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S.I.PRE.M.

ISIRAIN

TRATTAMENTO ACQUE METEORICHE e PRIMA PIOGGIA

TRATTAMENTO ACQUE METEORICHE e PRIMA PIOGGIA ISIRAIN - S.I.PRE.M.

ISIRAIN - Impianti di trattamento delle acque meteoriche di dilavamento e acque di prima pioggia

ISIRAIN è un impianto di trattamento per acque meteoriche di dilavamento provenienti da aree esterne impermeabilizzate di stabilimenti industriali, realizzato con vasche e pozzetti in c.a.v. da S.I.PRE.M. S.r.l..
Infatti, per la normativa vigente in materia di tutela delle acque - in particolare l’art. 113 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 - vi è l’obbligo di trattamento delle acque meteoriche per le quali vi sia il rischio di dilavamento da superfici impermeabili scoperte di sostanze pericolose o di sostanze che creano pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici.
Inoltre, le acque di dilavamento successive a quelle di prima pioggia, che dilavano dalle pertinenze di stabilimenti industriali e che non recapitano in fognatura, devono essere sottoposte, prima del loro smaltimento, ad un trattamento di grigliatura, disoleazione e dissabbiatura.
L'impianto è composto da vasche circolari monolitiche prefabbricate in c.a.v. carrabile, comprensivo di pozzetti prefabbricati in c.a.v. di arrivo e campionamento delle acque meteoriche, tubazioni di collegamento in pvc, filtro a coalescenza con otturatore a galleggiante e solette di copertura prefabbricate in c.a.v. del tipo carrabile per strade di 1a categoria dotate di passo d’uomo e chiusino classe D400.
L’impianto è costruito dalla S.I.PRE.M. S.r.l., azienda dotata di Sistema di Qualità Aziendale conforme alla norma UNI EN ISO 9001:2000 certificato da ICMQ ed è dimensionato secondo quanto previsto dalla norma UNI EN 858 parte 1 e 2.

Maggiori informazioni del produttore su ISIRAIN
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File CAD S.I.PRE.M. Sistema ISIRAIN

Montauto esterno, pianta modello standard


File: .dwg (Autocad 2004)

Peso: 72 Kb

  Approfondimento

Impianto di trattamento acque meteoriche ISIRAIN


Descrizione e funzionamento

L’impianto proposto dalla S.I.PRE.M. S.r.l. prevede il trattamento continuo delle acque meteoriche di dilavamento ed è composto da:

  • un pozzetto di arrivo delle acque meteoriche da trattare; 
  • un sedimentatore (costituito da una o più vasche circolari f 2500);
  • un disoleatore (costituito da una vasca circolare f 2500 con filtro a coalescenza);
  • un pozzetto di campionamento delle acque meteoriche trattate.


Durante ogni evento meteorico, l’acqua raccolta sui piazzali esterni impermeabilizzati viene convogliata attraverso un sistema di canali, muniti di griglia per la separazione del materiale grossolano, in un pozzetto di arrivo e da qui all’impianto di trattamento per subire il processo depurativo.
Nel sedimentatore, costituito da una o più vasche circolari collegate in serie, avvengono i processi fisici di decantazione e di flottazione.
Nella decantazione le sabbie, le morchie e i microresidui metallici si depositano sul fondo mentre le particelle oleose durante la fase di flottazione risalgono in superficie.
In condizioni normali avremo tre strati: sabbie sul fondo, acqua al centro ed olii in superficie. Il sedimentatore ha la funzione di dissabbiatore; esso riceve l’acqua meteorica raccolta sui piazzali e ne rallenta la velocità, facilitando così la sedimentazione dei materiali pesanti in essa presenti (terriccio, sabbie e morchie).
Dal sedimentatore l’acqua passa nel disoleatore tramite un tubo con curva che porta l’acqua sul fondo del disoleatore rallentandone così la velocità.
Nel disoleatore, per effetto fisico della gravità, risalgono in superficie circa il 90% degli oli minerali liberi contenuti nell’acqua mentre l’acqua chiarificata attraversa il filtro a coalescenza e si immette nella condotta di scarico.
Nell’attraversamento del filtro, le microparticelle oleose sfuggite al galleggiamento e trasportate dall’acqua coalescono formando sospensioni più consistenti che si separano risalendo in superficie.
A valle del disoleatore è posizionato un pozzetto per il campionamento delle acque meteoriche trattate prima del loro scarico nel corpo recettore.


Tipologie di impianto SIPREM ISIRAIN

Di seguito sono riportate le tipologie di impianto standard prodotte dalla S.I.PRE.M. S.r.l.

