ECOSE Technology

Scheda Normativa

Legge regionale 08/03/1990 n. 13

(Gazzetta regionale 12/03/1990 n. 30)

Regione Marche - Norme edilizie per il territorio agricolo

Il Consiglio regionale ha approvato
Il Commissario di Governo ha apposto il visto
IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE
promulga
la seguente legge:

ARTICOLO 1
Zone agricole
1. Sono considerate zone agricole le parti del
territorio individuate dagli strumenti urbanistici generali
comunali vigenti, ai sensi del decreto del Ministro
dei lavori pubblici 2 aprile 1968, come zone
omogenee " E", nonchè le zone destinate all' agricoltura
degli strumenti urbanistici comunali vigenti,
anche se non classificate come zone " E".
2. Le zone agricole sono destinate esclusivamente
all' esercizio delle attività dirette alla coltivazione
dei fondi, alla silvicoltura, all' allevamento
del bestiame ed alle altre attività produttive connesse,
ivi compreso l' agriturismo.
3. Le norme della presente legge prevalgono
sulle disposizioni degli strumenti urbanistici comunali
e dei regolamenti edilizi. Sono fatte comunque
salve le normative comunali eventualmente
più restrittive di quelle previste dalla presente
legge e le prescrizioni contenute nel Piano Paesistico
Ambientale regionale di cui alla LR 8 giugno 1987,
n. 26.

ARTICOLO 2
Accorpamento dei terreni ai fini del calcolo
dei volumi edificabili
1. Al fine del computo dei volumi edificabili è
ammessa l' utilizzazione di tutti gli appezzamenti
contigui, anche se divisi da infrastrutture stradali,
ferroviarie, corsi d' acqua e canali, purchè compresi
entro i confini del comune di appartenenza o di
comuni limitrofi.
2. Si applicano in tale ipotesi le disposizioni
di cui al successivo articolo 14.

ARTICOLO 3
Nuove costruzioni ammesse nelle zone agricole
1. Nelle zone agricole sono ammesse soltanto
le nuove costruzioni che risultino necessarie per
l' esercizio delle attività di cui al comma 2 del precedente
articolo 1 ed in particolare:
a) abitazioni necessarie per l' esercizio dell' attività
agricola;
b) ampliamento o ricostruzione di abitazioni preesistenti
da parte dell' imprenditore agricolo;
c) attrezzature e infrastrutture necessarie per il diretto
svolgimento dell' attività agricola, come silos,
serbatoi idrici, depositi per attrezzi, macchine,
fertilizzanti, sementi e antiparassitari, ricoveri
per bestiame;
d) edifici per allevamenti zootecnici, di tipo industriale,
lagoni di accumulo per la raccolta dei liquami
di origine zootecnica;
e) serre;
f) costruzioni da adibire alla lavorazione, conservazione,
trasformazione e commercializzazione
di prodotti agricoli;
g) edifici per industrie forestali;
h) opere di pubblica utilità che debbono sorgere
necessariamente in zone agricole.
2. Nessun' altra costruzione nuova può insediarsi
nelle zone agricole fatta eccezione per quelle
espressamente consentite dalla legislazione vigente.
3. Per gli insediamenti di industrie nocive e
per gli allevamenti industriali comuni individuano
apposite zone attraverso varianti agli strumenti urbanistici
generali. Sono fatti salvi gli ampliamenti
degli allevamenti comunque esistenti.

ARTICOLO 4
Nuove abitazioni
1. Nuove residenze in zone agrcole sono ammesse
solo quando l' impresa agricola sia sprovvista
di una abitazione adeguata alle esigenze della
famiglia coltivatrice per l' ordinario svolgimento
dell' attività agricola.
2. Agli effetti della presente legge, nella famiglia
coltivatrice sono compresi tutti i conviventi legati
da vincoli di parentela o affinità impegnati direttamente
nell' attività agricola e le persone a loro
carico.
3. Fermo restando quanto disposto dall' articolo
7, punto 4), del decreto del Ministro dei lavori
pubblici 2 aprile 1968, e dall' articolo 2 della presente
legge, per ogni impresa agricola sprovvista di
casa colonica è consentita la costruzione di un solo
fabbricato il cui volume complessivo va commisurato
alle esigenze della famiglia coltivatrice,
senza mai superare i 1.000 mc fuori terra.
4. Le costruzioni di cui al presente articolo
devono avere le seguenti caratteristiche:
a) altezza massima ml. 7,50, misurati a valle per i
terreni in declivio;
b) distanza minima dai confini di ml. 20.
5. Non sono ammesse nuove residenze agricole
su terreni risultanti da frazionamenti avvenuti
nei cinque anni precedenti.

