelle quali l'interesse pubblico non puo'
essere perseguito senza l'esercizio di poteri autoritativi;
f-ter) conformazione ai principi di sussidiarieta',
differenziazione e adeguatezza, nella ripartizione delle
attribuzioni e competenze tra i diversi soggetti
istituzionali, nella istituzione di sedi stabili di
concertazione e nei rapporti tra i soggetti istituzionali
ed i soggetti interessati, secondo i criteri
dell'autonomia, della leale collaborazione, della
responsabilita' e della tutela dell'affidamento;
f-quater) riconduzione delle intese, degli accordi e
degli atti equiparabili comunque denominati, nonche' delle
conferenze di servizi, previste dalle normative vigenti,
aventi il carattere della ripetitivita', ad uno o piu'
schemi base o modelli di riferimento nei quali, ai sensi
degli articoli da 14 a 14-quater della legge 7 agosto 1990,
n. 241, e successive modificazioni, siano stabilite le
responsabilita', le modalita' di attuazione e le
conseguenze degli eventuali inadempimenti;
f-quinquies) avvalimento di uffici e strutture tecniche
e amministrative pubbliche da parte di altre pubbliche
amministrazioni, sulla base di accordi conclusi ai sensi
dell'art. 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni.
5. I decreti legislativi di cui al comma 2 sono emanati
su proposta del Ministro competente, di concerto con il
Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per la
funzione pubblica, con i Ministri interessati e con il
Ministro dell'economia e delle finanze, previa acquisizione
del parere della Conferenza unificata di cui all'art. 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e,
successivamente, dei pareri delle Commissioni parlamentari
competenti che sono resi entro il termine di sessanta
giorni dal ricevimento della richiesta.
6. I regolamenti di cui al comma 2 sono emanati con
decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per la
funzione pubblica, di concerto con il Ministro competente,
previa acquisizione del parere della Conferenza unificata
di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997,
n. 281, quando siano coinvolti interessi delle regioni e
delle autonomie locali, del parere del Consiglio di Stato
nonche' delle competenti Commissioni parlamentari. I pareri
della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato sono
resi entro novanta giorni dalla richiesta; quello delle
Commissioni parlamentari e' reso, successivamente ai
precedenti, entro sessanta giorni dalla richiesta. Per la
predisposizione degli schemi di regolamento la Presidenza
del Consiglio dei Ministri, ove necessario, promuove, anche
su richiesta del Ministro competente, riunioni tra le
amministrazioni interessate. Decorsi sessanta giorni dalla
richiesta di parere alle Commissioni parlamentari, i
regolamenti possono essere comunque emanati.
7. I regolamenti di cui al comma 2, ove non diversamente
previsto dai decreti legislativi, entrano in vigore il
quindicesimo giorno successivo alla data della loro
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Con effetto dalla
stessa data sono abrogate le norme, anche di legge,
regolatrici dei procedimenti.
8. I regolamenti di cui al comma 2 si conformano, oltre
ai principi di cui al comma 4, ai seguenti criteri e
principi:
a) trasferimento ad organi monocratici o ai dirigenti
amministrativi di funzioni anche decisionali, che non
richiedono, in ragione della loro specificita', l'esercizio
in forma collegiale, e sostituzione degli organi collegiali
con conferenze di servizi o con interventi, nei relativi
procedimenti, dei soggetti portatori di interessi diffusi;
b) individuazione delle responsabilita' e delle
procedure di verifica e controllo;
c) soppressione dei procedimenti che risultino non piu'
rispondenti alle finalita' e agli obiettivi fondamentali
definiti dalla legislazione di settore o che risultino in
contrasto con i principi generali dell'ordinamento
giuridico nazionale o comunitario;
d) soppressione dei procedimenti che comportino, per
l'amministrazione e per i cittadini, costi piu' elevati dei
benefici conseguibili, anche attraverso la sostituzione
dell'attivita' amministrativa diretta con forme di
autoregolamentazione da parte degli interessati,
prevedendone comunque forme di controllo;
e) adeguamento della disciplina sostanziale e
procedimentale dell'attivita' e degli atti amministrativi
ai principi della normativa comunitaria, anche sostituendo
al regime concessorio quello autorizzatorio;
f) soppressione dei procedimenti che derogano alla
normativa procedimentale di carattere generale, qualora non
sussistano piu' le ragioni che giustifichino una difforme
disciplina settoriale;
g) regolazione, ove possibile, di tutti gli aspetti
organizzativi e di tutte le fasi del procedimento.
8-bis. Il Governo verifica la coerenza degli obiettivi
di semplificazione e di qualita' della regolazione con la
definizione della posizione italiana da sostenere in sede
di Unione europea nella fase di predisposizione della
normativa comunitaria, ai sensi dell'art. 3 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 303. Assicura la
partecipazione italiana ai programmi di semplificazione e
di miglioramento della qualita' della regolazione interna e
a livello europeo.
9. I Ministeri sono titolari del potere di iniziativa
della semplificazione e del riassetto normativo nelle
materie di loro competenza, fatti salvi i poteri di
indirizzo e coordinamento della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, che garantisce anche l'uniformita' e
l'omogeneita' degli interventi di riassetto e
semplificazione. La Presidenza del Consiglio dei Ministri
garantisce, in caso di inerzia delle amministrazioni
competenti, l'attivazione di specifiche iniziative di
semplificazione e di riassetto normativo.
10. Gli organi responsabili di direzione politica e di
amministrazione attiva individuano forme stabili di
consultazione e di partecipazione delle organizzazioni di
rappresentanza delle categorie economiche e produttive e di
rilevanza sociale, interessate ai processi di regolazione e
di semplificazione.
11. I servizi di controllo interno compiono accertamenti
sugli effetti prodotti dalle norme contenute nei
regolamenti di semplificazione e di accelerazione dei
procedimenti amministrativi e possono formulare
osservazioni e proporre suggerimenti per la modifica delle
norme stesse e per il miglioramento dell'azione
amministrativa.
Note all'art. 6:
- Si riporta il testo dell'art. 8, del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1997, n. 202:
Ā«Art. 8 (Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e
Conferenza unificata). - 1. La Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali e' unificata per le materie ed i compiti
di interesse comune delle regioni, delle province, dei
comuni e delle comunita' montane, con la Conferenza
Stato-regioni.
2. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e'
presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per
sua delega, dal Ministro dell'interno o dal Ministro per
gli affari regionali nella materia di rispettiva
competenza; ne fanno parte altresi' il Ministro del tesoro
e del bilancio e della programmazione economica, il
Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il
Ministro della sanita', il presidente dell'Associazione
nazionale dei comuni d'Italia - ANCI, il presidente
dell'Unione province d'Italia - UPI ed il presidente
dell'Unione nazionale comuni, comunita' ed enti montani -
UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.
Dei quattordici sindaci designati dall'ANCI cinque
rappresentano le citta' individuate dall'art. 17 della
legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni possono essere
invitati altri membri del Governo, nonche' rappresentanti
di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.
3. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e'
convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi
il presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne faccia
richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM.
4. La Conferenza unificata di cui al comma 1 e'
convocata dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Le
sedute sono presiedute dal Presidente del Consiglio dei
Ministri o, su sua delega, dal Ministro per gli affari
regionali o, se tale incarico non e' conferito, dal
Ministro dell'internoĀ».
- Si riporta il testo dell'art. 8, comma 5, della legge
4 febbraio 2005, n. 11, citata nelle note all'art. 1, cosi'
come modificata dal presente legge:
Ā«Art. 8 (Legge comunitaria). - 1. Lo Stato, le regioni e
le province autonome, nelle materie di propria competenza
legislativa, danno tempestiva attuazione alle direttive
comunitarie.
2. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il
Ministro per le politiche comunitarie informa con
tempestivita' le Camere e, per il tramite della Conferenza
dei presidenti delle regioni e delle province autonome di
Trento e di Bolzano e della Conferenza dei presidenti
dell'Assemblea, dei Consigli regionali e delle province
autonome, le regioni e le province autonome, degli atti
normativi e di indirizzo emanati dagli organi dell'Unione
europea e delle Comunita' europee.
3. Il Presidente del Consiglio dei Ministri o il
Ministro per le politiche comunitarie verifica, con la
collaborazione delle amministrazioni interessate, lo stato
di conformita' dell'ordinamento interno e degli indirizzi
di politica del Governo in relazione agli atti di cui al
comma 2 e ne trasmette le risultanze tempestivamente, e
comunque ogni quattro mesi, anche con riguardo alle misure
da intraprendere per assicurare tale conformita', agli
organi parlamentari competenti, alla Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e di Bolzano e alla Conferenza dei
presidenti dell'Assemblea, dei Consigli regionali e delle
province autonome, per la formulazione di ogni opportuna
osservazione. Nelle materie di loro competenza le regioni e
le province autonome verificano lo stato di conformita' dei
propri ordinamenti in relazione ai suddetti atti e ne
trasmettono le risultanze alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri - Dipartimento per le politiche comunitarie con
riguardo alle misure da intraprendere.
4. All'esito della verifica e tenuto conto delle
osservazioni di cui al comma 3, il Presidente del Consiglio
dei Ministri o il Ministro per le politiche comunitarie, di
concerto con il Ministro degli affari esteri e con gli
altri Ministri interessati, entro il 31 gennaio di ogni
anno presenta al Parlamento un disegno di legge recante:
Ā«Disposizioni per l'adempimento degli obblighi derivanti
dall'appartenenza dell'Italia alle Comunita' europeeĀ»; tale
titolo e' completato dall'indicazione: Ā«Legge comunitariaĀ»
seguita dall'anno di riferimentoĀ».
5. ā€œNell'ambito della relazione al disegno di
legge di cui al comma 4 il Governo:ā€
a) riferisce sullo stato di conformita'
dell'ordinamento interno al diritto comunitario e sullo
stato delle eventuali procedure di infrazione dando conto,
in particolare, della giurisprudenza della Corte di
giustizia delle Comunita' europee relativa alle eventuali
inadempienze e violazioni degli obblighi comunitari da
parte della Repubblica italiana;
b) fornisce l'elenco delle direttive attuate o da
attuare in via amministrativa;
c) da' partitamente conto delle ragioni dell'eventuale
omesso inserimento delle direttive il cui termine di
recepimento e' gia' scaduto e di quelle il cui termine di
recepimento scade nel periodo di riferimento, in relazione
ai tempi previsti per l'esercizio della delega legislativa;
d) fornisce l'elenco delle direttive attuate con
regolamento ai sensi dell'art. 11, nonche' l'indicazione
degli estremi degli eventuali regolamenti di attuazione
gia' adottati;
e) fornisce l'elenco degli atti normativi con i quali
nelle singole regioni e province autonome si e' provveduto
a dare attuazione alle direttive nelle materie di loro
competenza, anche con riferimento a leggi annuali di
recepimento eventualmente approvate dalle regioni e dalle
province autonome. L'elenco e' predisposto dalla Conferenza
dei presidenti delle regioni e delle province autonome di
Trento e di Bolzano e trasmesso alla Presidenza del
Consiglio dei Ministri - Dipartimento per le politiche
comunitarie in tempo utile e, comunque, non oltre il 25
gennaio di ogni anno.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 11-bis, della legge 4
febbraio 2005, n. 11, citata nelle note all'art. 1, cosi'
come modificata dalla presente legge:
Ā«Art.11-bis (Attuazione in via regolamentare di
disposizioni adottate dalla Commissione europea in
attuazione di direttive recepite mediante decreto
legislativo). - 1. Contestualmente o dopo l'entrata in
vigore di decreti legislativi, adottati per il recepimento
di direttive ā€œche conferiscono alla Commissione
europea il potere di adottare disposizioni di
attuazioneā€, il Governo e' autorizzato, qualora tali
disposizioni siano state effettivamente adottate, a
recepirle nell'ordinamento nazionale con regolamento
adottato ai sensi dell'art. 17, comma 1, della citata legge
n. 400 del 1988, e successive modificazioni, secondo quanto
disposto dagli articoli 9 e 11 della presente legge, con le
procedure ivi previste
Note all'art. 7:
- Si riporta il testo dell'art. 20 della legge 15 marzo
1997, n. 59, recante: Ā«Delega al Governo per il
conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti
locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per
la semplificazione amministrativaĀ», pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 17 marzo 1997, n. 63, S.O.:
Ā«Art. 20. - 1. Il Governo, sulla base di un programma di
priorita' di interventi, definito, con deliberazione del
Consiglio dei Ministri, in relazione alle proposte
formulate dai Ministri competenti, sentita la Conferenza
unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, entro la data del 30 aprile, presenta
al Parlamento, entro il 31 maggio di ogni anno, un disegno
di legge per la semplificazione e il riassetto normativo,
volto a definire, per l'anno successivo, gli indirizzi, i
criteri, le modalita' e le materie di intervento, anche ai
fini della ridefinizione dell'area di incidenza delle
pubbliche funzioni con particolare riguardo all'assetto
delle competenze dello Stato, delle regioni e degli enti
locali. In allegato al disegno di legge e' presentata una
relazione sullo stato di attuazione della semplificazione e
del riassetto.
2. Il disegno di legge di cui al comma 1 prevede
l'emanazione di decreti legislativi, relativamente alle
norme legislative sostanziali e procedimentali, nonche' di
regolamenti ai sensi dell'art. 17, commi 1 e 2, della legge
23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, per le
norme regolamentari di competenza dello Stato.
3. Salvi i principi e i criteri direttivi specifici per
le singole materie, stabiliti con la legge annuale di
semplificazione e riassetto normativo, l'esercizio delle
deleghe legislative di cui ai commi 1 e 2 si attiene ai
seguenti principi e criteri direttivi:
a) definizione del riassetto normativo e codificazione
della normativa primaria regolante la materia, previa
acquisizione del parere del Consiglio di Stato, reso nel
termine di novanta giorni dal ricevimento della richiesta,
con determinazione dei principi fondamentali nelle materie
di legislazione concorrente;
a-bis) coordinamento formale e sostanziale del testo
delle disposizioni vigenti, apportando le modifiche
necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e
sistematica della normativa e per adeguare, aggiornare e
semplificare il linguaggio normativo;
b) indicazione esplicita delle norme abrogate, fatta
salva l'applicazione dell'art. 15 delle disposizioni sulla
legge in generale premesse al codice civile;
c) indicazione dei principi generali, in particolare
per quanto attiene alla informazione, alla partecipazione,
al contraddittorio, alla trasparenza e pubblicita' che
regolano i procedimenti amministrativi ai quali si
attengono i regolamenti previsti dal comma 2 del presente
articolo, nell'ambito dei principi stabiliti dalla legge 7
agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni;
d) eliminazione degli interventi amministrativi
autorizzatori e delle misure di condizionamento della
liberta' contrattuale, ove non vi contrastino gli interessi
pubblici alla difesa nazionale, all'ordine e alla sicurezza
pubblica, all'amministrazione della giustizia, alla
regolazione dei mercati e alla tutela della concorrenza,
alla salvaguardia del patrimonio culturale e dell'ambiente,
all'ordinato assetto del territorio, alla tutela
dell'igiene e della salute pubblica;
e) sostituzione degli atti di autorizzazione, licenza,
concessione, nulla osta, permesso e di consenso comunque
denominati che non implichino esercizio di discrezionalita'
amministrativa e il cui rilascio dipenda dall'accertamento
dei requisiti e presupposti di legge, con una denuncia di
inizio di attivita' da presentare da parte dell'interessato
all'amministrazione competente corredata dalle attestazioni
e dalle certificazioni eventualmente richieste;
f) determinazione dei casi in cui le domande di
rilascio di un atto di consenso, comunque denominato, che
non implichi esercizio di discrezionalita' amministrativa,
corredate dalla documentazione e dalle certificazioni
relative alle caratteristiche tecniche o produttive
dell'attivita' da svolgere, eventualmente richieste, si
considerano accolte qualora non venga comunicato apposito
provvedimento di diniego entro il termine fissato per
categorie di atti in relazione alla complessita' del
procedimento, con esclusione, in ogni caso,
dell'equivalenza tra silenzio e diniego o rifiuto;
g) revisione e riduzione delle funzioni amministrative
non direttamente rivolte:
1) alla regolazione ai fini dell'incentivazione della
concorrenza;
2) alla eliminazione delle rendite e dei diritti di
esclusivita', anche alla luce della normativa comunitaria;
3) alla eliminazione dei limiti all'accesso e
all'esercizio delle attivita' economiche e lavorative;
4) alla protezione di interessi primari,
costituzionalmente rilevanti, per la realizzazione della
solidarieta' sociale;
5) alla tutela dell'identita' e della qualita' della
produzione tipica e tradizionale e della professionalita';
h) promozione degli interventi di autoregolazione per
standard qualitativi e delle certificazioni di conformita'
da parte delle categorie produttive, sotto la vigilanza
pubblica o di organismi indipendenti, anche privati, che
accertino e garantiscano la qualita' delle fasi delle
attivita' economiche e professionali, nonche' dei processi
produttivi e dei prodotti o dei servizi;
i) per le ipotesi per le quali sono soppressi i poteri
amministrativi autorizzatori o ridotte le funzioni
pubbliche condizionanti l'esercizio delle attivita'
private, previsione dell'autoconformazione degli
interessati a modelli di regolazione, nonche' di adeguati
strumenti di verifica e controllo successivi. I modelli di
regolazione vengono definiti dalle amministrazioni
competenti in relazione all'incentivazione della
concorrenzialita', alla riduzione dei costi privati per il
rispetto dei parametri di pubblico interesse, alla
flessibilita' dell'adeguamento dei parametri stessi alle
esigenze manifestatesi nel settore regolato;
l) attribuzione delle funzioni amministrative ai
comuni, salvo il conferimento di funzioni a province,
citta' metropolitane, regioni e Stato al fine di
assicurarne l'esercizio unitario in base ai principi di
sussidiarieta', differenziazione e adeguatezza;
determinazione dei principi fondamentali di attribuzione
delle funzioni secondo gli stessi criteri da parte delle
regioni nelle materie di competenza legislativa
concorrente;
m) definizione dei criteri di adeguamento
dell'organizzazione amministrativa alle modalita' di
esercizio delle funzioni di cui al presente comma;
n) indicazione esplicita dell'autorita' competente a
ricevere il rapporto relativo alle sanzioni amministrative,
ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
3-bis. Il Governo, nelle materie di competenza esclusiva
dello Stato, completa il processo di codificazione di
ciascuna materia emanando, anche contestualmente al decreto
legislativo di riassetto, una raccolta organica delle norme
regolamentari regolanti la medesima materia, se del caso
adeguandole alla nuova disciplina di livello primario e
semplificandole secondo i criteri di cui ai successivi
commi.
4. I decreti legislativi e i regolamenti di cui al comma
2, emanati sulla base della legge di semplificazione e
riassetto normativo annuale, per quanto concerne le
funzioni amministrative mantenute, si attengono ai seguenti
principi:
a) semplificazione dei procedimenti amministrativi, e
di quelli che agli stessi risultano strettamente connessi o
strumentali, in modo da ridurre il numero delle fasi
procedimentali e delle amministrazioni intervenienti, anche
riordinando le competenze degli uffici, accorpando le
funzioni per settori omogenei, sopprimendo gli organi che
risultino superflui e costituendo centri interservizi dove
ricollocare il personale degli organi soppressi e
raggruppare competenze diverse ma confluenti in un'unica
procedura, nel rispetto dei principi generali indicati ai
sensi del comma 3, lettera c), e delle competenze riservate
alle regioni;
b) riduzione dei termini per la conclusione dei
procedimenti e uniformazione dei tempi di conclusione
previsti per procedimenti tra loro analoghi;
c) regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso
tipo che si svolgono presso diverse amministrazioni o
presso diversi uffici della medesima amministrazione;
d) riduzione del numero di procedimenti amministrativi
e accorpamento dei procedimenti che si riferiscono alla
medesima attivita';
e) semplificazione e accelerazione delle procedure di
spesa e contabili, anche mediante l'adozione di
disposizioni che prevedano termini perentori, prorogabili
per una sola volta, per le fasi di integrazione
dell'efficacia e di controllo degli atti, decorsi i quali i
provvedimenti si intendono adottati;
f) aggiornamento delle procedure, prevedendo la piu'
estesa e ottimale utilizzazione delle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione, anche nei rapporti
con i destinatari dell'azione amministrativa;
f-bis) generale possibilita' di utilizzare, da parte
delle amministrazioni e dei soggetti a queste equiparati,
strumenti di diritto privato, salvo che nelle materie o
nelle fattispecie nelle quali l'interesse pubblico non puo'
essere perseguito senza l'esercizio di poteri autoritativi;
f-ter) conformazione ai principi di sussidiarieta',
differenziazione e adeguatezza, nella ripartizione delle
attribuzioni e competenze tra i diversi soggetti
istituzionali, nella istituzione di sedi stabili di
concertazione e nei rapporti tra i soggetti istituzionali
ed i soggetti interessati, secondo i criteri
dell'autonomia, della leale collaborazione, della
responsabilita' e della tutela dell'affidamento;
f-quater) riconduzione delle intese, degli accordi e
degli atti equiparabili comunque denominati, nonche' delle
conferenze di servizi, previste dalle normative vigenti,
aventi il carattere della ripetitivita', ad uno o piu'
schemi base o modelli di riferimento nei quali, ai sensi
degli articoli da 14 a 14-quater della legge 7 agosto 1990,
n. 241, e successive modificazioni, siano stabilite le
responsabilita', le modalita' di attuazione e le
conseguenze degli eventuali inadempimenti;
f-quinquies) avvalimento di uffici e strutture tecniche
e amministrative pubbliche da parte di altre pubbliche
amministrazioni, sulla base di accordi conclusi ai sensi
dell'art. 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni.
5. I decreti legislativi di cui al comma 2 sono emanati
su proposta del Ministro competente, di concerto con il
Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per la
funzione pubblica, con i Ministri interessati e con il
Ministro dell'economia e delle finanze, previa acquisizione
del parere della Conferenza unificata di cui all'art. 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e,
successivamente, dei pareri delle Commissioni parlamentari
competenti che sono resi entro il termine di sessanta
giorni dal ricevimento della richiesta.
6. I regolamenti di cui al comma 2 sono emanati con
decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per la
funzione pubblica, di concerto con il Ministro competente,
previa acquisizione del parere della Conferenza unificata
di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997,
n. 281, quando siano coinvolti interessi delle regioni e
delle autonomie locali, del parere del Consiglio di Stato
nonche' delle competenti Commissioni parlamentari. I pareri
della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato sono
resi entro novanta giorni dalla richiesta; quello delle
Commissioni parlamentari e' reso, successivamente ai
precedenti, entro sessanta giorni dalla richiesta. Per la
predisposizione degli schemi di regolamento la Presidenza
del Consiglio dei Ministri, ove necessario, promuove, anche
su richiesta del Ministro competente, riunioni tra le
amministrazioni interessate. Decorsi sessanta giorni dalla
richiesta di parere alle Commissioni parlamentari, i
regolamenti possono essere comunque emanati.
7. I regolamenti di cui al comma 2, ove non diversamente
previsto dai decreti legislativi, entrano in vigore il
quindicesimo giorno successivo alla data della loro
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Con effetto dalla
stessa data sono abrogate le norme, anche di legge,
regolatrici dei procedimenti.
8. I regolamenti di cui al comma 2 si conformano, oltre
ai principi di cui al comma 4, ai seguenti criteri e
principi:
a) trasferimento ad organi monocratici o ai dirigenti
amministrativi di funzioni anche decisionali, che non
richiedono, in ragione della loro specificita', l'esercizio
in forma collegiale, e sostituzione degli organi collegiali
con conferenze di servizi o con interventi, nei relativi
procedimenti, dei soggetti portatori di interessi diffusi;
b) individuazione delle responsabilita' e delle
procedure di verifica e controllo;
c) soppressione dei procedimenti che risultino non piu'
rispondenti alle finalita' e agli obiettivi fondamentali
definiti dalla legislazione di settore o che risultino in
contrasto con i principi generali dell'ordinamento
giuridico nazionale o comunitario;
d) soppressione dei procedimenti che comportino, per
l'amministrazione e per i cittadini, costi piu' elevati dei
benefici conseguibili, anche attraverso la sostituzione
dell'attivita' amministrativa diretta con forme di
autoregolamentazione da parte degli interessati,
prevedendone comunque forme di controllo;
e) adeguamento della disciplina sostanziale e
procedimentale dell'attivita' e degli atti amministrativi
ai principi della normativa comunitaria, anche sostituendo
al regime concessorio quello autorizzatorio;
f) soppressione dei procedimenti che derogano alla
normativa procedimentale di carattere generale, qualora non
sussistano piu' le ragioni che giustifichino una difforme
disciplina settoriale;
g) regolazione, ove possibile, di tutti gli aspetti
organizzativi e di tutte le fasi del procedimento.
8-bis. Il Governo verifica la coerenza degli obiettivi
di semplificazione e di qualita' della regolazione con la
definizione della posizione italiana da sostenere in sede
di Unione europea nella fase di predisposizione della
normativa comunitaria, ai sensi dell'art. 3 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 303. Assicura la
partecipazione italiana ai programmi di semplificazione e
di miglioramento della qualita' della regolazione interna e
a livello europeo.
