X-FOAM® HBD
Isolamento termico di coperture a falde ventilata
Il tetto è la parte più esposta dell’edificio ed ha la funzione di proteggerlo dalla pioggia e dalla neve, dal freddo e dal caldo e di resistere ai carichi concentrati e distribuiti. E’ inoltre un elemento architettonico significativo che conferisce all’edificio la sua caratteristica forma. Il tipo più diffuso di copertura è su soletta in laterocemento.
In caso di isolamento sopraguaina bituminosa, è consigliabile impiegare un materiale isolante che presenti scarso o nullo valore di assorbimento di acqua , come X-FOAM® HBD. Il polistirene estruso è fortemente raccomandato in questo tipo di applicazione anche grazie ai suoi alti valori di resistenza alla compressione ed ai bassi coefficienti di diffusione del vapore acqueo.
Sulla struttura portante si stende la guaina impermeabile e partendo da un dente di arresto in gronda si inizia la posa a secco delle lastre di polistirene estruso X-FOAM® HBD. Particolare attenzione dovrebbe essere posta alla microventilazione sottotegola, necessaria sia per attenuare le escursioni termiche, sia per prosciugare eventuali infiltrazioni di acqua o formazione di condensa.
La microventilazione sottotegola si realizza mediante la posa di cordoli in malta cementizia oppure con un’orditura di listelli in legno, semplice o doppia, che farà poi da supporto alle tegole o ai coppi, assicurando nel contempo la ventilazione necessaria.
Avvertenze:
Evitare colle o guaine a rilascio di solventi non compatibili con il polistirene estruso. In caso di particolari condizioni atmosferiche o di vento è comunque consigliabile prevedere un sicuro fissaggio delle tegole alla listellatura o alla soletta sottostante.
Parete ventilata
La facciata ventilata è caratterizzata dalla presenza di una camera continua ventilata interposta tra il paramento esterno , che può essere costituito dai più diversi materiali, ed il paramento interno a cui solitamente viene accostato il manto isolante. La camera d’aria assicura lo smaltimento del vapore acqueo, evita che questo si condensi e che, pertanto, compaia dell’umidità; il paramento esterno protegge le lastre isolanti dai raggi UV e dalle intemperie. Il polistirene estruso risulta particolarmente adatto a questo tipo di applicazione per i bassissimi valori di assorbimento d’acqua e per la permeabilità al vapore, oltre che naturalmente ai buoni valori di conducibilità termica λ e di stabilità dimensionale.
Sulla parete interna, o muro di supporto, solitamente costituito da mattoni in laterizio o cemento, si fissano gli ancoraggi che dovranno sostenere la struttura di rifinitura o rivestimento esterno della facciata. Questo sistema è costituito da un’impalcatura di profili verticali e/o orizzontali. Dopo averli collocati si posano le lastre isolanti X-FOAM® HBD, fissandole meccanicamente al muro di supporto. In questo modo si viene a creare una camera d'aria ventilata di circa 3 cm di spessore tra il manto isolante ed il paramento esterno. Per terminare, sulla struttura di profili che compongono il sistema di ancoraggio, viene fissata la finitura di facciata, solitamente costituita da sottili placche o piastrelle di natura ceramica, di pietra naturale, metallica o altro.
Isolamento di solaio interpiano
Nel solaio interpiano la posa dell’isolante termico si effettua sulla soletta e sotto il pavimento. In questo tipo di solaio, l’isolante è sottoposto a carichi di esercizio che, benché non molto elevati, sono permanenti. L’isolante è inoltre sottoposto a possibili condensazioni di vapore acqueo: per evitare ciò è necessario che la temperatura superficiale del pavimento non sia di molto inferiore a quella dell’aria dell’ambiente interno. Per tutti questi motivi, l’isolante termico che si utilizza in questo tipo di applicazione dovrà possedere buone proprietà igrotermiche e buone prestazioni meccaniche.
