TIPOLOGIE del grès-ceramico Sila |
COPPO TIPO A MANO e con nasello |
Dell’Etruria |
Ionio |
Del Tevere |
Tirreno |
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La copertura realizzata con
coppi tipo a mano Fornace Sila, grazie alla sua particolare conformazione, è in grado di eliminare le periodiche manutenzioni tipiche delle coperture in coppi tradizionali (trafilati), che spesso scivolano fuori posto o si sollevano a causa degli effetti dell’assestamento e delle variazioni climatiche.
I coppi ‘tipo a mano’ Fornace Sila, invece, sono in grado di ovviare a queste fasi critiche, mantenendo nel tempo il prestigio dei vecchi coppi fatti a mano, e abbattendo allo stesso tempo i costi di mano d’opera specializzata.
Dell’Arno |
Naturale |
Tirrena |
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Recentemente ribattezzata ‘embrice’, il nome della tegola romana deriva dalle sue origini: le antiche coperture romane. Si tratta infatti di una semplice tavella piatta con i bordi rialzati per incanalare l’acqua ed evitarne la risalita, di forma trapezoidale per poter essere posta in opera in sovrapposizione lungo gli assi perpendicolari alla linea di gronda. La copertura si completa con l’utilizzo del coppo di coperta che fa da collegamento tra due embrici. La copertura ‘alla romana’ prodotta dalla Fornace Sila, oltre ad essere un omaggio alle sue illustri origini, permette soprattutto un rapido smaltimento delle acqua meteoriche, non trattiene elementi estranei alla struttura del manto di copertura, consente di ottenere una soluzione maggiormente versatile a livello di pedonabilità, agevolando in questo modo le eventuali ispezioni periodiche, e aumenta il prestigio estetico del tetto, grazie alle sue colorazioni indelebili, tipiche delle regioni del centro Italia. Realizzata con la tecnologia della doppia lavorazione (estrusione e pressatura), elimina qualsiasi differenza dimensionale tipica degli elementi realizzati unicamente per estrusione ed aumenta l’aderenza ed il posizionamento tra gli elementi, grazie alle nervature capaci di garantire un’ottima stabilità. L’accoppiamento tra embrice e coppo viene assicurato da un gancio studiato ad hoc, che facilita il processo di posa ed evita l’utilizzo della malta, che può rivelarsi, nel tempo, controproducente.
Tirrena |
Vecchia Firenze |
Adriatica |
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TEGOLA A COPPO TIPO A MANO
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Fornace Sila, da sempre sensibile alle esigenze dell’architettura tradizionale, propone oggi due linee di tegole a coppo ad impasto ceramico: una con superficie liscia, l’altra con strutturazione ‘tipo a mano’.
La loro speciale morfologia deriva dalla fusione di una tegola piana (embrice) con una convessa (coppo) in un unico elemento dalla configurazione più articolata.
La parte piana di questo modello, infatti, offre una buona superficie di scorrimento per l’acqua piovana, mentre la parte convessa, appositamente più arcuata rispetto alle semplici tegole portoghesi, aiuta a ricreare il profilo tipico delle coperture in coppi, conferendo allo stesso tempo alle tegole una resistenza meccanica superiore.
È disponibile in diverse colorazioni, naturali ed anticate, che consentono di accordarsi cromaticamente con qualsiasi tipo di facciata, per acquisire o rinnovare il fascino dei tetti dei più rinomati centri storici italiani.
Coperture in grès ceramico – NCT Natural Color Tecnology.
Grazie alla nuova, esclusiva tecnologia di produzione, che consente di impastare e amalgamare argille differenti tra loro, Fornace Sila è in grado di immettere sul mercato tegole a coppo caratterizzate da una colorazione difforme, molto simili, per bellezza e naturalità, alle antiche tegole di argille di campo.
Le tegole con diverse sfumature e diversità di colore, proprio come nei tradizionali tetti d’epoca, sono disponibili in due varianti: ‘light’ e ‘color’.
La tegola marsigliese è una delle prime innovazioni nei processi di meccanizzazione industriale di fine ‘800, indirizzati alla produzione standardizzata di tegole piane, scanalate, e nervate. La sua speciale conformazione, accuratamente studiata, è composta da una parte piana con bordi laterali rialzati, e da una parte curva, disposta con le cavità rivolte verso l’alto. L’unione di questi speciali accorgimenti risolve il problema dei giunti laterali, protetti in ogni caso dal ricoprimento.