9. I Ministeri sono titolari del potere di iniziativa
della semplificazione e del riassetto normativo nelle
materie di loro competenza, fatti salvi i poteri di
indirizzo e coordinamento della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, che garantisce anche l'uniformita' e
l'omogeneita' degli interventi di riassetto e
semplificazione. La Presidenza del Consiglio dei Ministri
garantisce, in caso di inerzia delle amministrazioni
competenti, l'attivazione di specifiche iniziative di
semplificazione e di riassetto normativo.
10. Gli organi responsabili di direzione politica e di
amministrazione attiva individuano forme stabili di
consultazione e di partecipazione delle organizzazioni di
rappresentanza delle categorie economiche e produttive e di
rilevanza sociale, interessate ai processi di regolazione e
di semplificazione.
11. I servizi di controllo interno compiono accertamenti
sugli effetti prodotti dalle norme contenute nei
regolamenti di semplificazione e di accelerazione dei
procedimenti amministrativi e possono formulare
osservazioni e proporre suggerimenti per la modifica delle
norme stesse e per il miglioramento dell'azione
amministrativa.
- La direttiva 2004/41/CE e' pubblicata nella G.U.C.E.
30 aprile 2004, n. L 157.
- Il regolamento (CE) n. 178/2002 e' pubblicato nella
G.U.C.E. 1 febbraio 2002, n. L 31.
- I regolamenti (CE) nn. 852/2004, 853/2004, 854/2004 e
882/2004, sono pubblicati nella G.U.U.E. 30 aprile 2004, n.
L 139, 30 aprile 2004, n. L 165 e 8 febbraio 2005, n. L 35.
Note all'art. 8:
- La direttiva 2007/47/CE e' pubblicata nella G.U.C.E.
21 settembre 2007 n. L 247.
- La direttiva 90/385/CEE e' pubblicata nella G.U.C.E.
20 luglio 2007 n. L 189.
- La direttiva 93/42/CEE e' pubblicata nella G.U.C.E. 12
luglio 1993 n. L 169.
- La direttiva 98/8/CE e' pubblicata nella G.U.C.E. 24
aprile 1998, n. L 123.
- Il decreto legislativo 14 dicembre 1992, n. 507, reca:
Ā«Attuazione della direttiva 90/385/CEE concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative ai dispositivi medici impiantabili attivi.
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 30 dicembre 1992, n.
305.Ā».
- Il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 46, reca:
Ā«Attuazione della direttiva 93/42/CEE, concernente i
dispositivi medici. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 6
marzo 1997, n. 54, S.O.Ā».
- Il decreto legislativo 8 settembre 2000, n. 332, reca:
Ā«Attuazione della direttiva 98/79/CE relativa ai
dispositivi medico-diagnostici in vitro. Pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 17 novembre 2000, n. 269, S.O.Ā».
- Il decreto del Presidente della Repubblica 8 agosto
1994, n. 542, reca: Ā«Regolamento recante norme per la
semplificazione del procedimento di autorizzazione all'uso
diagnostico di apparecchiature a risonanza magnetica
nucleare sul territorio nazionale.Ā».
Note all'art. 9:
- La direttiva 2006/54/CE e' pubblicata nella G.U.U.E.
26 luglio 2006, n. L 204.
Note all'art. 10:
- La direttiva 2008/50/CE e' pubblicata nella G.U.U.E.
11 giugno 2008, n. L 152.
- La direttiva 96/62/CE e' pubblicata nella G.U.C.E. 21
novembre 1996, n. L 296.
- La direttiva 1999/30/CE e' pubblicata nella G.U.C.E.
29 giugno 1999, n. L 163.
- La direttiva 2000/69/CE e' Pubblicata nella G.U.C.E.
13 dicembre 2000, n. L 313.
- La direttiva 2002/3/CE e' pubblicata nella G.U.C.E. 9
marzo 2002, n. L 67.
- La direttiva 2004/107/CE e' pubblicata nella G.U.U.E.
26 gennaio 2005, n. L 23.
- Il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, reca:
Ā«Norme in materia ambientaleĀ».
Note all'art. 11:
- La direttiva 2002/49/CE e' pubblicata nella G.U.C.E.
18 luglio 2002, n. L 189.
- Si riporta il testo dell'art. 20 della legge 15 marzo
1997, n. 59, recante: Ā«Delega al Governo per il
conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed enti
locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione e per
la semplificazione amministrativaĀ»:
Ā«Art. 20. - 1. Il Governo, sulla base di un programma di
priorita' di interventi, definito, con deliberazione del
Consiglio dei Ministri, in relazione alle proposte
formulate dai Ministri competenti, sentita la Conferenza
unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28
agosto 1997, n. 281, entro la data del 30 aprile, presenta
al Parlamento, entro il 31 maggio di ogni anno, un disegno
di legge per la semplificazione e il riassetto normativo,
volto a definire, per l'anno successivo, gli indirizzi, i
criteri, le modalita' e le materie di intervento, anche ai
fini della ridefinizione dell'area di incidenza delle
pubbliche funzioni con particolare riguardo all'assetto
delle competenze dello Stato, delle regioni e degli enti
locali. In allegato al disegno di legge e' presentata una
relazione sullo stato di attuazione della semplificazione e
del riassetto.
2. Il disegno di legge di cui al comma 1 prevede
l'emanazione di decreti legislativi, relativamente alle
norme legislative sostanziali e procedimentali, nonche' di
regolamenti ai sensi dell'art. 17, commi 1 e 2, della legge
23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, per le
norme regolamentari di competenza dello Stato.
3. Salvi i principi e i criteri direttivi specifici per
le singole materie, stabiliti con la legge annuale di
semplificazione e riassetto normativo, l'esercizio delle
deleghe legislative di cui ai commi 1 e 2 si attiene ai
seguenti principi e criteri direttivi:
a) definizione del riassetto normativo e codificazione
della normativa primaria regolante la materia, previa
acquisizione del parere del Consiglio di Stato, reso nel
termine di novanta giorni dal ricevimento della richiesta,
con determinazione dei principi fondamentali nelle materie
di legislazione concorrente;
a-bis) coordinamento formale e sostanziale del testo
delle disposizioni vigenti, apportando le modifiche
necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e
sistematica della normativa e per adeguare, aggiornare e
semplificare il linguaggio normativo;
b) indicazione esplicita delle norme abrogate, fatta
salva l'applicazione dell'art. 15 delle disposizioni sulla
legge in generale premesse al codice civile;
c) indicazione dei principi generali, in particolare
per quanto attiene alla informazione, alla partecipazione,
al contraddittorio, alla trasparenza e pubblicita' che
regolano i procedimenti amministrativi ai quali si
attengono i regolamenti previsti dal comma 2 del presente
articolo, nell'ambito dei principi stabiliti dalla legge 7
agosto 1990, n. 241, e successive modificazioni;
d) eliminazione degli interventi amministrativi
autorizzatori e delle misure di condizionamento della
liberta' contrattuale, ove non vi contrastino gli interessi
pubblici alla difesa nazionale, all'ordine e alla sicurezza
pubblica, all'amministrazione della giustizia, alla
regolazione dei mercati e alla tutela della concorrenza,
alla salvaguardia del patrimonio culturale e dell'ambiente,
all'ordinato assetto del territorio, alla tutela
dell'igiene e della salute pubblica;
e) sostituzione degli atti di autorizzazione, licenza,
concessione, nulla osta, permesso e di consenso comunque
denominati che non implichino esercizio di discrezionalita'
amministrativa e il cui rilascio dipenda dall'accertamento
dei requisiti e presupposti di legge, con una denuncia di
inizio di attivita' da presentare da parte dell'interessato
all'amministrazione competente corredata dalle attestazioni
e dalle certificazioni eventualmente richieste;
f) determinazione dei casi in cui le domande di
rilascio di un atto di consenso, comunque denominato, che
non implichi esercizio di discrezionalita' amministrativa,
corredate dalla documentazione e dalle certificazioni
relative alle caratteristiche tecniche o produttive
dell'attivita' da svolgere, eventualmente richieste, si
considerano accolte qualora non venga comunicato apposito
provvedimento di diniego entro il termine fissato per
categorie di atti in relazione alla complessita' del
procedimento, con esclusione, in ogni caso,
dell'equivalenza tra silenzio e diniego o rifiuto;
g) revisione e riduzione delle funzioni amministrative
non direttamente rivolte:
1) alla regolazione ai fini dell'incentivazione della
concorrenza;
2) alla eliminazione delle rendite e dei diritti di
esclusivita', anche alla luce della normativa comunitaria;
3) alla eliminazione dei limiti all'accesso e
all'esercizio delle attivita' economiche e lavorative;
4) alla protezione di interessi primari,
costituzionalmente rilevanti, per la realizzazione della
solidarieta' sociale;
5) alla tutela dell'identita' e della qualita' della
produzione tipica e tradizionale e della professionalita';
h) promozione degli interventi di autoregolazione per
standard qualitativi e delle certificazioni di conformita'
da parte delle categorie produttive, sotto la vigilanza
pubblica o di organismi indipendenti, anche privati, che
accertino e garantiscano la qualita' delle fasi delle
attivita' economiche e professionali, nonche' dei processi
produttivi e dei prodotti o dei servizi;
i) per le ipotesi per le quali sono soppressi i poteri
amministrativi autorizzatori o ridotte le funzioni
pubbliche condizionanti l'esercizio delle attivita'
private, previsione dell'autoconformazione degli
interessati a modelli di regolazione, nonche' di adeguati
strumenti di verifica e controllo successivi. I modelli di
regolazione vengono definiti dalle amministrazioni
competenti in relazione all'incentivazione della
concorrenzialita', alla riduzione dei costi privati per il
rispetto dei parametri di pubblico interesse, alla
flessibilita' dell'adeguamento dei parametri stessi alle
esigenze manifestatesi nel settore regolato;
l) attribuzione delle funzioni amministrative ai
comuni, salvo il conferimento di funzioni a province,
citta' metropolitane, regioni e Stato al fine di
assicurarne l'esercizio unitario in base ai principi di
sussidiarieta', differenziazione e adeguatezza;
determinazione dei principi fondamentali di attribuzione
delle funzioni secondo gli stessi criteri da parte delle
regioni nelle materie di competenza legislativa
concorrente;
m) definizione dei criteri di adeguamento
dell'organizzazione amministrativa alle modalita' di
esercizio delle funzioni di cui al presente comma;
n) indicazione esplicita dell'autorita' competente a
ricevere il rapporto relativo alle sanzioni amministrative,
ai sensi dell'art. 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689.
3-bis. Il Governo, nelle materie di competenza esclusiva
dello Stato, completa il processo di codificazione di
ciascuna materia emanando, anche contestualmente al decreto
legislativo di riassetto, una raccolta organica delle norme
regolamentari regolanti la medesima materia, se del caso
adeguandole alla nuova disciplina di livello primario e
semplificandole secondo i criteri di cui ai successivi
commi.
4. I decreti legislativi e i regolamenti di cui al comma
2, emanati sulla base della legge di semplificazione e
riassetto normativo annuale, per quanto concerne le
funzioni amministrative mantenute, si attengono ai seguenti
principi:
a) semplificazione dei procedimenti amministrativi, e
di quelli che agli stessi risultano strettamente connessi o
strumentali, in modo da ridurre il numero delle fasi
procedimentali e delle amministrazioni intervenienti, anche
riordinando le competenze degli uffici, accorpando le
funzioni per settori omogenei, sopprimendo gli organi che
risultino superflui e costituendo centri interservizi dove
ricollocare il personale degli organi soppressi e
raggruppare competenze diverse ma confluenti in un'unica
procedura, nel rispetto dei principi generali indicati ai
sensi del comma 3, lettera c), e delle competenze riservate
alle regioni;
b) riduzione dei termini per la conclusione dei
procedimenti e uniformazione dei tempi di conclusione
previsti per procedimenti tra loro analoghi;
c) regolazione uniforme dei procedimenti dello stesso
tipo che si svolgono presso diverse amministrazioni o
presso diversi uffici della medesima amministrazione;
d) riduzione del numero di procedimenti amministrativi
e accorpamento dei procedimenti che si riferiscono alla
medesima attivita';
e) semplificazione e accelerazione delle procedure di
spesa e contabili, anche mediante l'adozione di
disposizioni che prevedano termini perentori, prorogabili
per una sola volta, per le fasi di integrazione
dell'efficacia e di controllo degli atti, decorsi i quali i
provvedimenti si intendono adottati;
f) aggiornamento delle procedure, prevedendo la piu'
estesa e ottimale utilizzazione delle tecnologie
dell'informazione e della comunicazione, anche nei rapporti
con i destinatari dell'azione amministrativa;
f-bis) generale possibilita' di utilizzare, da parte
delle amministrazioni e dei soggetti a queste equiparati,
strumenti di diritto privato, salvo che nelle materie o
nelle fattispecie nelle quali l'interesse pubblico non puo'
essere perseguito senza l'esercizio di poteri autoritativi;
f-ter) conformazione ai principi di sussidiarieta',
differenziazione e adeguatezza, nella ripartizione delle
attribuzioni e competenze tra i diversi soggetti
istituzionali, nella istituzione di sedi stabili di
concertazione e nei rapporti tra i soggetti istituzionali
ed i soggetti interessati, secondo i criteri
dell'autonomia, della leale collaborazione, della
responsabilita' e della tutela dell'affidamento;
f-quater) riconduzione delle intese, degli accordi e
degli atti equiparabili comunque denominati, nonche' delle
conferenze di servizi, previste dalle normative vigenti,
aventi il carattere della ripetitivita', ad uno o piu'
schemi base o modelli di riferimento nei quali, ai sensi
degli articoli da 14 a 14-quater della legge 7 agosto 1990,
n. 241, e successive modificazioni, siano stabilite le
responsabilita', le modalita' di attuazione e le
conseguenze degli eventuali inadempimenti;
f-quinquies) avvalimento di uffici e strutture tecniche
e amministrative pubbliche da parte di altre pubbliche
amministrazioni, sulla base di accordi conclusi ai sensi
dell'art. 15 della legge 7 agosto 1990, n. 241, e
successive modificazioni.
5. I decreti legislativi di cui al comma 2 sono emanati
su proposta del Ministro competente, di concerto con il
Presidente del Consiglio dei Ministri o il Ministro per la
funzione pubblica, con i Ministri interessati e con il
Ministro dell'economia e delle finanze, previa acquisizione
del parere della Conferenza unificata di cui all'art. 8 del
decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e,
successivamente, dei pareri delle Commissioni parlamentari
competenti che sono resi entro il termine di sessanta
giorni dal ricevimento della richiesta.
6. I regolamenti di cui al comma 2 sono emanati con
decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione del Consiglio dei Ministri, su proposta del
Presidente del Consiglio dei Ministri o del Ministro per la
funzione pubblica, di concerto con il Ministro competente,
previa acquisizione del parere della Conferenza unificata
di cui all'art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997,
n. 281, quando siano coinvolti interessi delle regioni e
delle autonomie locali, del parere del Consiglio di Stato
nonche' delle competenti Commissioni parlamentari. I pareri
della Conferenza unificata e del Consiglio di Stato sono
resi entro novanta giorni dalla richiesta; quello delle
Commissioni parlamentari e' reso, successivamente ai
precedenti, entro sessanta giorni dalla richiesta. Per la
predisposizione degli schemi di regolamento la Presidenza
del Consiglio dei Ministri, ove necessario, promuove, anche
su richiesta del Ministro competente, riunioni tra le
amministrazioni interessate. Decorsi sessanta giorni dalla
richiesta di parere alle Commissioni parlamentari, i
regolamenti possono essere comunque emanati.
7. I regolamenti di cui al comma 2, ove non diversamente
previsto dai decreti legislativi, entrano in vigore il
quindicesimo giorno successivo alla data della loro
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Con effetto dalla
stessa data sono abrogate le norme, anche di legge,
regolatrici dei procedimenti.
8. I regolamenti di cui al comma 2 si conformano, oltre
ai principi di cui al comma 4, ai seguenti criteri e
principi:
a) trasferimento ad organi monocratici o ai dirigenti
amministrativi di funzioni anche decisionali, che non
richiedono, in ragione della loro specificita', l'esercizio
in forma collegiale, e sostituzione degli organi collegiali
con conferenze di servizi o con interventi, nei relativi
procedimenti, dei soggetti portatori di interessi diffusi;
b) individuazione delle responsabilita' e delle
procedure di verifica e controllo;
c) soppressione dei procedimenti che risultino non piu'
rispondenti alle finalita' e agli obiettivi fondamentali
definiti dalla legislazione di settore o che risultino in
contrasto con i principi generali dell'ordinamento
giuridico nazionale o comunitario;
d) soppressione dei procedimenti che comportino, per
l'amministrazione e per i cittadini, costi piu' elevati dei
benefici conseguibili, anche attraverso la sostituzione
dell'attivita' amministrativa diretta con forme di
autoregolamentazione da parte degli interessati,
prevedendone comunque forme di controllo;
e) adeguamento della disciplina sostanziale e
procedimentale dell'attivita' e degli atti amministrativi
ai principi della normativa comunitaria, anche sostituendo
al regime concessorio quello autorizzatorio;
f) soppressione dei procedimenti che derogano alla
normativa procedimentale di carattere generale, qualora non
sussistano piu' le ragioni che giustifichino una difforme
disciplina settoriale;
g) regolazione, ove possibile, di tutti gli aspetti
organizzativi e di tutte le fasi del procedimento.
8-bis. Il Governo verifica la coerenza degli obiettivi
di semplificazione e di qualita' della regolazione con la
definizione della posizione italiana da sostenere in sede
di Unione europea nella fase di predisposizione della
normativa comunitaria, ai sensi dell'art. 3 del decreto
legislativo 30 luglio 1999, n. 303. Assicura la
partecipazione italiana ai programmi di semplificazione e
di miglioramento della qualita' della regolazione interna e
a livello europeo.
9. I Ministeri sono titolari del potere di iniziativa
della semplificazione e del riassetto normativo nelle
materie di loro competenza, fatti salvi i poteri di
indirizzo e coordinamento della Presidenza del Consiglio
dei Ministri, che garantisce anche l'uniformita' e
l'omogeneita' degli interventi di riassetto e
semplificazione. La Presidenza del Consiglio dei Ministri
garantisce, in caso di inerzia delle amministrazioni
competenti, l'attivazione di specifiche iniziative di
semplificazione e di riassetto normativo.
10. Gli organi responsabili di direzione politica e di
amministrazione attiva individuano forme stabili di
consultazione e di partecipazione delle organizzazioni di
rappresentanza delle categorie economiche e produttive e di
rilevanza sociale, interessate ai processi di regolazione e
di semplificazione.
11. I servizi di controllo interno compiono accertamenti
sugli effetti prodotti dalle norme contenute nei
regolamenti di semplificazione e di accelerazione dei
procedimenti amministrativi e possono formulare
osservazioni e proporre suggerimenti per la modifica delle
norme stesse e per il miglioramento dell'azione
amministrativa.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 117 della Costituzione:
Ā«Art. 117. - La potesta' legislativa e' esercitata dallo
Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione,
nonche' dei vincoli derivanti dall'ordinamento comunitario
e dagli obblighi internazionali.
Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti
materie:
a) politica estera e rapporti internazionali dello
Stato; rapporti dello Stato con l'Unione europea; diritto
di asilo e condizione giuridica dei cittadini di Stati non
appartenenti all'Unione europea;
b) immigrazione;
c) rapporti tra la Repubblica e le confessioni
religiose;
d) difesa e Forze armate; sicurezza dello Stato; armi,
munizioni ed esplosivi;
e) moneta, tutela del risparmio e mercati finanziari;
tutela della concorrenza; sistema valutario; sistema
tributario e contabile dello Stato; perequazione delle
risorse finanziarie;
f) organi dello Stato e relative leggi elettorali;
referendum statali; elezione del Parlamento europeo;
g) ordinamento e organizzazione amministrativa dello
Stato e degli enti pubblici nazionali;
h) ordine pubblico e sicurezza, ad esclusione della
polizia amministrativa locale;
i) cittadinanza, stato civile e anagrafi;
l) giurisdizione e norme processuali; ordinamento
civile e penale; giustizia amministrativa;
m) determinazione dei livelli essenziali delle
prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che
devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale;
n) norme generali sull'istruzione;
o) previdenza sociale;
p) legislazione elettorale, organi di governo e
funzioni fondamentali di Comuni, Province e Citta'
metropolitane;
q) dogane, protezione dei confini nazionali e
profilassi internazionale;
r) pesi, misure e determinazione del tempo;
coordinamento informativo statistico e informatico dei dati
dell'amministrazione statale, regionale e locale; opere
dell'ingegno;
s) tutela dell'ambiente, dell'ecosistema e dei beni
culturali.
Sono materie di legislazione concorrente quelle relative
a: rapporti internazionali e con l'Unione europea delle
Regioni; commercio con l'estero; tutela e sicurezza del
lavoro; istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni
scolastiche e con esclusione della istruzione e della
formazione professionale; professioni; ricerca scientifica
e tecnologica e sostegno all'innovazione per i settori
produttivi; tutela della salute; alimentazione; ordinamento
sportivo; protezione civile; governo del territorio; porti
e aeroporti civili; grandi reti di trasporto e di
navigazione; ordinamento della comunicazione; produzione,
trasporto e distribuzione nazionale dell'energia;
previdenza complementare e integrativa; armonizzazione dei
bilanci pubblici e coordinamento della finanza pubblica e
del sistema tributario; valorizzazione dei beni culturali e
ambientali e promozione e organizzazione di attivita'
culturali; casse di risparmio, casse rurali, aziende di
credito a carattere regionale; enti di credito fondiario e
agrario a carattere regionale. Nelle materie di
legislazione concorrente spetta alle Regioni la potesta'
legislativa, salvo che per la determinazione dei principi
fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato.
Spetta alle Regioni la potesta' legislativa in
riferimento ad ogni materia non espressamente riservata
alla legislazione dello Stato.
Le Regioni e le Province autonome di Trento e di
Bolzano, nelle materie di loro competenza, partecipano alle
decisioni dirette alla formazione degli atti normativi
comunitari e provvedono all'attuazione e all'esecuzione
degli accordi internazionali e degli atti dell'Unione
europea, nel rispetto delle norme di procedura stabilite da
legge dello Stato, che disciplina le modalita' di esercizio
del potere sostitutivo in caso di inadempienza.
La potesta' regolamentare spetta allo Stato nelle
materie di legislazione esclusiva, salva delega alle
Regioni. La potesta' regolamentare spetta alle Regioni in
ogni altra materia. I Comuni, le Province e le Citta'
metropolitane hanno potesta' regolamentare in ordine alla
disciplina dell'organizzazione e dello svolgimento delle
funzioni loro attribuite.
Le leggi regionali rimuovono ogni ostacolo che impedisce
la piena parita' degli uomini e delle donne nella vita
sociale, culturale ed economica e promuovono la parita' di
accesso tra donne e uomini alle cariche elettive.
La legge regionale ratifica le intese della Regione con
altre Regioni per il migliore esercizio delle proprie
funzioni, anche con individuazione di organi comuni.
Nelle materie di sua competenza la Regione puo'
concludere accordi con Stati e intese con enti territoriali
interni ad altro Stato, nei casi e con le forme
disciplinati da leggi dello Stato.
- La legge 26 ottobre 1995, n. 447, reca: Ā«Legge quadro
sull'inquinamento acustico. Pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 30 ottobre 1995, n. 254, S.OĀ».
- Il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 194, reca:
Ā«Attuazione della direttiva 2002/49/CE relativa alla
determinazione e alla gestione del rumore ambientaleĀ».
- Si riporta il testo dell'art. 8 del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281, recante: Ā«Definizione
ed ampliamento delle attribuzioni della Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano ed unificazione, per
le materie ed i compiti di interesse comune delle regioni,
delle province e dei comuni, con la Conferenza Stato-citta'
ed autonomie localiĀ». Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
30 agosto 1997, n. 202:
Ā«Art. 8 (Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e
Conferenza unificata). - 1. La Conferenza Stato-citta' ed
autonomie locali e' unificata per le materie ed i compiti
di interesse comune delle regioni, delle province, dei
comuni e delle comunita' montane, con la Conferenza
Stato-regioni.
2. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e'
presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri o, per
sua delega, dal Ministro dell'interno o dal Ministro per
gli affari regionali nella materia di rispettiva
competenza; ne fanno parte altresi' il Ministro del tesoro
e del bilancio e della programmazione economica, il
Ministro delle finanze, il Ministro dei lavori pubblici, il
Ministro della sanita', il presidente dell'Associazione
nazionale dei comuni d'Italia - ANCI, il presidente
dell'Unione province d'Italia - UPI ed il presidente
dell'Unione nazionale comuni, comunita' ed enti montani -
UNCEM. Ne fanno parte inoltre quattordici sindaci designati
dall'ANCI e sei presidenti di provincia designati dall'UPI.
Dei quattordici sindaci designati dall'ANCI cinque
rappresentano le citta' individuate dall'art. 17 della
legge 8 giugno 1990, n. 142. Alle riunioni possono essere
invitati altri membri del Governo, nonche' rappresentanti
di amministrazioni statali, locali o di enti pubblici.
3. La Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali e'
convocata almeno ogni tre mesi, e comunque in tutti i casi
il presidente ne ravvisi la necessita' o qualora ne faccia
richiesta il presidente dell'ANCI, dell'UPI o dell'UNCEM.