Posa in opera
Una volta pulita e livellata la soletta, questa va opportunamente protetta con una barriera vapore e su di essa disposte le lastre isolanti X-FOAM® HBD, cercando di coprirne la superficie nella sua totalità. Le lastre non hanno bisogno di fissaggi meccanici, ma è sufficiente appoggiarle al piano di posa. Sulla cappa isolante si posa il pavimento tradizionale grazie ad una malta in aderenza, o un massetto con uno spessore minimo di 4 cm. Per terminare la realizzazione del solaio, si posa lo strato di rivestimento desiderato (tramezzi, solette o semplicemente il massetto di calpestio). Le lastre X-FOAM® HBD grazie alla capillarità praticamente nulla ed al fatto di non assorbire acqua, non necessitano di uno strato di protezione nei confronti dell’acqua eventualmente presente nell’impasto del massetto o comunque degli strati sovrastanti.
X-FOAM® HBT
Il tetto rovescio non praticabile
Il tetto rovescio è la soluzione ideale per tutti i tipi di tetti piani tradizionali ed è caratterizzato dalla posa della membrana impermeabilizzante sotto lo strato termoisolante. Nell’isolamento delle coperture piane non praticabili è normalmente impiegato il polistirene estruso, come ad esempio X-FOAM® HBT, per le sue caratteristiche di alta resistenza alla compressione, assorbimento di acqua pressoché nullo ed alta resistenza ai cicli gelo-disgelo.
Sulla soletta, dotata di una pendenza minima dell'1%, si dispone la guaina bituminosa, quindi si posano a secco le lastre X-FOAM® HBT. Si consiglia di interporre un feltro separatore (strato di tessuto non tessuto) del peso di almeno 100 g/m2 tra le lastre isolanti e la guaina bituminosa, per evitare il rischio che le prime si incollino a quest'ultima. Generalmente questo tipo di copertura è costituita da uno strato di ghiaia lavata (16 - 32 mm) che andrà posata sopra il manto isolante, con la duplice funzione di finitura estetica e di difesa delle lastre di polistirene estruso dai raggi UV e dal vento. È inoltre consigliabile la posa di uno strato separatore, come un tessuto non tessuto, con funzione di strato filtrante, tra il polistirene estruso e la ghiaia.
Lo strato drenante andrà posato cominciando nel punto più lontano della zona di accesso alla copertura e ricoprendo la superficie nella sua totalità. È consigliabile che lo spessore dello strato drenante sia almeno pari a quello dello strato isolante e comunque non inferiore a 5 cm. Il peso della ghiaia contrasta inoltre la spinta di galleggiamento delle lastre isolanti, poiché sono molto leggere.
Effetto dilavamento:
L’isolante termico, in questa tipologia di applicazione, è esposto alle intemperie e all’acqua piovana che, defluendo dal tetto, riduce il valore di isolamento termico; è quindi necessario in fase progettuale applicare un coefficiente peggiorativo.
Tetto rovescio praticabile o a terrazza
Questo tipo di copertura, come qualunque altro tetto rovescio, si ottiene posizionando la guaina impermeabile sotto l’isolante termico, in modo che lo strato isolante protegga nel tempo l’impermeabilizzazione e la struttura sottostante.
Il tetto rovescio praticabile è calpestabile e la finitura è costituita da quadrotti in cemento o piastrelle appoggiate su malta. Nell’isolamento di questo tipo di coperture è normalmente impiegato il polistirene estruso per le sue caratteristiche di alta resistenza alla compressione, pressoché nullo assorbimento di acqua ed alta resistenza ai cicli gelo- disgelo.
