ALLA SCOPERTA DELLA LANA DI VETRO

La lana di vetro è un materiale isolante naturale, ecologico, sicuro, con un ottimo comportamento al fuoco, resistente all'acqua e all'umidità, inalterabile nel tempo sia nelle sue proprietà che nelle sue dimensioni, con elevatissime performance nell'isolamento termico e acustico. Per queste ragioni, in molti Paesi del mondo, è la prima scelta in fatto di isolamento. Saint-Gobain Isover isola 1 tetto su 2 in Europa e una casa su 5 negli Stati Uniti.
In Italia, tuttavia, la lana di vetro è ancora scarsamente utilizzata.
Le ragioni dello scarso impiego in edilizia della lana di vetro nel nostro Paese sono probabilmente da ricercare nella scarsa e inesatta informazione attorno a questo prodotto.
Eppure, la lana di vetro, rispetto ad altri materiali isolanti utilizzati nel nostro Paese, ci aiuta a risparmiare energia preziosa per il nostro pianeta, ad ottenere elevati standard di comfort acustico ed è un materiale sicuro in caso di incendio.

I plus della lana di vetro
Vediamo nel dettaglio quali sono i plus della lana di vetro.

» È un materiale ecologico e naturale
Sì perché la lana di vetro, seppur realizzata artificialmente dall'uomo, è al 90% prodotta con materie prime inorganiche, che risultano reperibili in natura in quantità praticamente infinite.
Per produrla si arriva ad utilizzare per oltre il 60% materiali di riciclo (ad esempio bottiglie di vetro) e tra i componenti principali ricordiamo la silice, ovvero la comunissima sabbia. Al contempo gli scarti di produzione sono estremamente modesti, tali da essere assimilati ai comuni rifiuti urbani, mentre per quanto attiene al riciclo della lana di vetro è in costante aumento l'introduzione degli scarti ad esempio nei mattoni perché ciò li rende più adatti all'isolamento. Altri impieghi riguardano la realizzazione dell'asfalto drenante e il riempimento delle pareti metalliche di roulotte, camper e in futuro di aerei.
Infine vi è da considerare che la quantità di energia necessaria a produrre la lana di vetro è nettamente inferiore a quella richiesta a molti degli altri materiali isolanti (rapporto 1 a 3).

» E' il n° 1 per l'isolamento acustico
Trattandosi di un materiale poroso a celle aperte, la lana di vetro offre ottime caratteristiche di isolamento e di assorbimento acustico.
Infatti, permette di evitare la trasmissione acustica da un locale all'altro, diminuisce l'ampiezza delle vibrazioni acustiche, riduce l'intensità della trasmissione sonora e limita le riflessioni sonore nello stesso locale, riducendo il tempo di riverberazione. Ecco perché ad esempio, nelle multisale cinematografiche, viene usata quasi esclusivamente la lana di vetro.

» E' l'isolante che offre il miglior rapporto costo/prestazioni termiche
A parità di prestazioni termiche, la lana di vetro ha un costo nettamente inferiore a quello di molti altri isolanti. Garantisce minor perdita di calore, minori consumi di riscaldamento e meno inquinamento per tutti al minor costo possibile.

» Resiste all'acqua e all'umidità
La lana di vetro, anche se inzuppata di acqua, una volta asciugata, riacquista le proprie caratteristiche termiche, acustiche e meccaniche.
Ciò avviene perché i pannelli sono trattati con un procedimento particolare che investe ogni fibra al livello elementare. Anche nei confronti dell'umidità, viene considerata non "idrofila" e quindi non corre il rischio di perdere le sue doti di isolante termico, acustico e di tenuta meccanica persino in presenza di forte umidità.

» Dura nel tempo
Perché è un materiale inorganico che garantisce l'inalterabilità nel tempo delle sue caratteristiche termiche, acustiche e meccaniche.
E ciò a differenza delle schiume che, a causa degli agenti di espansione usati per produrle, si degradano nelle loro caratteristiche termiche e dimensionali.

» E' un materiale sicuro in caso di incendio
Al contrario dei materiali isolanti derivati dal petrolio che, in caso di incendio, sviluppano fumi altamente tossici ed opachi, fra i quali i cianuri, la lana di vetro non rivestita, essendo sostanzialmente inorganica, è riconosciuta come non combustibile e non sprigiona fumi tossici.
In particolare, dal 1° marzo 2003 i materiali Saint-Gobain Isover, nudi o rivestiti di veli di vetro, hanno ottenuto la classe al fuoco europea (EUROCLASSI) A2 - s1, d0.
Ciò significa che, oltre a non essere combustibile, la lana di vetro non provoca fumi tossici e non forma gocciole incandescenti, potenzialmente pericolose per le persone durante l'incendio.
Queste sono caratteristiche fondamentali perché - più che per le ustioni causate dalle fiamme - la maggior parte delle vittime di incendi muore per asfissia o è colpita da inalazioni tossiche provocate dal fumo o da goccioline incandescenti rilasciate dall'isolante che si scioglie.
Fra l'altro le fibre di lana di vetro iniziano a fondersi a una temperatura compresa fra i 1.000 e i 1.500 °C, mentre i derivati del petrolio si degradano a temperature decisamente più basse.

