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Scheda Normativa

Legge regionale 02/04/2001 n. 8

(Gazzetta regionale 10/04/2001 n. 10)

Regione Lazio - Nuove norme in materia di impianti di distribuzione di carburanti.

CAPO I - DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1 - (Finalità della legge)

1. La presente legge, in attuazione dell'articolo 194, comma 4, della legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo) e successive modificazioni, detta disposizioni in materia di distributori di carburanti in conformità ai principi fondamentali di cui alla normativa nazionale.

Art. 2 - (Oggetto)

1. Per le finalità di cui all'articolo 1, la presente legge disciplina:
a) i criteri e le modalità per l'esercizio delle funzioni e dei compiti amministrativi della Regione di cui all'articolo 69, comma 1, lettera b), della l.r. 14/1999 e successive modificazioni;
b) i criteri generali per l'esercizio delle funzioni e dei compiti amministrativi dei comuni di cui all'articolo 71, comma 1, lettera b), della l.r. 14/1999 e successive modificazioni;
c) la verifica sull'idoneità tecnica degli impianti di distribuzione di carburanti, l'attività di vigilanza sull'osservanza della normativa vigente e la funzione di indirizzo e coordinamento della Regione.

Art. 3 - (Commissione consultiva)

1. È istituita presso l'assessorato competente in materia di sviluppo economico ed attività produttive la commissione consultiva per gli impianti di carburanti, di seguito denominata commissione, che ha il compito di esprimere il parere in merito all'attività di monitoraggio di cui all'articolo 3, comma 9, del decreto legislativo 11 febbraio 1998, n. 32 e successive modificazioni.
2. La commissione è composta da:
a) il direttore del dipartimento regionale competente in materia, o suo delegato, che la presiede;

b) il dirigente della struttura del dipartimento di cui alla lettera a) competente in materia di carburanti, o suo delegato;
c) un rappresentante dell'Ente Nazionale Idrocarburi (ENI);
d) un rappresentante dell'Unione Petrolifera;
e) un rappresentante delle associazioni dei concessionari privati (ASSOPETROLI);
f) un rappresentante del Consorzio Grandi Reti;
g) un rappresentante dell'Aldigas/Distragas;
h) un rappresentante della Federmetano;
i) tre rappresentanti delle organizzazioni sindacali della categoria dei gestori di distributori di carburanti maggiormente rappresentative a livello nazionale (FAIB-Confesercenti, Fegica-CISL, Figisc-Anisa-Confcommercio);

l) un rappresentante dell'industria del gas naturale.
3. Le funzioni di segretario della commissione sono svolte da un dipendente della struttura regionale competente in materia di carburanti, di qualifica non inferiore alla categoria C, designato dal direttore del dipartimento di cui al comma 2, lettera a).
4. Il Presidente della Giunta regionale, con proprio decreto da emanarsi entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede alla nomina dei componenti la commissione, sulla base delle designazioni effettuate dagli enti, associazioni ed organizzazioni rappresentati. La mancata designazione di alcuni rappresentanti non impedisce la costituzione della commissione purché siano nominati almeno la metà più uno dei suoi componenti. Il Presidente della Giunta regionale procede all'integrazione della composizione della commissione al momento della presentazione delle designazioni mancanti.

5. In relazione agli argomenti di volta in volta trattati, il presidente della commissione può autorizzare l'audizione di altri soggetti.
6. La commissione rimane in carica per la durata di tre anni ed i suoi componenti possono essere riconfermati.

