L’isolamento delle coperture piane
Soluzioni applicative


Copertura piana continua, con isolamento termico a tetto caldo e
protezione pesante mobile in ghiaia.



POS. ELEMENTO MATERIALE
1 Supporto di base monolitico (solaio di copertura) Laterocemento, tirato superficialmente a frattazzo fine e comunque rifinito e preparato per essere adatto a ricevere la posa dei successivi strati costituenti il sistema di copertura.
2 Strato d’imprimitura Emulsione bituminosa, stesa su tutta la superficie di copertura. L’applicazione dello strato successivo avverrà solo dopo la completa essiccazione di quello d’imprimitura
3 Freno o strato barriera al vapore Guaina bituminosa con incorporata una lamina d’alluminio puro più velo vetro, posata in aderenza sullo strato precedente mediante termofusione del compound della faccia inferiore e saldata sui sormonti sempre per termofusione ottenuta con fiamma prodotta da bruciatore a gas propano.
4 Elemento di collegamento Spalmatura di bitume ossidato fuso steso, con spazzolone
5 Isolante Pannello Roofbac in lana di roccia vulcanica ad alta densità posato in aderenza sul supporto strutturale di base mediante termofusione.
I pannelli di forma rettangolare saranno posti a “quinconce”, ossia sfalsati in corrispondenza di uno dei due lati lunghi. Il lato più lungo sarà messo trasversalmente alla lunghezza dei teli delle membrane costituenti l’elemento di tenuta.
6-7 Elemento di tenuta Due strati di membrana bituminosa.
La prima membrana sarà stesa a secco sullo strato precedente saldando e sigillando a fiamma solo i punti di sovrapposizione.La seconda membrana verrà applicata direttamente sulla prima mediante rinvenimento a fiamma.
I rotoli del 2° strato dell’elemento di tenuta verranno posati longitudinalmente a quelli del 1° strato, con uno sfalsamento trasversale avente dimensione ≥ a quella della larghezza della giunzione di saldatura.
Le giunzioni di testa del 2° strato avranno uno sfalsamento longitudinale, rispetto a quelle del 1° strato, con dimensione ≥ a quella della larghezza della giunzione di saldatura.
8 Strato separatore Film di polietilene a bassa densità, posato a secco sullo strato precedente, con sormonti sovrapposti per circa 20 cm.
9 Strato filtrante Feltro NT sintetico imputrescibile, posato a secco sullo strato precedente, con sormonti sovrapposti di 20 cm. 200 g/m2
10 Strato di protezione pesante mobile Ghiaia tonda lavata, senza presenza di terriccio o sabbia, stesa sciolta



Copertura piana con supporto di base in lamiera grecata e autoprotezione dello strato di tenuta apportata in scaglie d’ardesia.


POS. ELEMENTO MATERIALE
1 Supporto di base frazionato (solaio di copertura) Lamiere grecate zincate
2 Isolante Pannelli Roofbac rivestiti sulla faccia superiore con uno strato di bitume ossidato ricoperto con film plastico termofusibile (adatto a favorire l’incollaggio a caldo degli strati costituenti l’elemento di tenuta), posati con fissaggio meccanico sul supporto di base, mediante dei gruppi di fissaggio completi di vite autofilettante e rondella.
Particolare cura sarà posta nel calcolo del numero e nel posizionamento dei fissaggi per garantire la resistenza dello strato all’azione d’estrazione del vento, in funzione alla dislocazione geografica, all’altezza ed alla forma geometrica della copertura.
In condizioni normali si consiglia:
N° 4 fissaggi/m2 per i pannelli posti nella zona centrale
N° 6 fissaggi/m2 per i pannelli posti nella zona lungo il perimetro
N° 8 fissaggi/m2 per i pannelli posti nella zona ad angolo
3 1° strato dell’elemento di tenuta Membrana bituminosa, posata in aderenza sullo strato isolante mediante termofusione e saldata sui sormonti sempre per termofusione ottenuta con fiamma prodotta da bruciatore a gas propano.
Le sovrapposizioni delle giunzioni di saldatura dei teli della membrana saranno di 8÷10 cm in senso trasversale (giunzioni laterali) e di 12÷15 cm in senso longitudinale (giunzioni di testa)
4 2° strato dell’elemento di tenuta Membrana bituminosa autoprotetta sulla faccia superiore con scaglie d’ardesia di colore grigio naturale.
La membrana sarà posata in aderenza sullo strato precedente mediante termofusione e saldata sui sormonti sempre per termofusione ottenuta con fiamma prodotta da bruciatore a gas propano.
I rotoli del 2° strato dell’elemento di tenuta saranno posati longitudinalmente a quelli del 1° strato, con sfalsamento trasversale avente dimensioni ≥ a quella della larghezza della giunzione di saldatura.
Le giunzioni di testa del 2° strato avranno uno sfalsamento longitudinale, rispetto a quelle del 1° strato con dimensione ≥ a quella della larghezza della giunzione di saldatura.
Prima di realizzare le sovrapposizioni di testa dovrà essere asportata lo strato d’ardesia (con utilizzo di fiamma e cazzuolino caldo) dalla zona interessata dalla saldatura.