4. La Conferenza unificata di cui al comma 1 e'
convocata dal Presidente del Consiglio dei Ministri. Le
sedute sono presiedute dal Presidente del Consiglio dei
Ministri o, su sua delega, dal Ministro per gli affari
regionali o, se tale incarico non e' conferito, dal
Ministro dell'internoĀ».
- Si riporta il testo dell'art. 3, comma 1, lettera e),
della legge 26 ottobre 1995, n. 447, recante: Ā«Legge quadro
sull'inquinamento acusticoĀ». Pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 30 ottobre 1995, n. 254, S.O.:
Ā«Art. 3 (Competenze dello Stato). - 1. Sono di
competenza dello Stato:
omissis;
e) la determinazione, fermo restando il rispetto dei
valori determinati ai sensi della lettera a), con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del
Ministro dell'ambiente, di concerto con il Ministro della
sanita' e, secondo le rispettive competenze, con il
Ministro dei lavori pubblici, con il Ministro
dell'industria, del commercio e dell'artigianato e con il
Ministro dei trasporti e della navigazione, dei requisiti
acustici delle sorgenti sonore e dei requisiti acustici
passivi degli edifici e dei loro componenti, allo scopo di
ridurre l'esposizione umana al rumore. Per quanto attiene
ai rumori originati dai veicoli a motore definiti dal
titolo III del decreto legislativo30 aprile 1992, n. 285 ,
e successive modificazioni, restano salve la competenza e
la procedura di cui agli articoli 71, 72, 75 e 80 dello
stesso decreto legislativo.
(Omissis).Ā».
Note all'art. 12:
- Si riporta il testo dell'art. 5, comma 1, della legge
10 febbraio 1992, n. 164, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 26 febbraio 1992, n. 47, S.O., cosi' come
modificato dalla presente legge:
Ā«1. La specificazione Ā«classicoĀ» e' riservata ai vini
non spumanti della zona di origine piu' antica ai quali
puo' essere attribuita una regolamentazione autonoma anche
nell'ambito della stessa DOCG o DOC. Per il Chianti
classico questa zona storica e' quella delimitata con
decreto interministeriale del 31 luglio 1932. ''In tale
zona non si possono impiantare e iscrivere vigneti all'albo
dei vigneti del Chianti DOCG, ne' produrre vini Chianti
DOCG.ā€
2. La menzione Ā«riservaĀ» e' attribuita ai vini non
spumanti che siano stati sottoposti ad un periodo di
invecchiamento appositamente previsto dal disciplinare di
produzione e, di norma, non inferiore a due anni. Il
disciplinare, oltre ad altre eventuali modalita', deve
stabilire l'obbligo dell'indicazione dell'annata in
etichetta e le regole del suo mantenimento in caso di tagli
fra vini di annate diverse.
3. La menzione Ā«novelloĀ» e' riservata ai vini
rispondenti alle condizioni, alle caratteristiche ed ai
requisiti previsti in materia dalla legislazione italiana e
della CEE.
4. Con decreti del Ministro dell'agricoltura e delle
foreste, sentiti le regioni interessate ed il Comitato
nazionale di cui all'art. 17, possono essere modificati i
requisiti e le condizioni attualmente previsti per
l'utilizzazione delle menzioni aggiuntive, fatta eccezione
per la specificazione Ā«classicoĀ», ai fini dell'applicazione
delle norme di recepimento della normativa della CEE o di
particolari esigenze connesse all'evoluzione del settore.Ā».
Note all'art. 13:
- Il regolamento (CE) 2003/2003 e' pubblicato nella
G.U.U.E. 31 dicembre 2003, n. L 346.
Note all'art. 14:
- Il regolamento (CE) n. 479/2008 e' pubblicato nella
G.U.U.E. 6 giugno 2008, n. L 148.
- Il regolamento (CE) n. 1493/1999 e' pubblicato nella
G.U.C.E. 14 luglio 1999, n. L 179.
- Il regolamento (CE) 555/2008 e' pubblicato nella
G.U.U.E. 30 giugno 2008, n. L 170.
- Si riporta il testo dell'art. 16 della legge 24
novembre 1981, n. 689, recante: Ā«Modifiche al sistema
penaleĀ». Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 30 novembre
1981, n. 329, S.O.:
Ā«Art. 16 (Pagamento in misura ridotta). - E' ammesso il
pagamento di una somma in misura ridotta pari alla terza
parte del massimo della sanzione prevista per la violazione
commessa, o, se piu' favorevole e qualora sia stabilito il
minimo della sanzione edittale, pari al doppio del relativo
importo, oltre alle spese del procedimento, entro il
termine di sessanta giorni dalla contestazione immediata o,
se questa non vi e' stata, dalla notificazione degli
estremi della violazione.
Per le violazioni ai regolamenti ed alle ordinanze
comunali e provinciali, la Giunta comunale o provinciale,
all'interno del limite edittale minimo e massimo della
sanzione prevista, puo' stabilire un diverso importo del
pagamento in misura ridotta, in deroga alle disposizioni
del primo comma.
Il pagamento in misura ridotta e' ammesso anche nei casi
in cui le norme antecedenti all'entrata in vigore della
presente legge non consentivano l'oblazione.Ā».
- Per l'art. 117, quinto comma, della Costituzione, vedi
note all'art. 11.
- Si riporta il testo dell'art. 11, comma 8, della legge
4 febbraio 2005, n. 11, recante: Ā«Norme generali sulla
partecipazione dell'Italia al processo normativo
dell'Unione europea e sulle procedure di esecuzione degli
obblighi comunitariĀ». Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
15 febbraio 2005, n. 37:
Ā«Art. 11 (Attuazione in via regolamentare e
amministrativa). - (Omissis).
8. In relazione a quanto disposto dall'art. 117, quinto
comma, della Costituzione, gli atti normativi di cui al
presente articolo possono essere adottati nelle materie di
competenza legislativa delle regioni e delle province
autonome al fine di porre rimedio all'eventuale inerzia dei
suddetti enti nel dare attuazione a norme comunitarie. In
tale caso, gli atti normativi statali adottati si
applicano, per le regioni e le province autonome nelle
quali non sia ancora in vigore la propria normativa di
attuazione, a decorrere dalla scadenza del termine
stabilito per l'attuazione della rispettiva normativa
comunitaria, perdono comunque efficacia dalla data di
entrata in vigore della normativa di attuazione di ciascuna
regione e provincia autonoma e recano l'esplicita
indicazione della natura sostitutiva del potere esercitato
e del carattere cedevole delle disposizioni in essi
contenute. I predetti atti normativi sono sottoposti al
preventivo esame della Conferenza permanente per i rapporti
tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano.Ā».
Note all'art. 15:
- Il regolamento (CE) n. 479/2008 e' pubblicato nella
G.U.U.E. 6 giugno 2008, n. L 148.
Note all'art. 16:
- Si riporta il testo dell'art. 1, comma 1, della legge
8 luglio 1997, n. 213, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
14 luglio 1997, n. 162, cosi' come modificata dalla
presente legge:
Ā«Art. 1 (Classificazione e marchiatura delle carcasse).
- 1. Le carcasse o mezzene di bovini adulti macellati negli
stabilimenti riconosciuti ai sensi del decreto legislativo
18 aprile 1994, n. 286, e successive modificazioni, e
classificate ai sensi del regolamento (CEE) n. 1186/90 del
Consiglio del 7 maggio 1990, sono identificate mediante
marchiatura o etichettatura ad opera dei tecnici
classificatori di cui all'art. 2 del decreto 6 maggio 1996,
n. 482, del Ministro delle risorse agricole, alimentari e
forestali secondo le modalita' previste dal regolamento
(CEE) n. 344/91 della Commissione del 13 febbraio 1991, e
successive modificazioni ed integrazioni, e dalla presente
legge.
ā€œ1.bis. Tutte le carcasse o mezzane di bovini di
eta' non superiore a dodici mesi alla macellazione sono
classificate dai responsabili delle strutture di
macellazione ai sensi dell'allegato XI-bis del regolamento
(CE) n. 1234/2007 del Consiglio, del 22 ottobre 2007, e
dell'art. 2 del decreto del Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali 8 agosto 2008, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 240 del 13 ottobre 2008ā€.
2. La rilevazione dei prezzi di mercato delle carcasse o
mezzene classificate e' effettuata dai titolari degli
stabilimenti di cui al comma 1 e dagli altri soggetti
indicati dalla specifica normativa comunitaria, che
provvedono altresi' alla trasmissione dei dati al Ministero
per le politiche agricole.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 3, comma 1 e 2, della
legge 8 luglio 1997, n. 213, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 14 luglio 1997 n. 162, cosi' come modificato
dalla presente legge:
Ā«Art. 3 (Sanzioni per violazione delle disposizioni in
materia di tecniche di classificazione non automatizzata).
- ā€œ1. Salvo che il fatto costituisca reato, il
titolare dello stabilimento, che viola l'obbligo di
identificazione e di classificazione di cui all'art. 1,
commi 1 e 1-bis, e' soggetto alla sanzione amministrativa
del pagamento di una somma da 3.000 a euro 18.000.ā€
ā€œ2. l titolare dello stabilimento che utilizza una
marchiatura o etichettatura difforme da quanto previsto
dall'art. 2 del regolamento di cui al decreto del Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali 8 agosto
2008, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 240 del 13
ottobre 2008, e' soggetto alla sanzione amministrativa del
pagamento di una somma da euro 1.000 a euro 6.000.ā€
3. Salvo che il fatto costituisca reato, il titolare
dello stabilimento che viola le disposizioni di cui
all'art. 1, comma 2, e' soggetto alla sanzione
amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.000 a
euro 12.000.
4. Salvo che il fatto costituisca reato, il tecnico
classificatore, quale definito all'art. 1, comma 1, che
effettua le operazioni di identificazione e classificazione
delle carcasse bovine con modalita' difformi da quelle
stabilite da atti normativi nazionali o comunitari, e'
soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una
somma da euro 500 a euro 3.000, se la difformita', rilevata
al controllo su un numero di almeno 40 carcasse, ai sensi
dell'art. 3 del regolamento (CEE) n. 344/91 della
Commissione, del 13 febbraio 1991, e successive
modificazioni, supera la percentuale del 10 per cento.
5. Il decreto legislativo 24 febbraio 1997, n. 29, e'
abrogato.Ā».
- Il testo vigente dell'art. 5, del decreto legislativo
29 gennaio 2004, n. 58, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
2 marzo 2004, n. 51, cosi' come modificato dalla presente
legge, cosi' recita:
Ā«Art. 5 (Sanzioni in materia di etichettatura). - 1.
Salvo che il fatto costituisca reato, l'operatore o
l'organizzazione, quali definiti all'art. 12 del
regolamento (CE) n. 1760/2000, che commercializza carni
bovine prive in tutto o in parte delle indicazioni
obbligatorie, previste dagli articoli 13, paragrafi 2 e 5,
e 14 del medesimo regolamento, secondo le modalita'
indicate dagli articoli 2 e 3 del regolamento (CE) n.
1825/2000, e' soggetto al pagamento di una sanzione
amministrativa pecuniaria da 2.000,00 euro a 12.000,00
euro.
ā€œ1-bis. Salvo che il fatto costituisca reato,
l'operatore o l'organizzazione, come definiti dall'art. 12
del regolamento (CE) n. 1760/2000, che in ogni fase della
produzione e della commercializzazione non apponga, o
apponga in maniera errata, sulle carni ottenute da bovini
di eta' non superiore a dodici mesi un'etichetta recante le
indicazioni obbligatorie, prevista dagli articoli 13,
paragrafi 2 e 5, e 14 del medesimo regolamento, e dal punto
IV dell'allegato XI-bis del regolamento (CE) n. 1825/2000 e
dall'art. 3 del decreto del Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali 8 agosto 2008, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 240 del 13 ottobre 2008, e'
soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa
pecuniaria da 2.000 euro a 12.000 euroā€.
2. Salvo che il fatto costituisca reato, la medesima
sanzione di cui al comma 1, si applica all'operatore e alla
organizzazione che commercializza carni bovine con
indicazioni obbligatorie, previste dagli articoli 13,
paragrafi 2 e 5, e 14 del medesimo regolamento (CE) n.
1760/2000, non corrispondenti al vero.
3. Salvo che il fatto costituisca reato, l'operatore o
l'organizzazione, di cui al comma 1, che commercializza
carni bovine utilizzando, oltre alle indicazioni riportate
al comma 1, indicazioni non previste da un disciplinare
approvato dalle autorita' competenti, ai sensi dell'art.
16, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1760/2000, e'
soggetto al pagamento di una sanzione amministrativa
pecuniaria da 1.000,00 euro a 6.000,00 euro.
4. In caso di recidiva della violazione prevista dal
comma 3, qualora la condotta sia tale da compromettere
l'affidabilita' dell'operatore o dell'organizzazione nella
prosecuzione della gestione del disciplinare, e' disposta
la revoca dell'approvazione del disciplinare stesso, ai
sensi dell'art. 18 del regolamento (CE) n. 1760/2000.Ā».
Note all'art. 17:
- Il regolamento (CE) n. 110/2008 e' pubblicato nella
G.U.U.E. 13 febbraio 2008, n. L 39.
- Il decreto del Presidente della Repubblica 16 luglio
1997, n. 297, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12
settembre 1997, n. 213.
- Il regolamento (CE) n. 1019/2002 e' pubblicato nella
G.U.C.E. 14 giugno 2002, n. L 155.
- Si riporta il testo dell'art. 23 del regio
decreto-legge 15 ottobre 1925, n. 2033, convertito dalla
legge 18 marzo 1926, n. 562, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 3 maggio 1926, n. 102:
Ā«Art. 23 (E' vietato di preparare e smerciare miscele di
olio di oliva con altri oli vegetali commestibili). - Gli
oli vegetali commestibili diversi da quello di oliva
debbono essere venduti con la denominazione di Ā«olio di
semeĀ» e tale denominazione deve essere sempre indicata
nelle fatture commerciali, nelle polizze di carico, nelle
lettere di porto ed in ogni altro documento destinato a
comprovare la vendita e la somministrazione, come pure su
tutti i recipienti che contengono detti oli, dovunque essi
si trovino. [Analoghe scritte devono essere applicate, a
caratteri ben leggibili, all'esterno dei locali di vendita
all'ingrosso ed al minuto]Ā».
Note all'art. 18:
- Si riporta il testo dell'art. 2, commi 1 e 2, della
legge 23 dicembre 1986, n. 898 pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 27 dicembre 1986, n. 299, di conversione in
legge, con modificazioni, del decreto-legge 27 ottobre
1986, n. 701, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28
ottobre 1969, n. 27, cosi' come modificato dalla presente
legge:
Ā«1. Ove il fatto non configuri il piu' grave reato
previsto dall'art. 640-bis del codice penale, chiunque,
mediante l'esposizione di dati o notizie falsi, consegue
indebitamente, per se' o per altri, aiuti, premi,
indennita', restituzioni, contributi o altre erogazioni a
carico totale o parziale agricolo ā€œdel Fondo europeo
agricolo di garanzia e del Fondo europeo agricolo per lo
sviluppo ruraleā€ e' punito con la reclusione da sei
mesi a tre anni. Quando la somma indebitamente percepita e'
pari od inferiore ā€œad euro 3.999.96ā€ si applica
soltanto la sanzione amministrativa di cui agli articoli
seguenti.
2. Agli effetti della disposizione del precedente comma
1 e di quella del comma 1 dell'art. 3, alle erogazioni a
carico ā€œdel Fondo europeo agricolo di garanzia e del
Fondo europeo agricolo per lo sviluppo ruraleā€ sono
assimilate le quote nazionali previste dalla normativa
comunitaria a complemento delle somme a carico di
ā€œdetti Fondiā€, nonche' le erogazioni poste a
totale carico della finanza nazionale sulla base della
normativa comunitaria.Ā».
Note all'art. 19:
- Il decreto legislativo 20 febbraio 2004, n. 49, e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28 febbraio 2004, n.
49, S.O.
- La direttiva 2001/114/CE e' pubblicata nella G.U.C.E.
17 gennaio 2002, n. L 15.
Note all'art. 20:
- Si riporta il testo dell' allegato alla legge 16
aprile 1987, n. 183, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 13
maggio 1987, n. 109, S.O., elenco A, cosi' come modificato
dalla presente legge:
Ā«ELENCO A
79/113 Direttiva del Consiglio del 19 dicembre 1978 per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative alla determinazione delle emissioni sonore delle
macchine e dei materiali per cantieri.
81/1051 Direttiva del Consiglio del 7 dicembre 1981 che
modifica la direttiva 79/113/CEE per il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative alla
determinazione delle emissioni sonore delle macchine e dei
materiali per cantieri.
82/603 Direttiva del Consiglio del 28 luglio 1982 che
modifica la direttiva 75/130/CEE relativa alla fissazione
di norme comuni per taluni trasporti di merci combinati
strada-ferrovia tra Stati membri.
82/714 Direttiva del Consiglio del 4 ottobre 1982 che
fissa i requisiti tecnici per le navi della navigazione
interna.
82/885 Direttiva del Consiglio del 10 dicembre 1982 che
modifica la direttiva 78/170/CEE concernente la resa dei
generatori di calore impiegati per il riscaldamento di
locali e la produzione di acqua calda negli edifici non
industriali nuovi o gia' esistenti, nonche' l'isolamento
della distribuzione del calore e di acqua calda per usi
igienici nei nuovi edifici non industriali.
83/190 Direttiva della Commissione del 28 marzo 1983 che
adegua al progresso tecnico la direttiva 78/764/CEE del
Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative al sedile del conducente dei trattori
agricoli o forestali a ruote.
83/575 Direttiva del Consiglio del 26 ottobre 1983 che
modifica la direttiva 71/316/CEE per il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative alle
disposizioni comuni agli strumenti di misura ed ai metodi
di controllo metrologico.
83/635 Direttiva del Consiglio del 13 dicembre 1983
recante seconda modifica della direttiva 76/118/CEE
relativa al ravvicinamento delle legislazioni degli Stati
membri concernenti taluni tipi di latte conservato,
parzialmente o totalmente disidratato, destinato
all'alimentazione umana.
84/528 Direttiva del Consiglio del 17 settembre 1984
concernente il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative alle disposizioni comuni agli
apparecchi di sollevamento e di movimentazione.
84/529 Direttiva del Consiglio del 17 settembre 1984 per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative agli ascensori elettrici.
84/530 Direttiva del Consiglio del 17 settembre 1984 per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative alle disposizioni comuni agli apparecchi
funzionanti con combustibili gassosi, ai dispositivi di
sicurezza e di regolazione del gas destinati a detti
apparecchi ed ai metodi di controllo di questi ultimi.
84/531 Direttiva del Consiglio del 17 settembre 1984 per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative agli apparecchi funzionanti con combustibili
gassosi e destinati alla produzione istantanea di acqua
calda ad uso sanitario.
84/532 Direttiva del Consiglio del 17 settembre 1984 per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative alle disposizioni comuni in materia di
attrezzature e macchine per cantieri edili.
84/533 Direttiva del Consiglio del 17 settembre 1984 per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative al livello di potenza acustica ammesso dei
motocompressori.
84/534 Direttiva del Consiglio del 17 settembre 1984 per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative al livello di potenza acustica ammesso delle gru a
torre.
84/535 Direttiva del Consiglio del 17 settembre 1984 per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative al livello di potenza acustica ammesso dei gruppi
elettrogeni di saldatura.
84/536 Direttiva del Consiglio del 17 settembre 1984 per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative al livello di potenza acustica ammesso dei gruppi
elettrogeni.
84/537 Direttiva del Consiglio del 17 settembre 1984 per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative al livello di potenza acustica ammesso dei
martelli demolitori azionati a mano.
84/538 Direttiva del Consiglio del 17 settembre 1984 per
il ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative al livello di potenza acustica ammesso dei
tosaerba.
84/539 Soppressa.
84/647 Direttiva del Consiglio del 19 dicembre 1984
relativa all'utilizzazione dei veicoli noleggiati senza
conducente per il trasporto di merci su strada.
85/3 Direttiva del Consiglio del 19 dicembre 1984
relativa ai pesi, alle dimensioni ed a certe altre
caratteristiche tecniche di taluni veicoli stradali.
85/397 Direttiva del Consiglio del 5 agosto 1985
concernente i problemi sanitari e di polizia sanitaria
negli scambi intracomunitari di latte trattato
termicamente.
85/405 Direttiva della Commissione dell'11 luglio 1985
che adegua al progresso tecnico la direttiva 79/113/CEE del
Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative alla determinazione delle emissioni
sonore delle macchine e dei materiali per cantieri.
85/406 Direttiva della Commissione dell'11 luglio 1985
che adegua al progresso tecnico la direttiva 84/533/CEE del
Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative al livello di potenza acustica
ammesso dei motocompressori .
85/407 Direttiva della Commissione dell'11 luglio 1985
che adegua al progresso tecnico la direttiva 84/535/CEE del
Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative al livello di potenza acustica
ammesso dei gruppi elettrogeni di saldatura.
85/408 Direttiva della Commissione dell'11 luglio 1985
che adegua al progresso tecnico la direttiva 84/536/CEE del
Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative al livello di potenza acustica
ammesso dei gruppi elettrogeni -
85/409 Direttiva della Commissione dell'11 luglio 1985
che adegua al progresso tecnico la direttiva 84/537/CEE del
Consiglio per il ravvicinamento delle legislazioni degli
Stati membri relative al livello di potenza acustica
ammesso dei martelli demolitori azionati a mano.
85/573 Direttiva del Consiglio del 19 dicembre 1985 che
modifica la direttiva 77/436/CEE relativa al ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri in materia di
estratti di caffe' e di estratti di cicoria.
86/94 Direttiva del Consiglio del 10 marzo 1986 recante
seconda modifica della direttiva 73/404/CEE concernente il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative ai detergenti.
86/96 Direttiva del Consiglio del 18 marzo 1986 che
modifica la direttiva 80/232/CEE per il ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri relative alle gamme
di quantita' nominali e capacita' nominali ammesse per
taluni prodotti in imballaggi preconfezionati.
86/109 Direttiva della Commissione del 27 febbraio 1986
che limita la commercializzazione delle sementi di talune
specie di piante foraggere, oleaginose e da fibra alle
sementi ufficialmente certificate Ā«sementi di baseĀ» o
Ā«sementi certificateĀ».
86/155 Direttiva del Consiglio del 22 aprile 1986 che
modifica talune direttive riguardanti la
commercializzazione delle sementi e dei materiali di
moltiplicazione a seguito dell'adesione della Spagna e del
Portogallo.
86/197 Direttiva del Consiglio del 26 maggio 1986 che
modifica la direttiva 79/112/CEE relativa al ravvicinamento
delle legislazioni degli Stati membri concernenti
l'etichettatura e la presentazione dei prodotti alimentari
destinati al consumatore finale, nonche' la relativa
pubblicita'.
86/217 Direttiva del Consiglio del 26 maggio 1986 per il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative ai manometri per pneumatici degli autoveicoli.
86/295 Direttiva del Consiglio del 26 maggio 1986 per il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative alle strutture di protezione in caso di
ribaltamento (ROPS) di determinate macchine per cantieri.
86/296 Direttiva del Consiglio del 26 maggio 1986 per il
ravvicinamento delle legislazioni degli Stati membri
relative alle strutture di protezione in caso di caduta di
oggetti (FOPS) di determinate macchine per cantieri.
86/312 Direttiva della Commissione del 18 giugno 1986
sull'adeguamento al progresso tecnico della direttiva
84/529/CEE del Consiglio per il ravvicinamento delle
legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori
elettrici.
86/360 Direttiva del Consiglio del 24 luglio 1986 che
modifica la direttiva 85/3/CEE relativa ai pesi, alle
dimensioni e a certe altre caratteristiche tecniche di
taluni veicoli stradali.
86/361 Direttiva del Consiglio del 24 luglio 1986
concernente la prima fase del reciproco riconoscimento
dell'omologazione delle apparecchiature terminali di
telecomunicazioni.Ā».
- Il decreto del Ministro per il coordinamento delle
politiche comunitarie 28 novembre 1987, n. 597, e'
pubblicato nel S.O. Gazzetta Ufficiale 20 aprile 1988, n.
92.
- La direttiva 84/539/CEE e' pubblicata nella G.U.C.E.
19 novembre 1984, n. L 300.
Note all'art. 21:
- Si riporta il testo dell'art. 13, comma 4, del decreto
legislativo 9 maggio 2001, n. 269, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 7 luglio 2001, n. 156, S.O., cosi' come
modificato dalla presente legge:
Ā«4. Ciascun apparecchio e' contraddistinto dal
fabbricante mediante l'indicazione del modello, del lotto
e/o dei numeri di serie e del nome del fabbricante o della
persona responsabile dell'immissione sul mercatoĀ».
Note all'art. 22:
- Si riporta il testo dell'art. 67, comma 6, del decreto
legislativo 6 settembre 2005, n. 206, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 8 ottobre 2005, n. 235, S.O., cosi' come
modificato dalla presente legge:
Ā«6. Qualora il prezzo di un bene o di un servizio,
oggetto di un contratto di cui al presente titolo, sia
interamente o parzialmente coperto da un credito concesso
al consumatore, dal professionista ovvero da terzi in base
ad un accordo tra questi e il professionista, il contratto
di credito si intende risolto di diritto, senza alcuna
penalita', nel caso in cui il consumatore eserciti il
diritto di recesso ā€œconformemente alle disposizioni
di cui alla presente sezioneā€. E' fatto obbligo al
professionista di comunicare al terzo concedente il credito
l'avvenuto esercizio del diritto di recesso da parte del
consumatore. Le somme eventualmente versate dal terzo che
ha concesso il credito a pagamento del bene o del servizio
fino al momento in cui ha conoscenza dell'avvenuto
esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore
sono rimborsate al terzo dal professionista, senza alcuna
penalita', fatta salva la corresponsione degli interessi
legali maturati.Ā».