Dimensione nominale impianto

Sedimentatore

Disoleatore

Filtro a coalescenza
(l/s)

Accumulo oli

Area servita*
(m2)

N.

(tipo)

N.

(tipo)

ISIRAIN 3

0

integrato con il disoleatore

1

f 2500

3

interno al disoleatore

540

ISIRAIN 6

0

integrato con il disoleatore

1

f 2500

6

interno al disoleatore

1080

ISIRAIN 10

1

f 2500

1

f 2500

10

interno al disoleatore

1800

ISIRAIN 20

1

f 2500

1

f 2500

20

interno al disoleatore

3600

ISIRAIN 30

1

f 2500

1

f 2500

30

interno al disoleatore

5400

ISIRAIN 50

2

f 2500

1

f 2500

50

interno al disoleatore

9000

ISIRAIN 100

3

f 2500

1

f 2500

100

interno al disoleatore

18000


* I dati riportati sono relativi ad una intensità di pioggia pari a 0,0056 l/s·m2 (ossia 20 mm di pioggia per m2 nei primi 60 minuti)


Altri possibili utilizzi della VASCA CIRCOLARE

Grazie alla sua monoliticità è possibile realizzare:
  • disoleatori e separatori di grassi
  • cisterne per accumulo acqua
  • stazioni di sollevamento


Voce di capitolato

Impianto di trattamento per acque meteoriche di dilavamento provenienti da aree esterne impermeabilizzate di stabilimenti industriali, tipo ISIRAIN realizzato con vasche circolari monolitiche prefabbricate in c.a.v. del tipo carrabile per strade di 1a categoria, comprensivo di pozzetti prefabbricati in c.a.v. di arrivo e campionamento delle acque meteoriche, tubazioni di collegamento in pvc, filtro a coalescenza con otturatore a galleggiante e solette di copertura prefabbricate in c.a.v. del tipo pedonabile e/o carrabile per strade di 1a categoria dotate di passo d’uomo ed idoneo chiusino in ghisa. L’impianto è costruito da azienda dotata di Sistema di Qualità Aziendale conforme alla norma UNI EN ISO 9001:2000 certificato da ICMQ ed è dimensionato secondo quanto previsto dalla norma UNI EN 858 parte 1 e 2.

  Caratteristiche Tecniche

Approfondimento normativo

La normativa vigente in materia di tutela delle acque prevede l’obbligo di trattamento delle acque meteoriche per le quali vi sia il rischio di dilavamento da superfici impermeabili scoperte di sostanze pericolose o di sostanze che creano pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici.
In particolare l’art. 113 del Decreto Legislativo 3 aprile 2006 n. 152 (titolo III, capo IV: Ulteriori misure per la tutela dei corpi idrici) afferma che:

  • Ai fini della prevenzione di rischi idraulici ed ambientali, le Regioni, previo parere del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio, disciplinano e attuano:
  • le forme di controllo degli scarichi di acque meteoriche di dilavamento provenienti da reti fognarie separate;
  • i casi in cui può essere richiesto che le immissioni delle acque meteoriche di dilavamento, effettuate tramite altre condotte separate, siano sottoposte a particolari prescrizioni, ivi compresa l'eventuale autorizzazione.
  • Le acque meteoriche non disciplinate ai sensi del comma 1 non sono soggette a vincoli o prescrizioni derivanti dalla parte terza del presente decreto.
  • Le Regioni disciplinano altresì i casi in cui può essere richiesto che le acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne siano convogliate e opportunamente trattate in impianti di depurazione per particolari condizioni nelle quali, in relazione alle attività svolte, vi sia il rischio di dilavamento da superfici impermeabili scoperte di sostanze pericolose o di sostanze che creano pregiudizio per il raggiungimento degli obiettivi di qualità dei corpi idrici.
  • È comunque vietato lo scarico o l'immissione diretta di acque meteoriche nelle acque sotterranee.

La Regione Puglia, con Deliberazione di Giunta del 19 giugno 2007, n. 883, ha adottato, ai sensi dell’art. 121 del D. Lgs. n. 152/2006, uno specifico progetto di “Piano di tutela delle Acque”.
Gli aspetti più rilevanti di tale piano sono legati, ovviamente, alla riformulazione delle definizioni che la Regione Puglia introduce con la volontà di voler chiarire e meglio puntualizzare gli aspetti che, sia le disposizioni del vecchio PIANO Direttore, approvato con Decreto n. 191/CD/A del 13 giugno 2002, che quelle introdotte col Decreto n. 282/CD/A del 21 novembre 2003, continuavano, a livello locale, a rimanere nell’incertezza.
Di seguito si riportano alcune delle definizioni riformulate con il suddetto PTA:

Acque di prima pioggia: “le prime acque meteoriche di dilavamento relative ad ogni evento meteorico preceduto da almeno 48 ore di tempo asciutto, per un’altezza di precipitazione uniformemente distribuita:

  • di 5 mm per superfici scolanti aventi estensione, valutata al netto delle aree a verde e delle coperture non carrabili, inferiore a 10.000,00 m2;
  • compresa tra 2,5 mm e 5,0 mm per superfici di estensione maggiore di 10.000,00 m2, valutate al netto delle aree a verde e delle coperture non carrabili, in funzione dell’estensione dello stesso bacino correlata ai tempi di accesso alla vasca di raccolta”.