» negli ambienti di lavoro e di vita
Con l'obiettivo di garantire il rispetto delle condizioni igienico-ambientali, secondo quanto stabilito dalla normativa vigente (626), gli ambienti di lavoro (siti produttivi) vengono periodicamente controllati da personale qualificato di Istituzioni pubbliche e private.
"Anche per le fibre aerodisperse" - dichiara il Prof. Gaetano Cecchetti, Ordinario in Chimica dell'ambiente e dei beni culturali presso la Facoltà di Scienze Ambientali dell'Università degli Studi di Urbino - "i controlli si svolgono con modalità standard, adottando la metodica proposta dall'Organizzazione Mondiale della Sanità2, campionando l'aria ambiente, per determinare la concentrazione dell'inquinante in aria e raffrontando il valore di concentrazione trovato con dei limiti che sono fissati da organismi internazionali. In Italia in mancanza di limiti ufficiali nazionali, si utilizzano quelli adottati dall'ACGIH (American Conference of Governmental Industrial Hygienists (Associazione degli Igienisti Industriali Americani) definiti TLV (Threshold Limit Values) che sono dei valori di concentrazione ponderata, su otto ore di lavoro e per 40 ore settimanali".
"Per le fibre di lana di vetro" - continua Cecchetti - " il valore limite è di 1 fibra/cm3. I valori di concentrazione media trovati in molte indagini ambientali sono stati da 10 a 100 volte più bassi e quindi ampiamente inferiori al limite".
"Per quanto riguarda gli ambienti confinati, coibentati con lane di vetro" - conclude Cecchetti - "si sono rilevate situazioni migliori rispetto agli ambienti di lavoro, in quanto le concentrazioni sono decisamente più basse almeno di un fattore dieci. Per quanto riguarda la presenza nell'ambiente di vita, in generale, le indagini condotte hanno dimostrato, nei casi peggiori, valori intorno a qualche fibra per litro di aria ma in molti casi le fibre non sono state distinte tra quelle minerali naturali e quelle minerali sintetiche. Le basse concentrazioni trovate di fibre minerali sintetiche sono comunque da riferire alla natura delle fibre stesse che tendono a rompersi longitudinalmente e quindi con il tempo a perdere la caratteristica di fibra che deve avere un rapporto lunghezza/diametro almeno pari a 3 e ciò indipendentemente dalle caratteristiche di inalabilità e respirabilità".

» Lana di vetro come il tè
In funzione dei suoi plus rispetto agli altri materiali isolanti (vedi Tabella 1 in allegato) la lana di vetro dovrebbe essere - come avviene in tutto il resto del mondo, ad eccezione dell'Italia - la prima scelta in fatto di isolamento.
Se ciò non avviene anche nel nostro Paese è perché probabilmente per anni ci si è erroneamente basati su alcuni sospetti che hanno collegato la lana di vetro alle fibre di amianto e, allo stesso tempo, perché si è parlato poco dei suoi vantaggi.
Tuttavia, al giorno d'oggi e sulla base di 600 studi scientifici condotti sulle lane minerali in Europa e a livello internazionale, non è stato possibile dimostrarne l'impatto sulla salute dell'uomo. La Commissione Europea ha pubblicato la direttiva 97/69CE che determina le condizioni di esonero dalla classificazione cancerogena delle lane minerali se il prodotto soddisfa sia le esigenze di biopersistenza sia le caratteristiche geometriche stabilite nella direttiva.
Vari test effettuati da laboratori riconosciuti hanno dimostrato che i prodotti Saint-Gobain Isover, grazie alle loro proprietà, soddisfano pienamente le condizioni di esonero dalla classificazione cancerogena della direttiva europea.

La posizione dello IARC
Inoltre lo IARC, Organismo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) che ha la missione di coordinare e condurre ricerche sulle cause del cancro negli esseri umani e di sviluppare strategie per il suo controllo, il 16 ottobre 2001 ha preso l'importante decisione di declassare le MMVF (Man Made Vitreous Fibres), ovvero le lane di vetro, di roccia e di scoria nel gruppo 3. Questo significa che il rischio cancerogeno della lana di vetro è pari a quello del tè e pertanto, assolutamente inesistente.
In ogni caso, prima di questa decisione la lana di vetro era classificata nel gruppo 2B e, in termini di rischio sanitario, era equiparata al caffè e ai sottaceti.
Cita, infatti, testualmente il comunicato dello IARC: "Un gruppo scientifico di lavoro costituito da 19 esperti provenienti da 11 paesi diversi ha concluso la sua rivalutazione circa il rischio cancerogeno derivante da fibre artificiali vetrose".
"Studi epidemiologici pubblicati nel corso degli ultimi 15 anni non forniscono prove di aumentati rischi di cancro ai polmoni o di mesotelioma derivanti da esposizione sul lavoro durante la fabbricazione di questi materiali e mancanza completa di prove di qualsiasi rischio cancerogeno".


Dossier a cura di: ISOVER