CAPO II - CRITERI E MODALITÀ PER L'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI E DEI COMPITI AMMINISTRATIVIREGIONALI

SEZIONE I - CRITERI E MODALITÀ PER IL RILASCIO, IL RINNOVO ED IL TRASFERIMENTO DI CONCESSIONI PER L'INSTALLAZIONE DI IMPIANTI DI CARBURANTI LUNGO LE AUTOSTRADE ED I RACCORDI AUTOSTRADALI E PER IL RILASCIO DI AUTORIZZAZIONE PER I RELATIVI POTENZIAMENTI

Art. 4 - (Rilascio della concessione per l'installazione di nuovi impianti)

1. Le domande per il rilascio di concessioni per l'installazione di nuovi impianti di carburanti sono presentate al dipartimento regionale competente in materia, corredate di:
a) assenso alla installazione dell'impianto da parte dell'Ente nazionale per le strade - ENAS o della società titolare della concessione autostradale;
b) documentazione o autocertificazione dalla quale risulti che il richiedente è in possesso dei requisiti soggettivi nonché della capacità tecnico-organizzativa ed economica di cui agli articoli 5, 6 e 7 del decreto del Presidente della Repubblica 27 ottobre 1971, n. 1269, e successive modificazioni ed alla legge 19 marzo 1990, n. 55, e successive modificazioni;

c) perizia giurata, redatta da un ingegnere o altro tecnico competente, iscritto al relativo albo professionale, attestante la conformità dell'impianto alla normativa vigente al momento della domanda ai fini fiscali, ambientali, urbanistici, artistici e storici, della sicurezza sanitaria e stradale, della prevenzione dagli incendi.
2. Alle domande devono essere inoltre uniti i seguenti documenti:
a) elaborati grafici con la disposizione planimetrica dell'impianto;
b) atto da cui risulti la disponibilità del terreno su cui verrà installato l'impianto;

c) relazione tecnica dell'impianto.
3. Entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda, completa della documentazione di cui ai commi 1 e 2, il dipartimento regionale competente in materia provvede al rilascio della concessione inviandone copia al richiedente.

Art. 5 - (Rilascio dell'autorizzazione per il potenziamento degli impianti)

1. L'autorizzazione al potenziamento di un impianto di carburanti con prodotti non precedentemente autorizzati è rilasciata subordinatamente alla presentazione, da parte del richiedente, della documentazione di cui all'articolo 4, comma 1, lettera c), e comma 2, lettere a) e c).
2. Entro quarantacinque giorni dalla data di presentazione della domanda, completa della documentazione di cui al comma 1, il dipartimento regionale competente in materia provvede al rilascio dell'autorizzazione inviandone copia al richiedente.

Art. 6 - (Modifiche degli impianti)

1. Non sono soggette all'autorizzazione di cui all'articolo 5 le seguenti modifiche degli impianti di carburanti:
a) sostituzione di colonnine a semplice o doppia erogazione con altri a doppia o multipla erogazione e viceversa, per prodotti già autorizzati;
b) aumento o diminuzione del numero di colonnine, per prodotti già autorizzati;
c) installazione di apparecchi accettatori di carte di credito;
d) cambio di destinazione delle colonnine, per prodotti già autorizzati;

e) cambio di destinazione dei serbatoi e conseguenti modifiche dei collegamenti meccanici, per prodotti già autorizzati;
f) sostituzione ed aumento del numero e/o della capacità di stoccaggio dei serbatoi e dell'olio lubrificante, per prodotti già autorizzati;
g) installazione di apparecchiature self-service post-pagamento, nonché di apparecchiature self-service pre-pagamento o estensione di quelle esistenti ad altri prodotti già autorizzati.
2. Le modifiche di cui al comma 1 sono preventivamente comunicate al dipartimento regionale competente in materia, ai vigili del fuoco ed all'Ufficio tecnico di finanza (UTF) competenti per territorio, all'ENAS o alla società titolare della concessione autostradale e sono realizzate nel rispetto delle norme fiscali, di sicurezza sanitaria e stradale e di prevenzione dagli incendi. La corretta realizzazione delle modifiche deve risultare da regolare verbale di collaudo redatto dalla commissione di cui all'articolo 22, comma 2.

3. Le modifiche di cui al presente articolo sono menzionate nel successivo provvedimento di rinnovo diciottennale della concessione.

