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Condono edilizio - Comune di Roma

DM

Buongiorno a tutti,


chiedo un vostro aiuto sulla mia seguente situazione.


Nel 2004 ho ampliato il mio appartamento (comune di Roma) tramite chiusura della loggia.

Ho presentato sempre nel 2004, avvalendomi del condono edilizio 2003-2004, la "domanda relativa alla definizione degli illeciti edilizi" al Comune.

Ho pagato contestualmente l'oblazione (calcolata in 961 €) e oneri accessori (€ 769,85).


Non ho mai ricevuto alcuna risposta dal Comune.


A distanza di 16 anni, ora sto per vendere l'appartamento.

Ho ricontattato l'architetto che curo' la pratica e mi ha detto che - anche andando a riprendere la pratica negli archivi comunali - è difficile che la sanatoria venga concessa perchè - a suo dire - nella mia zona si tende a negare la concessione di sanatorie per abusi edilizi (sebbene la mia precisa abitazione non interessi vincoli paesaggistici, etc.).

Puo' essere davvero cosi?


Quindi lui suggeriva: o di convincere la banca dell'acquirente per erogare il mutuo nello stato attuale; oppure di ripristinare lo stato precedente (che per me comporterebbe pero' notevoli costi e svalutazione dell'immobile).


Qualche vostro consiglio?


Grazie


Davide

 
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Salve Davide,

dalla presentazione della domanda di condono e nei successivi anni

ha mai ricevuto delle richieste di integrazione della documentazione?

ha mai ricevuto delle richieste di integrazione relativa ai pagamenti?

le sono stati mai chiesti dei chiarimenti?

se si, lei le ha presentante nei tempi stabiliti?


Come sa per la concessione del titolo abilitativo edilizio in sanatori vanno versate

A) l'oblazione stabiliti dall'articolo 32, comma 33, del d.l. 269/2003

B) oneri concessori?

A+ B vanno versate in 3 rate, ha rispettato le tempistiche?


Il comune di Roma non l'ha mai contattata per il rilascio o il diniego del provvedimento?


La LR che ha recepito il la legge sull'ultimo condono d.l. 269/2003 è la L.R. 08 Novembre 2004, n. 12, che cita all'art. 6: 

"La presentazione della domanda e della relativa documentazione, il pagamento degli oneri

concessori e dell’oblazione, la presentazione delle denunce di cui all’articolo 32, comma 37, del d.l. 269/2003 e successive modifiche, con le modalità e nei termini previsti dalla normativa vigente, nonché la mancata adozione di un provvedimento negativo del comune entro i trentasei mesi dalla data di scadenza del versamento della terza rata relativa agli oneri concessori prevista dall’ articolo 7, comma 2, lettera b), numero 2), equivalgono a titolo abilitativo edilizio in sanatoria. "


dal pagamento della terza rata e nei successivi 3 anni ha mai ricevuto o le è stato chiesto qualcosa?


Se si sono verificate queste condizioni le suggeriamo di accertarsi presso l'ufficio condoni del comune di Roma lo stato di avanzamento della sua pratica, risulta essere ancora inevasa? si è conclusa e lei semplicemente non lo sa? 

Nel caso, a distanza di 16 anni, risultasse ancora inevasa, "per evitare le richieste sine die come se il procedimento fosse sempre pendente, l'interessato potrebbe far valere la maturazione del silenzio-assenso sulla domanda di sanatoria, e diffidando il Comune a rilasciare il provvedimento di sanatoria".( soprattutto se non gli è stata mai chiesta alcuna integrazione)


Per quanto riguarda la sua idea, dubitiamo che la banca rilasci un mutuo per un immobile con uno stato di fatto illegittimo, ad oggi i mutui per le banche sono degli investimenti rischiosi, per questo richiedono molte garanzie.

Al tempo stesso va detta, che la posizione giuridica in merito all'abuso sanabile è quella di non rendere nulla la commercialità dell'immobile. Ma questo deve essere oggetto di accordo anche tra parte venditrice e acquirente

https://www.edilportale.com/news/2019/10/normativa/un-immobile-abusivo-%C3%A8-commerciabile_72571_15.html

 
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6 giorni fa
DM

@edilportale.com Grazie mille per l'utile risposta.


Rispondo alle sue domande.

Il Comune non mi ha mai contattato, nè ha mai richiesto documentazione integrativa. L'ultimo documento ufficiale a mie mani è la timbratura di protocollo della pratica al momento del deposito della domanda.


Il pagamento è stato fatto entro i tempi. E' stato pagato integralmente al momento della domanda in unica soluzione ("tabella 1.a" 951 euro + "tabella 3" 759,85 euro). Nella documentazione vidimata dal Comune risulta "importo residuo: zero" e "importo seconda e terza rata: zero").


Ascolto volentieri il suo consiglio di chiedere aggiornamenti all'ufficio condoni e la ringrazio per l'utile riferimento normativo.


Grazie

 
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6 giorni fa

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