CANTINE - Realizzazione cantine prestigiose con strutture di accoglienza con elementi prefabbricati
Moretti Contract, la realtà del GRUPPO MORETTI (www.morettispa.it) che si occupa, in qualità di “general contract”, di assolvere integralmente alla realizzazione di opere di notevole impegno architettonico e realizzativo, opera in molteplici campi dell’edilizia moderna, eseguendo direttamente, tra gli altri, interventi di recupero ambientale e riqualificazioni/ristrutturazioni anche molto impegnative dal punto di vista storico-urbanistico.
IL CASO: PETRA Per la cantina Petra a Suvereto la Moretti Contract ha realizzato la sintesi estrema tra l’esperienza Moretti e la creatività di un noto progettista, Mario Botta.
In questa cantina si è concretizzato il desiderio di costruire una struttura
in grado di evidenziare la bellezza del luogo in cui sorge ed il fascino del lavoro che in essa si svolge. Ispirato all’esperienza dei grandi Chateaux francesi, il disegno architettonico diventa cosi significativo da essere il primo
elemento identificativo per il vino, per le vigne nonchè per chi vi abita e lavora.
Il progetto dell’azienda Petra è infatti la “messa in forma” di uno schema iniziale che Vittorio Moretti, imprenditore e produttore, ha affidato all’architetto Mario Botta. Nel suo pensiero, essa è prima di tutto un luogo di trasformazione e invecchiamento, ma anche un luogo di accoglienza e quindi di scambio di culture e di esperienze, non da ultimo, è veicolo di comunicazione dei valori dell’azienda. Per questo motivo, Petra può essere definita un’architettura al servizio delle esigenze tecnologiche ed espressive del produttore, con le importanti linee guida del progetto nello specifico ciclo produttivo - moderno, funzionale, ma rispettoso della tradizione - e nella lavorazione per gravità.
Petra conferma così l’attualità di un principio che ha regolato la grande architettura di ogni tempo: il rapporto con l’ambiente e con le funzioni di lavoro e di vita, condizione fondante di un’architettura di qualità.
La scelta dell'architetto è ricaduta, poi, su una figura che fosse in grado di integrare le proprie scelte estetiche alla filosofia di produzione Moretti. E Mario Botta, con le sue scelte innovative e coraggiose, ma anche la linearità,
il rigore filologico e il rispetto per i luoghi in cui ha costruito, ha trasformato questi propositi in scelta architettonica. Petra è anche una delle espressioni più significative dell’esperienza Moretti nella costruzione di cantine, una testimonianza dell’integrazione fra la creatività del progettista, il sistema tecnico-realizzativo Moretti e l’ambizione di avere un’azienda vitivinicola tanto bella quanto
efficiente.
Petra: vera e propria architettura del lavoro e dell’accoglienza
“Quando Vittorio Moretti mi chiese di disegnare questa cantina per i nuovi vigneti di Suvereto, mi è parso di capire che, al di là degli aspetti funzionali, cercasse soprattutto un’immagine capace di comunicare la passione e l’impegno necessari a sorreggere la sua avventura. Coltivare la vigna impone una visione di ampio respiro che si prolunga nel tempo nell’arco di alcuni decenni, richiede un controllo del paesaggio dove il territorio interessato non tollera incertezze o approssimazioni. Con questa consapevolezza ho intrapreso il progetto per la nuova cantina. Ho immaginato l’intervento inserito nelle pendici della montagna con il solo fronte a valle fuori terra posto su un pianoro allungato dove si svolgono le attività di ingresso immerse fra le vigne che lo accolgono. Ricordo lo schema che Vittorio Moretti mi aveva portato al momento dell’impostazione del progetto: uno schizzo con appuntato un cerchio con ai lati due bracci rettangolari. È esattamente quanto il progetto ha elaborato nel disegno finale. Talvolta, anche le immagini che a prima vista appaiono sorprendenti e misteriose nascono dall’incontro fra un segno semplice e primario e il filtro della memoria ancestrale che d’improvviso riconosciamo come un valore che ci appartiene e nel quale ci identifichiamo. Forse fra le qualità più sorprendenti dell’opera di architettura dobbiamo annoverare quella particolare capacità di dare immagine alle emozioni sfuggevoli che tessono il territorio della memoria”.