Art. 7 - (Trasferimento della concessione)

1. La domanda intesa ad ottenere il trasferimento della concessione degli impianti di carburanti é presentata al dipartimento regionale competente in materia e sottoscritta, con firma autentica, sia dal cedente sia dal soggetto subentrante e deve riportare l'indicazione di tutti gli elementi atti ad identificare l'impianto.
2. La domanda deve essere corredata di:
a) dichiarazione di assenso da parte dell'ENAS o della società titolare della concessione autostradale;
b) documentazione o autocertificazione dalla quale risulti che il soggetto subentrante è in possesso dei requisiti soggettivi nonché della capacità tecnico-organizzativa ed economica di cui agli articoli 5, 6 e 7 del d.p.r. 1269/1971 e successive modificazioni;

c) documentazione antimafia, riferita al soggetto subentrante, di cui alla l. 55/1990 e successive modificazioni;
d) parere dell'UTF.
3. La concessione può essere trasferita a terzi solo unitamente alla proprietà o disponibilità del relativo impianto.
4. Entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda, completa della documentazione di cui al comma 2, il dipartimento regionale competente in materia provvede ad autorizzare il trasferimento della concessione.

Art. 8 - (Rinnovo della concessione)

1. La domanda di rinnovo della concessione di un impianto di carburanti è presentata al dipartimento regionale competente in materia almeno sei mesi prima della scadenza diciottennale.
2. La domanda deve essere corredata di:
a) assenso alla permanenza dell'impianto da parte dell'ENAS o della società titolare della concessione autostradale;
b) documentazione o autocertificazione dalla quale risulti che il richiedente è in possesso dei requisiti soggettivi nonché della capacità tecnico-organizzativa ed economica di cui agli articoli 5, 6 e 7 del d.p.r. 1269/1971 e successive modificazioni ed alla l. 55/1990 e successive modificazioni;

c) perizia giurata, redatta da un ingegnere o altro tecnico competente, iscritto al relativo albo professionale, attestante la conformità dell'impianto alla normativa vigente al momento della domanda ai fini fiscali, ambientali, urbanistici, artistici e storici, della sicurezza sanitaria e stradale, della prevenzione dagli incendi.
3. Il rinnovo è subordinato all'accertamento dell'idoneità tecnica delle attrezzature ai fini della sicurezza antincendio e fiscale, nonché della corrispondenza della consistenza dell'impianto ai provvedimenti di concessione e di autorizzazione rilasciati. Tale idoneità deve risultare da regolare verbale di collaudo redatto dalla commissione di cui all'articolo 22, comma 2.

4. Entro sessanta giorni dalla data di presentazione della domanda, completa della documentazione di cui al comma 2 e del verbale di collaudo, il dipartimento regionale competente in materia provvede al rinnovo della concessione.

SEZIONE II - CRITERI E MODALITÀ PER LO SVOLGIMENTO DELL'ATTIVITÀ DI MONITORAGGIO

Art. 9 - (Attività di monitoraggio della rete distributiva di carburanti)

1. Il dipartimento regionale competente in materia ha il compito di verificare, sulla base dei dati forniti dall'UTF e dai comuni ai sensi del comma 2, l'evoluzione del processo di ristrutturazione della rete degli impianti di distribuzione di carburanti. Tale struttura rileva, in particolare:
a) le caratteristiche strutturali della rete distributiva;
b) la variazione dei consumi;
c) l'efficienza e le tendenze evolutive della rete distributiva e la sua rispondenza alle esigenze dei consumatori.

2. L'UTF ed i comuni, ai fini del monitoraggio di cui al comma 1, comunicano annualmente al dipartimento competente in materia, rispettivamente, i dati relativi all'erogato per ogni comune e quelli riferiti alla variazione del numero di impianti presenti sul territorio comunale con la relativa consistenza e superficie.
3. I risultati dell'attività di monitoraggio di cui al presente articolo sono trasmessi al Ministro dell'industria, commercio ed artigianato ai sensi dell'articolo 3, comma 9, del d.lgs. 32/1998 e successive modificazioni.