Copertura piana con isolamento termico a tetto caldo ed elemento di tenuta protetto da quadrotti prefabbricati in cemento armato posati su appositi sostegni.


POS. ELEMENTO MATERIALE
1 Supporto di base monolitico (solaio di copertura) Cls. armato, tirato superficialmente a frattazzo fine e comunque rifinito per essere adatto a ricevere la posa dei successivi strati costituenti il sistema di copertura ed eventuale massetto di pendenza
2 Strato d’imprimitura Soluzione bituminosa, stesa a rullo o a spazzolone su tutta la superficie di copertura interessata dal sistema di copertura. L’applicazione dello strato successivo avverrà solo dopo la completa essiccazione dello strato d’imprimitura.
3 Freno o strato barriera al vapore Guaina bituminosa con incorporata una lamina d’alluminio puro più velo vetro, posata in aderenza sullo strato precedente mediante termofusione del compound della faccia inferiore e saldata sui sormonti sempre per termofusione ottenuta con fiamma prodotta da bruciatore a gas propano.
4 Strato di collegamento Spalmatura di bitume ossidato fuso steso, con spazzolone.
5 Isolante Pannelli Roofbac, in lana di roccia vulcanica ad alta densità con superficie superiore rivestita da uno strato di bitume, posati mediante incollaggio a caldo.
I pannelli di forma rettangolare saranno posizionati sfalsati in corrispondenza dei lati lunghi; questi ultimi saranno messi trasversalmente alla lunghezza dei teli delle membrane costituenti l’elemento di tenuta.
6 1° strato dell'elemento di tenuta Membrana bituminosa, posata in aderenza sullo strato isolante mediante termofusione e saldata sui sormonti sempre per termofusione ottenuta con fiamma prodotta da bruciatore a gas propano.
Le sovrapposizioni delle giunzioni di saldatura dei teli della membrana saranno di 8÷10 cm in senso trasversale (giunzioni laterali) e di 12÷15 cm in senso longitudinale (giunzioni di testa)
7 2° strato dell'elemento di tenuta Membrana bituminosa armata. La membrana sarà posata in aderenza sullo strato precedente mediante termofusione e saldata sui sormonti sempre per termofusione ottenuta con fiamma prodotta da bruciatore a gas propano.
I rotoli del 2° strato dell’elemento di tenuta saranno posati longitudinalmente a quelli del 1° strato, con sfalsamento trasversale avente dimensioni ≥ a quella della larghezza della giunzione di saldatura.
Le giunzioni di testa del 2° strato avranno uno sfalsamento longitudinale, rispetto a quelle del 1° strato con dimensione ≥ a quella della larghezza della giunzione di saldatura.
8 Strato di separazione Film di polietilene a bassa densità, posato a secco sullo strato precedente, con sormonti semplicemente sovrapposti per circa 20 cm
9 Strato di protezione Quadrotti prefabbricati in cls, posati su appositi sostegni in materiale plastico, quale strato finale di copertura.
Lungo i perimetri interni ed esterni i quadrotti verranno posizionati distanziati d’alcuni cm dai risvolti verticali, in modo da consentire la realizzazione della pavimentazione il più possibile priva di tagli perimetrali.
In questo modo si creerà anche un giunto perimetrale che potrà assorbire le dilatazioni termiche estive della pavimentazione.


Copertura a falde inclinate con isolamento termico a tetto caldo ed elemento di tenuta protetto da tegole.