Mario Botta
L’INTERVENTO
Lo scenario
Sotto una struttura in simbiosi con le colline toscane, si cela una cantina modulare prefabbricata ad alta tecnologia. Petra è situata nella Maremma Toscana a Suvereto (LI) in località San Lorenzo Alto. La tenuta si estende su trecento ettari di vigneti, boschi e uliveti in un paesaggio di rustica bellezza, che degrada fino al Mar Tirreno. Un territorio ricco di storia e di tradizione, attraversato da una via, quella della cultura seguita dai greci nell’esplorazione del Mediterraneo e testimoniata da numerosi ritrovamenti archeologici, fra cui spiccano anfore vinarie. Il paesaggio, intensamente “contadino”, è sospeso fra le colline maremmane e il mare, con lo sguardo che arriva fino all’Isola d’Elba. Dai boschi di sughere (o suvere) mescolati ai profumi della macchia proviene il nome stesso della località, ma sono gli olivi a coprire e dominare i declivi delle colline e larga parte del piano, tra case coloniche sparse. Quasi tutti i trecento abitanti del comune risiedono in case color della pietra sovrastate dai cospicui resti di una rocca trecentesca. La costruzione di Botta, come certe cattedrali o come la cupola del Brunelleschi quando si arriva a Firenze, si nota da lontano, anzi si può a ragione affermare che chi percorre la Strada del Vino della Costa degli Etruschi non può fare a meno di rimanere quasi ipnotizzato da questa “presenza”, forte nella sua personalità e allo stesso tempo perfettamente integrata e coerente al paesaggio.
L’impatto architettonico
Il progetto di Mario Botta si presenta con la forte immagine plastica di un cilindro in pietra sezionato con un piano inclinato parallelo alla collina e due corpi edilizi porticati ai lati. “Il progetto - dichiara Botta - vuole essere una reinterpretazione delle antiche dimore di campagna toscane in cui il disegno delle coltivazioni, in questo caso i vigneti, era parte integrante del disegno architettonico”. Il cilindro in pietra del corpo centrale è infatti circondato da una zona vegetativa che crea un effetto cromatico mutevole a seconda delle stagioni. Nel complesso, l’edificio si connota come un “grande fiore” che si estende lungo tutta la collina ridefinendone il paesaggio. Per la costruzione, Mario Botta si è avvalso del supporto dello staff tecnico della divisione edilizia del Gruppo Moretti che ha curato ed eseguito integralmente le opere di fabbricazione. L’impatto architettonico finale è di grande fascino: sottolinea la ricerca dell’ideale equilibrio tra la necessaria qualità pragmatica di un edificio creato ad esatta misura del ciclo produttivo e l’aspetto estetico di un luogo che nasce come espressione e disvelamento del territorio da cui trae identità.
Le scelte caratterizzanti
Al centro del lungo fronte costruito si innalza dalla quota di ingresso un volume cilindrico rivestito di pietra che nella parte superiore è sezionato con un piano inclinato parallelo alla collina. E’ questa del cilindro sezionato un’immagine forte che si presenta come anello di pietra sopra il territorio coltivato, una presenza inattesa, un volto geometrico, totemico nuovo e nel contempo arcaico, facilmente leggibile, quasi fosse un logo; una forma compiuta, un’immagine che per la perentorietà del disegno plastico crea subito un contrappunto armonico con l’andamento della superficie ondulata dei vigneti che lo circondano. Il cilindro accoglie all’interno le attività primarie della cantina e al centro i serbatoi per la vinificazione, inconfondibili nel loro acciaio rosettato, mentre ai livelli superiori si articolano le aree di accoglienza per l’uva vendemmiata, la zona pigiatura e le attività legate alla produzione e ai controlli. Al pianoterra, nella profondità oltre il nucleo centrale e lo spazio riservato alle botti in rovere per l’invecchiamento del vino, Vittorio Moretti ha voluto una lunga galleria che penetra la montagna fino ad arrestarsi di fronte ad una parete di roccia dove nel cuore della collina si entra in un luogo conclusivo, uno spazio di incontro o forse di riflessione lontano dagli ambienti di lavoro iniziali. E’ questa galleria un percorso misterioso che porta idealmente al ventre della montagna, un cordone ombelicale che lega alla terra madre.