CAPO III - CRITERI GENERALI PER L'ESERCIZIO DELLE FUNZIONI E DEI COMPITI AMMINISTRATIVI DEICOMUNI

SEZIONE I - CRITERI GENERALI PER LA RAZIONALIZZAZIONE DELLA RETE DISTRIBUTIVA DI CARBURANTI LUNGO AL VIABILITÀ ORDINARIA

Art. 10 - (Criteri, requisiti e caratteristiche delle aree)

1. Ai fini della razionalizzazione della rete degli impianti di distribuzione di carburanti installati e gestiti sulla base dell'autorizzazione rilasciata dai comuni competenti per territorio, ai sensi dell'articolo 1, commi 1 e 2, del d.lgs. 32/1998 e successive modificazioni, gli strumenti di pianificazione comunali individuano, in attuazione dell'articolo 2, commi 1 e 1 bis, del decreto stesso, criteri, requisiti e caratteristiche delle aree nelle quali possono essere installati i suddetti impianti nonché le norme ad esse applicabili, tenendo conto:

a) delle zone e sottozone sottoposte a particolari vincoli paesaggistici, ambientali, naturalistici e monumentali e delle zone territoriali omogenee, quali definite dall'articolo 60 della legge regionale 22 dicembre 1999, n. 38;
b) della superficie utile occorrente per l'installazione dei nuovi impianti di cui all'articolo 11;
c) del numero massimo degli impianti di GPL di cui all'articolo 12;
d) delle distanze minime tra i diversi impianti di cui all'articolo 13.

Art. 11 - (Superficie dei nuovi impianti)

1. La superficie minima occorrente per l'installazione di nuovi impianti di distribuzione di carburanti non deve essere, di norma, inferiore a mille metri quadrati.
2. I comuni possono prevedere nei rispettivi strumenti di pianificazione superfici inferiori a mille metri quadrati e comunque non inferiori a quattrocento metri quadrati anche in considerazione della consistenza demografica e della rilevanza della strada su cui viene installato l'impianto.

Art. 12 - (Numero totale degli impianti di GPL)

1. Il numero totale degli impianti dotati di solo GPL o di GPL con benzina, gasolio o metano, non può superare l'otto per cento del totale degli impianti di distribuzione dei carburanti attivi e funzionanti a livello provinciale alla data di entrata in vigore della presente legge.
"1 bis. La disposizione di cui al comma 1 sarà applicata a seguito dell'adozione del piano regionale previsto dall'articolo 19 della legge 5 marzo 2001, n. 57 ed a condizione che sia coerente con il piano nazionale e con gli indirizzi di cui allo stesso articolo 19."(Vedi Nota)

Art. 13 - (Distanze minime tra i diversi impianti)

1. Ai nuovi impianti di distribuzione dei carburanti, o a quelli da potenziare con nuovi prodotti, si applica quanto disposto dal presente articolo.
2. Per il nuovo impianto, se dotato di benzina e/o gasolio, nonché per l'impianto dotato di solo GPL e/o metano da potenziare con benzina e/o gasolio, si devono rispettare le seguenti distanze minime da altro impianto erogante benzina e/o gasolio situato nell'ambito della Regione:
a) nei centri abitati, la distanza minima di trecento metri nel percorso stradale più breve e di seicento metri nella stessa direttrice di marcia;

b) fuori dai centri abitati, sulle strade comunali, la distanza minima di un chilometro e mezzo nel percorso stradale più breve;
c) fuori dai centri abitati, sulle strade provinciali nella stessa direttrice di marcia, o mano contraria, la distanza minima di tre chilometri nel percorso stradale più breve;
d) fuori dai centri abitati, sulle strade statali e di competenza regionale nella stessa direttrice di marcia, o mano contraria, la distanza minima di cinque chilometri nel percorso stradale più breve.

