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Rinforza con i sistemi Mapei certificati CIT

I sistemi di rinforzo Mapei hanno ottenuto il CIT

I primi sistemi Mapei ad aver ottenuto il CIT includono i tessuti in fibra di carbonio della gamma MAPEWRAP e le lamine pultruse in fibra di carbonio della gamma CARBOPLATE. Diverse grammature di tessuti nei formati e nelle configurazioni a te più congeniali e un’intera serie di lamine a prestazioni meccaniche crescenti per permetterti di scegliere la soluzione migliore per il tuo progetto. Mapei continua la qualifica dei suoi prodotti, includendo sempre più soluzioni per offrirti sempre più possibilità di intervento.
Scopri i sistemi qualificati su mapei.it

Mapei mette a disposizione sul proprio sito tutta la documentazione necessaria ai Progettisti, ai Direttori dei Lavori e alle Imprese Applicatrici. Puoi scaricare direttamente dalle “pagine di prodotto” dei sistemi qualificati il CIT, la Dichiarazione di Conformità alla Linea Guida, la Scheda Tecnica di Sistema e il Manuale di preparazione e applicazione. La divisione di Rinforzo strutturale è a tua disposizione per fornirti tutta l’assistenza di cui hai bisogno per la progettazione del rinforzo con software di calcolo gratuiti e consulenza per l’avvio cantiere.

Il CIT: cos'è e perchè è richiesto

Le Norme Tecniche per le Costruzioni attualmente vigenti (NTC 2008 – D.M. 14 gennaio 2008) prescrivono all’art. 11.1 che tutti i materiali e prodotti da costruzione per uso strutturale, quando non marcati CE ai sensi del Regolamento (UE) n.305/2011 o tramite Benestare Tecnico Europeo (ETA), devono essere in possesso di un Certificato di Idoneità Tecnica all’impiego (CIT) rilasciato dal Servizio Tecnico Centrale sulla base di Linee Guida approvate dal Consiglio Superiore dei lavori pubblici. I materiali sprovvisti di tali certificati non posso essere utilizzati.
La Linea Guida emanata dal CSLL.PP (Linea Guida per la identificazione, la qualificazione ed il controllo di accettazione di compositi fibrorinforzati a matrice polimerica (FRP) da utilizzarsi per il consolidamento strutturale di costruzioni esistenti) con il DPCS LL.PP. n. 220 del 9.7.2015 è il documento che fornisce le indicazioni su come identificare, qualificare e controllare i sistemi FRP che vengono impiegati negli interventi di rinforzo strutturale.Essa è indirizzata principalmente ai Produttori di tali sistemi, che devono provare la validità delle soluzioni da loro proposte, e ai Direttori dei Lavori, che hanno la responsabilità di controllare e accettare il materiale in cantiere.

Tale Linea Guida sostituisce le prescrizioni contenute in quella precedente, datata 2009 (Linee guida per la Progettazione, l'Esecuzione ed il Collaudo di Interventi di Rinforzo di strutture di c.a., c.a.p. e murarie mediante FRP) la quale aveva integrato sotto forma di norma le esistenti Istruzioni CNR-DT 200/2004 (oggi CNR-DT 200 R1/2013) Istruzioni per la Progettazione, l’Esecuzione ed il Controllo di Interventi di Consolidamento Statico mediante l’utilizzo di Compositi Fibrorinforzati - Materiali, strutture di c.a. e di c.a.p., strutture murarie, rimaste ad oggi pienamente valide come indicazioni per la progettazione degli interventi di rinforzo con FRP.

La nuova Linea Guida è valida solo ed esclusivamente per i sistemi FRP composti da “fibre lunghe e continue di vetro, carbonio o arammide, ed immerse in una matrice polimerica termoindurente” (cfr. Linea Guida cap. 2). Sono quindi esclusi dal processo di qualifica i rinforzi realizzati con fibre di diversa natura (per esempio basalto e acciaio) o con matrici di diversa natura (per esempio malte).

La linea Guida fa riferimento a due tipologie di sistemi FRP:

Sistemi di rinforzo preformati (precured systems):
costituiti principalmente da elementi a forma di lastre sottili (lamine o nastri) preparati in stabilimento mediante pultrusione, o altri processi produttivi di comprovata validità tecnologica, e successivamente incollati in cantiere alla membratura da rinforzare con collanti forniti dallo stesso Produttore. Sono escluse le barre e gli elementi di altre sezioni, differenti da quella rettangolare sottile.