Architettura per il vino
L’enologia è uno dei temi che, in questi ultimi anni, sembra più appassionare i massimi architetti europei. Dalla loro professionalità e fantasia sono nate cantine memorabili, articolate quasi sempre in spettacolari strutture all’avanguardia che instaurano un dialettico rapporto fra il vino e il territorio in cui nasce. Il fenomeno, per la precisione, era sorto già negli anni Ottanta in California, dove una vitivinicultura giovane ma dotata di grande entusiasmo, aveva intuito che l’architettura poteva essere un eccellente strumento di comunicazione, innovativo e creativo, da utilizzare in sinergia con il nascente enoturismo. Non a caso l’architettura per il vino è un argomento diventato oggi talmente importante da favorire la pubblicazione di numerosi testi specifici, fra cui spicca la rivista americana “The Architecture of wine”. Non vi sono dubbi che la realizzazione del progetto Petra rientra in questo movimento della civiltà del costruire, che è anche capacità di ottimizzare il concetto di forma/funzione a partire dai processi costruttivi e dall’impiego dei materiali. Non a caso la struttura architettonica di Petra è stata interamente realizzata con manufatti prefabbricati in cemento armato ed in legno lamellare prodotti da Moretti Industria delle costruzioni, la divisione edilizia del Gruppo Moretti.
L’organizzazione strutturale
Il corpo centrale, a piastra e interrato su tre lati, ospita le sale di invecchiamento, i locali di imbottigliamento, i magazzini di stoccaggio del prodotto finito, la sala meeting e gli uffici amministrativi. Il corpo cilindrico, che raggiunge i 25 m di altezza, ha un diametro di 42 m ed ospita al piano terra la sala di vinificazione, al primo piano la sala di diraspatura, al secondo piano il laboratorio e gli uffici di servizio della produzione. La sua struttura, costruita con sistema integrato cemento-legno Moretti Interholz, è costituita da pilastri tondi che sorreggono le grandi travi di legno lamellare della scalinata esterna ed i setti in calcestruzzo armato della corona circolare ove è collocato il giardino pensile. Travi secondarie in legno lamellare, poste tra le travi principali ed il primo anello della corona, degradano verso valle secondo la cadenza dettata dalla scalinata, formando una serie di finestrature che illuminano naturalmente l’interno del cilindro. L’intera organizzazione interna è creata e realizzata al servizio delle uve e nel massimo rispetto del ciclo naturale di vinificazione. Il tutto senza rinunciare però al fascino e al valore di un’architettura di qualità. Nelle grandi barricaie, ad esempio, antichi stili architettonici sono evocati mediante colonne e pilastri a tortiglione e volte a crociera. Altrettanto interessante il raffinato gioco ad incastro degli elementi strutturali, che definiscono lo spazio dei corridoi fra i vari ambienti. Colpisce il fatto che prefabbricati, in cemento armato e legno lamellare, integrandosi fra loro possano rispondere in modo tanto efficace ad esigenze architettoniche di così alto livello. La cantina occupa complessivamente una superficie di 8000 mq, destinata alla produzione di oltre 800.000 bottiglie di vino rosso.
Dati tecnici
Realizzazione “chiavi in mano” della struttura architettonica con elementi “a volta” prefabbricati e legno lamellare
Petra può essere a ragione considerata una delle testimonianze più significative della validità del “sistema cantina” del Gruppo Moretti. Questo sistema si propone come una soluzione innovativa per la progettazione di strutture interrate rispondenti alla duplice funzionalità di sostegno e contenimento. Gli elementi “a volta”, sfruttando il principio statico dell’arco, riducono al minimo gli spessori di copertura e al contempo garantiscono massima capacità di sostegno anche in caso di elevati sovraccarichi esercitati da sovrastanti sale di vinificazione oppure dal vigneto. Per meglio rispondere alle diversificate esigenze della committenza, il “sistema cantina Moretti”, è stato organizzato in moduli strutturali capaci di assicurare grande flessibilità spaziale e architettonica, assolvendo ad importanti utenze funzionali. La garanzia sul prodotto è completata dalla competenza del servizio di consulenza e progettazione Moretti, attivo da oltre trent’anni nel campo delle costruzioni in ambito vitivinicolo.