ARTICOLO 5
Ampliamento o ricostruzione di abitazioni
preesistenti da parte dell' imprenditore agricolo
1. Per ogni impresa agricola già provvista di
casa colonica, sono consentiti interventi di recupero
della stessa che comportino anche l' ampliamento
o, in caso di fatiscenza, la ricostruzione,
previa demolizione, dell' edificio preesistente, nei
limiti di cui al precedente articolo. Per gli interventi
di ampliamento non si osservano le distanze minime
previste dalla lettera b) del comma 4 del precedente
articolo 4.
2. Nell' ipotesi di cui al comma 1 è ammessa
altresì la costruzione di una nuova abitazione con
le caratteristiche di cui ai commi 3 e 4 del precedente
articolo 4, senza demolizione dell' edificio
preesistente, a condizione che quest' ultimo venga
destinato, tramite vincolo da trascriversi nei registri
della proprietà immobiliare a cura del comune
e a spese dell' interessato, ad annesso agricolo a
servizio dell' azienda.
3. Quando gli interventi di cui ai commi 1 e 2
riguardano edifici di valore storico e architettonico,
si applicano le disposizioni di cui al successivo
articolo 15.
4. La realizzazione di nuove abitazioni o l' ampliamento
delle esistenti può avvenire anche attraverso
la trasformazione di annessi agricoli riconosciuti
non più necessari alla conduzione del fondo
nel rispetto delle disposizioni dell' articolo 4 e del
presente articolo.

ARTICOLO 6
Recupero del patrimonio edilizio esistente
1. Negli edifici rurali esistenti in zone agricole
sono comunque consentiti, al solo scopo di introdurre
miglioramenti igienici funzionali e distributivi,
nonchè al fine di salvaguardare il patrimonio
edilizio esistente, interventi di manutenzione
ordinaria e straordinaria, di restauro e risanamento
conservativo e di ristrutturazione edilizia, senza
alcun aumento di volumetria.
2. Gli edifici esistenti alla data di entrata in vigore
della presente legge possono essere oggetto
degli interventi di cui al comma 1 anche se di dimensioni
superiori a quelle derivanti dall' applicazione
del precedente articolo 4 e purchè la eventuale
ristrutturazione avvenga senza previa demolizione.
3. La variazione delle destinazioni d' uso sono
ammesse fermo restando quanto previsto dall' ultimo
comma dell' articolo 10 della legge 28 gennaio
1977, n. 10, a condizione che gli edifici stessi non
siano più utilizzati per la conduzione del fondo e
che tali variazioni non siano contrastanti con le
specifiche normative deghli strumenti urbanistici
comunali vigenti.
4. Negli edifici utilizzati per attività agritutistiche
secondo quanto previsto dalla legge 5 dicembre
1985, n. 739, e dalla LR 6 giugno 1987,
n. 25, sono ammessi esclusivamente gli interventi
di recupero di cui al presente articolo.
5. Le abitazioni rurali esistenti alla data di entrata
in vigore della presente legge, trattenute dai
soggetti che abbiano posto a disposizione le proprie
terre per gli scopi di ristrutturazione di cui
all' articolo 37 della legge 9 maggio 1975, n. 153 per
la riforma dell' agricoltura, possono essere sottoposteagli
interventi di cui al comma 1 con un aumento
di volumetria non superiore al 20%.
6. Gli interventi tendenti al recupero del patrimonio
edilizio sono considerati inclusi
nel programma pluriennale di attuazione.

ARTICOLO 7
Norme comuni agli interventi
previsti agli articoli 4, 5 e 6
1. Le nuove costruzioni, gli ampliamenti, le ristrutturazioni,
gli interventi di recupero e le sistemazioni
esterne, dovranno comunque essere eseguiti
con tipologie, materiali, piantumazioni in armonia
con gli insediamenti tradizionali del paesaggio
rurale. Le amministrazioni comunali approvano
a tal fine apposita normativa.