Posa in opera
Sulla soletta, che costituisce il piano del tetto, si costruisce una cappa in malta leggera che abbia una pendenza minima dell’1%. Su questa cappa si dispone la guaina impermeabile che verrà fissata o saldata a seconda delle indicazioni del produttore ed al di sopra di questa si dispongono le lastre isolanti in polistirene estruso X-FOAM® HBT, cercando di coprire la superficie del tetto nella sua totalità. Si consiglia di interporre un feltro separatore (strato di tessuto non tessuto) del peso di almeno 100 g/m2 tra le lastre isolanti e lo strato impermeabile, per evitare il rischio che le prime si incollino a quest’ultimo.
Al di sopra dello strato isolante si posa un tessuto non tessuto, preferibilmente di colore bianco, sul quale si dispone un massetto armato, di almeno 4 cm di spessore, al fine di consentire il migliore aggrappaggio per i quadrotti di rivestimento.
Tetto rovescio giardino
Questo tipo di tetto piano rovescio, come qualunque altro tetto rovescio, si ottiene posizionando la guaina impermeabile sotto l’isolante termico, in modo che lo strato isolante protegga nel tempo l’impermeabilizzazione e la struttura sottostante.
I tetti giardino vengono realizzati quando si voglia realizzare una copertura verde, sia per ragioni estetiche, che di tipo ecologico o ambientale.
Il tetto giardino può presentare problemi igrometrici e statici se non si presta particolare attenzione alla sua progettazione. È fondamentale impiegare un buon isolante termico adatto allo scopo. In particolare, la modalità di applicazione del tipo tetto rovescio, consente di preservare nel tempo la qualità e le caratteristiche della membrana impermeabile.
Nell’isolamento delle coperture piane rovesce è normalmente impiegato il polistirene estruso per le sue caratteristiche di alta resistenza alla compressione, pressoché nullo assorbimento di acqua ed alta resistenza ai cicli gelo- disgelo.
Posa in opera
Sulla soletta che costituisce il piano del tetto si costruisce una cappa in malta leggera con una pendenza minima pari all’ 1 %. Sulla cappa si dispone la guaina impermeabile che verrà fissata o saldata a seconda delle indicazioni del produttore.
Di seguito si posano le lastre isolanti di polistirene estruso X-FOAM® HBT, cercando di coprire la superficie del tetto nella sua totalità. Si consiglia di interporre un feltro separatore (strato di tessuto non tessuto) del peso di almeno 100 g/m2, tra lo strato impermeabile e lo strato isolante, per evitare il rischio che le lastre di X-FOAM® HBT vi si incollino. Al di sopra delle lastre isolanti si posa uno strato drenante costituito da ghiaia. Se i granelli che costituiscono lo strato drenante sono più piccoli di 10 mm, si dovrà allora interporre un elemento filtrante ad ulteriore protezione dell’isolante.
Per completare la copertura, sullo strato di ghiaia viene gettato l’opportuno
quantitativo di terra, o humus, a seconda del tipo di vegetazione che si desidera mettere a dimora. È possibile prevedere un ulteriore elemento filtrante tra la ghiaia e la terra.
X-FOAM® HBT 500
Il tetto rovescio carrabile o tetto parcheggio
Il tetto parcheggio è un tipo di copertura piana praticabile del tipo “tetto rovescio” e si caratterizza per gli alti valori di carico in esercizio. In tale soluzione si deve quindi verificare l’azione dei carichi accidentali, permanenti e dinamici ed adottare gli opportuni accorgimenti. La posa della pavimentazione deve essere realizzata in opera secondo le norme “a regola d’arte”.
L’isolante termico consigliato, X-FOAM® HBT 500, grazie all'alto valore di resistenza alla compressione 500 kPa, viene posato come per tutti i “tetti alla rovescia” sopra la guaina impermeabilizzante.
Sulla soletta che costituisce il piano del tetto si costruisce una cappa in malta leggera che abbia una pendenza dell'1%. Su questa cappa si dispone la guaina bituminosa che verrà fissata o saldata a seconda delle indicazioni del produttore e al di sopra di questa si posano le lastre isolanti X-FOAM® HBT 500 avendo cura di ricoprire la superficie del tetto nella sua totalità. Inoltre si consiglia di impiegare un feltro separatore tra la guaina impermeabile e le lastre isolanti.