Note all'art. 23:
- La legge 30 marzo 2001, n. 125, reca: Ā«Legge quadro in
materia di alcol e di problemi alcolcorrelati.Ā».
Note all'art. 24:
- Si riporta il testo dell'art. 27, comma 3, del decreto
del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16 ottobre 1973, n.
268, n. 1, S.O. cosi' come modificato dal presente legge:
Ā«3. La ritenuta e' operata a titolo d'imposta e con
l'aliquota del 27 per cento sugli utili corrisposti a
soggetti non residenti nel territorio dello Stato diversi
dalle societa' ed enti indicati nel comma 3-ter, in
relazione alle partecipazioni, agli strumenti finanziari di
cui all'art. 44, comma 2, lettera a), del testo unico delle
imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e ai contratti di
associazione in partecipazione di cui all'art. 109, comma
9, lettera b), del medesimo testo unico, non relative a
stabili organizzazioni nel territorio dello Stato.
L'aliquota della ritenuta e' ridotta al 12,50 per cento per
gli utili pagati ad azionisti di risparmio. L'aliquota
della ritenuta e' ridotta all'11 per cento sugli utili
corrisposti ai fondi pensione istituiti negli Stati membri
dell'Unione europea e negli Stati aderenti all'Accordo
sullo spazio economico europeo inclusi nella lista di cui
al decreto del Ministro dell'economia e delle finanze
emanato ai sensi dell'art. 168-bis del testo unico delle
imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917. I soggetti non
residenti, diversi dagli azionisti di risparmio, dai fondi
pensione di cui al periodo precedente e dalle societa' ed
enti indicati nel comma 3-ter, hanno diritto al rimborso,
fino a concorrenza dei quattro noni della ritenuta,
dell'imposta che dimostrino di aver pagato all'estero in
via definitiva sugli stessi utili mediante certificazione
del competente ufficio fiscale dello Stato esteroĀ».
- Il decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917 e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31
dicembre 1986, n. 302, S.O.
- Si riporta il testo dell'art. 27 del decreto del
Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16 ottobre 1973, n.
268, n. 1, S.O:
Ā«Art. 27 (Ritenuta sui dividendi). - 1. Le societa' e
gli enti indicati nelle lettere a) e b) del comma 1
dell'art. 73 del testo unico delle imposte sui redditi
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22
dicembre 1986, n. 917, operano con obbligo di rivalsa, una
ritenuta del 12,50 per cento a titolo d'imposta sugli utili
in qualunque forma corrisposti, anche nei casi di cui
all'art. 47, comma 7, del predetto testo unico, a persone
fisiche residenti in relazione a partecipazioni non
qualificate ai sensi della lettera c-bis) del comma 1
dell'art. 67 del citato testo unico n. 917 del 1986, non
relative all'impresa ai sensi dell'art. 65 del medesimo
testo unico. La ritenuta di cui al periodo precedente si
applica alle condizioni ivi previste agli utili derivanti
dagli strumenti finanziari di cui all'art. 44, comma 2,
lettera a) e dai contratti di associazione in
partecipazione di cui all'art. 109, comma 9, lettera b),
del predetto testo unico qualora il valore dell'apporto non
sia superiore al 5 per cento o al 25 per cento del valore
del patrimonio netto contabile risultante dall'ultimo
bilancio approvato prima della data di stipula del
contratto nel caso in cui si tratti rispettivamente di
societa' i cui titoli sono negoziati in mercati
regolamentati o di altre partecipazioni. La ritenuta e'
applicata altresi' dalle persone fisiche che esercitano
imprese commerciali ai sensi dell'art. 55 del testo unico
delle imposte sui redditi e dalle societa' in nome
collettivo e in accomandita semplice ed equiparate di cui
all'art. 5 del medesimo testo unico sugli utili derivanti
dai contratti di associazione in partecipazione previsti
nel precedente periodo, corrisposti a persone fisiche
residenti; per i soggetti che determinano il reddito ai
sensi dell'art. 66 del predetto testo unico, in luogo del
patrimonio netto si assume il valore individuato nel comma
2 dell'art. 47 del medesimo testo unico.
1-bis. Nei casi di cui all'art. 47, commi 5 e 7, del
testo unico delle imposte sui redditi di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, la
ritenuta prevista dai commi 1 e 4 si applica sull'intero
ammontare delle somme o dei valori corrisposti, qualora il
percettore non comunichi il valore fiscalmente riconosciuto
della partecipazione.
2. In caso di distribuzione di utili in natura i singoli
soci o partecipanti, per conseguirne il pagamento, sono
tenuti a versare alle societa' ed altri enti di cui alle
lettere a) e b) del comma 1 dell'art. 73 del predetto testo
unico, l'importo corrispondente all'ammontare della
ritenuta di cui al comma 1, determinato in relazione al
valore normale dei beni ad essi attribuiti, quale risulta
dalla valutazione operata dalla societa' emittente alla
data individuata dalla lettera a) del comma 2 dell'art. 109
del citato testo unico
3. La ritenuta e' operata a titolo d'imposta e con
l'aliquota del 27 per cento sugli utili corrisposti a
soggetti non residenti nel territorio dello Stato diversi
dalle societa' ed enti indicati nel comma 3-ter, in
relazione alle partecipazioni, agli strumenti finanziari di
cui all'art. 44, comma 2, lettera a) e ai contratti di
associazione in partecipazione di cui all'art. 109, comma
9, lettera b), non relative a stabili organizzazioni nel
territorio dello Stato. L'aliquota della ritenuta e'
ridotta al 12,50 per cento per gli utili pagati ad
azionisti di risparmio. I soggetti non residenti, diversi
dagli azionisti di risparmio e dalle societa' ed enti
indicati nel comma 3-ter, hanno diritto al rimborso, fino a
concorrenza dei quattro noni della ritenuta, dell'imposta
che dimostrino di aver pagato all'estero in via definitiva
sugli stessi utili mediante certificazione del competente
ufficio fiscale dello Stato estero.
3-bis. I soggetti cui si applica l'art. 98 del testo
unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono
tenuti ad operare, con obbligo di rivalsa, la ritenuta di
cui ai commi 3 e 3-ter sulla remunerazione di finanziamenti
eccedenti prevista dal citato art. 98 direttamente erogati
dal socio o da una sua parte correlata, non residenti nel
territorio dello Stato. A fini della determinazione della
ritenuta di cui sopra, si computa in diminuzione la
eventuale ritenuta operata ai sensi dell'art. 26 riferibile
alla medesima remunerazione. La presente disposizione non
si applica alla remunerazione di finanziamenti eccedenti
direttamente erogati dalle stabili organizzazioni nel
territorio dello Stato di soggetti non residenti.
3-ter. La ritenuta e' operata a titolo di imposta e con
l'aliquota dell'1,375 per cento sugli utili corrisposti
alle societa' e agli enti soggetti ad un'imposta sul
reddito delle societa' negli Stati membri dell'Unione
europea e negli Stati aderenti all'Accordo sullo spazio
economico europeo che sono inclusi nella lista di cui al
decreto del Ministro dell'economia e delle finanze emanato
ai sensi dell'art. 168-bis del testo unico delle imposte
sui redditi, di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, ed ivi residenti, in
relazione alle partecipazioni, agli strumenti finanziari di
cui all'art. 44, comma 2, lettera a), del predetto testo
unico e ai contratti di associazione in partecipazione di
cui all'art. 109, comma 9, lettera b), del medesimo testo
unico, non relativi a stabili organizzazioni nel territorio
dello Stato.
4. Sulle remunerazioni corrisposte a persone fisiche
residenti relative a partecipazioni al capitale o al
patrimonio, titoli e strumenti finanziari di cui all'art.
44, comma 2, lettera a), ultimo periodo, del testo unico
delle imposte sui redditi e a contratti di cui all'art.
109, comma 9, lettera b), del medesimo testo unico, in cui
l'associante e' soggetto non residente, non qualificati ai
sensi della lettera c-bis) del comma 1, dell'art. 67 del
testo unico e non relativi all'impresa ai sensi dell'art.
65 dello stesso testo unico, e' operata una ritenuta del
12,50 per cento a titolo d'imposta dai soggetti di cui al
primo comma dell'art. 23 che intervengono nella loro
riscossione. La ritenuta e' operata a titolo d'acconto:
a) sulla quota imponibile delle remunerazioni
corrisposte da soggetti non residenti in relazione a
partecipazioni al capitale o al patrimonio, titoli e
strumenti finanziari e a contratti di cui alla lettera c)
del comma 1 dell'art. 67 del citato testo unico, non
relativi all'impresa ai sensi dell'art. 65;
b) sull'intero importo delle remunerazioni corrisposte,
in relazione a partecipazioni, titoli, strumenti finanziari
e contratti non relativi all'impresa ai sensi dell'art. 65,
da societa' ed enti residenti negli Stati o territori
diversi da quelli di cui al decreto ministeriale emanato ai
sensi dell'art. 168-bis del citato testo unico salvo che la
persona fisica dimostri al soggetto che interviene nella
riscossione che, a seguito dell'esercizio di interpello
secondo le modalita' del comma 5, lettera b), dello stesso
art. 167, sono rispettate le condizioni di cui alla lettera
c) del comma 1, dell'art. 87 del citato testo unico. La
disposizione del periodo precedente non si applica alle
partecipazioni, ai titoli e agli strumenti finanziari di
cui all'art. 44, comma 2, lettera a), ultimo periodo,
emessi da societa' i cui titoli sono negoziati nei mercati
regolamentati. La ritenuta e', altresi', operata
sull'intero importo delle remunerazioni relative a
contratti stipulati con associanti non residenti che non
soddisfano le condizioni di cui all'art. 44, comma 2,
lettera a), ultimo periodo.
4-bis. Le ritenute del comma 4 sono operate al netto
delle ritenute applicate dallo Stato estero. In caso di
distribuzione di utili in natura si applicano le
disposizioni di cui al comma 2.
5. Le ritenute di cui ai commi 1 e 4, primo periodo, non
sono operate qualora le persone fisiche residenti e gli
associati in partecipazione dichiarino all'atto della
percezione che gli utili riscossi sono relativi
all'attivita' di impresa o ad una partecipazione
qualificata ai sensi della lettera c) del comma 1 dell'art.
67 del citato testo unico. Le ritenute di cui ai commi 1 e
4, sono operate con l'aliquota del 27 per cento ed a titolo
d'imposta nei confronti dei soggetti esenti dall'imposta
sul reddito delle societa'.
6. Per gli utili corrisposti a soggetti residenti ed
assoggettati alla ritenuta a titolo d'imposta o all'imposta
sostitutiva sul risultato maturato di gestione non si
applicano le disposizioni degli articoli 5, 7, 8, 9 e 11,
terzo comma, della legge 29 dicembre 1962, n. 1745.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 11, comma 4, lettera c),
del decreto legislativo 1 aprile 1996, n. 239, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 3 maggio 1996, n. 102:
Ā«c) l'elenco degli Stati di cui all'art. 6, comma 1, con
i quali risulta attuabile lo scambio di informazioniĀ».
- Si riporta il testo dell'art. 7, quarto comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 novembre 1972,
n. 292, S.O., cosi' come modificato dalla presente legge:
Ā«Art. 7 (Territorialita' dell'imposta). - Agli effetti
del presente decreto:
a) per Ā«StatoĀ» o Ā«territorio dello StatoĀ» si intende il
territorio della Repubblica italiana, con esclusione dei
comuni di Livigno e di Campione d'Italia e delle acque
italiane del lago di Lugano;
b) per Ā«Comunita'Ā» o Ā«territorio della Comunita'Ā» si
intende il territorio corrispondente al campo di
applicazione del Trattato istitutivo della Comunita'
economica europea con le seguenti esclusioni, oltre quella
indicata nella lettera a):
1) per la Repubblica ellenica, il Monte Athos;
2) per la Repubblica federale di Germania, l'isola di
Helgoland ed il territorio di BĆ¼singen;
3) per la Repubblica francese, i Dipartimenti
d'oltremare;
4) per il Regno di Spagna, Ceuta, Melilla e le isole
Canarie;
4-bis per la Repubblica di Finlandia, le isole ƅland;
c) il Principato di Monaco, l'isola di Man e le zone di
sovranita' del Regno Unito di Akrotiri e Dhekelia si
intendono compresi nel territorio rispettivamente della
Repubblica francese, del Regno Unito di Gran Bretagna e
Irlanda del Nord e della Repubblica di Cipro.
Le cessioni di beni si considerano effettuate nel
territorio dello Stato se hanno per oggetto beni immobili
ovvero beni mobili nazionali, comunitari o vincolati al
regime della temporanea importazione, esistenti nel
territorio dello stesso ovvero beni mobili spediti da altro
Stato membro, installati, montati o assiemati nel
territorio dello Stato dal fornitore o per suo conto. Si
considerano altresi' effettuate nel territorio dello Stato
le cessioni di beni nei confronti di passeggeri nel corso
di un trasporto intracomunitario a mezzo di navi,
aeromobili o treni, se il trasporto ha inizio nel
territorio dello Stato; si considera intracomunitario il
trasporto con luogo di partenza e di arrivo siti in Stati
membri diversi e luogo di partenza quello di primo punto di
imbarco dei passeggeri, luogo di arrivo quello dell'ultimo
punto di sbarco. Le cessioni di gas mediante sistemi di
distribuzione di gas naturale e le cessioni di energia
elettrica si considerano effettuate nel territorio dello
Stato:
a) quando il cessionario e' un soggetto passivo
rivenditore che ha il domicilio nel territorio dello Stato
o e' ivi residente senza aver stabilito all'estero il
domicilio o una stabile organizzazione destinataria dei
beni ceduti, ovvero ha in Italia una stabile
organizzazione, per la quale gli acquisti sono effettuati.
Per soggetto passivo-rivenditore, si intende un soggetto
passivo la cui principale attivita' in relazione
all'acquisto di gas e di elettricita' e' costituita dalla
rivendita di detti beni ed il cui consumo personale di
detti prodotti e' trascurabile;
b) quando il cessionario e' un soggetto diverso dal
rivenditore, se i beni sono usati o consumati nel
territorio dello Stato. Se la totalita' o parte dei beni
non e' di fatto utilizzata dal cessionario, limitatamente
alla parte non usata o non consumata, le cessioni anzidette
si considerano comunque effettuate nel territorio dello
Stato quando sono poste in essere nei confronti di soggetti
che hanno il domicilio nel territorio dello Stato o di
soggetti ivi residenti che non abbiano stabilito il
domicilio all'estero, ovvero nei confronti di stabili
organizzazioni nel territorio dello Stato, per le quali
sono effettuati gli acquisti da parte di soggetti
domiciliati e residenti all'estero; non si considerano
effettuate nel territorio dello Stato le cessioni poste in
essere nei confronti di stabili organizzazioni all'estero,
per le quali sono effettuati gli acquisti da parte di
soggetti domiciliati o residenti in Italia.
Le prestazioni di servizi si considerano effettuate nel
territorio dello Stato quando sono rese da soggetti che
hanno il domicilio nel territorio stesso o da soggetti ivi
residenti che non abbiano stabilito il domicilio
all'estero, nonche' quando sono rese da stabili
organizzazioni in Italia di soggetti domiciliati e
residenti all'estero; non si considerano effettuate nel
territorio dello Stato quando sono rese da stabili
organizzazioni all'estero di soggetti domiciliati o
residenti in Italia. Per i soggetti diversi dalle persone
fisiche, agli effetti del presente articolo, si considera
domicilio il luogo in cui si trova la sede legale e
residenza quello in cui si trova la sede effettiva.
In deroga al secondo e al terzo comma:
a) le prestazioni di servizi relativi a beni immobili,
comprese le perizie, le prestazioni di agenzia e le
prestazioni inerenti alla preparazione e al coordinamento
dell'esecuzione dei lavori immobiliari, si considerano
effettuate nel territorio dello Stato quando l'immobile e'
situato nel territorio stesso;
b) le prestazioni di servizi, comprese le perizie,
relative a beni mobili materiali e le prestazioni di
servizi culturali, scientifici, artistici, didattici,
sportivi, ricreativi e simili, nonche' le operazioni di
carico, scarico, manutenzione e simili, accessorie ai
trasporti di beni, si considerano effettuate nel territorio
dello Stato quando sono eseguite nel territorio stesso
c) le prestazioni di trasporto si considerano
effettuate nel territorio dello Stato in proporzione alla
distanza ivi percorsa;
d) le prestazioni derivanti da contratti di locazione,
anche finanziaria, noleggio e simili di beni mobili
materiali diversi dai mezzi di trasporto, le prestazioni di
servizi indicate al numero 2) del secondo comma dell'art.
3, le prestazioni pubblicitarie, di consulenza e assistenza
tecnica o legale, comprese quelle di formazione e di
addestramento del personale, le prestazioni di servizi di
telecomunicazione, di radiodiffusione e di televisione, le
prestazioni di servizi rese tramite mezzi elettronici, di
elaborazione e fornitura di dati e simili, le operazioni
bancarie, finanziarie e assicurative e le prestazioni
relative a prestiti di personale, la concessione
dell'accesso ai sistemi di gas naturale o di energia
elettrica, il servizio di trasporto o di trasmissione
mediante gli stessi e la fornitura di altri servizi
direttamente collegati, nonche' le prestazioni di
intermediazione inerenti alle suddette prestazioni o
operazioni e quelle inerenti all'obbligo di non
esercitarle, nonche' le cessioni di contratti relativi alle
prestazioni di sportivi professionisti, si considerano
effettuate nel territorio dello Stato quando sono rese a
soggetti domiciliati nel territorio stesso o a soggetti ivi
residenti che non hanno stabilito il domicilio all'estero e
quando sono rese a stabili organizzazioni in Italia di
soggetti domiciliati o residenti all'estero, a meno che non
siano utilizzate fuori dalla Comunita' economica europea;
e) le prestazioni di servizi e le operazioni di cui
alla lettera precedente rese a soggetti domiciliati o
residenti in altri Stati membri della Comunita' economica
europea, si considerano effettuate nel territorio dello
Stato quando il destinatario non e' soggetto passivo
dell'imposta nello Stato in cui ha il domicilio o la
residenza;
f) le operazioni di cui alla lettera d), escluse le
prestazioni di servizi di telecomunicazione, le prestazioni
di servizi rese tramite mezzi elettronici a committenti non
soggetti passivi d'imposta residenti al di fuori della
Comunita', le prestazioni di consulenza e assistenza
tecnica o legale, ivi comprese quelle di formazione e di
addestramento del personale, di elaborazione e fornitura di
dati e simili la concessione dell'accesso ai sistemi di gas
naturale o di energia elettrica, il servizio di trasporto o
di trasmissione mediante gli stessi e la fornitura di altri
servizi direttamente collegati, rese a soggetti domiciliati
e residenti fuori della Comunita' economica europea nonche'
quelle derivanti da contratti di locazione, anche
finanziaria, noleggio e simili di mezzi di trasporto rese
da soggetti domiciliati o residenti fuori della Comunita'
stessa ovvero domiciliati o residenti nei territori esclusi
a norma del primo comma lettera a), ovvero da stabili
organizzazioni operanti in detti territori, si considerano
effettuate nel territorio dello Stato quando sono ivi
utilizzate; queste ultime prestazioni, se rese da soggetti
domiciliati o residenti in Italia si considerano effettuate
nel territorio dello Stato quando sono utilizzate in Italia
o in altro Stato membro della Comunita' stessa;
f-bis) le prestazioni di servizi di telecomunicazione
rese a soggetti domiciliati o residenti fuori del
territorio della Comunita' da soggetti domiciliati o
residenti fuori della Comunita' stessa, ovvero domiciliati
o residenti nei territori esclusi a norma del primo comma,
lettera a), si considerano effettuate nel territorio dello
Stato quando i servizi sono ivi utilizzati. Tali servizi si
considerano utilizzati nel territorio dello Stato se in
partenza dallo stesso o quando, realizzandosi la
prestazione tramite cessione di schede prepagate o di altri
mezzi tecnici preordinati all'utilizzazione del servizio,
la loro distribuzione avviene, direttamente o a mezzo di
commissionari, rappresentanti, o altri intermediari, nel
territorio dello Stato;
f-ter) le prestazioni di servizi rese tramite mezzi
elettronici da soggetti domiciliati o residenti fuori della
Comunita' a committenti non soggetti passivi d'imposta
nello Stato, si considerano ivi effettuate;
f-quater) le prestazioni di telecomunicazione, di
radiodiffusione e di televisione rese da soggetti
domiciliati o residenti fuori della Comunita' a committenti
comunitari non soggetti passivi d'imposta si considerano
effettuate nel territorio dello Stato quando sono ivi
utilizzate;
ā€œf-quinquies) le prestazioni di intermediazione,
relative ad operazioni diverse da quelle di cui alla
lettera d) del presente comma e da quelle di cui all'art.
40, commi 5 e 6, del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331,
convertito con modificazioni,dalla legge 29 ottobre 1993,
n. 427, si considerano effettuate nel territorio dello
Stato quando le operazioni oggetto dell'intermediazione si
considerano ivi effettuate, a meno che non siano commesse
da soggetto passivo in un altro Stato membro dell'Unione
europea; le suddette prestazioni si considerano in ogni
caso effettuate nel territorio dello Stato se il
committente delle stesse e' ivi soggetto passivo d'imposta,
sempre che le operazioni cui le intermediazioni si
riferiscono siano effettuate nel territorio della
Comunitaā€.
Non si considerano effettuate nel territorio dello Stato
le cessioni all'esportazione, le operazioni assimilate a
cessioni all'esportazione e i servizi internazionali o
connessi agli scambi internazionali di cui ai successivi
articoli 8, 8-bis e 9.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 17, terzo comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 novembre 1972,
n. 292, S.O., cosi' come modificato dalla presente legge:
Ā«3. Gli obblighi relativi alle cessioni di beni e alle
prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello
Stato da soggetti non residenti, che non si siano
identificati direttamente ai sensi dell'art. 35-ter, ne'
abbiano nominato un rappresentante fiscale ai sensi del
secondo comma, sono adempiuti dai cessionari o committenti,
residenti nel territorio dello Stato, che acquistano i beni
o utilizzano i servizi nell'esercizio di imprese, arti o
professioni. La disposizione non si applica relativamente
alle operazioni imponibili ai sensi dell'art. 7, quarto
comma, lettera f), effettuate da soggetti domiciliati o
residenti o con stabili organizzazioni operanti nei
territori esclusi a norma del primo comma, lettera a),
dello stesso art. 7. Gli obblighi relativi alle cessioni di
cui all'art. 7, secondo comma, terzo periodo, ed alle
prestazioni di servizi di cui all'art. 7, quarto comma,
lettere d) e f-quinquies), rese da soggetti non residenti a
soggetti domiciliati nel territorio dello Stato, a soggetti
ivi residenti che non abbiano stabilito il domicilio
all'estero ovvero a stabili organizzazioni in Italia di
soggetti domiciliati e residenti all'estero, sono adempiuti
dai cessionari e dai committenti medesimi qualora agiscano
nell'esercizio di imprese, arti o professioni.Ā».
Le disposizioni del secondo e del terzo comma non si
applicano per le operazioni effettuate da o nei confronti
di stabili organizzazioni in Italia di soggetti residenti
all'estero.
In deroga al primo comma, per le cessioni imponibili di
oro da investimento di cui all'art. 10, numero 11), nonche'
per le cessioni di materiale d'oro e per quelle di prodotti
semilavorati di purezza pari o superiore a 325 millesimi,
al pagamento dell'imposta e' tenuto il cessionario, se
soggetto passivo d'imposta nel territorio dello Stato. La
fattura, emessa dal cedente senza addebito d'imposta, con
l'osservanza delle disposizioni di cui agli articoli 21 e
seguenti e con l'indicazione della norma di cui al presente
comma, deve essere integrata dal cessionario con
l'indicazione dell'aliquota e della relativa imposta e deve
essere annotata nel registro di cui agli articoli 23 o 24
entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente,
ma comunque entro quindici giorni dal ricevimento e con
riferimento al relativo mese; lo stesso documento, ai fini
della detrazione, e' annotato anche nel registro di cui
all'art. 25.
Le disposizioni di cui al quinto comma si applicano
anche:
a) alle prestazioni di servizi, compresa la prestazione
di manodopera, rese nel settore edile da soggetti
subappaltatori nei confronti delle imprese che svolgono
l'attivita' di costruzione o ristrutturazione di immobili
ovvero nei confronti dell'appaltatore principale o di un
altro subappaltatore. La disposizione non si applica alle
prestazioni di servizi rese nei confronti di un contraente
generale a cui venga affidata dal committente la totalita'
dei lavori;
a-bis) alle cessioni di fabbricati o di porzioni di
fabbricato strumentali di cui alle lettere b) e d) del
numero 8-ter) dell'art. 10;
b) alle cessioni di apparecchiature terminali per il
servizio pubblico radiomobile terrestre di comunicazioni
soggette alla tassa sulle concessioni governative di cui
all'art. 21 della tariffa annessa al decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, come sostituita,
da ultimo, dal decreto del Ministro delle finanze 28
dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 303
del 30 dicembre 1995, nonche' dei loro componenti ed
accessori;
c) alle cessioni di personal computer e dei loro
componenti ed accessori;
d) alle cessioni di materiali e prodotti lapidei,
direttamente provenienti da cave e miniere.