ARTICOLO 8
Attrezzature e infrastrutture necessarie
per il diretto svolgimento dell' attività agricola
1. Le nuove costruzioni di cui alla lettera c)
comma 1, del precedente articolo 3 devono avere le
seguenti caratteristiche:
a) una superficie coperta proporzionata alle esigenze
dell' impresa e comunque non superiore a
200 mq, salvo maggiori esigenze documentate
nel piano o nel programma aziendale di cui al
comma 1 dell' articolo 12;
b) essere poste a distanza dal fabbricato adibito
ad abitazione di almeno ml. 10;
c) svilupparsi su un solo piano e rispettare l' altezza
massima di ml. 4,50 con esclusione dei camini,
silos ed altre strutture le cui maggiori altezze
rispondono a particolari esigenze tecniche;
nei terreni in declivio le costruzioni possono
svilupparsi su una altezza massima di mlº
5.50 misurati a valle;
d) avere un volume massimo non superiore all' indice
di fabbricabilità fondiaria di 0,03 mcmq
nel caso in cui siano separate dalle abitazioni, e
rientrare nella cubatura massima ammessa per
l' edificio adibito ad abitazione, nel caso in cui
vengano realizzate in aderenza o nell' ambito di
quest' ultimo;
e) essere realizzate con tipolgie adeguate
alla specifica destinazione d' uso che non
consentano la trasformazione delle stesse destinazioni
d' uso, con eccezione di quelle ammesse
dalla normativa vigente.

ARTICOLO 9
Costruzioni per allevamenti zootecnici
1. Le nuove costruzioni di cui alla lettera d),
comma 1 del precedente articolo 3 sono ammesse
purchè coerenti con gli obirttivi di sviluppo del piano
zonale agricolo di cui alla LR 6 febbraio 1978,
n. 6 e successive modificazioni ed integrazioni e a
condizione che sia garantito il regolare smaltimento
dei rifiuti, previa depurazione, ai sensi della legge
10 maggio 1976, n. 319, e successive modificazioni
ed integrazioni.
2. Le costruzioni per allevamenti devono avere
le seguenti caratteristiche:
a) essereprotette da una zoina circostante, con recinzioni
ed opportune alberature, di superficie
pari a quella degli edifici da realizzare, moltiplicata
per 5;
b) rispettare le seguenti distanze minime: dai confini
di ml. 40; dal perimetro dei centri abitati di
ml. 500, estesa a ml. 1.000 per gli allevamenti di
suini; dal più vicino edificio residenziale non
rientrante nel complesso aziendale di ml. 100;
c) svilupparsi su un solo piano e rispettare l' altezza
massima di ml. 4,50 misurata a valle per i terreni
in declivio; sono fatte comunque salve le diverse
altezze che rispondono a particolari esigenze
tecniche;
d) avere un volume massimo non superiore all' indice
di fabbricabilità fondiaria di 0,5 mc mq.
3. I lagoni di accumulo per la racolta dei liquami
di origine zootecnica devono essere posti a
ml. 100 dalle abitazioni e dai confini e devono essere
realizzati all' interno della zona di protezione di
cui alla lettera a) del comma 2.
4. Sono considerati allevamenti zootecnici di
tipo industriale quelli la cui consistenza supera il
rapporto peso - superficie stabilito dalla legge
319/ 76.

ARTICOLO 10
Serre
1. Sono considerate serre, agli effetti della
presente legge, gli impianti stabilmente infissi al
suolo, di tipo prefabbricato o eseguiti in opera, e
destinati esclusivamente a colture specializzate.
2. Le serre si distinguono in:
a) serre destinate a colture protette con condiziomi
climatiche artificiali limitate ad una sola parte
dell' anno e, pertanto, con copertura solo stagionale;
b) serre destinate a colture protette normalmente
con condizioni climatiche artificiali e pertanto
con coperture stabili.
3. La realizzazione delle serre di cui alla precedente
lettera a), può avvenire in qualunque area
compresa nelle zone agricole ed è subordinata ad
autorizzazione edilizia.
4. Le serre di cui alla precedente lettera b),
possono essere realizzate in qualsiasi area compresa
nelle zone agricole in base a concessione rilasciata
dal sindaco ai sensi della legislazione vigente
e dietro impegno del richiedente a non modificare
la destinazione del manufatto.
5. Le serre con copertura stabile devono altresì
rispettare un indice massimo di utlizzazione
fondiaria di 0,5 mc mq.
6. Entrambi i tipi di serre di cui al comma 2
del presente articolo devono avere le seguenti caratteristiche:
a) distanze non inferiori a ml. 5 dalle abitazioni
esistenti nello stesso fondo e a ml 10 da
tutte le altre abitazioni;
b) distanze minime inferiori a ml. 5 dal confine
di proprietà .

