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ALFABETO DELL'ECOHAUS
Più economico, più pulito, sostenibile
Oggi il 90% circa dell'approvvigionamento energetico
mondiale proviene da fonti non rinnovabili: petrolio,
carbone, gas naturale, uranio. Le fonti rinnovabili, compresa
la biomassa, restano penultime nella graduatoria dell'utilizzo
energetico.
I combustibili fossili a buon mercato costituiscono ancora
il fulcro della società moderna. Il potere decisionale
in materia di approvvigionamento e fissazione dei prezzi
dell'energia si concentra in sempre meno mani e spesso
in regioni politicamente instabili.
L'uso inefficiente dei combustibili fossili mette a rischio
l'approvvigionamento energetico e la qualità della
nostra vita. Inoltre contribuisce ai problemi di inquinamento
dell'aria e alle emissioni di gas serra. Per quanto a
molti possa apparire sorprendente, la più ampia
fonte di energia non è il petrolio, ma il risparmio
energetico.
Il "sesto carburante" - ossia il risparmio
energetico ottenibile mediante un migliore isolamento
- costituisce potenzialmente il maggior fattore di risparmio
in questo senso. Il sesto carburante è economico,
pulito e soprattutto sostenibile. Migliora la qualità
della vita e il comfort abitativo. Crea posti di lavoro.
È tecnologicamente più che collaudato e
non richiede ricerche ad altissima tecnologia.
Ma la cosa più importante è che il sesto
carburante costituisce una risorsa praticamente non sfruttata.
Il vostro edificio il
consumatore energetico più vorace?
Gli edifici sono i maggiori consumatori di energia, responsabili
di oltre il 40% dell'utilizzo energetico nell'Unione Europea.
Riscaldamento, raffreddamento e condizionamento costituiscono
le principali cause dell'inefficienza nell'utilizzo energetico.
Esiste quindi un ampio potenziale di risparmio energetico
ancora non sfruttato. Oggi è possibile costruire
una casa "passiva" qualitativamente perfetta
ed economicamente abbordabile, che impiega il 90% di energia
in meno rispetto alla casa media europea - e l'80% di
energia in meno rispetto alla moderna casa standard conforme
ai più avanzati regolamenti edilizi europei. Il
costo di costruzione di una casa "passiva" ben
coibentata, ripartito sul ciclo di vita è basso.
Un edificio può durare 100 o più anni, e
spesso per molte persone rappresenta il maggiore investimento
di tutta una vita. Ciò nonostante le istituzioni,
le imprese edilizie e i proprietari di immobili rinunciano
non solo ad un possibile quanto massiccio risparmio energetico,
ma anche alla maggiore qualità ambientale offerta
da una casa provvista di un elevato comfort termico, di
una buona ventilazione e di altre soluzioni "passive"
intelligenti.
I vecchi stabili sono i maggiori responsabili dello spreco
di energia. I dati del rapporto di verifica energetica
della Danimarca mostrano che 3 proprietari di immobili
su 4 potrebbero risparmiare denaro coibentando adeguatamente
e rendendo più efficienti, da un punto di vista
energetico, le loro case. I benefici del sesto carburante
sono ovvi. Benefici che potremo rendere tangibili migliorando
le nostre case attraverso un efficiente isolamento.
L'IMPORTANZA DELL'ISOLAMENTO
NEGLI EDIFICI
Nel corso degli ultimi due decenni, EURIMA (European Insulation
Manifacturers Association) ha studiato lo sviluppo degli
standard d'isolamento termico in nuovi edifici europei.
Normalmente, studi di tale genere si sono concentrati
sullo spessore (mm) dell'isolamento con lane minerali,
progettato e usato nelle nuove costruzioni. Un'indagine
d'aggiornamento completata nel 2001 ha mostrato un continuo
progresso negli standard d'isolamento in vari paesi, soprattutto
in Europa centrale. Forse non è sorprendente vedere
che, per via delle loro condizioni climatiche, i paesi
scandinavi, capeggiati dalla Svezia, ritengono che la
propria posizione sia di preminenza, mostrando al resto
dell'Europa la strada da seguire. Il Sud continua a restare
indietro, nonostante le normative europee richiedano migliori
standard per soddisfare gli obiettivi di Kyoto. Lo stesso
vale per lo spessore isolante delle pareti e dei tetti.