Le disposizioni di cui al quinto comma si applicano alle
ulteriori operazioni individuate dal Ministro dell'economia
e delle finanze, con propri decreti, in base alla direttiva
2006/69/CE del Consiglio, del 24 luglio 2006, ovvero
individuate con decreto emanato ai sensi dell'art. 17,
comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400, nelle ipotesi
in cui necessita la preventiva autorizzazione comunitaria
prevista dalla direttiva 77/388/CEE del Consiglio, del 17
maggio 1977.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 38-ter, primo comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 novembre 1972,
n. 292, S.O, cosi' come modificato dalla presente legge:
Ā«Art. 38-ter (Esecuzione dei rimborsi a soggetti non
residenti). - ā€œI soggetti domiciliati e residenti
negli Stati membri dell'Unione europea, che non si siano
identificati direttamente ai sensi dell'art. 35-ter e che
non abbiano nominato un rappresentante ai sensi del secondo
comma dell'art. 17, assoggettati all'imposta nello Stato in
cui hanno il domicilio o la residenza, che non hanno
effettuato operazioni in Italia, ad eccezione delle
prestazioni di trasporto e relative prestazioni accessorie
non imponibili ai sensi dell'art. 9, nonche' delle
operazioni indicate nell'art. 17, commi terzo, quinto,
sesto e settimo, e nell'art. 74, commi settimo ed ottavo,
del presente decreto e nell'art. 44, comma 2, del
decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con
modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427, possono
ottenere, in relazione a periodi inferiori all'anno, il
rimborso dell'imposta, se detraibile a norma dell'art. 19
del presente decreto, relativa ai beni mobili e ai servizi
importati o acquistati, sempreche' di importo complessivo
non inferiore a duecento euro.ā€
La disposizione del primo comma si applica, a condizione
di reciprocita', anche agli operatori economici domiciliati
e residenti in Stati non appartenenti alla Comunita'
economica europea, ma limitatamente all'imposta relativa
agli acquisti e importazioni di beni e servizi inerenti
alla loro attivita'.
Ai rimborsi previsti nei commi primo e secondo provvede
l'ufficio provinciale dell'imposta sul valore aggiunto di
Roma a norma del quarto comma dell'art. 38-bis, entro il
termine di sei mesi dalla data di presentazione della
richiesta. In caso di rifiuto, l'ufficio provvede, entro il
suddetto termine, alla notifica di apposito provvedimento
motivato avverso il quale e' ammesso ricorso secondo le
disposizioni relative al contenzioso tributario.
Sulle somme rimborsate si applicano gli interessi nella
misura prevista al primo comma dell'art. 38-bis, con
decorrenza dal centottantesimo giorno successivo a quello
in cui e' stata presentata la richiesta di rimborso, non
computando il periodo intercorrente tra la data di notifica
della eventuale richiesta di documenti e la data della loro
consegna, quando superi quindici giorni.
I soggetti che conseguono un indebito rimborso devono
restituire all'ufficio, entro sessanta giorni dalla
notifica di apposito provvedimento, le somme indebitamente
rimborsate e nei loro confronti si applica la pena
pecuniaria da due a quattro volte la somma rimborsata.
L'ufficio, se ritiene fraudolenta la domanda, sospende ogni
ulteriore rimborso al soggetto interessato fino a quando
non sia restituita la somma indebitamente rimborsata e
pagata la relativa pena pecuniaria.
Con decreto del Ministro delle finanze di concerto con
il Ministro del tesoro, da emanarsi entro novanta giorni
dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sono
stabilite le modalita' e i termini relativi all'esecuzione
dei rimborsi, le modalita' e i termini per la richiesta
degli stessi, nonche' le prescrizioni relative al
coordinamento tra i vari uffici IVA ai fini del controllo
dei rimborsi. Sono altresi' stabiliti le modalita' ed i
termini relativi alla dilazione per il versamento
all'erario dell'imposta riscossa, nonche' le modalita'
relative alla presentazione della contabilita'
amministrativa e al trasferimento dei fondi tra i vari
uffici. Alle disposizioni relative alle modalita' ed ai
termini anzidetti possono essere apportate integrazioni e
correzioni con successivi decreti.
L'adeguamento degli ammontari di riferimento previsti
nel primo comma e' disposto, con successivi decreti del
Ministro delle finanze di concerto con il Ministro del
tesoro da emanarsi entro il 31 gennaio, quando il mutamento
del tasso di conversione dell'unita' di conto europea sia
variata, alla data del 31 dicembre dell'anno precedente, di
oltre il dieci per cento rispetto a quello di cui si e'
tenuto conto nell'ultima determinazione degli ammontari di
riferimento.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 54, terzo comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 11 novembre 1972,
n. 292, S.O, cosi' come modificato dalla presente legge:
Ā«Art. 54 (Rettifica delle dichiarazioni). - L'ufficio
dell'imposta sul valore aggiunto procede alla rettifica
della dichiarazione annuale presentata dal contribuente
quando ritiene che ne risulti una imposta inferiore a
quella dovuta ovvero una eccedenza detraibile o
rimborsabile superiore a quella spettante.
L'infedelta' della dichiarazione, qualora non emerga o
direttamente dal contenuto di essa o dal confronto con gli
elementi di calcolo delle liquidazioni di cui agli articoli
27 e 33 e con le precedenti dichiarazioni annuali, deve
essere accertata mediante il confronto tra gli elementi
indicati nella dichiarazione e quelli annotati nei registri
di cui agli articoli 23, 24 e 25 e mediante il controllo
della completezza, esattezza e veridicita' delle
registrazioni sulla scorta delle fatture ed altri
documenti, delle risultanze di altre scritture contabili e
degli altri dati e notizie raccolti nei modi previsti negli
articoli 51 e 51-bis. Le omissioni e le false o inesatte
indicazioni possono essere indirettamente desunte da tali
risultanze, dati e notizie a norma dell'art. 53 o anche
sulla base di presunzioni semplici, purche' queste siano
gravi, precise e concordanti.
ā€œL'ufficio puo' tuttavia procedere alla rettifica
indipendentemente dalla previa ispezione della contabilita'
del contribuente qualora l'esistenza di operazioni
imponibili per ammontare superiore a quello indicato nella
dichiarazione, o l'inesattezza delle indicazioni relative
alle operazioni che danno diritto alla detrazione, risulti
in modo certo e diretto, e non in via presuntiva, da
verbali, questionari e fatture di cui ai numeri 2), 3) e 4)
del secondo comma dell'art. 51, dagli elenchi allegati alle
dichiarazioni di altri contribuenti o da verbali relativi
ad ispezioni eseguite nei confronti di altri contribuenti,
nonche' da altri atti e documenti in suo possessoā€.
Se vi e' pericolo per la riscossione dell'imposta
l'ufficio puo' provvedere, prima della scadenza del termine
per la presentazione della dichiarazione annuale,
all'accertamento delle imposte non versate in tutto o in
parte a norma degli articoli 27 e 33. Le disposizioni del
precedente periodo non si applicano nei casi previsti
dall'art. 60, sesto comma].
Senza pregiudizio dell'ulteriore azione accertatrice nei
termini stabiliti dall'art. 57, i competenti uffici
dell'Agenzia delle entrate, qualora dagli accessi,
ispezioni e verifiche nonche' dalle segnalazioni effettuati
dalla Direzione centrale accertamento, da una Direzione
regionale ovvero da un ufficio della medesima Agenzia
ovvero di altre Agenzie fiscali, dalla Guardia di finanza o
da pubbliche amministrazioni ed enti pubblici oppure dai
dati in possesso dell'anagrafe tributaria, risultino
elementi che consentono di stabilire l'esistenza di
corrispettivi o di imposta in tutto o in parte non
dichiarati o di detrazioni in tutto o in parte non
spettanti, puo' limitarsi ad accertare, in base agli
elementi predetti, l'imposta o la maggiore imposta dovuta o
il minor credito spettante, nonche' l'imposta o la maggiore
imposta non versata, escluse le ipotesi di cui all'art.
54-bis, anche avvalendosi delle procedure previste dal
decreto legislativo 19 giugno 1997, n. 218.
[Le disposizioni di cui al comma precedente possono
trovare applicazione anche con riguardo all'accertamento
induttivo del volume di affari, di cui all'art. 12
del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69, convertito, con
modificazioni, dalla L. 27 aprile 1989, n. 154, e
successive modificazioni, tenendo conto dell'indicazione
dei motivi addotti dal contribuente con le modalita' di cui
al comma 1 dello stesso art. 12].
Gli avvisi di accertamento parziale possono essere
notificati mediante invio di lettera raccomandata con
avviso di ricevimento. La notifica si considera avvenuta
alla data indicata nell'avviso di ricevimento sottoscritto
dal destinatario ovvero da persona di famiglia o addetto
alla casa.
Gli avvisi di accertamento parziale sono annullati
dall'ufficio che li ha emessi se, dalla documentazione
prodotta dal contribuente, risultano infondati in tutto o
in parte.
- Si riporta il testo dell'art. 39, primo comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,
n. 600, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 16 ottobre
1973, n. 268, n. 1, S.O., cosi' come modificato dalla
presente legge:
Ā«1. Per i redditi d'impresa delle persone fisiche
l'ufficio procede alla rettifica: a) se gli elementi
indicati nella dichiarazione non corrispondono a quelli del
bilancio, del conto dei profitti e delle perdite e
dell'eventuale prospetto di cui al comma 1 dell'art. 3; b)
se non sono state esattamente applicate le disposizioni del
titolo I, capo VI, del testo unico delle imposte sui
redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni; c) se
l'incompletezza, la falsita' o l'inesattezza degli elementi
indicati nella dichiarazione e nei relativi allegati
risulta in modo certo e diretto dai verbali e dai
questionari di cui ai numeri 2) e 4) del primo comma
dell'art. 32, dagli atti, documenti e registri esibiti o
trasmessi ai sensi del numero 3) dello stesso comma, dalle
dichiarazioni di altri soggetti previste negli articoli 6 e
7, dai verbali relativi ad ispezioni eseguite nei confronti
di altri contribuenti o da altri atti e documenti in
possesso dell'ufficio; d) se l'incompletezza, la falsita' o
l'inesattezza degli elementi indicati nella dichiarazione e
nei relativi allegati risulta dall'ispezione delle
scritture contabili e dalle altre verifiche di cui all'art.
33 ovvero dal controllo della completezza, esattezza e
veridicita' delle registrazioni contabili sulla scorta
delle fatture e degli altri atti e documenti relativi
all'impresa nonche' dei dati e delle notizie raccolti
dall'ufficio nei modi previsti dall'art. 32. L'esistenza di
attivita' non dichiarate o la inesistenza di passivita'
dichiarate e' desumibile anche sulla base di presunzioni
semplici, purche' queste siano gravi, precise e
concordanti.Ā».
In deroga alle disposizioni del comma precedente
l'ufficio delle imposte determina il reddito d'impresa
sulla base dei dati e delle notizie comunque raccolti o
venuti a sua conoscenza, con facolta' di prescindere in
tutto o in parte dalle risultanze del bilancio e dalle
scritture contabili in quanto esistenti e di avvalersi
anche di presunzioni prive dei requisiti di cui alla
lettera d) del precedente comma:
a) quando il reddito d'impresa non e' stato indicato
nella dichiarazione;
b) [quando alla dichiarazione non e' stato allegato il
bilancio con il conto dei profitti e delle perdite];
c) quando dal verbale di ispezione redatto ai sensi
dell'art. 33 risulta che il contribuente non ha tenuto o ha
comunque sottratto all'ispezione una o piu' scritture
contabili prescritte dall'art. 14, ovvero quando le
scritture medesime non sono disponibili per causa di forza
maggiore;
d) quando le omissioni e le false o inesatte
indicazioni accertate ai sensi del precedente comma ovvero
le irregolarita' formali delle scritture contabili
risultanti dal verbale di ispezione sono cosi' gravi,
numerose e ripetute da rendere inattendibili nel loro
complesso le scritture stesse per mancanza delle garanzie
proprie di una contabilita' sistematica. Le scritture
ausiliarie di magazzino non si considerano irregolari se
gli errori e le omissioni sono contenuti entro i normali
limiti di tolleranza delle quantita' annotate nel carico o
nello scarico e dei costi specifici imputati nelle schede
di lavorazione ai sensi della lettera d) del primo comma
dell'art. 14 del presente decreto.
d-bis) quando il contribuente non ha dato seguito agli
inviti disposti dagli uffici ai sensi dell'art. 32, primo
comma, numeri 3) e 4), del presente decreto o dell'art. 51,
secondo comma, numeri 3) e 4), del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
Le disposizioni dei commi precedenti valgono, in quanto
applicabili, anche per i redditi delle imprese minori e per
quelli derivanti dall'esercizio di arti e professioni, con
riferimento alle scritture contabili rispettivamente
indicate negli artt. 18 e 19. Il reddito d'impresa dei
soggetti indicati nel quarto comma dell'art. 18, che non
hanno provveduto agli adempimenti contabili di cui ai
precedenti commi dello stesso articolo, e' determinato in
ogni caso ai sensi del secondo comma del presente
articolo.Ā».
- L'art. 14, comma 3, del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972 n. 633, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 11 novembre 1972, n. 292, S.O., cosi'
recita:
Ā«Art. 14 (Determinazione della base imponibile). -
(Omissis).
Per valore normale dei beni e dei servizi si intende il
prezzo o corrispettivo mediamente praticato per beni o
servizi della stessa specie o similari in condizioni di
libera concorrenza e al medesimo stadio di
commercializzazione, nel tempo e nel luogo in cui e' stata
effettuata l'operazione o nel tempo e nel luogo piu'
prossimi.
(Omissis).Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 51, comma 4, lettera a)
del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre
1986, n. 917, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 31
dicembre 1986, n. 302, S.O.:
Ā«Art. 51 (Determinazione del reddito di lavoro
dipendente). - (Omissis).
4. Ai fini dell'applicazione del comma 3:
a) per gli autoveicoli indicati nell'art. 54, comma 1,
lettere a), c) e m), del decreto legislativo 30 aprile
1992, n. 285, i motocicli e i ciclomotori concessi in uso
promiscuo, si assume il 30 per cento dell'importo
corrispondente ad una percorrenza convenzionale di 15 mila
chilometri calcolato sulla base del costo chilometrico di
esercizio desumibile dalle tabelle nazionali che
l'Automobile club d'Italia deve elaborare entro il 30
novembre di ciascun anno e comunicare al Ministero delle
finanze che provvede alla pubblicazione entro il 31
dicembre, con effetto dal periodo d'imposta successivo, al
netto degli ammontari eventualmente trattenuti al
dipendente;
b) in caso di concessione di prestiti si assume il 50
per cento della differenza tra l'importo degli interessi
calcolato al tasso ufficiale di sconto vigente al termine
di ciascun anno e l'importo degli interessi calcolato al
tasso applicato sugli stessi. Tale disposizione non si
applica per i prestiti stipulati anteriormente al 1Ā°
gennaio 1997, per quelli di durata inferiore ai dodici mesi
concessi, a seguito di accordi aziendali, dal datore di
lavoro ai dipendenti in contratto di solidarieta' o in
cassa integrazione guadagni o a dipendenti vittime
dell'usura ai sensi della legge 7 marzo 1996, n. 108, o
ammessi a fruire delle erogazioni pecuniarie a ristoro dei
danni conseguenti a rifiuto opposto a richieste estorsive
ai sensi del decreto-legge 31 dicembre 1991, n. 419,
convertito con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992,
n. 172;
c) per i fabbricati concessi in locazione, in uso o in
comodato, si assume la differenza tra la rendita catastale
del fabbricato aumentata di tutte le spese inerenti il
fabbricato stesso, comprese le utenze non a carico
dell'utilizzatore e quanto corrisposto per il godimento del
fabbricato stesso. Per i fabbricati concessi in connessione
all'obbligo di dimorare nell'alloggio stesso, si assume il
30 per cento della predetta differenza. Per i fabbricati
che non devono essere iscritti nel catasto si assume la
differenza tra il valore del canone di locazione
determinato in regime vincolistico o, in mancanza, quello
determinato in regime di libero mercato, e quanto
corrisposto per il godimento del fabbricato;
c-bis) per i servizi di trasporto ferroviario di
persone prestati gratuitamente, si assume, al netto degli
ammontari eventualmente trattenuti, l'importo
corrispondente all'introito medio per
passeggero/chilometro, desunto dal Conto nazionale dei
trasporti e stabilito con decreto del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, per una percorrenza media
convenzionale, riferita complessivamente ai soggetti di cui
al comma 3, di 2.600 chilometri. Il decreto del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti e' emanato entro il 31
dicembre di ogni anno ed ha effetto dal periodo di imposta
successivo a quello in corso alla data della sua
emanazioneĀ».
- Si riporta il testo dell'art. 38, commi 4 e 5 del
decreto-legge30 agosto 1993, n. 331, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 30 agosto 1993, n. 203 e convertito in
legge, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n.
427, cosi' come modificato dalla presente legge:
Ā«4. Agli effetti del comma 3, lettera e), costituiscono
mezzi di trasporto le imbarcazioni di lunghezza superiore a
7,5 metri, gli aeromobili con peso totale al decollo
superiore a 1.550 kg, e i veicoli con motore di cilindrata
superiore a 48 cc. o potenza superiore a 7,2 kW, destinati
al trasporto di persone o cose, esclusi le imbarcazioni
destinate all'esercizio di attivita' commerciali o della
pesca o ad operazioni di salvataggio o di assistenza in
mare e gli aeromobili di cui all'art. 8-bis, primo comma,
lettera c), del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633; i mezzi di trasporto non si
considerano nuovi alla duplice condizione che abbiano
percorso oltre seimila chilometri e la cessione sia
effettuata decorso il termine di sei mesi dalla data del
provvedimento di prima immatricolazione o di iscrizione in
pubblici registri o di altri provvedimenti equipollenti,
ovvero navigato per oltre cento ore, ovvero volato per
oltre quaranta ore e la cessione sia effettuata decorso il
termine di tre mesi dalla data del provvedimento di prima
immatricolazione o di iscrizione in pubblici registri o di
altri provvedimenti equipollenti.
ā€œ4-bis. Agli effetti dell'imposta sul valore
aggiunto, costituiscono prodotti soggetti ad accisa
l'alcole, le bevande alcoliche, i tabacchi lavorati ed i
prodotti energetici, esclusi il gas fornito dal sistema di
distribuzione di gas naturale e l'energia elettrica, quali
definiti dalle disposizioni comunitarie in vigore''.
5. Non costituiscono acquisti intracomunitari:
a) l'introduzione nel territorio dello Stato di beni
oggetto di operazioni di perfezionamento o di manipolazioni
usuali ai sensi, rispettivamente, dell'art. 1, comma 3,
lettera h), del Regolamento del Consiglio delle Comunita'
europee 16 luglio 1985, n. 1999, e dell'art. 18 del
Regolamento dello stesso Consiglio 25 luglio 1988, n. 2503,
se i beni sono successivamente trasportati o spediti al
committente, soggetto passivo d'imposta, nello Stato membro
di provenienza o per suo conto in altro Stato membro ovvero
fuori del territorio della Comunita'; l'introduzione nel
territorio dello Stato di beni temporaneamente utilizzati
per l'esecuzione di prestazioni o che, se importati,
beneficierebbero della ammissione temporanea in esenzione
totale dai dazi doganali;
b) l'introduzione nel territorio dello Stato, in
esecuzione di una cessione, di beni destinati ad essere ivi
installati, montati o assiemati dal fornitore o per suo
conto;
ā€œc) gli acquisti di beni, diversi dai mezzi di
trasporto nuovi e da quelli soggetti ad accisa, effettuati
dai soggetti indicati nel comma 3, lettera c), dai soggetti
passivi per i quali l'imposta e' totalmente indetraibile a
norma dell'art. 19, secondo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e dai
produttori agricoli di cui all'art. 34 dello stesso decreto
che non abbiano optato per l'applicazione dell'imposta nei
modi ordinari se l'ammontare complessivo degli acquisti
intracomunitari e degli acquisti di cui all'art. 40, comma
3, del presente decreto, effettuati nell'anno solare
precedente, non ha superato 10.000 euro e fino a quando,
nell'anno in corso, tale limite non e' superato.
L'ammontare complessivo degli acquisti e' assunto al netto
dell'imposta sul valore aggiunto e al netto degli acquisti
di mezzi di trasporto nuovi di cui al comma 4 del presente
articolo e degli acquisti di prodotti soggetti ad
accisaā€;
c-bis) l'introduzione nel territorio dello Stato di gas
mediante sistemi di gas naturale e di energia elettrica, di
cui all'art. 7, secondo comma, terzo periodo, del decreto
del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;
d) gli acquisti di beni se il cedente beneficia nel
proprio Stato membro dell'esonero disposto per le piccole
imprese.
6. La disposizione di cui al comma 5, lettera c), non si
applica ai soggetti ivi indicati che optino per
l'applicazione dell'imposta sugli acquisti intracomunitari,
dandone comunicazione all'ufficio nella dichiarazione, ai
fini dell'imposta sul valore aggiunto, relativa all'anno
precedente ovvero nella dichiarazione di inizio
dell'attivita' o comunque anteriormente all'effettuazione
dell'acquisto. L'opzione ha effetto, se esercitata nella
dichiarazione relativa all'anno precedente, dal 1Ā° gennaio
dell'anno in corso e, negli altri casi, dal momento in cui
e' esercitata, fino a quando non sia revocata e, in ogni
caso, fino al compimento del biennio successivo all'anno
nel corso del quale e' esercitata, sempreche' ne permangano
i presupposti; la revoca deve essere comunicata all'ufficio
nella dichiarazione annuale ed ha effetto dall'anno in
corso. Per i soggetti di cui all'art. 4, quarto comma, del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633, non soggetti passivi d'imposta, la revoca deve essere
comunicata mediante lettera raccomandata entro il termine
di presentazione della dichiarazione annuale. La revoca ha
effetto dall'anno in corso.
7. L'imposta non e' dovuta per l'acquisto
intracomunitario nel territorio dello Stato, da parte di
soggetto passivo d'imposta in altro Stato membro, di beni
dallo stesso acquistati in altro Stato membro e spediti o
trasportati nel territorio dello Stato a propri cessionari,
soggetti passivi d'imposta o enti di cui all'art. 4, quarto
comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, assoggettati all'imposta per gli
acquisti intracomunitari effettuati, designati per il
pagamento dell'imposta relativa alla cessione.
8. Si considerano effettuati in proprio gli acquisti
intracomunitari da parte di commissionari senza
rappresentanza.Ā».
- Il testo vigente dell'art. 40, comma 4, del medesimo
decreto-legge,cosi' come modificato dalla presente legge,



cosi' recita:
Ā«Art. 40 (Territorialita' delle operazioni
intracomunitarie). - 1. Gli acquisti intracomunitari sono
effettuati nel territorio dello Stato se hanno per oggetto
beni, originari di altro Stato membro o ivi immessi in
libera pratica ai sensi degli articoli 9 e 10 del Trattato
istitutivo della Comunita' economica europea, spediti o
trasportati dal territorio di altro Stato membro nel
territorio dello Stato.
2. L'acquisto intracomunitario si considera effettuato
nel territorio dello Stato quando l'acquirente e' ivi
soggetto d'imposta, salvo che sia comprovato che l'acquisto
e' stato assoggettato ad imposta in altro Stato membro di
destinazione del bene. E' comunque effettuato senza
pagamento dell'imposta l'acquisto intracomunitario di beni
spediti o trasportati in altro Stato membro se i beni
stessi risultano ivi oggetto di successiva cessione a
soggetto d'imposta nel territorio di tale Stato o ad ente
ivi assoggettato ad imposta per acquisti intracomunitari e
se il cessionario risulta designato come debitore
dell'imposta relativa.
3. In deroga all'art. 7, secondo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, si
considerano effettuate nel territorio dello Stato le
cessioni in base a cataloghi, per corrispondenza e simili,
di beni spediti o trasportati nel territorio dello Stato
dal cedente o per suo conto da altro Stato membro nei
confronti di persone fisiche non soggetti d'imposta ovvero
di cessionari che non hanno optato per l'applicazione
dell'imposta sugli acquisti intracomunitari ai sensi
dell'art. 38, comma 6, ma con esclusione in tal caso delle
cessioni di prodotti soggetti ad accisa. I beni ceduti, ma
importati dal cedente in altro Stato membro, si considerano
spediti o trasportati dal territorio di tale ultimo Stato.
ā€œ4. Le disposizioni del comma 3 non si applicano:
a) alle cessioni di mezzi di trasporto nuovi e a quelle
di beni da installare, montare o assiemare ai sensi
dell'art. 7, secondo comma, del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;
b) alle cessioni di beni, diversi da quelli soggetti ad
accisa, effettuate nel territorio dello Stato, fino ad un
ammontare nel corso dell'anno solare non superiore a 35.000
euro e sempreche' tale limite non sia stato superato
nell'anno precedente. La disposizione non opera per le
cessioni di cui al comma 3 effettuate da parte di soggetti
passivi in altro Stato membro che hanno ivi optato per
l'applicazione dell'imposta nel territorio dello
Statoā€.