POS. ELEMENTO MATERIALE
1 Supporto di base monolitico (solaio di copertura) Latero cemento, tirato superficialmente a frattazzo fine, rifinito e preparato per essere adatto a ricevere la posa dei successivi strati costituenti il sistema di copertura, previa realizzazione di un opportuno dente d’arresto lungo la linea di gronda, allo scopo di contrastare la componente di spinta esercitata dal manto di copertura e dai carichi accidentali.
2 Strato d’imprimitura Soluzione bituminosa, stesa a rullo o a spazzolone su tutta la superficie di copertura interessata dal sistema di copertura. 200 g/m2
3 Freno o strato barriera al vapore Guaina bituminosa con incorporata una lamina d’alluminio puro più velo vetro, posata in aderenza sullo strato precedente mediante termofusione del compound della faccia inferiore e saldata sui sormonti sempre per termofusione ottenuta con fiamma prodotta da bruciatore a gas propano.
4 Isolante Pannelli Roofbac, in lana di roccia vulcanica ad alta densità con superficie superiore rivestita da uno strato di bitume ossidato ricoperto con film plastico termofusibile, adatto a favorire l’incollaggio a caldo degli strati costituenti l’elemento di tenuta.
I pannelli rettangolari accostati l’uno all’altro a giunti sfalsati, sono posati, in singolo strato, con fissaggio meccanico sul supporto strutturale di base, mediante gruppi di fissaggio completi di vite autofilettante e rondella o incollati mediante spalmatura di bitume ossidato.
5 Elemento di tenuta Membrana bituminosa, posata in aderenza sullo strato isolante mediante termofusione e saldata sui sormonti sempre per termofusione ottenuta con fiamma prodotta da bruciatore a gas propano.
Le sovrapposizioni delle giunzioni di saldatura dei teli della membrana saranno di 8÷10 cm in senso trasversale (giunzioni laterali) e di 12÷15 cm in senso longitudinale (giunzioni di testa).
6 Strato di protezione pesante fissa Coppe o tegole di laterizio fissate, una fila ogni due o tre allo strato precedente mediante cordoli di malta cementizia.
La scelta dei sistemi di fissaggio sia dei isolante che dello strato di protezione sarà dettata dalla tipologia della copertura e dalle condizioni di ventosità e piovisià della zona di ubicazione.



Copertura continua con isolamento termico a tetto caldo e protezione leggera in vernice.


POS. ELEMENTO MATERIALE
1 Supporto di base monolitico (solaio di copertura) Cls. armato alleggerito con pignatte, tirato superficialmente a frattazzo fine e comunque rifinito e preparato per essere adatto a ricevere la posa dei successivi strati costituenti il sistema di copertura.
  Strato di pendenza Massetto di cls. realizzato in opera direttamente sul supporto di base monolitico con utilizzo di malta cementizia (sabbia e cemento).
2 Strato d’imprimitura Soluzione bituminosa, stesa a rullo o a spazzolone su tutta la superficie di copertura interessata dal sistema di copertura. L’applicazione dello strato successivo avverrà solo dopo la completa essiccazione dello strato d’imprimitura.
3 Freno o strato barriera al vapore Guaina bituminosa con incorporata una lamina d’alluminio puro più velo vetro, posata in aderenza sullo strato precedente mediante termofusione del compound della faccia inferiore e saldata sui sormonti sempre per termofusione ottenuta con fiamma prodotta da bruciatore a gas propano.
4 Strato di collegamento Spalmatura di bitume ossidato fuso steso, con spazzolone
5 Isolante Pannelli Roofbac, in lana di roccia vulcanica ad alta densità con superficie superiore rivestita da uno strato di bitume, posati mediante incollaggio a caldo.
I pannelli di forma rettangolare saranno posizionati sfalsati in corrispondenza dei lati lunghi; questi ultimi saranno messi trasversalmente alla lunghezza dei teli delle membrane costituenti l’elemento di tenuta.
6 1° strato dell'elemento di tenuta Membrana bituminosa, posata in aderenza sullo strato isolante mediante termofusione e saldata sui sormonti sempre per termofusione ottenuta con fiamma prodotta da bruciatore a gas propano.
Le sovrapposizioni delle giunzioni di saldatura dei teli della membrana saranno di 8÷10 cm in senso trasversale (giunzioni laterali) e di 12÷15 cm in senso longitudinale (giunzioni di testa).
7 2° strato dell'elemento di tenuta Membrana bituminosa armata. La membrana sarà posata in aderenza sullo strato precedente mediante termofusione e saldata sui sormonti sempre per termofusione ottenuta con fiamma prodotta da bruciatore a gas propano.
I rotoli del 2° strato dell’elemento di tenuta saranno posati longitudinalmente a quelli del 1° strato, con sfalsamento trasversale avente dimensioni ≥ a quella della larghezza della giunzione di saldatura.
Le giunzioni di testa del 2° strato avranno uno sfalsamento longitudinale, rispetto a quelle del 1° strato con dimensione ≥ a quella della larghezza della giunzione di saldatura
8 Strato di protezione leggera In pittura a base di pigmenti d’alluminio disperso in veicolo sintetico bituminoso.