Il processo di lavorazione del grès-ceramico Sila
La composizione
Per ottenere una materia prima della massima purezza e omogeneità, l’argilla viene estratta da cave di monte, meno inquinate da elementi estranei o detriti che potrebbero compromettere la qualità delle tegole. Successivamente, la materia prima viene stoccata insieme al lapillo vulcanico in un silo di ricovero.
La macinazione a secco
Il primo passo della lavorazione è la collocazione del materiale stoccato nelle tramogge di carico, per compattare la materia sui nastri pesatori che controllano elettronicamente le percentuali che garantiranno una composizione omogenea e costante della materia definitiva. Dalle tramogge si alimenta l’impianto mulini per la prima fase qualitativa, la
macinazione a secco, un processo molto delicato e dal costo elevatissimo che ha però il vantaggio di garantire l’eliminazione delle impurità della terra, e che viene effettuata, in Italia, solo dalla Fornace Sila.
Successivamente, una tramoggia centrale convoglia la miscela su un unico nastro, dove un macchinario chiamato ‘pre-muller’ (mulino a martelli) sgrossa ulteriormente la terra, che viene poi setacciata per eliminare eventuali corpi estranei. Tutto il materiale non sufficientemente raffinato viene indirizzato a due mulini per una seconda macinazione,e una seconda setacciatura.
La colorazione
Per i materiali colorati ad impasto, all’aggiunta di ossidi e pigmenti (polvere di manganese, argilla caolinica), viene associata una “bagnatura” preliminare che consente al composto di essere inviato tramite nastri al sito dello stoccaggio, per la fase denominata di ‘riposo pre-lavorazione, necessaria ad eliminare l’elettrostaticità e renderla lavorabile.
L’essiccazione
Dopo circa 5 giorni, la materia viene convogliata in due cassoni alimentatori, dai quali viene poi estratta e inviata ai mescolatori-umidificatori, per determinarne la giusta umidità con aggiunta di piccole quantità di acqua.
I ‘pani’ ottenuti vanno ad alimentare le macchine impastatrici che amalgamano la materia e la restituiscono alle presse priva di aria, sotto forma di ‘gallette’ da cui poi saranno tratte le tegole. Le gallette, infatti, sono poi stampate nelle presse tegoliere nella forma desiderata e depositate su telai zincati, per un altro processo qualitativamente molto importante per un prodotto ceramico:
l’essiccazione. Gli essiccatoi, del tipo ‘a camera’, consentono di ottimizzare cicli e temperature anche con produzioni miste, mentre i cicli di essiccazione sono controllati da un sistema automatico che esclude qualsiasi possibilità di errore. Le tegole rimangono nelle celle di essiccazione per circa 20 ore, per poi passare alla colorazione, realizzata in cabine di tecnologia ceramica appositamente regolate per determinare l’altissima qualità delle finiture che distinguono le tegole della Fornace Sila. Subito dopo, ogni tegola viene controllata e selezionata manualmente per individuare gli elementi difettosi (con rotture, crepe, etc): solo i pezzi perfetti andranno nel forno di cottura controllato da un computer in ogni singola manovra, che regola l'erogazione del metano per mantenere costante la temperatura programmata, di oltre 1000°C. La lunghezza del forno, di 140 metri, permette alle tegole di rimanere a lungo a contatto con il fuoco. L’alta temperatura e la durata della cottura determinano un prodotto di qualità decisamente superiore, grazie a una maggiore greificazione della tegola, che acquisisce una resistenza meccanica elevatissima (ben 500 kg, contro i 130 kg richiesti dalle normative vigenti).
La cottura
Il processo di cottura dura circa 40 ore ed è composto dalla fase di pre-riscaldo, dalla cottura e dal raffreddamento, tutte regolate da sofisticati sistemi elettronici. A cottura ultimata, i prodotti vengono verificati, per poi passare alla fase di imballaggio.
L’imballo
Dopo la cottura e l’ultima selezione, per scartare eventuali prodotti difettosi, si procede alla composizione del bancale, che verrà poi inviato all’impianto di incappucciamento per essere confezionato con imballi termoretraibili. In caso di prodotti particolarmente delicati, gli strati di tegole sono isolati da apposito materiale antiurto con doppia reggiatura, per evitare rotture accidentali causate dal trasporto.