4-bis. In deroga all'art. 7, quarto comma, lettera b),
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 633, e successive modificazioni, le prestazioni di
servizi relative a beni mobili, comprese le perizie,
eseguite nel territorio di altro Stato membro e rese nei
confronti di soggetti d'imposta residenti o domiciliati nel
territorio dello Stato si considerano ivi effettuate, se i
beni sono spediti o trasportati al di fuori dello Stato
membro in cui le prestazioni sono state eseguite; le
suddette prestazioni, qualora siano eseguite nel territorio
dello Stato, non si considerano ivi effettuate se sono rese
ad un committente soggetto passivo di imposta in altro
Stato membro ed i beni sono spediti o trasportati al di
fuori del territorio dello Stato.
5. Le prestazioni di trasporto intracomunitario di beni
e le relative prestazioni di intermediazione, si
considerano effettuate nel territorio dello Stato se ivi ha
inizio la relativa esecuzione, a meno che non siano
commesse da soggetto passivo in altro Stato membro; le
suddette prestazioni si considerano in ogni caso effettuate
nel territorio dello Stato se il committente delle stesse
e' ivi soggetto passivo d'imposta.
6. In deroga all'art. 7, quarto comma, lettera b), del
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.
633 , si considerano effettuate nel territorio dello Stato,
ancorche' eseguite nel territorio di altro Stato membro, le
prestazioni accessorie ai servizi di trasporto
intracomunitario e le relative prestazioni di
intermediazione commesse da soggetti passivi d'imposta nel
territorio dello Stato; le stesse prestazioni non si
considerano effettuate nel territorio dello Stato,
ancorche' ivi eseguite, se rese ad un soggetto passivo
d'imposta in altro Stato membro.
7. Per trasporto intracomunitario di beni si intende il
trasporto, con qualsiasi mezzo, di beni con luogo di
partenza e di arrivo nel territorio di due Stati membri
anche se vengono eseguite singole tratte nazionali nel
territorio dello Stato in esecuzione di contratti derivati.
Costituiscono, altresi', trasporti intracomunitari le
prestazioni di vettoriamento, rese tramite condutture, di
prodotti energetici diretti in altri Stati membri o da
questi provenienti, fatta eccezione per le prestazioni di
trasporto di gas mediante sistemi di gas naturale o
trasmissione di energia elettrica mediante sistemi di
energia elettrica.
8. Abrogato.
ā€œ9 Non si considerano effettuate nel territorio
dello Stato le cessioni intracomunitarie di cui all'art. 41
nonche' le prestazioni di servizio, le prestazioni di
trasporto intracomunitario, quelle accessorie e le
prestazioni di intermediazione di cui ai commi 4-bis, 5 e 6
rese a soggetti passivi d'imposta in altro Stato
membroā€.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 41, comma 1, lettera b),
del medesimo decreto-legge, cosi' come modificato dalla
presente legge:
Ā«Art. 41 (Cessioni intracomunitarie non imponibili). -
1. Costituiscono cessioni non imponibili:
a) le cessioni a titolo oneroso di beni, trasportati o
spediti nel territorio di altro Stato membro, dal cedente o
dall'acquirente, o da terzi per loro conto, nei confronti
di cessionari soggetti di imposta o di enti, associazioni
ed altre organizzazioni indicate nell'art. 4, quarto comma,
del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre
1972, n. 633, non soggetti passivi d'imposta; i beni
possono essere sottoposti per conto del cessionario, ad
opera del cedente stesso o di terzi, a lavorazione,
trasformazione, assiemaggio o adattamento ad altri beni. La
disposizione non si applica per le cessioni di beni,
diversi dai prodotti soggetti ad accisa, nei confronti dei
soggetti indicati nell'art. 38, comma 5, lettera c), del
presente decreto, i quali, esonerati dall'applicazione
dell'imposta sugli acquisti intracomunitari effettuati nel
proprio Stato membro, non abbiano optato per l'applicazione
della stessa; le cessioni dei prodotti soggetti ad accisa
sono non imponibili se il trasporto o spedizione degli
stessi sono eseguiti in conformita' degli articoli 6 e 8
del presente decreto;
ā€œb) le cessioni in base a cataloghi, per
corrispondenza e simili, di beni diversi da quelli soggetti
ad accisa, spediti o trasportati dal cedente o per suo
conto nel territorio di altro Stato membro nei confronti di
cessionari ivi non tenuti ad applicare l'imposta sugli
acquisti intracomunitari e che non hanno optato per
l'applicazione della stessa. La disposizione non si applica
per le cessioni di mezzi di trasporto nuovi e di beni da
installare, montare o assiemare ai sensi della lettera c).
La disposizione non si applica altresi' se l'ammontare
delle cessioni effettuate in altro Stato membro non ha
superato nell'anno solare precedente e non supera in quello
in corso 100.000 euro, ovvero l'eventuale minore ammontare
al riguardo stabilito da questo Stato a norma dell'ar-
ticolo 34 della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28
novembre 2006. In tal caso e' ammessa l'opzione per
l'applicazione dell'imposta nell'altro Stato membro dandone
comunicazione all'ufficio nella dichiarazione, ai fini
dell'imposta sul valore aggiunto, relativa all'anno
precedente ovvero nella dichiarazione di inizio
dell'attivita' o comunque anteriormente all'effettuazione
della prima operazione non imponibile. L'opzione ha
effetto, se esercitata nella dichiarazione relativa
all'anno precedente, dal 1o gennaio dell'anno in corso e,
negli altri casi, dal momento in cui e' esercitata, fino a
quando non sia revocata e, in ogni caso, fino al compimento
del biennio successivo all'anno solare nel corso del quale
e' esercitata; la revoca deve essere comunicata all'ufficio
nella dichiarazione annuale ed ha effetto dall'anno in
corsoā€;
c) le cessioni, con spedizione o trasporto dal
territorio dello Stato, nel territorio di altro Stato
membro di beni destinati ad essere ivi installati, montati
o assiemati da parte del fornitore o per suo conto.
2. Sono assimilate alle cessioni di cui al comma 1,
lettera a):
a) [la consegna in dipendenza di contratti d'opera,
d'appalto e simili, nel territorio di altro Stato membro, a
committenti soggetti passivi di imposta o a terzi per loro
conto, di beni prodotti, montati o assiemati nel territorio
dello Stato utilizzando in tutto o in parte materie o beni
spediti nel territorio stesso o comunque forniti dai
committenti o da terzi per loro conto];
b) le cessioni a titolo oneroso di mezzi di trasporto
nuovi di cui all'art. 38, comma 4, trasportati o spediti in
altro Stato membro dai cedenti o dagli acquirenti, ovvero
per loro conto, anche se non effettuate nell'esercizio di
imprese, arti e professioni e anche se l'acquirente non e'
soggetto passivo d'imposta;
c) l'invio di beni nel territorio di altro Stato
membro, mediante trasporto o spedizione a cura del soggetto
passivo nel territorio dello Stato, o da terzi per suo
conto, in base ad un titolo diverso da quelli indicati nel
successivo comma 3 di beni ivi esistenti.
2-bis. Non costituiscono cessioni intracomunitarie le
cessioni di gas mediante sistemi di distribuzione di gas
naturale e le cessioni di energia elettrica, rese nei
confronti di soggetti di altro Stato membro nonche' le
cessioni di beni effettuate dai soggetti che applicano,
agli effetti dell'imposta sul valore aggiunto, il regime di
franchigia.
3. La disposizione di cui al comma 2, lettera c), non si
applica per i beni inviati in altro Stato membro, oggetto
delle operazioni di perfezionamento o di manipolazioni
usuali indicate nell'art. 38, comma 5, lettera a), o per
essere ivi temporaneamente utilizzati per l'esecuzione di
prestazioni o che se fossero ivi importati beneficerebbero
della ammissione temporanea in totale esenzione dai dazi
doganali.
4. Agli effetti del secondo comma degli articoli 8,
8-bis e 9 del decreto del Presidente della Repubblica 26
ottobre 1972, n. 633, le cessioni di cui ai precedenti
commi 1 e 2, nonche' le prestazioni di servizi indicate
nell'art. 40, comma 9, del presente decreto, sono
computabili ai fini della determinazione della percentuale
e dei limiti ivi considerati.Ā».
- Si riporta il testo vigente dell'art. 44, comma 2, del
medesimo decreto-legge, cosi' come modificato dalla
presente legge:
Ā«Art. 44 (Soggetti passivi). L'imposta sulle operazioni
intracomunitarie imponibili, di cui ai precedenti articoli,
e' dovuta dai soggetti che effettuano le cessioni di beni,
gli acquisti intracomunitari e le prestazioni di servizi.
L'imposta e' determinata, liquidata e versata secondo le
disposizioni del presente decreto e del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.
ā€œ2. In deroga al comma 1, l'imposta e' dovuta: a)
per le cessioni di cui al comma 7 dell'art. 38, dal
cessionario designato con l'osservanza degli adempimenti di
cui agli articoli 46, 47 e 50, comma 6; b) per le
prestazioni di cui all'art. 40, commi 4-bis, 5 e 6, rese da
soggetti passivi d'imposta non residenti, dal committente
se soggetto passivo nel territorio dello Statoā€.
3. Se le operazioni indicate nel comma 1 sono effettuate
da un soggetto passivo d'imposta non residente e senza
stabile organizzazione nel territorio dello Stato, gli
obblighi e i diritti derivanti dall'applicazione del
presente decreto possono essere adempiuti o esercitati, nei
modi ordinari, anche da un rappresentante residente nel
territorio dello Stato, nominato ai sensi e per gli effetti
del secondo comma dell'art. 17 del decreto del Presidente
della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633. Se sono
effettuate solo operazioni non imponibili, esenti, non
soggette o comunque senza obbligo di pagamento
dell'imposta, la rappresentanza puo' essere limitata
all'esecuzione degli obblighi relativi alla fatturazione
delle operazioni intracomunitarie di cui all'art. 46,
nonche' alla compilazione, ancorche' le operazioni in tal
caso non siano soggette all'obbligo di registrazione, degli
elenchi di cui all'art. 50, comma 6.
4. Per le operazioni effettuate nel territorio dello
Stato a norma dell'art. 40, comma 3, da soggetto residente
in altro Stato membro gli obblighi e i diritti derivanti
dall'applicazione dell'imposta devono essere adempiuti o
esercitati direttamente dal medesimo soggetto, identificato
ai sensi dell'art. 35-ter del decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, o da un rappresentante
fiscale nominato ai sensi dell'art. 17, secondo comma, del
medesimo decreto.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 50, comma 1 e 3, del
medesimo decreto-legge, cosi' come modificato dalla
presente legge:
Ā«1. Le cessioni intracomunitarie di cui all'art. 41,
commi 1, lettera a), e 2, lettera c), e le prestazioni di
cui all'art. 40, commi 4-bis, 5 e 6, sono effettuate senza
applicazione dell'imposta nei confronti dei cessionari e
dei committenti che abbiano comunicato il numero di
identificazione agli stessi attribuito dallo Stato membro
di appartenenzaĀ».
Ā«3. Chi effettua acquisti intracomunitari o commette le
prestazioni di cui all'art. 40, commi 4-bis, 5 e 6,
soggetti all'imposta deve comunicare all'altra parte
contraente il proprio numero di partita IVA, come integrato
agli effetti delle operazioni intracomunitarie, tranne che
per l'ipotesi di acquisto di mezzi di trasporto nuovi da
parte di persone fisiche non operanti nell'esercizio di
imprese, arti e professioniĀ».
- Si riporta il testo dell'art. 1, del decreto
legislativo 14 aprile 1948, n. 496, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 22 maggio 1948, n. 118 e ratificato con
la legge 22 aprile 1953, n. 342:
Ā«Art. 1. - L'organizzazione e l'esercizio di giuochi di
abilita' e di concorsi pronostici, per i quali si
corrisponda una ricompensa di qualsiasi natura e per la cui
partecipazione sia richiesto il pagamento di una posta in
denaro, sono riservati allo StatoĀ».
- Si riporta il testo degli articoli 43 e 49 del
Trattato CE:
Ā«Art. 43. - Il Parlamento europeo apporta al suo
regolamento interno gli adattamenti resi necessari
dall'adesioneĀ».
Ā«Art. 49. - Il Comitato economico e sociale e'
completato con la nomina di 27 membri in rappresentanza
delle varie componenti economiche e sociali della societa'
civile organizzata della Bulgaria e della Romania. Il
mandato dei membri cosi' nominati scade contemporaneamente
a quello dei membri che sono in carica al momento
dell'adesioneĀ».
- Si riporta il testo dell'art. 16 della legge 13
maggio1999 n. 133, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 17
maggio 1999, n. 113, S.O:
Ā«Art.16 (Giochi). - 1. Il Ministro delle finanze puo'
disporre, anche in via temporanea, l'accettazione di nuove
scommesse a totalizzatore o a quota fissa, relative ad
eventi sportivi diversi dalle corse dei cavalli e dalle
competizioni organizzate dal Comitato olimpico nazionale
italiano (CONI) da parte dei soggetti cui e' affidata in
concessione l'accettazione delle scommesse a totalizzatore
e a quota fissa ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica 8 aprile 1998, n. 169, e del decreto 2 giugno
1998, n. 174, del Ministro delle finanze i quali a tale
fine impiegheranno sedi, strutture e impianti gia'
utilizzati nell'esercizio della loro attivita'. Con
riferimento a tali nuove scommesse nonche' ad ogni altro
tipo di gioco, concorso pronostici e scommesse, il Ministro
delle finanze emana regolamenti a norma dell'art. 17, comma
3, della legge 23 agosto 1988, n. 400 , per disciplinare le
modalita' e i tempi di gioco, la corresponsione di aggi,
diritti e proventi dovuti a qualsiasi titolo, ivi compresi
quelli da destinare agli organizzatori delle competizioni.
Con decreto del Ministro delle finanze e' altresi'
stabilito l'ammontare del prelievo complessivo, comprensivo
dei predetti oneri, su ciascuna scommessa; il prelievo non
puo' superare il 62 per cento delle somme giocate. Per le
medesime scommesse a totalizzatore il Ministro delle
finanze puo' prevederne l'accettazione anche da parte dei
gestori e dei concessionari di giochi, concorsi pronostici
e lotto, purche' utilizzino una rete di ricevitorie
collegate con sistemi informatici in tempo reale.
2. Il Ministro delle finanze, di concerto con il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, destina annualmente i prelievi di cui al comma
1, calcolati al netto di imposte e spese:
a) [al CONI e all'Unione nazionale per l'incremento
delle razze equine (UNIRE), rispettivamente in misura non
superiore al 20 per cento e al 10 per cento];
b) a finalita' sociali o culturali di interesse
generale per tutta o parte della quota residua.
3. Per l'anno 1999 e' attribuito all'UNIRE, per
l'assolvimento dei suoi compiti istituzionali, un
contributo di lire 50 miliardi.
4. Per l'espletamento delle procedure di gara secondo la
normativa comunitaria, previste dall'art. 2 del decreto del
Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169, e
richieste per l'affidamento in concessione dell'esercizio
delle scommesse sulle corse dei cavalli, a totalizzatore e
a quota fissa, e' autorizzata la spesa di un miliardo di
lire per gli anni 1999 e 2000.
5. Tra i soggetti previsti dall'art. 2, comma 4, del
decreto 25 novembre 1998, n. 418 del Ministro delle
finanze, sono compresi i ricevitori del lotto come
individuati dall'art. 12 della legge 2 agosto 1982, n. 528
, e successive modificazioni, nonche' dalla circolare del
Ministero delle finanze n. 6 del 6 maggio 1987 (prot. n.
2/204975).Ā».
- L'art. 12, della legge 18 ottobre 2001, n. 383
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 24 ottobre 2001, n.
248, cosi' recita:
Ā«Art. 12 (Gestione unitaria delle funzioni statali in
materia di giochi, formazione del personale e trasferimento
ai comuni di beni immobili). - 1. Al fine di ottimizzare il
gettito erariale derivante dal settore, le funzioni statali
in materia di organizzazione e gestione dei giochi, delle
scommesse e dei concorsi a premi e le relative risorse sono
riordinate con uno o piu' decreti del Presidente della
Repubblica, da emanare ai sensi dell'art. 17, comma 2,
della legge 23 agosto 1988, n. 400, sulla base dei seguenti
criteri direttivi:
a) eliminazione di duplicazioni e sovrapposizione di
competenze, con attribuzione delle predette funzioni ad una
struttura unitaria;
b) individuazione della predetta struttura in un
organismo esistente, ovvero da istituire ai sensi degli
articoli 8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300.
2. I giochi, le scommesse ed i concorsi a premi di cui
al comma 1 sono disciplinati tenendo anche conto
dell'esigenza di razionalizzare i sistemi informatici
esistenti, con uno o piu' decreti del Ministro
dell'economia e delle finanze, da emanare ai sensi
dell'art. 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400.
Resta fermo quanto previsto dall'art. 16, comma 1, secondo,
terzo e quarto periodo, della legge 13 maggio 1999, n. 133.
La posta unitaria di partecipazione a scommesse, giochi e
concorsi pronostici e' determinata con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze. Le modalita' tecniche dei
giochi, delle scommesse e dei concorsi a premi sono
comunque stabilite con decreto dirigenziale. Sino alla data
di entrata in vigore dei decreti emanati ai sensi del
presente comma continuano ad applicarsi le disposizioni di
legge e regolamentari vigenti.
3. Il personale addetto alla gestione dell'imposta sulle
successioni e donazioni, soppressa ai sensi del capo VI
della presente legge, e' prioritariamente addetto alla
realizzazione del piano straordinario di accertamento di
cui all'art. 1, comma 7, previa adeguata ed idonea
formazione e riqualificazione a cura della Scuola superiore
dell'economia e delle finanze, senza oneri finanziari per
l'Agenzia delle entrate. La Scuola superiore dell'economia
e delle finanze puo' stipulare apposite convenzioni con
universita' degli studi, nonche' avvalersi, previa
autorizzazione, per un periodo non superiore a due anni
suscettibile di rinnovo, di personale docente
universitario, anche in posizione di aspettativa o fuori
ruolo
4. Con le modalita' previste dal comma 4 dell'art. 19
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dai commi 2
e 3 dell'art. 67 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300, e dai regolamenti di amministrazione delle agenzie
fiscali, nei confronti dei dirigenti e degli altri soggetti
appartenenti alle strutture interessate dal riordino
previsto dal presente articolo puo' essere disposto
unilateralmente il passaggio ad altro incarico, fermo
restando, fino alla scadenza del contratto, il trattamento
economico previsto.
5. L'art. 2-quinquies del decreto-legge 27 dicembre
2000, n. 392, convertito, con modificazioni, dalla legge 28
febbraio 2001, n. 26, si interpreta nel senso che le
relative disposizioni si applicano a tutti i beni immobili
compresi nelle saline gia' in uso dell'Amministrazione
autonoma dei Monopoli di Stato e dell'Ente tabacchi
italiani, non destinati, alla data di entrata in vigore
della citata legge n. 26 del 2001, a riserva naturale.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 1, comma 287, della
legge 30 dicembre 2004, n. 311, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 31 dicembre 2004, n. 306, S.O:
Ā«287. Con provvedimenti del Ministero dell'economia e
delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di
Stato sono stabilite le nuove modalita' di distribuzione
del gioco su eventi diversi dalle corse dei cavalli, nel
rispetto dei seguenti criteri:
a) inclusione, tra i giochi su eventi diversi dalle
corse dei cavalli, delle scommesse a totalizzatore e a
quota fissa su eventi diversi dalle corse dei cavalli, dei
concorsi pronostici su base sportiva, del concorso
pronostici denominato totip, delle scommesse ippiche di cui
al comma 498, nonche' di ogni ulteriore gioco pubblico,
basato su eventi diversi dalle corse dei cavalli;
b) possibilita' di raccolta del gioco su eventi diversi
dalle corse dei cavalli da parte degli operatori che
esercitano la raccolta di gioco presso uno Stato membro
dell'Unione europea, degli operatori di Stati membri
dell'Associazione europea per il libero scambio e anche
degli operatori di altri Stati, solo se in possesso dei
requisiti di affidabilita' definiti dall'Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato;
c) esercizio della raccolta tramite punti di vendita
aventi come attivita' principale la commercializzazione dei
prodotti di gioco pubblici e punti di vendita aventi come
attivita' accessoria la commercializzazione dei prodotti di
gioco pubblici; ai punti di vendita aventi come attivita'
principale la commercializzazione dei prodotti di gioco
pubblici puo' essere riservata in esclusiva l'offerta di
alcune tipologie di scommessa;
d) previsione dell'attivazione di un numero di nuovi
punti di vendita non inferiore a 7.000, di cui almeno il 30
per cento aventi come attivita' principale la
commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici;
e) determinazione del numero massimo dei punti di
vendita per comune in proporzione agli abitanti e in
considerazione dei punti di vendita gia' assegnati;
f) [localizzazione dei punti di vendita aventi come
attivita' principale la commercializzazione dei prodotti di
gioco pubblici, nei comuni con piu' di 200.000 abitanti a
una distanza non inferiore ad 800 metri dai punti di
vendita gia' assegnati e nei comuni con meno di 200.000
abitanti a una distanza non inferiore a 1.600 metri dai
punti di vendita gia' assegnati];
g) [localizzazione dei punti di vendita aventi come
attivita' accessoria la commercializzazione dei prodotti di
gioco pubblici, nei comuni con piu' di 200.000 abitanti a
una distanza non inferiore a 400 metri dai punti di vendita
gia' assegnati e nei comuni con meno di 200.000 abitanti a
una distanza non inferiore ad 800 metri dai punti di
vendita gia' assegnati, senza pregiudizio dei punti di
vendita in cui, alla data del 30 giugno 2006, si effettui
la raccolta dei concorsi pronostici su base sportiva];
h) aggiudicazione dei punti di vendita previa
effettuazione di una o piu' procedure aperte a tutti gli
operatori, la cui base d'asta non puo' essere inferiore ad
euro venticinquemila per ogni punto di vendita avente come
attivita' principale la commercializzazione dei prodotti di
gioco pubblici e ad euro settemilacinquecento per ogni
punto di vendita avente come attivita' accessoria la
commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici;
i) acquisizione della possibilita' di raccogliere il
gioco a distanza, ivi inclusi i giochi di abilita' con
vincita in denaro;
l) definizione delle modalita' di salvaguardia dei
concessionari della raccolta di scommesse a quota fissa su
eventi diversi dalle corse dei cavalli disciplinate dal
regolamento di cui al decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze 1Ā° marzo 2006, n. 111.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 38, comma 4, del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 4 luglio 2006, n. 153, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248,
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 11 agosto 2006, n. 186,
S.O:
Ā«4. Al fine di contrastare la diffusione del gioco
irregolare ed illegale, l'evasione e l'elusione fiscale nel
settore del gioco, nonche' di assicurare la tutela del
giocatore, con provvedimenti del Ministero dell'economia e
delle finanze - Amministrazione autonoma dei monopoli di
Stato, sono stabilite le nuove modalita' di distribuzione
del gioco su base ippica, nel rispetto dei seguenti
criteri:
a) inclusione, tra i giochi su base ippica, delle
scommesse a totalizzatore ed a quota fissa sulle corse dei
cavalli, dei concorsi pronostici su base sportiva, del
concorso pronostici denominato totip, delle scommesse
ippiche di cui all'art. 1, comma 498, della legge 30
dicembre 2004, n. 311, nonche' di ogni ulteriore gioco
pubblico;
b) possibilita' di raccolta del gioco su base ippica da
parte degli operatori che esercitano la raccolta di gioco
presso uno Stato membro dell'Unione europea, degli
operatori di Stati membri dell'Associazione europea per il
libero scambio, e anche degli operatori di altri Stati,
solo se in possesso dei requisiti di affidabilita' definiti
dall'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato;
c) esercizio della raccolta tramite punti di vendita
aventi come attivita' principale la commercializzazione dei
prodotti di gioco pubblici e punti di vendita aventi come
attivita' accessoria la commercializzazione dei prodotti di
gioco pubblici; ai punti di vendita aventi come attivita'
principale la commercializzazione dei prodotti di gioco
pubblici puo' essere riservata in esclusiva l'offerta di
alcune tipologie di scommessa;
d) previsione dell'attivazione di un numero di nuovi
punti di vendita non inferiore a 10.000, di cui almeno il 5
per cento aventi come attivita' principale la
commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici;
e) determinazione del numero massimo dei punti di
vendita per provincia aventi come attivita' principale la
commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici in
considerazione dei punti di vendita gia' assegnati;
f) [localizzazione dei punti di vendita aventi come
attivita' principale la commercializzazione dei prodotti di
gioco pubblici, nei comuni con piu' di 200.000 abitanti a
una distanza non inferiore a 2.000 metri dai punti di
vendita gia' assegnati e nei comuni con meno di 200.000
abitanti, a una distanza non inferiore a 3.000 metri dai
punti di vendita gia' assegnati];
g) [localizzazione dei punti di vendita aventi come
attivita' accessoria la commercializzazione dei prodotti di
gioco pubblici, nei comuni con piu' di 200.000 abitanti, a
una distanza non inferiore a 400 metri dai punti di vendita
gia' assegnati e nei comuni con meno di 200.000 abitanti, a
una distanza non inferiore a 800 metri dai punti di vendita
gia' assegnati, senza pregiudizio dei punti di vendita in
cui, alla data del 30 giugno 2006, si effettui la raccolta
del concorso pronostici denominato totip, ovvero delle
scommesse ippiche di cui all'art. 1, comma 498, della legge
30 dicembre 2004, n. 311];
h) aggiudicazione dei punti di vendita, previa
effettuazione di una o piu' procedure aperte a tutti gli
operatori, la cui base d'asta non puo' essere inferiore ad
euro trentamila per ogni punto di vendita avente come
attivita' principale la commercializzazione dei prodotti di
gioco pubblici e ad euro settemilacinquecento per ogni
punto di vendita avente come attivita' accessoria la
commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici;
i) acquisizione della possibilita' di raccogliere il
gioco a distanza, ivi inclusi i giochi di abilita' con
vincita in denaro;
l) definizione delle modalita' di salvaguardia dei
concessionari della raccolta di scommesse ippiche
disciplinate dal regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 8 aprile 1998, n. 169.