3. Per il nuovo impianto, se dotato di metano, nonché per l'impianto da potenziare con metano, si devono rispettare le seguenti distanze minime da qualsiasi altro impianto erogante metano situato nell'ambito della Regione:
a) nei comuni con popolazione residente non superiore a diecimila abitanti, la distanza minima di dieci chilometri nel percorso stradale più breve;
b) nei comuni con popolazione residente compresa tra diecimilauno e trentamila abitanti, la distanza minima di otto chilometri nel percorso stradale più breve;

c) nei comuni con popolazione residente compresa tra trentamilauno e sessantamila abitanti, la distanza minima di otto chilometri nel percorso stradale più breve;
d) nei comuni con popolazione residente superiore a sessantamila abitanti, la distanza minima di quattro chilometri nel percorso stradale più breve;
e) nel Comune di Roma, per la sola area del centro abitato, la distanza minima di novecento metri nel percorso stradale più breve e milleottocento metri nella stessa direttrice di marcia.

4. Per il nuovo impianto, se dotato di GPL, nonché per l'impianto da potenziare con GPL, si devono rispettare le seguenti distanze minime, da qualsiasi altro impianto erogante GPL situato nell'ambito della Regione:
a) nei centri abitati, la distanza minima di tre chilometri nel percorso stradale più breve;
b) fuori dai centri abitati, la distanza minima di otto chilometri, nel percorso stradale più breve;
c) nel Comune di Roma, fuori dal centro abitato, la distanza minima di sette chilometri nel percorso stradale più breve.

5. Per la verifica delle distanze di cui ai commi 2, 3 e 4 si osservano le seguenti modalità:
a) per la individuazione dei centri abitati si applica quanto disposto dal decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, articolo 3, comma 8, dal decreto del Presidente della Repubblica 16 dicembre 1992, n. 495, e successive modificazioni;
b) qualora gli impianti esistenti, nuovi o da potenziare, siano ubicati su strade o in aree cui si applicano diverse distanze minime, la distanza minima da rispettare è pari alla media aritmetica delle distanze minime stesse;

c) per la determinazione delle distanze nella stessa direttrice di marcia e per il percorso stradale più breve, le distanze stesse devono essere calcolate sia rispetto all'impianto esistente o già autorizzato che precede il nuovo, sia rispetto a quello esistente o già autorizzato successivo;
d) se l'impianto nuovo o da potenziare è ubicato su strada privata, il calcolo delle distanze minime va riferito all'accesso su strada pubblica e, nel caso di più accessi, ciascuno di essi deve rispettare le distanze minime di cui ai commi 2, 3 e 4;

e) se l'impianto nuovo o da potenziare è ubicato su strada statale o di competenza regionale, il calcolo delle distanze minime va riferito esclusivamente all'impianto esistente o autorizzato che precede o che segue l'impianto stesso ubicato sulla medesima strada.

Art. 14 - (Impianti di energia o di carburanti alternativi ed ecologici)

1. Per l'installazione di nuovi impianti di distribuzione di energie o di carburanti alternativi ed ecologici a basso indice di inquinamento, del tipo olio di colza o altri, o per il potenziamento di impianti esistenti con tali prodotti, non si applicano le disposizioni di cui all'articolo 13.

SEZIONE II - CRITERI GENERALI PER IL COORDINAMENTO DA PARTE DEI COMUNI DEGLI ORARI DI SERVIZIO E DELLE TURNAZIONI

Art. 15 - (Orario feriale)

1. Per l'espletamento del servizio di vendita di carburanti negli impianti assistiti da personale, l'orario minimo settimanale di apertura diurna è di cinquantadue ore.
2. Nel rispetto della previsione di cui al comma 1, gli impianti devono restare comunque aperti in tutto il territorio regionale nei giorni feriali, salvo possibili turnazioni: durante il periodo estivo dalle ore otto alle ore dodici e dalle ore sedici e trenta alle ore diciannove e trenta; durante il periodo invernale dalle ore otto alle ore dodici e dalle ore sedici alle ore diciannove.