Prima della realizzazione dello strato di ripartizione dei carichi si deve interporre uno strato di carta Kraft o altro materiale che impedisca al cemento di infiltrarsi tra le lastre di polistirene estruso. Si procede quindi alla realizzazione di un sottofondo in calcestruzzo armato il cui spessore viene calcolato in base ai carichi previsti (minimo 8 cm). Lo strato superficiale carrabile deve essere progettato per il passaggio dei veicoli e sarà in massetto cementizio.
In un tetto parcheggio si presenta la situazione illustrata in figura: il carico è appoggiato sulla superficie ed è distribuito su un’area A che chiamiamo impronta. Lo strato di cemento che costituisce la pavimentazione sovrastante distribuisce allo strato sottostante il carico secondo un angolo di 45° coinvolgendo perciò una zona di carico sullo strato isolante più ampia indicata con B.
Il carico in kg/cm2 che si ha sulla zona A è perciò superiore a quello che in effetti graverà sulla zona B e cioè sull’isolante in relazione al rapporto A/B fra le due superfici. Per i carichi statici si dovrà prevedere un coefficiente di sicurezza.
Isolamento di muri contro terra
Nella maggioranza degli edifici con cantina, garage o locali interrati, i muri contro terra sono quelli che registrano le dispersioni di calore più consistenti, a causa delle basse temperature alle quali può trovarsi il terreno a contatto con il muro. I locali interrati, oltretutto, vengono sempre più sfruttati e valorizzati, con l’intento di renderli sempre più vivibili. E’ quindi molto importante ricorrere all’isolamento termico ed il polistirene estruso ben si presta a questo tipo di applicazione, oltre che per gli ottimi valori di isolamento termico, anche per gli alti valori di resistenza alla compressione richiesti per via della pressione che esercita il terreno sull’isolante termico.
Posa in opera
La muratura va adeguatamente protetta ed impermeabilizzata. Di seguito si appoggiano le lastre isolanti X-FOAM® HBT 500, avendo cura di accostarle bene tra loro. Le lastre vanno fissate a secco e per punti, procedendo dal basso verso l’alto. Lo strato isolante va poi protetto con un’ulteriore guaina impermeabile.
Si termina realizzando il ripieno all’estradosso del muro, non prima di aver interposto tra la guaina e il terreno, uno strato filtrante di ghiaia. Si può eventualmente interporre un’ulteriore strato filtrante tra il terreno e la ghiaia.
Isolamento di pavimento industriale o di celle frigorifere
Questo tipo di pavimento ad alte prestazioni meccaniche viene realizzato per pavimenti industriali o di celle frigorifere a basse temperature, ove sia richiesta cioè una resistenza sia a carichi statici che dinamici, ed è costituito da una struttura in cemento che permette la circolazione dei veicoli da lavoro. L’isolante termico consigliato per questa applicazione dovrà possedere un’elevata resistenza alla compressione poiché il carico che può arrivare a sopportare è molto elevato.
Il polistirene estruso è l’isolante ideale per questo tipo di applicazione: oltre ad avere un’elevata resistenza a compressione, sopporta le basse temperature: permette infatti di lavorare a temperature costanti anche di -50 °C o -60 °C in totale sicurezza. E’ importante valutare non solo il valore di resistenza alla compressione al 10 % di schiacciamento del prodotto isolante prescelto, ma anche quello di lunga durata, cioè al 2%. Quest’ultimo valore indica, per i materiali plastici, la sollecitazione massima a cui può essere sottoposto il prodotto in modo continuo, sul lungo periodo (20 anni), oltre la quale le lastre subiscono una deformazione superiore al 2%, causata dalla rottura delle cellule, che comporta un peggioramento delle proprietà termiche e igrometriche, oltre che meccaniche.