(Omissis).Ā».
- Il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, reca:
Ā«Codice del consumo, a norma dell'art. 7 della legge 29
luglio 2003, n. 229.Ā».
- Il decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre
2000, n. 445, reca: Testo unico delle disposizioni
legislative e regolamentari in materia di documentazione
amministrativa. (Testo A).
- Il decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 dicembre 2007, n.
290, S.O.
- La direttiva 2005/60/CE e' pubblicata nella G.U.C.E.
25 novembre 2005, n. L 309.
- La direttiva 2006/70/CE e' pubblicata nella G.U.C.E. 4
agosto 2006, n. L 214.
- Si riporta il testo dell'art. 4, comma 1, della legge
13 dicembre 1989, n. 401, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 18 dicembre 1989, n. 294:
Ā«1. Chiunque esercita abusivamente l'organizzazione del
giuoco del lotto o di scommesse o di concorsi pronostici
che la legge riserva allo Stato o ad altro ente
concessionario, e' punito con la reclusione da sei mesi a
tre anni. Alla stessa pena soggiace chi comunque organizza
scommesse o concorsi pronostici su attivita' sportive
gestite dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI),
dalle organizzazioni da esso dipendenti o dall'Unione
italiana per l'incremento delle razze equine (UNIRE).
Chiunque abusivamente esercita l'organizzazione di
pubbliche scommesse su altre competizioni di persone o
animali e giuochi di abilita' e' punito con l'arresto da
tre mesi ad un anno e con l'ammenda non inferiore a lire un
milione. Le stesse sanzioni si applicano a chiunque venda
sul territorio nazionale, senza autorizzazione
dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato,
biglietti di lotterie o di analoghe manifestazioni di sorte
di Stati esteri, nonche' a chiunque partecipi a tali
operazioni mediante la raccolta di prenotazione di giocate
e l'accreditamento delle relative vincite e la promozione e
la pubblicita' effettuate con qualunque mezzo di
diffusione.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 1 del decreto
legislativo 14 aprile 1948, n. 496, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 22 maggio 1948, n. 118 e ratificato con
legge 22 aprile 1953, n. 342, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 18 maggio 1953, n. 112:
Ā«Art. 1. - L'organizzazione e l'esercizio di giuochi di
abilita' e di concorsi pronostici, per i quali si
corrisponda una ricompensa di qualsiasi natura e per la cui
partecipazione sia richiesto il pagamento di una posta in
denaro, sono riservati allo StatoĀ».
- Si riporta il testo dell'art. 81, comma 29, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 25 giugno 2008, n. 147, S.O., convertito
con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 113,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 21 agosto 2008, n. 195,
S.O:
Ā«29. E' istituito un Fondo speciale destinato al
soddisfacimento delle esigenze prioritariamente di natura
alimentare e successivamente anche energetiche e sanitarie
dei cittadini meno abbienti.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 11-ter, comma 7, della
legge 5 agosto 1978, n. 468, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 22 agosto 1978, n. 233:
Ā«7. Qualora nel corso dell'attuazione di leggi si
verifichino o siano in procinto di verificarsi scostamenti
rispetto alle previsioni di spesa o di entrata indicate
dalle medesime leggi al fine della copertura finanziaria,
il Ministro competente ne da' notizia tempestivamente al
Ministro dell'economia e delle finanze, il quale, anche ove
manchi la predetta segnalazione, riferisce al Parlamento
con propria relazione e assume le conseguenti iniziative
legislative. La relazione individua le cause che hanno
determinato gli scostamenti, anche ai fini della revisione
dei dati e dei metodi utilizzati per la quantificazione
degli oneri autorizzati dalle predette leggi. Il Ministro
dell'economia e delle finanze puo' altresi' promuovere la
procedura di cui al presente comma allorche' riscontri che
l'attuazione di leggi rechi pregiudizio al conseguimento
degli obiettivi di finanza pubblica indicati dal Documento
di programmazione economico-finanziaria e da eventuali
aggiornamenti, come approvati dalle relative risoluzioni
parlamentari. La stessa procedura e' applicata in caso di
sentenze definitive di organi giurisdizionali e della Corte
costituzionale recanti interpretazioni della normativa
vigente suscettibili di determinare maggiori oneri.Ā».
- Si riporta il testo dell'art. 38, comma 2, del
decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 4 luglio 2006, n. 153, convertito, con
modificazioni, dalla legge 4 agosto 2006, n. 248, cosi'
come modificato dalla presente legge:
Ā«2. L'art. 1, comma 287, della legge 30 dicembre 2004,
n. 311, e' sostituito dal seguente:
ā€œ287. Con provvedimenti del Ministero
dell'economia e delle finanze - Amministrazione autonoma
dei monopoli di Stato sono stabilite le nuove modalita' di
distribuzione del gioco su eventi diversi dalle corse dei
cavalli, nel rispetto dei seguenti criteri:
a) inclusione, tra i giochi su eventi diversi dalle
corse dei cavalli, delle scommesse a totalizzatore e a
quota fissa su eventi diversi dalle corse dei cavalli, dei
concorsi pronostici su base sportiva, del concorso
pronostici denominato totip, delle scommesse ippiche di cui
al comma 498, nonche' di ogni ulteriore gioco pubblico,
basato su eventi diversi dalle corse dei cavalli;
b) possibilita' di raccolta del gioco su eventi diversi
dalle corse dei cavalli da parte degli operatori che
esercitano la raccolta di gioco presso uno Stato membro
dell'Unione europea, degli operatori di Stati membri
dell'Associazione europea per il libero scambio e anche
degli operatori di altri Stati, solo se in possesso dei
requisiti di affidabilita' definiti dall'Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato;
c) esercizio della raccolta tramite punti di vendita
aventi come attivita' principale la commercializzazione dei
prodotti di gioco pubblici e punti di vendita aventi come
attivita' accessoria la commercializzazione dei prodotti di
gioco pubblici; ai punti di vendita aventi come attivita'
principale la commercializzazione dei prodotti di gioco
pubblici puo' essere riservata in esclusiva l'offerta di
alcune tipologie di scommessa;
d) previsione dell'attivazione di un numero di nuovi
punti di vendita non inferiore a 7.000, di cui almeno il 30
per cento aventi come attivita' principale la
commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici;
e) determinazione del numero massimo dei punti di
vendita per comune in proporzione agli abitanti e in
considerazione dei punti di vendita gia' assegnati;
f) localizzazione dei punti di vendita aventi come
attivita' principale la commercializzazione dei prodotti di
gioco pubblici, nei comuni con piu' di 200.000 abitanti a
una distanza non inferiore ad 800 metri dai punti di
vendita gia' assegnati e nei comuni con meno di 200.000
abitanti a una distanza non inferiore a 1.600 metri dai
punti di vendita gia' assegnati;
g) localizzazione dei punti di vendita aventi come
attivita' accessoria la commercializzazione dei prodotti di
gioco pubblici, nei comuni con piu' di 200.000 abitanti a
una distanza non inferiore a 400 metri dai punti di vendita
gia' assegnati e nei comuni con meno di 200.000 abitanti a
una distanza non inferiore ad 800 metri dai punti di
vendita gia' assegnati, senza pregiudizio dei punti di
vendita in cui, alla data del 30 giugno 2006, si effettui
la raccolta dei concorsi pronostici su base sportiva;
h) aggiudicazione dei punti di vendita previa
effettuazione di una o piu' procedure aperte a tutti gli
operatori, la cui base d'asta non puo' essere inferiore ad
euro ā€œcinquantamilaā€ per ogni punto di vendita
avente come attivita' principale la commercializzazione dei
prodotti di gioco pubblici e ad euro
ā€œdiciassettemilacinquecentoā€ per ogni punto di
vendita avente come attivita' accessoria la
commercializzazione dei prodotti di gioco pubblici;
i) acquisizione della possibilita' di raccogliere il
gioco a distanza, ivi inclusi i giochi di abilita' con
vincita in denaro, previo versamento di un corrispettivo
non inferiore a euro duecentomila;
l) definizione delle modalita' di salvaguardia dei
concessionari della raccolta di scommesse a quota fissa su
eventi diversi dalle corse dei cavalli disciplinate dal
regolamento di cui al decreto del Ministro dell'economia e
delle finanze 1Ā° marzo 2006, n. 111Ā».
Note all'art. 25:
- La direttiva 2003/96/CE pubblicata nella G.U.C.E. 31
ottobre 2003, n. L 283.
- Si riporta il testo dell'art. 41 del decreto-legge 30
dicembre 2008, n. 207, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
31 dicembre 2008, n. 304, convertito, con modificazioni,
dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 28 febbraio 2009, n. 49, S.O., cosi'
come modificato dalla presente legge:
Ā«Art. 41 (Proroghe di termini in materia finanziaria.
Proroga di termini in materia di istruzione e misure
relative all'attuazione della Programmazione cofinanziata
dall'Unione europea per il periodo 2007-2013). - 1. Il
termine per procedere alle assunzioni di personale a tempo
indeterminato relative alle cessazioni verificatesi
nell'anno 2007, di cui all'art. 1, commi 523 e 643, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni,
e' prorogato al 31 dicembre 2009 e le relative
autorizzazioni possono essere concesse entro il 30 giugno
2009.
2. Il termine per procedere alle stabilizzazioni di
personale relative alle cessazioni verificatesi nell'anno
2007, di cui all'art. 1, comma 526, della legge 27 dicembre
2006, n. 296, e successive modificazioni, e' prorogato al
30 giugno 2009 e le relative autorizzazioni possono essere
concesse entro il 31 marzo 2009.
3. Il termine per procedere alle assunzioni di personale
a tempo indeterminato di cui all'art. 1, comma 527, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, e successive modificazioni,
e' prorogato al 30 settembre 2009 e le relative
autorizzazioni possono essere concesse entro il 30 giugno
2009.
4. Il termine per effettuare le assunzioni di personale
gia' autorizzate per l'anno 2008 ai sensi dell'art. 3,
comma 89, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e'
prorogato al 30 giugno 2009.
5. Resta fermo quanto previsto dall'art. 74, comma 6,
del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
6. Il divieto di cui all'art. 1, comma 132, della legge
30 dicembre 2004, n. 311, e' prorogato anche per gli anni
successivi al 2008.
6-bis. All'art. 6, comma 4-ter, del decreto-legge 29
novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla
legge 28 gennaio 2009, n. 2, sono apportate le seguenti
modificazioni:
a) ovunque ricorrano, le parole: Ā«4 milioni di euro per
ciascuno degli anni dal 2012 al 2019Ā» sono sostituite dalle
seguenti: Ā«8 milioni di euro per ciascuno degli anni dal
2012 al 2015Ā»;
b) dopo le parole: Ā«si provvedeĀ» sono inserite le
seguenti: Ā«per l'importo complessivamente corrispondente
all'entita' del Fondo di cui al comma 4-bisĀ».
6-ter. All'art. 79, comma 1-sexies, lettera a), del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, al
secondo periodo, le parole: Ā«l'Agenzia delle entrate mette
a disposizione del SSNĀ» sono sostituite dalle seguenti:
Ā«entro il 15 marzo di ogni anno l'Agenzia delle entrate, il
Ministero del lavoro, della salute e delle politiche
sociali e l'INPS mettono a disposizione del SSNĀ».
6-quater. Al fine di proseguire l'integrale utilizzo
delle risorse comunitarie relative ai Programmi operativi
per la scuola 2007/2013 - Obiettivo Convergenza, il Fondo
di rotazione di cui all'art. 5 della legge 16 aprile 1987,
n. 183, e' autorizzato ad anticipare, nei limiti delle
risorse disponibili, su richiesta del Ministero
dell'istruzione, dell'universita' e della ricerca, le quote
dei contributi comunitari e statali previste per il biennio
2007-2008. Per le annualita' successive, il Fondo procede
alle relative anticipazioni sulla base dello stato di
avanzamento dei programmi.
6-quinquies. Per il reintegro delle somme anticipate dal
Fondo, ai sensi del comma 6-quater, si provvede, per la
parte comunitaria, con imputazione agli accrediti disposti
dall'Unione europea a titolo di rimborso delle spese
effettivamente sostenute e, per la parte statale, con
imputazione agli stanziamenti autorizzati in favore dei
medesimi programmi nell'ambito delle procedure previste
dalla legge 16 aprile 1987, n. 183.
7. Le disposizioni dell'art. 36 della legge 27 dicembre
2002, n. 289, cosi' come interpretate dall'art. 3, comma
73, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, sono prorogate
per gli anni 2009 e 2010. Conseguentemente, a decorrere
dall'anno 2011 le indennita' e i compensi di cui al primo
periodo possono essere aggiornati, secondo le modalita'
stabilite dalle disposizioni istitutive, con riferimento
alle variazioni del costo della vita intervenute rispetto
all'anno 2010, nell'ambito delle risorse finanziarie
disponibili in base alla legislazione vigente e nel
rispetto dei vincoli di finanza pubblica.
8. All'art. 8, comma 1, lettera c), terzo periodo, del
decreto-legge 31 dicembre 2007, n. 248, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, le
parole: Ā«31 dicembre 2008Ā» sono sostituite dalle seguenti:
Ā«30 giugno 2009Ā».
9. All'art. 3, comma 112, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, le parole: Ā«31 dicembre 2008Ā» sono sostituite dalle
seguenti: Ā«31 dicembre 2009Ā».
10. Il potere di adozione da parte dei Ministeri degli
atti applicativi delle riduzioni degli assetti
organizzativi di cui all'art. 74 del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla
legge 6 agosto 2008, n. 133, e' differito al 31 maggio
2009, ferma la facolta' per i predetti Ministeri di
provvedere alla riduzione delle dotazioni organiche con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, da
adottare entro il medesimo termine. Conseguentemente, al
fine di consentire il rispetto del termine di cui al primo
periodo, semplificando il procedimento di organizzazione
dei Ministeri, all'art. 4 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 300, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 4, dopo le parole: Ā«dei relativi compitiĀ»
sono inserite le seguenti: Ā«, nonche' la distribuzione dei
predetti uffici tra le strutture di livello dirigenziale
generale,Ā»;
b) dopo il comma 4, e' inserito il seguente: Ā«4-bis. La
disposizione di cui al comma 4 si applica anche in deroga
alla eventuale distribuzione degli uffici di livello
dirigenziale non generale stabilita nel regolamento di
organizzazione del singolo Ministero.Ā».
11. Al fine di assicurare alla regione Friuli-Venezia
Giulia previsioni finanziare certe per il bilancio di
previsione relativo al triennio 2009-2011, le disposizioni
di cui all'art. 2, comma 5, della legge 24 dicembre 2007,
n. 244, e successive modificazioni, sono prorogate per
l'anno 2011 nella misura di 30 milioni di euro. Gli
interventi in favore della minoranza slovena di cui
all'art. 16 della legge 23 febbraio 2001, n. 38, sono
prorogati per l'anno 2008 e conseguentemente e' autorizzata
la spesa di un milione di euro per l'anno 2008, da
assegnare alla regione Friuli-Venezia Giulia. All'onere
derivante dal presente comma, si provvede, quanto a 1
milione di euro per l'anno 2008, mediante corrispondente
riduzione dello stanziamento del fondo speciale di parte
corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale
2008-2010, nell'ambito del programma Ā«Fondi di riserva e
specialiĀ» della missione Ā«Fondi da ripartireĀ» nello stato
di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze
per l'anno 2008, allo scopo parzialmente utilizzando
l'accantonamento relativo al Ministero dell'istruzione,
dell'universita' e della ricerca; quanto a 30 milioni di
euro per l'anno 2011, mediante riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'art. 5, comma 4,
del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, come
integrato dal decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,
convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,
n. 133. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio.
12. Le attivita' conseguenti alla disposizione di cui
all'art. 9, comma 1-bis, lettera c), ultimo periodo, del
decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112,
proseguono fino al 30 giugno 2009 e fino a tale data
restano efficaci gli atti convenzionali di applicazione
della predetta disposizione.
13. I provvedimenti di comando del personale
appartenente a Fintecna Spa, gia' dipendente dell'IRI,
presso l'Istituto nazionale della previdenza sociale da
almeno cinque anni senza soluzione di continuita', sono
prorogati fino alla conclusione delle procedure di
inquadramento nei ruoli dell'INPS da effettuare ai sensi
degli articoli 30, 33 e 34-bis del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, nei limiti dei posti in organico e,
comunque, non oltre il 31 dicembre 2009 e nell'ambito delle
facolta' assunzionali previste dall'art. 66, comma 3, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
14. Il termine di un anno per l'adempimento del dovere
di alienazione di cui all'art. 30, comma 2, del testo unico
delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui al
decreto legislativo 1Ā° settembre 1993, n. 385, e' differito
fino ad un anno qualora il superamento del limite previsto
dalla predetta disposizione derivi da operazioni di
concentrazione tra banche oppure fra investitori.
15. All'Ente italiano montagna (EIM) e' concesso, per
l'anno finanziario 2009, un contributo di euro 2.800.000 a
cui si provvede mediante corrispondente riduzione
dell'autorizzazione di spesa di cui al decreto legislativo
5 giugno 1998, n. 204, come determinato dalla tabella C
della legge 22 dicembre 2008, n. 203 (legge finanziaria
2009). Il Ministro dell'economia e delle finanze e'
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio.
16. Il termine per effettuare le stabilizzazioni del
personale di cui al decreto del Presidente del Consiglio
dei Ministri in data 21 febbraio 2007, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale n. 123 del 29 maggio 2007, adottato ai
sensi dell'art. 1, commi 247 e 249, della legge 23 dicembre
2005, n. 266, e dell'art. 1, comma 521, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, e' prorogato al 30 giugno 2009,
fermi restando i limiti finanziari di cui al comma 251
dell'art. 1 della citata legge 23 dicembre 2005, n. 266.
Nelle more del completamento delle procedure di
stabilizzazione e, comunque, non oltre il 30 giugno 2009,
le amministrazioni interessate possono continuare ad
avvalersi, nei predetti limiti finanziari, del personale
destinatario delle procedure di cui al presente comma.
16-bis. Al comma 14 dell'art. 19 del decreto legislativo
17 settembre 2007, n. 164, le parole: Ā«e comunque non oltre
il 31 dicembre 2008Ā» sono sostituite dalle seguenti: Ā«e
comunque non oltre il 30 giugno 2009Ā».
16-ter. Per le finalita' dell'art. 1, comma 484, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296, alla data del 1Ā° luglio
2009 sono trasferiti, con esclusione degli enti di cui al
comma 16-octies, nonche' di quelli posti in liquidazione
coatta amministrativa ai sensi dell'art. 9, comma 1-ter,
del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, alla
societa' Fintecna o societa' da essa interamente
controllata, i rapporti in corso, le cause pendenti ed il
patrimonio immobiliare degli enti disciolti in essere alla
data del 30 giugno 2009. Detti patrimoni costituiscono tra
loro un unico patrimonio, separato dal residuo patrimonio
della societa' trasferitaria. Alla data del trasferimento i
predetti enti disciolti sono dichiarati estinti.
16-quater. La definizione delle questioni riguardanti i
pregressi rapporti di lavoro con gli enti disciolti e la
gestione del relativo contenzioso configurano attivita'
escluse dal trasferimento.
16-quinquies. Il corrispettivo provvisorio spettante
allo Stato per il trasferimento e' fissato sulla base delle
modalita' stabilite con decreto di natura non regolamentare
del Ministro dell'economia e delle finanze da emanare entro
sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge
di conversione del presente decreto.
16-sexies. La societa' trasferitaria procede alla
liquidazione del patrimonio trasferito secondo le modalita'
stabilite dall'art. 1, comma 491, primo e secondo periodo,
della legge 27 dicembre 2006, n. 296, e puo' continuare ad
avvalersi dell'Avvocatura generale dello Stato, nei
processi nei quali essa e' costituita alla data del
trasferimento.
16-septies. Al termine della liquidazione del patrimonio
trasferito, con le modalita' stabilite ai sensi del comma
16-sexies, e' determinato l'eventuale maggiore importo
risultante dalla differenza tra l'esito economico effettivo
consuntivato alla chiusura della liquidazione e il
corrispettivo provvisorio pagato. Tale importo e' ripartito
nella misura stabilita dall'art. 1, comma 493, secondo
periodo, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.
16-octies. Allo scopo di accelerare e razionalizzare la
prosecuzione delle liquidazioni dell'Ente Nazionale per la
Cellulosa e per la Carta (E.N.C.C.), della LAM.FOR. s.r.l.
e del Consorzio del Canale Milano Cremona Po, la societa'
Fintecna o societa' da essa interamente controllata ne
assume le funzioni di liquidatore. Per queste liquidazioni
lo Stato, ai sensi dell'art. 9, comma 1-ter, del
decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112, risponde
delle passivita' nei limiti dell'attivo della singola
liquidazione. Al termine delle operazioni di liquidazione,
il saldo finale, se positivo, viene versato al bilancio
dello Stato. Il Ministero dell'economia e delle finanze,
con apposito decreto, determina il compenso spettante alla
societa' liquidatrice, a valere sulle risorse della
liquidazione.
16-novies. Tutte le operazioni compiute in attuazione
delle disposizioni di cui ai commi da 16-ter a 16-octies
sono esenti da qualunque imposta, diretta o indiretta,
tassa, obbligo e onere tributario comunque inteso o
denominato.
16-decies. A decorrere dal 1Ā° febbraio 2009, nel comma 2
dell'art. 12 del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185,
convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009,
n. 2, l'ultimo periodo e' soppresso.
16-undecies. Le convenzioni di cui all'art. 3, comma 1,
della legge 26 novembre 1993, n. 489, inerenti alla
gestione delle residue funzioni statali in materia di
sostegno alle attivita' produttive, nonche' alle imprese
colpite dalle eccezionali avversita' atmosferiche e dagli
eventi alluvionali del novembre 1994, possono essere
prorogate, per motivi di pubblico interesse, non oltre il
31 dicembre 2010 con una riduzione di almeno il 10 per
cento delle relative commissioni.
16-duodecies. All'art. 32 della legge 27 luglio 1978, n.
392, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al secondo comma, dopo le parole: Ā«aumento del
canoneĀ» sono inserite le seguenti: Ā«, per i contratti
stipulati per durata non superiore a quella di cui all'art.
27,Ā»;
b) al terzo comma, sono aggiunte, in fine, le seguenti
parole: Ā«ed a quelli in corso al momento dell'entrata in
vigore del limite di aggiornamento di cui al secondo comma
del presente articoloĀ».
16-terdecies. Al fine di consentire la conclusione entro
tre mesi delle procedure afferenti la stipula di
convenzioni per lo svolgimento di attivita' socialmente
utili (ASU) nonche' per l'attuazione di politiche attive
del lavoro finalizzate alla stabilizzazione occupazionale
dei lavoratori impiegati in ASU e nelle disponibilita' dei
comuni della Regione siciliana da almeno un triennio, e'
autorizzata la spesa di 55 milioni di euro a decorrere dal
2009. Per gli anni 2009, 2010 e 2011, la spesa fa carico
alle risorse preordinate nel bilancio dello Stato ai sensi
dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri 5
giugno e 1Ā° agosto 2008, con utilizzazione
dell'autorizzazione di spesa di cui all'art. 5, comma 4,
del decreto-legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, e
successive modificazioni. Dall'anno 2012 si provvede ai
sensi dell'art. 11, comma 3, lettera d), della legge 5
agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.
16-quaterdecies. Al fine di potenziare l'efficienza e
l'efficacia dell'azione dell'Amministrazione autonoma dei
monopoli di Stato a tutela del gioco legale e responsabile
nelle more della sua trasformazione in Agenzia fiscale,
possono essere conferiti nell'ambito della medesima
Amministrazione autonoma, con esclusione dal computo
dell'incarico di direttore generale, fino a due incarichi
di livello dirigenziale, nonche' fino a due incarichi di
livello dirigenziale generale a persone di particolare e
comprovata qualificazione professionale, anche in deroga ai
limiti percentuali previsti dall'art. 19, commi 5-bis e 6,
del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive
modificazioni. I predetti incarichi, da conferire su posti
individuati con apposito decreto del Ministro dell'economia
e delle finanze, sono da considerare aggiuntivi rispetto a
quelli risultanti dalla dotazione organica
dell'Amministrazione. Allo stesso fine l'Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato e' altresi' autorizzata ad
avvalersi, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle
finanze, di personale dei ruoli del predetto Ministero gia'
in servizio nei soppressi Dipartimenti provinciali del
tesoro, del bilancio e della programmazione economica,
Ragionerie provinciali dello Stato e Direzioni provinciali
dei servizi vari. Agli oneri derivanti dal presente comma,
pari a 1 milione di euro a decorrere dal 2009, si provvede
mediante corrispondente riduzione dello stanziamento del
fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del
bilancio triennale 2009-2011, nell'ambito del programma
Ā«Fondi di riserva e specialiĀ» della missione Ā«Fondi da
ripartireĀ» dello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze per l'anno 2009, allo scopo
utilizzando l'accantonamento relativo al medesimo
Ministero.