3. L'orario estivo ha inizio il primo maggio di ciascun anno. L'orario invernale ha inizio il primo ottobre.

Art. 16 - (Orario festivo)

1. I comuni ove siano presenti almeno quattro impianti di distribuzione di carburanti assistiti da personale devono assicurare, nelle domeniche e nei giorni festivi infrasettimanali, l'apertura del venticinque per cento degli impianti con l'osservanza dell'orario feriale. Qualora nel comune siano funzionanti non più di tre impianti, a richiesta del titolare dell'autorizzazione e del gestore, la percentuale suddetta può essere elevata al trentatré per cento o al cinquanta per cento.

2. Gli impianti che effettuano i turni di apertura nei giorni domenicali sospendono la loro attività nelle giornata di lunedì, o, se questo è festivo, nel primo giorno feriale successivo. Nessun recupero è dovuto per le festività infrasettimanali.
3. I comuni ove siano funzionanti almeno due impianti assicurano turni di apertura il sabato pomeriggio o in altro giorno della settimana, nella percentuale del cinquanta per cento degli impianti medesimi.
4. Per gli impianti che effettuano turni di cui al comma 3 non è prevista la sospensione dell'attività a titolo di recupero.

5. L'effettuazione dei turni è determinata tenendo conto delle richieste avanzate dai titolari dell'autorizzazione e dai gestori interessati, nonché dell'esigenza di assicurare, in accordo con i comuni più vicini, il servizio di distribuzione nel modo più capillare possibile specie lungo le principali direttrici viarie.

Art. 17 - (Servizio notturno)

1. Il servizio notturno per gli impianti di distribuzione di carburanti assistiti da personale deve iniziare alle ore ventidue nel periodo invernale ed alle ore ventidue e trenta nel periodo estivo e deve terminare in concomitanza con l'apertura antimeridiana.
2. Al servizio notturno deve essere autorizzato un numero di impianti non superiore al quattro per cento a livello provinciale, a condizione che gli impianti siano dotati di servizi per l'assistenza all'automobile ed all'automobilista, nonché di un adeguato parcheggio.

3. Qualora vengano presentate più richieste per impianti con uguali caratteristiche, il comune rilascia le autorizzazioni disponendo turni di rotazione periodica.

Art. 18 - (Ferie)

1. La chiusura per ferie degli impianti di distribuzione di carburanti deve essere autorizzata dai comuni, sulla base di un piano di turnazione che garantisca l'apertura di almeno il venticinque per cento degli impianti. Nei comuni ove funzionano due o tre impianti deve comunque essere garantita l'apertura di un impianto.
2. Entro il 30 aprile di ciascun anno, i comuni, sulla base di domande presentate dai titolari dell'autorizzazione e dai gestori degli impianti, emanano un calendario di sospensione dell'attività per ferie, per un periodo non superiore alle due settimane consecutive per ogni anno solare.

Art. 19 - (Apparecchiature self-service)

1. Gli impianti di distribuzione dei carburanti dotati di apparecchiature a moneta o lettura ottica, denominati "self-service pre-pagamento", devono restare sempre in funzione, senza l'assistenza del personale, durante la chiusura degli impianti stessi.
2. Gli impianti dotati di apparecchiature self-service post-pagamento devono osservare gli stessi orari previsti per gli impianti con assistenza di personale.

Art. 20 - (Deroghe)

1. I comuni, su richiesta del titolare dell'autorizzazione e del gestore, possono consentire deroghe, sia all'orario di servizio che ai turni previsti per gli impianti di distribuzione di carburanti:
a) qualora nell'ambito del territorio comunale sia p [ . . . ]

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