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Bruno Munari

Bruno Munari Designer

Bruno Munari

Bruno Munari

Designer

Milano (MI)

Profilo di Bruno Munari

Bruno Munari (Milano 1907-1998) è stato "uno dei massimi protagonisti dell’arte, del design e della grafica del XX secolo", dando contributi fondamentali in diversi campi dell’espressione visiva (pittura, scultura, cinematografia, disegno industriale, grafica) e non visiva (scrittura, poesia, didattica) con una ricerca poliedrica sul tema del movimento, della luce e dello sviluppo della creatività e della fantasia nell’infanzia attraverso il gioco. Bruno Munari è figura eclettica tra le più importanti del Novecento italiano e, assieme allo spaziale Lucio Fontana, Bruno Munari domina la scena milanese degli anni cinquanta-sessanta, quelli del boom economico, in cui nasce la figura dell’artista operatore-visivo che diventa consulente aziendale e che contribuisce attivamente alla rinascita industriale italiana del dopoguerra. Munari partecipa fin da giovanissimo al futurismo, dal quale si distacca con senso di leggerezza e umorismo, inventando la "macchina aerea" (1930), primo mobile nella storia dell’arte, e, tra le realizzazioni più emblematiche, le "macchine inutili" (dal 1933), meccanismi con cui egli ha sperimentato le possibilità percettive, precorrendo così Munari l'optical art. Verso la fine degli anni '40 fonda il MAC (Movimento per l'arte concreta) quale coalizzatore delle istanze astrattiste italiane prospettando una sintesi delle arti, in grado di affiancare alle arti figurative tradizionali nuovi strumenti di comunicazione, dimostrando così una possibile convergenza di industriali e artisti, di arte e tecnica. Nel 1947 realizza "Concavo-convesso", una delle prime installazioni nella storia dell’arte, di poco precedente all’ambiente nero che Lucio Fontana presenta nel 1949 alla Galleria Naviglio di Milano. È il segno evidente che è ormai matura la problematica di un’arte che si fa ambiente e in cui il fruitore è sollecitato in modo multi-sensoriale e non solo mentalmente. Nel 1950 realizza la pittura proiettata attraverso composizioni astratte racchiuse tra i vetrini delle diapositive e scompone la luce grazie all’uso del filtro Polaroid realizzando nel 1952 la pittura polarizzata, che presenta al MoMA nel 1954 con la mostra Munari’s Slides. È considerato uno dei protagonisti dell’arte programmata e cinetica, e per la sua grande ed intensa creatività e per la molteplicità delle sue attività, sfugge ad ogni definizione e catalogazione.

Attività
  • DESIGN

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