E’ a questo valore che bisogna fare riferimento per la progettazione del massetto armato e per il suo dimensionamento. Il prodotto più adatto a questo tipo di intervento è X-FOAM® HBT 500, il prodotto con i valori di resistenza a compressione più alti della gamma X-FOAM®. Nella tabella il confronto fra i vari prodotti.
Prodotto R.C. al 10 % di schiacciamento R.C. al 2 % di schiacciamento
X-FOAM® MLB 200 80
X-FOAM® HBT 300 120
X-FOAM® HBT 500 500 180
Posa in opera
Una volta pulita e livellata la soletta, su di essa si dispongono le lastre isolanti
X-FOAM® HBT 500, cercando di coprire la superficie nella sua totalità. Queste ultime non necessitano di fissaggi meccanici. In caso di realizzazione di cella frigorifera, sopra la soletta si stende preventivamente una membrana impermeabile con funzione di barriera al vapore. Sullo strato costituito dalle lastre X-FOAM® HBT 500si posa uno strato separatore per proteggere l’isolante dal cemento che andrà colato inglobando una maglia di rinforzo. Il cemento armato, di almeno 8 cm di spessore, ha la funzione di ripartire i carichi. Uno strato di asfalto a finire termina la struttura.
X-FOAM® LMF
Isolamento in intercapedine (parete cava)
I muri ad intercapedine sono composti da due paramenti all'interno dei quali rimane uno spazio vuoto che consente l’inserimento di lastre o pannelli per l'isolamento termico. Si tratta, in Italia, di una tecnica costruttiva molto diffusa, che garantisce un elevato comfort termico perché mantiene "calde" le pareti interne.
I muri solitamente sono di tamponamento ma possono anche essere portanti: in questo caso il paramento esterno, spesso eseguito in muratura faccia a vista (mattoni pieni), protegge dalle intemperie il muro portante e preserva l’isolamento termico interposto, dal momento che questo rimane inaccessibile. La doppia parete ha come vantaggio quello di far sì che il muro portante posto all'interno accumuli e mantenga a lungo il calore.
Le prestazioni della parete vengono ulteriormente esaltate realizzando intercapedini ventilate, creando cioè una lama d'aria tra il paramento esterno e quello interno a cui sono accostate le lastre isolanti: la circolazione dell'aria mantiene una bassa concentrazione di vapore acqueo e protegge ulteriormente nel tempo l'isolante. La ventilazione si ottiene tramite opportune aperture nel paramento esterno e attraverso l’impiego di elementi distanziatori, posti tra questo e il manto isolante.
In questo tipo di applicazione è quindi consigliabile l'impiego di un prodotto che dia garanzie di durabilità e di mantenimento delle prestazioni sul lungo periodo, dal momento che l'isolante rimane inaccessibile per tutto il ciclo di vita della costruzione, e che abbia un'elevata resistenza all'assorbimento dell'acqua.
Il polistirene estruso presenta tutte queste caratteristiche e, con il suo impiego, poiché è traspirante, non è necessario l’utilizzo di una barriera al vapore. X-FOAM® LMF risulta particolarmente pratico grazie alla lunghezza delle lastre (2800 mm) che velocizzano i tempi di posa, poiché consentono la copertura della parete a tutta altezza. Nel caso di edifici con una struttura portante e muri perimetrali di tamponamento, il problema dei ponti termici è facilmente risolvibile facendo passare lo strato termoisolante all’esterno dei pilastri.
X-FOAM® MLB
Isolamento con sistema a cappotto
Il sistema di isolamento termico di un edificio dall’esterno, comunemente noto come isolamento “a cappotto”, si è notevolmente diffuso negli ultimi 30 anni e risulta essere la soluzione più indicata in caso di rifacimento di facciate verticali. Questo sistema consiste nell’applicare, sull’intera superficie esterna dell’edificio, lastre o pannelli isolanti.