ARTICOLO 11
Costruzioni per la lavorazione, conservazione,
trasformazione e commercializzazione
dei prodotti agricoli e per industrie forestali
1. Le nuove costruzioni di cui alla lettera f),
comma 1, del precedente articolo 3 sono ammesse
a condizione che esse siano al servizio di imprese
agricole, singole o associate, o di cooperative agricole
locali, che siano proporzionate alla loro effettive
necessità e che i prodotti agricoli ivi trasformati,
conservati e commercializzati, provengano
prevalentemente dalle stesse aziende agricole.
2. Le costruzioni di cui al presente articolo
devono essere in armonia con i piani zonali agricoli
di cui alla LR 6 frbbraio 1978, n. 6 e successive
modificazioni ed integrazioni, o, in mancanza, con
gli indirizzi produttivi all' uopo formulati dalla Regione.
3. Le costruzioni di cui al presente articolo,
nonchè le industrie forestali di cui alla lettera g),
comma 1, del precedente articolo 3, devono rispettare
le seguenti prescrizioni:
a) avere un volume non superiore all' indice di fabbricabilità
fondiaria di 1 mc mq;
b) osservare le distanze minime dai confini di ml.
20 e dalle abitazioni ricadenti nel complesso
aziendale di ml. 10.

ARTICOLO 12
Norme comuni
1. La necessità e la destinazione delle nuove
costruzioni di cui ai precedenti articoli 4, 5, 8, 9, 10
e 11 devono risultare da un piano aziendale o interaziendale
ai sensi della legislazione regionale vigente
da allegare alla domanda di concessione
edilizia.
2. Sono esonerati alla presentazione del piano
aziendale, e devono presentare una semplice relazione
illustrativa, i soggetti che, pur non risultando
imprenditori agricoli a titolo princiale, ai sensi
della legislazione vigente, esercitano le attività di
cui ai precedenti articoli 9, 10 e 11.
3. Tutte le costruzioni da realizzare in zona
agricola dovranno rispettare le distanze delle strade
stabilite dal decreto del Ministro dei lavori pubblici
1 aprile 1968, in relazione all' importanza delle
stese salvo l' ipotesi di cui alla lettera a), comma
2, dell' articolo 10 della presente legge e i casi previsti
salla LR 21 maggio 1975, n. 34.
4. Nelle zone dichiarate sismiche si osservano
per le altezze ele distanze tra i fabbricati, le norme
più ristrettive eventualmente stabilite dalla legislazione
vigente.

ARTICOLO 13
Concessione edilizie
1. Le concessioni per la realizzazione di edifici
in zone agricole sono rilasciate ai proprietari dei
fondi o agli aventi titolo nel rispetto delle norme
della presente legge e della legge 28 gennaio 1977,
n. 10, alle seguenti condizioni:
a) per quanto attiene agli interventi di cui agli articoli
4 e 5, che le costruzioni stesse siano in funzione
dell' attività agricola e delle esigenze abitative
dell' imprenditore a titolo principale singolo
o associato, con i requisiti previsti dalla legislazione
vigente in materia;
b) per quanto attiene agli interventi di cui agli articoli
8, 9, 10 e 11, che le costruzioni stesse siano
in funzione dell' attività agricola dell' imprenditore
singolo o associato con i requisiti previsti
dalla legislazione vigente in materia.
2. Le concessioni per gli interventi di cui
all' articolo 6 sono rilasciate ai soggetti di cui
all' articolo 4 della legge 28 gennaio 1977, n. 10.
3. Tutte le concessioni edilizie relative agli interventi
di cui alla presente legge, sono rilasciate
previo accertamento dell' esistenza delle infrastrutture
sufficienti, per quanto riguarda le vie di accesso,
l' elettricità e l' acqua potabile o della programmata
realizzazione delle stesse da parte del Comune
o, infine, dell' assunzione di impegno da parte
dell' interessato a realizzare contestualmente agli
edifici.
4. I comuni, per la verifica dei requisiti di cui
alle lettere a) e b) del comma 1, nonchè della conformità
dell' intervento ai piani zonali agricoli o ai
piani aziendali o interaziendali, ove richiesta dalla
presente legge, si avvalgono dei s [ . . . ]

TESTO INTEGRALE DISPONIBILE
PER GLI UTENTI REGISTRATI


Consiglia questa pagina ai tuoi amici
Sistemi RasoParete
Riscaldamento per esterni

NEWS NORMATIVA

24/10 - Norme Tecniche Costruzioni, oggi in CSLLPP la nuova bozza

Vittorio d’Oriano, Geologi: ‘nel testo la geologia è separata dalla geotecnica, si è persa un’occasione’

24/10 - Chi progetta un’opera può partecipare alla gara per realizzarla

Via libera definitivo alla Legge europea 2013 bis, eliminati anche i limiti all’avvalimento plurimo


Kappazeta
Riverclack