Scheda tecnica dell’intervento
I NUMERI DEL PROGETTO
Per una produzione vinicola prevista su 100 ettari, la cantina Petra è così organizzata:
Superficie totale di calpestio
mq
8.000
così suddivisa:
Superficie totale al piano terreno
mq
6.800
Entrata atrio-portico-ricezione
mq
350
Amministrazione
mq
150
Museo-meeting-cucina
mq
450
Vinificazione acciaio
mq
650
Vinificazione legno
mq
400
Barricaia
mq
2.750
Invecchiamento in bottiglia
mq
750
Confezione e imbottigliamento
mq
200
Magazzino
mq
800
Spedizione
mq
300
Superficie totale al 1° piano
mq
950
Pigiatura
mq
650
Centrale tecnologica
mq
300
Superficie totale al 2° piano
mq
950
ARCHITETTURA PREFABBRICATA
Sintesi ideale e di qualità tra progetto architettonico e tecnologia della prefabbricazione
« Petra rappresenta una sintesi d’eccellenza tra l’idea architettonica di un grande progettista e il patrimonio di conoscenza di un’impresa che sa utilizzare a 360 gradi la tecnologia della prefabbricazione. » Partendo infatti dall’impiego per la piastra del modulo base del sistema cantina 6x6, sviluppato in anni di esperienza dalla nostra azienda, ed integrandolo con una serie di elementi appositamente progettati e realizzati per il corpo cilindrico della costruzione, abbiamo tradotto l’intuizione architettonica dell’Arch. Mario Botta con un utilizzo totale della tecnologia della prefabbricazione in calcestruzzo e del legno lamellare. » Questo processo, che ha visto l’Ufficio Tecnico Moretti operare fianco a fianco con l’Arch. Mario Botta per un affinamento reciproco del progetto, ha consentito la realizzazione di un edificio di grande qualità architettonica in tempi certi e con costi predefiniti. »
Moretti Contract si occupa, in qualità di “general contract”, di assolvere integralmente alla realizzazione di opere di notevole impegno architettonico e realizzativo in molteplici campi dell’edilizia moderna, nonché eseguire direttamente interventi di recupero ambientale e riqualificazioni/ristrutturazioni anche molto impegnative dal punto di vista storico-urbanistico. Moretti Contract dispone di proprie risorse qualificate, per seguire ogni progetto: dal piano di fattibilità, all’impiego di prefabbricati in cemento e legno lamellare, alle strutture in opera, all’impiantistica e alle finiture, anche nel caso di situazioni che richiedono specifiche esperienze artigianali. Moretti Contract si è resa protagonista di realizzazioni estremamente significative nei vari settori di intervento in cui opera: edifici industriali dove l’architettura diventa funzionale agli impianti di produzione, centri commerciali con una forte personalità e capaci di valorizzare il tempo libero oltre che fare shopping, cantine e industrie enologiche fra le più avanzate e famose nel mondo, ristrutturazione e riqualificazione di immobili e aree diventati luoghi di incontro e relax celebrati per il loro stile e la loro vivibilità.
La sinergia del Gruppo Moretti
Moretti Contract si avvale dell’esperienza specialistica e della produttività, in un costante dialogo sinegico, delle altre realtà industriali del Gruppo Moretti, MORETTI PREFABBRICATI e MORETTI INTERHOLZ. Questa organizzazione industriale in grado di risolvere direttamente, con proprie risorse, ogni tipo di richiesta nei più diversi settori di intervento, con una significativa ottimizzazione di tutti i parametri operativi: tempi, costi, affidabilità qualitativa e risultati. La sola realtà capace in Italia di integrare al proprio interno cemento armato e legno lamellare.