Dispositivi di vincolo dinamico per il Museo Nazionale
delle Arti del XXI Secolo (MAXXI)

La tecnologia dei dispositivi di vincolo dinamico è stata un valido aiuto per effettuare un almeno parziale adeguamento sismico in corso d’opera di una struttura di notevole complessità architettonica e strutturale, progettata prima dell’emanazione della nuova normativa sismica, che ha modificato la classificazione sismica di Roma da non sismica a sismica di terza categoria.

Il Museo Nazionale delle Arti del XXI Secolo, più noto con la sigla MAXXI, è attualmente in costruzione nel quartiere Flaminio a Roma, in via Guido Reni, nell’area dell’ex Caserma Montello, in disuso da tempo.
Il progetto architettonico è dell’architetto anglo-irachena Zaha Hadid, vincitrice del concorso di idee bandito dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il museo è concepito come un complesso intreccio di percorsi sinuosi destinati a ospitare gallerie, auditorium e spazi commerciali; l’idea principale che informa il progetto è infatti quella di un campus urbano. I lavori di costruzione sono iniziati nel marzo 2003.
Il progetto originale era dunque precedente all’emanazione dell’OPCM 3274, e dunque non rispettava alcuna normativa sismica, essendo Roma a quel tempo non classificata come zona sismica.
A seguito della nuova classificazione di Roma come zona sismica di terza categoria, la committenza ha chiesto l’adeguamento sismico della struttura all’OPCM 3274, che non è tuttavia risultato possibile in toto a causa della complessa configurazione architettonica.
Si è così deciso di effettuare un “parziale adeguamento sismico”, reso comunque particolarmente difficoltoso dalla configurazione geometrica di questo edificio di grandi dimensioni, con diversi corpi di fabbrica in parte affiancati, ma spesso sovrapposti ed anche intersecati e compenetrati. Il progetto prevedeva fin dall’inizio, al fine di limitare le coazioni indotte dalle variazioni termiche, la separazione dei diversi corpi di fabbrica con giunti strutturali, che tuttavia, a causa della complessa configurazione geometrica di cui si è detto, spesso non sono disposti semplicemente su un piano verticale, ma sono sfalsati da quota a quota e corrono anche su piani orizzontali. Ciascun corpo di fabbrica separato da tali giunti risultava non in grado di sopportare le azioni sismiche indipendentemente dagli altri, soprattutto a causa delle notevoli eccentricità e dei conseguenti notevoli effetti torsionali. Si è così deciso di utilizzare dispositivi di vincolo dinamico in corrispondenza dei giunti di dilatazione termica, in modo da collegare i vari corpi di fabbrica e migliorare così il comportamento sismico della struttura nel suo insieme, riducendo gli effetti torsionali.
L’eccentricità della struttura nel suo insieme è infatti molto minore di quella dei singoli corpi di fabbrica. L’utilizzo dei dispositivi di vincolo dinamico ha anche consentito di mantenere contenuta la dimensione dei giunti strutturali, che altrimenti sarebbe dovuta essere notevolmente accresciuta per evitare il martellamento tra i vari corpi di fabbrica in caso di sisma.
Sono stati utilizzati 98 dispositivi di vincolo dinamico, con forza di progetto pari a 100, 250 e 500 kN, e spostamento massimo pari a±25 mm.
Oltre ai dispositivi di vincolo dinamico, sono stati utilizzati anche apparecchi di appoggio, installati in corrispondenza dei giunti orizzontali tra corpi sovrapposti. Alcuni sono apparecchi di appoggio speciali, ad assetto variabile.

Alberto Viskovic (alberto.viskovic@tin.it)
Aymen Herzalla (aymen@libero.it)
M.Gabriella Castellano (maria.gabriella.castellano@fip-group.it)

La scheda di cantiere

Committente Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Direzione Generale per l’Architettura e l’Arte Contemporanee
Progetto architettonico Zaha Hadid Limited

Progetto esecutivo e costruttivo

A.T.I. “MAXXI 2006 S.C.R.L.”
Mandataria Italiana Costruzioni S.p.A.
Mandante

SAC-Società Appalti Costruzion S.p.A. in collaborazione con
Studio SPC-Società di progettazione e controlli S.r.l.

Impresa MAXXI 2006 S.C.R.L.

Dossier a cura di FIP INDUSTRIALE