16-quinquiesdecies. Al fine di consentire lo svolgimento
di tutte le attivita' indicate dal decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri 22 ottobre 2008, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 277 del 26 novembre 2008, e, in
particolare, nell'art. 1, comma 3, nonche' di tutte le
attivita' comunque utili od opportune ai fini della
realizzazione dell'evento EXPO Milano 2015, il Ministero
dell'economia e delle finanze - Dipartimento del tesoro e'
autorizzato per l'esercizio 2009 ad erogare a titolo di
apporto al capitale sociale di EXPO 2015 Spa fino a un
massimo di 4 milioni di euro, a valere sulle risorse
stanziate per il 2009 dall'art. 14, comma 1, del
decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con
modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.
16-sexiesdecies. In favore delle regioni a statuto
ordinario confinanti con l'Austria e' istituito un fondo
per l'erogazione di contributi alle persone fisiche per la
riduzione del prezzo alla pompa della benzina e del gasolio
per autotrazione. Il fondo e' istituito nello stato di
previsione del Ministero dell'economia e delle finanze, con
una dotazione di 3 milioni di euro annui a decorrere
dall'anno 2009. Le modalita' di erogazione ed i criteri di
ripartizione del predetto fondo sono stabiliti con decreto
del Ministro dell'economia e delle finanze, su proposta del
Ministro per i rapporti con le regioni.
ā€œ16-sexiesdecies.1. Al fine di ridurre la
concorrenzialita': delle rivendite di benzina e gasolio
utilizzati come carburante per autotrazione situate nella
Repubblica di San Marino e nel rispetto della normativa
comunitaria vigente e' istituito, in favore delle regioni
confinanti con la stessa, un fondo per l'erogazione di
contributi alle persone fisiche per la riduzione del prezzo
della benzina e del gasolio per autotrazione alla pompa. Il
fondo e' istituito nello stato di previsione del Ministero
dell'economia e delle finanze, con una dotazione di 2
milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2009. Le
modalita' di erogazione e i criteri di ripartizione del
predetto fondo sono stabiliti con decreto del Ministro
dell'economia e delle finanze, su proposta del Ministro per
i rapporti con le regioni. All'onere derivante
dall'attuazione del presente comma, pari a 2 milioni di
euro annui a decorrere dall'anno 2009, si provvede mediante
corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di
cui all'art. 39-ter, comma 2, del decretolegge 1o ottobre
2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
novembre 2007, n. 222. Il Ministro dell'economia e delle
finanze e' autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio. L'efficacia delle
disposizioni di cui al presente comma e' subordinata
all'autorizzazione del Consiglio dell'Unione europea ai
sensi dell'art. 19 della direttiva 2003/96/CEā€.
16-septiesdecies. Alla copertura degli oneri di cui al
comma 16-sexiesdecies, pari a 3 milioni di euro per le
spese di primo impianto per l'anno 2009 e 3 milioni di euro
annui a decorrere dall'anno 2010, si provvede mediante
corrispondente riduzione del Fondo per interventi
strutturali di politica economica, di cui all'art. 10,
comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,
convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre
2004, n. 307. Il Ministro dell'economia e delle finanze e'
autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti
variazioni di bilancio.Ā».
Note all'art. 26:
- La direttiva 2007/65/CE e' pubblicata nella G.U.U.E.
18 dicembre 2007, n. L 332.
- La direttiva 89/552/CEE e' pubblicata nella G.U.C.E.
17 ottobre 1989, n. L 298.
- Si riporta il testo degli articoli 51 e 35, comma 2,
del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 7 settembre 2005, n. 208, S.O.:
Ā«Art. 51 (Sanzioni di competenza dell'Autorita'). - 1.
L'Autorita' applica, secondo le procedure stabilite con
proprio regolamento, le sanzioni per la violazione degli
obblighi in materia di programmazione, pubblicita' e
contenuti radiotelevisivi, ed in particolare quelli
previsti:
a) dalle disposizioni per il rilascio delle concessioni
per la radiodiffusione televisiva privata su frequenze
terrestri adottate dall'Autorita' con proprio regolamento,
ivi inclusi gli impegni relativi alla programmazione
assunti con la domanda di concessione;
b) dal regolamento relativo alla radiodiffusione
terrestre in tecnica digitale, approvato con delibera
dell'Autorita' n. 435/01/CONS, relativamente ai fornitori
di contenuti;
c) dalle disposizioni sulla pubblicita',
sponsorizzazioni e televendite di cui agli articoli 4,
comma 1, lettere c) e d), 37, 38, 39 e 40, al decreto
ministeriale 9 dicembre 1993, n. 581 del Ministro delle
poste e delle telecomunicazioni, ed ai regolamenti
dell'Autorita';
d) dall'art. 20, commi 4 e 5, della legge 6 agosto
1990, n. 223, nonche' dai regolamenti dell'Autorita',
relativamente alla registrazione dei programmi;
e) dalla disposizione relativa al mancato adempimento
all'obbligo di trasmissione dei messaggi di comunicazione
pubblica, di cui all'art. 33;
f) in materia di propaganda radiotelevisiva di servizi
di tipo interattivo audiotex e videotex dall'art. 1, comma
26, della legge 23 dicembre 1996, n. 650;
g) in materia di tutela della produzione audiovisiva
europea ed indipendente, dall'art. 44 e dai regolamenti
dell'Autorita';
h) in materia di diritto di rettifica, nei casi di
mancata, incompleta o tardiva osservanza del relativo
obbligo di cui all'art. 32;
i) in materia dei divieti di cui all'art. 4, comma 1,
lettera b);
l) in materia di obbligo di trasmissione del medesimo
programma su tutto il territorio per il quale e' rilasciato
il titolo abilitativo, salva la deroga di cui all'art. 5,
comma 1, lettera i);
m) dalle disposizioni di cui all'art. 29;
n) in materia di obbligo di informativa all'Autorita'
riguardo, tra l'altro, a dati contabili ed extra contabili,
dall'art. 1, comma 28, della legge 23 dicembre 1996, n.
650, e dai regolamenti dell'Autorita';
o) dalle disposizioni in materia di pubblicita' di
amministrazioni ed enti pubblici di cui all'art. 41.
2. L'Autorita', applicando le norme contenute nel capo
I, sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689, e
successive modificazioni, delibera l'irrogazione della
sanzione amministrativa del pagamento di una somma:
a) da 10.329 euro a 258.228 euro, in caso di
inosservanza delle disposizioni di cui al comma 1, lettere
a), b) e c);
b) da 5.165 euro a 51.646 euro, in caso di inosservanza
delle disposizioni di cui al comma 1, lettere d) ed e);
c) da 25.823 euro a 258.228 euro, in caso di violazione
delle norme di cui al comma 1, lettera f);
d) da 10.329 euro a 258.228 euro, in caso di violazione
delle norme di cui al comma 1, lettera g);
e) da 5.165 euro a 51.646 euro, in caso di violazione
delle norme di cui al comma 1, lettere h), i), l), m) e n);
f) da 5.165 euro a 51.646 euro, in caso di violazione
delle norme di cui al comma 1, lettera o), anche nel caso
in cui la pubblicita' di amministrazioni ed enti pubblici
sia gestita, su incarico degli stessi, da agenzie
pubblicitarie o da centri medi.
2-bis. Per le sanzioni amministrative di cui al comma 2
e' escluso il beneficio del pagamento in misura ridotta
previsto dall'art. 16 della legge 24 novembre 1981, n. 689,
e successive modificazioni.
3. [L'Autorita', applicando le norme contenute nel Capo
I, sezioni I e II, della legge 24 novembre 1981, n. 689,
delibera l'irrogazione della sanzione amministrativa del
pagamento di una somma:
a) da euro 25.823 a euro 258.228, in caso di violazione
delle norme di cui al comma 1, lettera f);
b) da 10.329 euro a 258.228 euro, in caso di violazione
delle norme di cui al comma 1, lettera g);
c) da 5.164 euro a 51.646 euro in caso di violazione
delle norme di cui al comma 1, lettere h), i), l), m) e n);
d) da 5.165 euro a 51.646 euro in caso di violazione
delle norme di cui al comma 1, lettera o), anche nel caso
in cui la pubblicita' di amministrazioni ed enti pubblici
sia gestita, su incarico degli stessi, da agenzie
pubblicitarie o centri media.
4. Nei casi piu' gravi di violazioni di cui alle lettere
h), i) e l) del comma 1, l'Autorita' dispone altresi', nei
confronti dell'emittente o del fornitore di contenuti, la
sospensione dell'attivita' per un periodo da uno a dieci
giorni.
5. In attesa che il Governo emani uno o piu' regolamenti
nei confronti degli esercenti della radiodiffusione sonora
e televisiva in ambito locale, le sanzioni per essi
previste dai commi 1 e 2 sono ridotte ad un decimo e quelle
previste dall'art. 35, comma 2, sono ridotte ad un quinto.
6. L'Autorita' applica le sanzioni per le violazioni di
norme previste dal presente testo unico in materia di
minori, ai sensi dell'art. 35.
7. L'Autorita' e' altresi' competente ad applicare le
sanzioni in materia di posizioni dominanti di cui all'art.
43, nonche' quelle di cui all'art. 1, commi 29, 30 e 31,
della legge 31 luglio 1997, n. 249.
8. L'Autorita' verifica l'adempimento dei compiti
assegnati alla concessionaria del servizio pubblico
generale radiotelevisivo ed, in caso di violazioni, applica
le sanzioni, secondo quanto disposto dall'art. 48.
9. Se la violazione e' di particolare gravita' o
reiterata, l'Autorita' puo' disporre nei confronti
dell'emittente o del fornitore di contenuti la sospensione
dell'attivita' per un periodo non superiore a sei mesi,
ovvero nei casi piu' gravi di mancata ottemperanza agli
ordini e alle diffide della stessa Autorita', la revoca
della concessione o dell'autorizzazione.
10. Le somme versate a titolo di sanzioni amministrative
per le violazioni previste dal presente articolo sono
versate all'entrata del bilancio dello Stato.Ā».
Ā«Art. 35 (Vigilanza e sanzioni). - Omissis.
2. Nei casi di inosservanza dei divieti di cui all'art.
34, nonche' all'art. 4, comma 1, lettere b) e c),
limitatamente alla violazione di norme in materia di tutela
dei minori, la Commissione per i servizi e i prodotti
dell'Autorita', previa contestazione della violazione agli
interessati ed assegnazione di un termine non superiore a
quindici giorni per le giustificazioni, delibera
l'irrogazione della sanzione amministrativa del pagamento
di una somma da 25.000 euro a 350.000 euro e, nei casi piu'
gravi, la sospensione dell'efficacia della concessione o
dell'autorizzazione per un periodo da tre a trenta giorni.
OmissisĀ».
Note all'art. 27:
- La direttiva 2007/68/CE e' pubblicata nella G.U.C.E.
28 novembre 2007, n. L 310.
- La direttiva 2000/13/CE e' pubblicata nella G.U.C.E. .
6 maggio 2000, n. L 109.
- Si riporta il testo dell'Allegato 2, e dell'art. 29,
del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 109, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 17 febbraio 1992, n. 39, S.O.,
cosi' come modificato dalla presente legge:
Ā«Omissis
Allegato 2
ā€œSEZIONE III ALLERGENI ALIMENTARI
1. Cereali contenenti glutine (cioe' grano, segale,
orzo, avena, farro, kamut o i loro ceppi ibridati) e
prodotti derivati, tranne: a) sciroppi di glucosio a base
di grano, incluso destrosio, e prodotti derivati, purche'
il processo subito non aumenti il livello di allergenicita'
valutato dall'EFSA per il prodotto di base dal quale sono
derivati; b) maltodestrine a base di grano e prodotti
derivati, purche' il processo subito non aumenti il livello
di allergenicita' valutato dall'EFSA per il prodotto di
base dal quale sono derivati; c) sciroppi di glucosio a
base d'orzo; d) cereali utilizzati per la fabbricazione di
distillati o di alcol etilico di origine agricola per
liquori ed altre bevande alcoliche. 2. Crostacei e prodotti
derivati. 3. Uova e prodotti derivati. 4. Pesce e prodotti
derivati, tranne: a) gelatina di pesce utilizzata come
supporto per preparati di vitamine o carotenoidi; b)
gelatina o colla di pesce utilizzata come chiarificante
nella birra e nel vino. 5. Arachidi e prodotti derivati.
6. Soia e prodotti derivati, tranne: a) olio e grasso di
soia raffinato e prodotti derivati, purche' il processo
subito non aumenti il livello di allergenicita' valutato
dall'EFSA per il prodotto di base dal quale sono derivati;
b) tocoferoli misti naturali (E306), tocoferolo D-alfa
naturale, tocoferolo acetato D-alfa naturale, tocoferolo
succinato D-alfa naturale a base di soia; c) oli vegetali
derivati da fitosteroli e fitosteroli esteri a base di
soia; d) estere di stanolo vegetale prodotto da steroli di
olio vegetale a base di soia. 7. Latte e prodotti derivati,
incluso lattosio, tranne: a) siero di latte utilizzato per
la fabbricazione di distillati o di alcol etilico di
origine agricola per liquori ed altre bevande alcoliche; b)
lattitolo. 8. Frutta a guscio, cioe' mandorle (Amygdalus
communis L.), nocciole (Corylus avellana), noci comuni
(Juglans regia), noci di anacardi (Anacardium occidentale),
noci di pecan (Carya illinoiesis (Wangenh) K. Koch), noci
del Brasile (Bertholletia excelsa), pistacchi (Pistacia
vera), noci del Queensland (Macadamia ternifolia) e
prodotti derivati, tranne frutta a guscio utilizzata per la
fabbricazione di distillati o di alcol etilico di origine
agricola per liquori ed altre bevande alcoliche. 9. Sedano
e prodotti derivati. 10. Senape e prodotti derivati. 11.
Semi di sesamo e prodotti derivati Anidride solforosa e
solfiti in concentrazioni superiori a 10 mg/Kg o 10 mg/l
espressi come SO2. 13. Lupini e prodotti derivati. 14.
Molluschi e prodotti derivati ā€
Sezione IV abrogataĀ».
Ā«Art. 29 (Norme finali). - 1. Il presente decreto non si
applica ai prodotti alimentari destinati ad altri Paesi.
2. Sono abrogati il decreto del Presidente della
Repubblica 18 maggio 1982, n. 322, nonche' tutte le
disposizioni in materia di etichettatura, di presentazione
e di pubblicita' dei prodotti alimentari e relative
modalita', diverse o incompatibili con quelle previste dal
presente decreto, ad eccezione di quelle contenute nei
regolamenti comunitari e nelle norme di attuazione di
direttive comunitarie relative a singole categorie di
prodotti.
3. Le disposizioni del presente decreto possono essere
modificate o integrate, in attuazione di norme comunitarie
in materia con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri su proposta del Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato di concerto con il Ministro
della sanita'.
Ā«3-bis. Le modifiche della III dell'allegato 2, rese
necessarie per il recepimento di direttive comunitarie in
materia, sono adottate con decreto del Ministro dello
sviluppo economico, di concerto con il Ministro del lavoro,
della salute e delle politiche sociali, previo parere della
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da
esprimere entro trenta giorni dalla richiestaĀ».
- Si riporta il testo dell'art. 8, commi 2 e 3 del
decreto legislativo 8 febbraio 2006, n. 114, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 23 marzo 2006, n. 69., cosi' come
modificato dalla presente legge:
Ā«Art. 8 (Lista degli ingredienti allergenici). - 1.
All'Allegato 2 del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n.
109, sono aggiunte la sezione III e la sezione IV di cui
all'Allegato I al presente decreto.
2. Abrogato.
3. Abrogato.Ā».
- Il testo vigente dell'art. 7, secondo periodo del
comma 2-bis, del decreto legislativo 27 gennaio 1992, n.
109, pubblicato nella Gazz. Uff. 16 febbraio 1992, n. 39
S.O., cosi' come modificato dalla presente legge, cosi'
recita:
Ā«Art. 7 (Esenzioni dall'indicazione degli ingredienti).
- 1. Non sono considerati ingredienti:
a) i costituenti di un ingrediente che, durante il
procedimento di lavorazione, siano stati temporaneamente
tolti per esservi immessi successivamente in quantita' non
superiore al tenore iniziale;
b) gli additivi, la cui presenza nel prodotto
alimentare e' dovuta unicamente al fatto che erano
contenuti in uno o piu' ingredienti di detto prodotto,
purche' essi non svolgano piu' alcuna funzione nel prodotto
finito, secondo quanto stabilito dai decreti ministeriali
adottati ai sensi degli articoli 5, lettera g), e 22 della
legge 30 aprile 1962, n. 283;
c) i coadiuvanti tecnologici; per coadiuvante
tecnologico si intende una sostanza che non viene consumata
come ingrediente alimentare in se', che e' volontariamente
utilizzata nella trasformazione di materie prime, prodotti
alimentari o loro ingredienti, per rispettare un
determinato obiettivo tecnologico in fase di lavorazione o
trasformazione e che puo' dar luogo alla presenza, non
intenzionale ma tecnicamente inevitabile, di residui di
tale sostanza o di suoi derivati nel prodotto finito, a
condizione che questi residui non costituiscano un rischio
per la salute e non abbiano effetti tecnologici sul
prodotto finito;
d) le sostanze utilizzate, nelle dosi strettamente
necessarie, come solventi o supporti per gli additivi e per
gli aromi e le sostanze il cui uso e' prescritto come
rivelatore;
d-bis) le sostanze che, pur non essendo additivi, sono
utilizzate secondo le stesse modalita' e con le stesse
finalita' dei coadiuvanti tecnologici e che rimangono
presenti nel prodotto finito, anche se in forma modificata.
2. L'indicazione degli ingredienti non e' richiesta:
a) nei prodotti costituiti da un solo ingrediente,
salvo quanto disposto da norme specifiche, a condizione che
la denominazione di vendita sia identica al nome
dell'ingrediente ovvero consenta di conoscere la effettiva
natura dell'ingrediente.
b) negli ortofrutticoli freschi, comprese le patate,
che non siano stati sbucciati, tagliati, o che non abbiano
subito trattamenti;
c) nel latte e nelle creme di latte fermentati, nei
formaggi, nel burro, purche' non siano stati aggiunti
ingredienti diversi dai costituenti propri del latte, dal
sale o dagli enzimi e colture di microrganismi necessari
alla loro fabbricazione; in ogni caso l'indicazione del
sale e' richiesta per i formaggi freschi, per i formaggi
fusi e per il burro;
d) nelle acque gassate che riportano la menzione di
tale caratteristica nella denominazione di vendita;
e) nelle acqueviti e nei distillati, nei mosti e nei
vini, nei vini spumanti, nei vini frizzanti, nei vini
liquorosi e nelle birre con contenuto alcolico superiore a
1,2% in volume;
f) negli aceti di fermentazione, provenienti
esclusivamente da un solo prodotto di base e purche' non
siano stati aggiunti altri ingredienti.
2-bis. Le esenzioni di cui ai commi 1 e 2 non si
applicano nel caso di ingredienti indicati all'allegato 2,
sezione III
3. L'indicazione dell'acqua non e' richiesta:
a) se l'acqua e' utilizzata nel processo di
fabbricazione unicamente per consentire la ricostituzione
nel suo stato originale di un ingrediente utilizzato in
forma concentrata o disidratata;
b) nel caso di liquido di copertura che non viene
normalmente consumato;
c) per l'aceto, quando e' indicato il contenuto acetico
e per l'alcole e le bevande alcoliche quando e' indicato il
contenuto alcolico.
4. Fatti salvi i casi indicati al comma 1, lettere b) e
c), quanto previsto dalla lettera a) del comma 12 dell'art.
5 non si applica agli additivi.
Note all'art. 28:
- Il decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio
1953, n. 567, e' pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 12
agosto 1953, n. 183.
Note all'art. 29:
- La direttiva 2007/23/CE e' pubblicata nella G.U.U.E.
14 giugno 2007, n. L 154.
- La legge 2 ottobre 1967, n. 895, e' pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 12 ottobre 1967, n. 255.
- La legge 18 aprile 1975, n. 110, e' pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 21 aprile 1975, n. 105.
Note all'art. 30:
- La direttiva 2008/43/CE e' pubblicata nella G.U.U.E. 5
aprile 2008, n. L 94.
- La direttiva 93/15/CEE e' pubblicata nella G.U.C.E. 15
maggio 1993, n. L 121.
- Per la legge 2 ottobre 1967, n. 895, si veda nelle
note all'art. 29.
- Il decreto legislativo 2 gennaio 1997, n. 7, e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 28 gennaio 1997, n. 22.
Note all'art. 31:
- La direttiva 2007/36/CE e' pubblicata nella G.U.U.E.
14 luglio 2007, n. L 184.
- Il decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, e'
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 26 marzo 1998, n. 71,
S.O.
- Si riporta il testo dell'art. 2372, secondo, terzo e
quarto comma, del codice civile:
Ā«2. Nelle societa' che fanno ricorso al mercato del
capitale di rischio la rappresentanza puo' essere conferita
solo per singole assemblee, con effetto anche per le
successive convocazioni, salvo che si tratti di procura
generale o di procura conferita da una societa',
associazione, fondazione o altro ente collettivo o
istituzione ad un proprio dipendente.
3. La delega non puo' essere rilasciata con il nome del
rappresentante in bianco ed e' sempre revocabile nonostante
ogni patto contrario. Il rappresentante puo' farsi
sostituire solo da chi sia espressamente indicato nella
delega.
4. Se la rappresentanza e' conferita ad una societa',
associazione, fondazione od altro ente collettivo o
istituzione, questi possono delegare soltanto un proprio
dipendente o collaboratore.Ā».
Note all'art. 32:
- La direttiva 2007/64/CE e' pubblicata nella G.U.U.E. 5
dicembre 2007, n. L 319.
- La direttiva 97/7/CE e' pubblicata nella G.U.C.E. 4
giugno 1997, n. L 144.
- La direttiva 2002/65/CE e' pubblicata nella G.U.C.E. 9
ottobre 2002, n. L 271.
- La direttiva 2005/60/CE e' pubblicata nella G.U.U.E.
25 novembre 2005, n. L 309.
- La direttiva 2006/48/CE e' pubblicata nella G.U.U.E.
30 giugno 2006, n. L 177.
- La direttiva 97/5/CE e' pubblicata nella nella
G.U.C.E. 14 febbraio 1997, n. L 43.
Note all'art. 33:
- La direttiva 2008/48/CE e' pubblicata nella G.U.U.E.
22 maggio 2008, n. L 133.
- Si riporta il testo dell'art. 144, Titolo V ,VI, e
art. 155, del testo unico del decreto legislativo 1Ā°
settembre 1993, n. 385, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
30 settembre 1993, n. 230, S.O.:
Ā«Art. 144 (Altre sanzioni amministrative pecuniarie). -
1. Nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di
amministrazione o di direzione, nonche' dei dipendenti e'
applicabile la sanzione amministrativa pecuniaria da lire
cinque milioni a lire duecentocinquanta milioni per
l'inosservanza delle norme degli articoli 18, comma 4, 26,
commi 2 e 3, 34, comma 2, 35, 49, 51, 53, 54, 55, 64, commi
2 e 4, 66, 67, 68, 106, commi 6 e 7, 107, 109, commi 2 e 3,
114-quater, 129, comma 1, 145, comma 3, 147 e 161, comma 5,
o delle relative disposizioni generali o particolari
impartite dalle autorita' creditizie.
2. Le sanzioni previste nel comma 1 si applicano anche
ai soggetti che svolgono funzioni di controllo per la
violazione delle norme e delle disposizioni indicate nel
medesimo comma o per non aver vigilato affinche' le stesse
fossero osservate da altri. Per la violazione degli
articoli 52, 61, comma 5, e 112, e' applicabile la sanzione
prevista dal comma 1.
3. Nei confronti dei soggetti che svolgono funzioni di
amministrazione o di direzione, dei dipendenti, nonche' dei
soggetti indicati nell'ar [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


Consiglia questa pagina ai tuoi amici
 
Acustica
FIRENZE HERITAGE

NEWS NORMATIVA

28/06 - Ricostruzione case e imprese in Centro Italia, un miliardo di euro dalla BEI

Accordo con Cassa Depositi e Prestiti per la prima tranche dei 5 miliardi di euro. Le risorse saranno erogate dalle banche

28/06 - PrioritĆ  incompiute nei lavori pubblici, in arrivo il decreto

Via libera del Cipe alla norma attuativa del Codice Appalti che valorizza la fase della programmazione delle opere


Smarther
Decorstone