Il polistirene estruso è particolarmente indicato per questa applicazione poiché è leggero, ha ottime proprietà isolanti, non assorbe acqua ed aggrappa facilmente alle malte e agli intonaci comunemente impiegati. Per questa specifica applicazione sono indicate le lastre di X-FOAM® MLB che presentano superficie senza pelle di estrusione e che facilitano quindi l’aggrappaggio.
L’isolamento a cappotto con X-FOAM® MLB permette di ottenere un isolamento continuo ed uniforme con l’eliminazione sistematica dei “ponti termici”, permette di sfruttare appieno la capacità di volano termico della muratura interna ed ottenere quindi un maggiore comfort abitativo. Protegge le pareti esterne dagli agenti atmosferici e dagli shock termici, rende stabili le condizioni termoigrometriche dell’edificio.
La muratura di supporto deve essere piana, senza dislivelli superiori al centimetro, pulita da residui ed asciutta. Le lastre di polistirene estruso vanno fissate alla struttura con una normale malta adesiva stesa a cordolo continuo sul perimetro della lastra e punto centrale. Inoltre vanno fissate meccanicamente alla muratura tramite tasselli da cappotto, in ragione di almeno quattro punti, in vicinanza degli spigoli della lastra. Si stende poi il primo strato di rasatura nel quale viene affogata una rete di fibra di vetro apprettata, con funzione di rinforzo. Dopo aver eliminato eventuali imperfezioni dalla rete si procede alla stesura dei successivi strati protettivi, fino alla finitura esterna che, generalmente, è costituita da pittura a base minerale.
Produzione di pannelli sandwich
In questo tipo di processo industriale, la lastra isolante viene impiegata come materia prima per la fabbricazione di pannelli sandwich. Un pannello sandwich è costituito da due supporti di rivestimento all’interno dei quali è inserito un prodotto isolante. I supporti possono essere di diversa natura a seconda delle applicazioni a cui è destinato il prodotto finito: metallici, di legno, in materiali plastici, in cartongesso, ecc…
E’ possibile realizzare anche dei pannelli semi-sandwich, nel caso in cui, alla lastra isolante, venga applicata una sola corteccia di rivestimento. E’ il caso, ad esempio, delle lastre di polistirene estruso o di poliuretano espanso applicate al cartongesso ed impiegate nell’isolamento termico delle pareti dall’interno. Il polistirene estruso è un prodotto che ben si presta alla realizzazione di pannelli sandwich, essendo un prodotto leggero, pulito, facilmente sagomabile, con ottime prestazioni termiche e adatto all’incollaggio. Per questo tipo di processo industriale è corretto utilizzare lastre senza pelle di estrusione, con o senza scanalature, per favorire l’aggrappaggio alla colla ed al supporto, come ad esempio X-FOAM® MLB. Ad entrambe le facce della lastra X-FOAM® MLB viene applicato un adesivo, generalmente poliuretanico, che serve al fissaggio dei due supporti di rivestimento che si è scelto di impiegare. Infine il pannello sandwich può essere finito con delle rifiniture laterali (battentatura, incastro maschio-femmina, ecc..) o superficiali (applicazione di listellatura, realizzazioni di scanalature, sagomature, ecc…), a seconda degli scopi per cui è stato progettato.
X-FOAM® WAFER
Isolamento termico di piano pilotis
Questo sistema costruttivo è diventato abbastanza frequente nel corso degli ultimi anni. Si tratta di un pavimento realizzato su portici aperti, pavimenti cioè costruiti sui pilastri portanti dell’edificio. Nonostante l’impiego comune di questo sistema costruttivo, la sua realizzazione sottopone a diversi problemi, non ultimo le elevate dispersioni termiche e le basse temperature a cui è sottoposto questo tipo di solaio. In questa applicazione l’isolante va posato nella parte esterna dell’edificio per proteggere la soletta dagli shock termici e rendere stabili le condizioni termoigrometriche dell’edificio. Le lastre in polistirene estruso X-FOAM® WAFER sono l’isolante termico più adatto, perché consentono un ottimo aggrappaggio ai collanti cementiti e agli intonaci, grazie alla superficie wafer.