Sebbene questi studi passati diano una descrizione accurata
della situazione, l'aspetto dello spessore isolante è
piuttosto semplicistico: non mira ad appesantire i paesi,
né prende in considerazione i loro rispettivi climi.
In questo nuovo studio, sono state rianalizzate le cifre
relative ai vari paesi per prendere in considerazione
la popolazione e i gradi giorno, ovvero il numero di giorni
l'anno in cui è necessario usare il riscaldamento.
Tutte le prestazioni vengono paragonate ai livelli svedesi.
Così espressi, i risultati mettono in evidenza
il maggiore potenziale di risparmio energetico in alcuni
paesi settentrionali, ma indicano chiaramente che gli
sforzi principali devono concentrarsi nel Sud e nei
paesi aventi una vasta popolazione. Si possono realizzare
anche notevoli progressi in quasi tutti i paesi europei
aumentando gli standard dello spessore isolante per pareti
e tetti. Ad esempio, se gli standard isolanti svedesi
fossero impiegati in paesi quali il Belgio, la Spagna
e l'ltalia, si otterrebbero risparmi energetici fino al
90%. Lo stesso vale per I'intera Europa, dove si potrebbero
ottenere risparmi superiori al 50%. I paesi con vaste
popolazioni, quali il Regno Unito, la Germania, la Francia,
la Spagna e I'ltalia, hanno il potenziale più elevato
di risparmio energetico. La perdita d'energia totale derivante
dalle case calcolata si basa sulle normative attualmente
in vigore per nuove costruzioni. Tuttavia, molti edifici
vecchi hanno un isolamento ridotto o addirittura inesistente
ed è qui che si ha un potenziale più elevato
di risparmio. Per ottenere una cifra più realistica
della perdita effettiva, o del potenziale risparmio energetico,
imputabile agli edifici, si potrebbe applicare un fattore
di moltiplicazione di due a quattro.
Se si presume che gli standard di vita miglioreranno,
soprattutto nell'Europa meridionale, si prevede una richiesta
d'inasprimento dei livelli d'isolamento dal momento che
il consumo energetico aumenterà per via, ad esempio,
del maggior utilizzo dell'aria condizionata. A meno che
gli standard non migliorino, il consumo d'energia richiesto
per avere livelli ottimali nelle case supererà
i risparmi energetici ottenuti grazie ai livelli d'isolamento
esistenti.
Si sa che l'utilizzo energetico degli edifici equivale
ad oltre il 40% di tutte le emissioni di CO2 in Europa,
ma solo l'Austria e il Regno Unito hanno in programma
di ottenere risparmi del 40% nel settore dell'edilizia.
Quindi, la sfida è continuare ad esercitare pressione
sulla legislazione nazionale per migliorare gli standard
d'isolamento. Gli studi contemporanei sugli atteggiamenti
pubblici verso il riscaldamento globale e i mutamenti
climatici indicano una scarsa consapevolezza della critica
importanza dell'isolamento degli edifici per l'ambiente.
È chiaro che, tutt'oggi, la gente non capisce che
le loro singole azioni per migliorare l'isolamento degli
edifici può avere un impatto significativo sulla
riduzione delle emissioni di CO2.
Conclusioni:
Sono ancora elevati i potenziali risparmi energetici
derivanti da maggiori livelli d'isolamento in edifici
nuovi ed esistenti.
Il Sud d'Europa e sopratutto i paesi popolati hanno
il potenziale più alto.
l valori di trasmittanza termica U per tetti e
pareti di, rispettivamente, 0,10 W/m²K e 0, 15 W/m²K,
dovrebbero essere standard per le nuove costruzioni in
tutti i paesi europei e possibilmente per gli edifici
esistenti.
Potenziali risparmi nel consumo energetico delle
case potrebbero equivalere alla maggior parte (o possibilmente
al totale) della riduzione delle emissioni di CO2 necessarie
per soddisfare gli obiettivi di Kyoto.
L'aumento degli standard di vita potrebbe compensare
i risparmi dei livelli d'isolamento esistenti.
Dossier tratto dal libro di Attilio Carotti, edito da Libreria Clup
"La casa passiva - costruzione & struttura" |
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