Stabilimenti industriali:

    • le aree, calcolate al netto delle coperture non carrabili e delle aree a verde, aventi una superficie superiore a 2.000 m2 costituenti pertinenze di edifici ed installazioni in cui si svolgono le seguenti attività:
      • Industria petrolifera
      • Industria chimica
      • Trattamento e/o rivestimento dei metalli
      • Concia e tintura delle pelli e del cuoio
      • Produzione della pasta carta, della carta e del cartone
      • Produzione dei pneumatici
      • Aziende tessili che eseguono stampa, tintura e finissaggio di fibre tessili
      • Produzione di calcestruzzo
      • Aree intermodali (n.d.r. aeroporti, porti e scali merci)
      • Autofficine
      • Carrozzerie
      • Depositi di rifiuti, centri di raccolta e/o trasformazione degli stessi
      • Depositi di rottami
      • Depositi di veicoli destinati alla demolizione.
    • Le superfici scolanti destinate al carico e alla distribuzione dei carburanti ed operazioni di vendita delle stazioni di servizio per autoveicoli;
    • Le superfici scolanti specificatamente destinate al deposito, al carico, allo scarico, al travaso delle sostanze di cui alle tabelle 3/A e 5 dell’allegato 5 al D.Lgs. 152/99.

Relativamente alla disciplina ed al trattamento delle acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne, il PTA della Regione Puglia prevede quanto segue:
le acque di prima pioggia e di lavaggio delle aree esterne che dilavano dalle pertinenze di stabilimenti industriali, di cui alla definizione, devono essere raccolte in vasche a tenuta stagna e sottoposte ad un trattamento depurativo appropriato in loco tale da conseguire:

  • il rispetto dei limiti di emissione previsti dalla tab. 3 di cui all’allegato 5 del D.Lgs. 152/99, per le immissioni in fogna e nelle acque superficiali;
  • il rispetto dei limiti di emissione previsti dalla tab. 4 di cui all’allegato 5 del D.Lgs. 152/99, nel caso di scarico sul suolo.

Inoltre, le acque di dilavamento successive a quelle di prima pioggia, che dilavano dalle pertinenze di stabilimenti industriali e che non recapitano in fognatura, devono essere sottoposte, prima del loro smaltimento, ad un trattamento di grigliatura, disoleazione e dissabbiatura.


Sanzioni previste

[art. 133, comma 9 – D.Lgs. 152/06]
Chiunque non ottempera alla disciplina dettata dalle Regioni ai sensi dell'articolo 113, comma 1, lettera b), è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da millecinquecento euro a quindicimila euro.

[art. 137, comma 9 – D.Lgs. 152/06]
Chiunque non ottempera alla disciplina dettata dalle Regioni ai sensi dell'articolo 113, comma 3 (ossia chiunque apra o comunque effettui nuovi scarichi di acque reflue industriali, senza autorizzazione, oppure continui ad effettuare o mantenere detti scarichi dopo che l'autorizzazione sia stata sospesa o revocata), è punito con l'arresto da due mesi a due anni o con l'ammenda da millecinquecento euro a diecimila euro.

   Photo gallery
TRATTAMENTO ACQUE METEORICHE e PRIMA PIOGGIA ISIRAIN - S.I.PRE.M.
  Le sedi e gli stabilimenti produttivi


S.I.PRE.M. S.r.l.
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Divisione Strutture – Sede Legale
S.P. Fondo Valle Basentello, km 10
75010 Grottole (MT)
Tel. e Fax 0835 758186 - 0835 758849
P.Iva 00573840774

Produce:

Sistemi strutturali in c.a.p.
- strutture prefabbricate in c.a.p. per edilizia civile, industriale, sportiva e agricola
- travi da ponte
- pannelli di facciata in cls


______________________________________________

Divisione Manufatti
S.S 96 - Z.I. Mellitto
70025 Grumo Appula (BA)
Tel/Fax 080 602319

Produce:

Blocchi in calcestruzzo
Elementi per fognature e impianti di depurazione
Elementi per arredo stradale e urbano


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