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Padova. Aldo Rossi e la Ragione. Architetture 1967-1997

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Alessandro Dei Rossi
7 Giu 2019, 19:34

Scrive in risposta ad una news pubblicata da Edilportale, il 4 Giu 2019 (Chiudi News)
Padova. Aldo Rossi e la Ragione. Architetture 1967-1997
La ricerca del fare architettura in 150 opere originali

04/06/2019 - La mostra “Aldo Rossi e la Ragione. Architetture 1967-1997”, curata da Cinzia Simioni e Alessandro Tognon con la Fondazione Aldo Rossi, presenta una selezione di architetture progettate e costruite dall’architetto milanese che costituisce ancora oggi un riferimento imprescindibile per la ricerca e lo studio della scienza urbana.

Allestita nel magnifico Salone di Palazzo della Ragione, uno degli archetipi architettonici di Rossi, l’esposizione si sviluppa cronologicamente dagl i anni Sessanta agli anni Novanta, attraverso oltre centocinquanta opere originali tra studi, dipinti, disegni e modell i: dal Monumento ai Partigiani di Segrate (1965-1967) alla Scuola elementare “Salvatore Orrù” di Fagnano Olona (1972-1976), dal Municipio di Borgoricco (1983-1988) alla ricostruzione del Teatro La Fenice di Venezia (1996).

L’estesa cronologia progettuale presenta 34 architetture diverse e si arricchisce di alcuni oggetti di design, degli scritti e dei documenti fotografici e filmici. Al suo interno, quattro progetti sono sviluppati in altrettante sale e presentati attraverso gli studi, i disegni, i modell i, i reperti e i documenti video.
Le quattro architetture emblematicamente conducono il visitatore dagli esordi di Rossi, con il Cimitero di San Cataldo a Modena (1971-1978), all’affermazione della sua iconicità, con il Teatro del Mondo a Venezia (1979), fino all’internazionalizzazione con il Complesso alberghiero e ristorante Il Palazzo a Fukuoka (1987-1989) e il progetto di concorso per il Deutsches Historisches Museum di Berlino (1988).

“Aldo Rossi e la Ragione” è un tributo a quella “ragione” tanto ricercata da Aldo Rossi, in grado di determinare la funzione degli spazi e delle forme nel progetto architettonico, sviluppando quei criteri che ne rendono possibile una relazione profonda con il contesto, anche in chiave futura. Il titolo della mostra è anche un omaggio al monumento di Padova che ha saputo reinventarsi nei secoli pur mantenendo intatta la sua identità formale, diventando esempio eccellente di architettura urbana.

L’opportunità di ospitare l’esposizione negli spazi del Palazzo della Ragione è anche coerente con la visione umanistica, ancor prima che architettonica, di Rossi, che nel suo libro L’architettura della città scrisse:

«In tutte le città d’Europa esistono dei grandi palazzi, o dei complessi edilizi, o degli aggregati che costituiscono dei veri pezzi di città e la cui funzione è difficilmente quella originaria. Io ho presente ora il Palazzo della Ragione di Padova. Quando si visita un monumento di questo tipo si resta sorpresi da una serie di questioni che ad esso sono intimamente legate; e soprattutto si resta colpiti dalla pluralità di funzioni che un palazzo di questo tipo può contenere e come queste funzioni siano per così dire del tutto indipendenti dalla sua forma e che però è proprio questa forma che ci resta impressa, che viviamo e percorriamo e che a sua volta struttura la città».




Ci sarò!!
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