Sistemi di rinforzo impregnati in situ (wet lay-up systems): costituiti da fogli o tessuti di fibre uni o multi-direzionali, impregnati direttamente in cantiere con resina polimerica, che può fungere anche da adesivo al substrato interessato dall’intervento di rinforzo.

Attenzione: non a caso la Linea Guida parla di qualifica di sistema e non di singoli prodotti.

Un rinforzo strutturale con FRP può essere effettuato solo utilizzando fibre e matrici tra loro compatibili commercializzate dallo stesso Fornitore, il quale ne attesta, mediante le numerose prove richieste dalla Linea Guida stessa, l’efficacia. Per ogni tipologia di sistema, le LG individuano una serie di classi, distinte in funzione dei valori minimi nominali di modulo elastico e resistenza a trazione per natura della fibra, che forniscono una prima distinzione prestazionale tra le svariate soluzioni proposte dal mercato. All’interno di tali classi, trovano però spazio soluzioni con caratteristiche meccaniche e prestazioni anche molto differenti tra loro. Per meglio distinguerle, quindi, vengono lasciati in chiaro all’interno degli stessi certificati CIT le specifiche proprietà meccaniche (medie e caratteristiche) dei sistemi. In questo modo il Progettista che studia l’intervento di rinforzo può decidere di progettare o secondo la classe o secondo le effettive prestazioni del sistema prescelto.

Il Produttore dei sistemi di rinforzo FRP deve rispettare le prescrizioni contenute nella Linea Guida per la qualificazione dei suoi sistemi, quali:

  • prove meccaniche di qualifica a condizioni standard, a cicli gelo-disgelo e a invecchiamento
  • prove e controlli periodici sulla produzione
  • identificazione e rintracciabilità dei singoli componenti
Il Direttore dei Lavori ha invece l’obbligo di rispettare tutte le prescrizioni riguardanti l’accettazione in cantiere dei singoli prodotti componenti i sistemi. In particolare, anche se con alcune differenze tra sistemi preformati e sistemi realizzati in situ, il DL deve:
  • campionare lamine, tessuti e resine per ogni lotto fornito
  • richiedere all’Applicatore i documenti di sua competenza

  • fare eseguire le prove da un Laboratorio di cui all’art. 59 del DPR 380/2001, con comprovata esperienza e dotato di strumentazione adeguata ed entro 30 giorni dalla fornitura
  • prevedere eventuali prove aggiuntive se i valori meccanici dei provini non rientrano nei valori tabellari delle classi corrispondenti
  • verificare la completezza della documentazione di accompagnamento della fornitura nonché la corrispondenza della stessa ai prodotti effettivamente pervenuti in cantiere
  • in caso di sistemi realizzati in situ, deve far preparare direttamente in cantiere un campione di tessuto impregnato seguendo le istruzioni di corretta realizzazione fornite dal Produttore stesso e quindi inviarlo al Laboratorio incaricato.

La documentazione, predisposta dal Produttore, che deve accompagnare la fornitura controllata dal DL è la seguente:

  • Certificato di Idoneità Tecnica all’impiego (CIT) specifico per il sistema fornito
  • Dichiarazione di Conformità del sistema a quanto previsto dalla Linea Guida
  • Scheda Tecnica del sistema
  • Manuale di preparazione e applicazione del sistema
  • Documento di trasporto (DDT) attestante l’appartenenza del prodotto fornito al sistema coperto da CIT.

Scheda Tecnica di sistema e Manuale devono inoltre essere scaricabili direttamente dal sito del Produttore.
Ulteriori prescrizioni della Linea Guida (e del CIT) riguardano infine gli Applicatori. Essi devono:

  • applicare il rinforzo in FRP seguendo le indicazioni contenute nelle Schede Tecniche e nei Manuali di preparazione e applicazione forniti e redigere una dichiarazione di conformità dell’installazione a tali documenti
  • possedere un attestato di qualificazione che comprovi la loro capacità di esecuzione di tali tipologie di interventi.

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mapei
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via Cafiero, 22
20158 - Milano (MI)
Tel: +39 02 376731
www.mapei.com
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