Posa in opera
Una volta costruita la struttura dell’edificio su porticato, si collocano direttamente le lastre isolanti X-FOAM® WAFER sulla superficie esterna del porticato, dopo averne livellato la superficie. Le lastre vanno incollate al supporto con collanti cementizi ed è per questo motivo che devono avere una superficie rugosa o goffrata: è necessario infatti assicurare il miglior aggrappaggio possibile del collante.
Si consiglia inoltre, di fissare meccanicamente le lastre al supporto. Una volta fissato lo strato isolante, questo va rivestito con un intonaco armato con fibra sintetica oppure con un sistema composto da uno strato di rasatura, armato con una rete in fibra di vetro, ed uno di rivestimento plastico.
X-FOAM® TRC
Isolamento di camion frigoriferi
La produzione di freddo artificiale ha arrecato notevoli miglioramenti alla qualità dell'alimentazione umana grazie alla possibilità di conservare, in condizioni di temperatura adeguate, prodotti altamente deperibili quali carne, pesce, frutta. L'abbassamento della temperatura delle derrate alimentari comporta un rallentamento delle attività biologiche e la creazione di una barriera alle aggressioni batteriche esterne con un conseguente allungamento dei tempi di conservazione delle qualità alimentari.
Il trasferimento di derrate deperibili dai luoghi di produzione al consumo richiede appropriate condizioni igieniche e termoigrometriche che è necessario rispettare mediante procedure standardizzate in grado di garantire la qualità dei prodotti alimentari che raggiungono le tavole dei consumatori. I veicoli addetti al trasporto di derrate sia fresche che congelate, utilizzano sistemi di refrigerazione a gas compresso che vengono progettati e realizzati per assicurare, durante il viaggio, il mantenimento della temperatura posseduta dalla derrata all'atto del caricamento. Gli impianti frigoriferi in dotazione a questi mezzi, collocati nella parte anteriore del semi-rimorchio, sono in grado di fornire la potenza frigorifera necessaria per annullare i flussi termici entranti dall'esterno e l'eventuale calore prodotto dalle merci nel caso in cui vengano trasportati prodotti ortofrutticoli.
Questi mezzi di trasporto devono essere realizzati in conformità alla normativa vigente in ambito UE e vengono collaudati per verificare tale conformità. Il coefficiente di conducibilità termica K della furgonatura deve essere inferiore a 0,4 W/(m°C) per i mezzi adibiti al trasporto di surgelati. Per limitare i consumi energetici richiesti dal sistema si applica un K di 0,2 W/(m°C). Pero ottenere questi valori è necessario impiegare un ottimo isolante termico come X-FOAM® TRC, lastre in polistirene estruso senza pelle, che possiedono inoltre elevate caratteristiche di resistenza meccanica, nullo assorbimento d'acqua e che, grazie alle scanalature presenti su entrambe le facce, sono adatte all'incollaggio del materiale di rivestimento.
La superficie ruvida, dotata di scanalature di X-FOAM® TRC, assicura la perfetta adesione tramite collante ai vari strati che compongono le pannellature laterali ed il pianale della furgonatura. Le scanalature, oltre a favorire la migliore adesione possibile in fase di incollaggio, permettono anche la fuoriuscita di eventuali bolle d'aria e l'eliminazione dei grumi di colla, che pregiudicano la qualità estetica del prodotto finito. La leggerezza del materiale, unita alle caratteristiche sopra elencate, fanno di X-FOAM® TRC una lastra isolante dalle prestazioni uniche e particolarmente adatta a questo tipo di applicazione.