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passaggio tubazioni "non proprie" in pavimentazione appartamento, cosa fare?

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simona F.
2 Ago 2019, 14:07

Buon giorno,
ho acquistato da poco un appartamento in un edificio, che in tempi lontani (anni 60) era un unica casa, vecchia cascina. E che successivamente è stato rialzato di un piano e suddiviso in 6 appartamenti (2 per piano: terra, primo e secondo).
io mi trovo nel piano centrale. ora con le opere di demolizione, sotto i pavimenti sono comparsi dei tubi in ferro che conducono attraversando il pavimento di casa mia (da perimetro mio esterno ad appartamento confinante) l'acqua agli appartamenti sottostanti e sovrastanti ( anche non allineati a me, ma attraversando tutta la pavimentazione).
In atto di vendita non erano menzionate nessuna servitù.
come mi devo comportare per essere tutelata?
i tubi non servono me, ma altri appartamenti, possono essere considerati condominiali? sono una servitù dei singoli alloggi che servono?
mi chiedo, inoltre, le spese per la sostituzione (attuali perché sono vecchi) e lavori di manutenzione in caso di futuri guasti, di chi sono? sono a carico mio?
posso chiedere che vengano spostati fuori dal mio appartamento?
le domande sono molte, mi scuso.
mi servirebbe , anche solo capire, a livello legale come chiamare questa situazione.
grazie molte
Simona F.
   
Redazione Edilportale
2 Ago 2019, 17:05

Esistono varie servitù:
- servitù coattive e volontarie
- servitù affermative e negative
- servitù permanenti e temporanee
- servitù continue o discontinue
- servitù apparenti e non apparenti, a seconda che esistano o meno opere visibili e permanenti destinate al servizio del fondo dominante;
- servitù tipiche e atipiche
in merito alla sua domanda la invitiamo a leggere la Sentenza della Corte di Cassazione n. 14292/2017, una sentenza non è una legge e quindi applicabile a tutti e a tutti i casi ma sicuramente crea un precedente e per cause successive simili può essere utilizzata come riferimento.
"il caso è quello di un condòmino che in occasione di alcuni lavori nel proprio appartamento, rilevava la presenza di una tubazione idrica condominiale nella zona sottostante il pavimento del proprio alloggio. Pertanto, lo stesso, contestando l’esistenza di una servitù, chiedeva che il condominio fosse condannato alla rimozione della tubazione."
Il caso è arrivato in cassazione, la quale si è espressa sul ricorso del ricorrente in questo modo:
La corte respinge il ricorso presentato dal condòmino, reputando che la tubatura idrica costituisca un’opera oggettivamente visibile (sia pur occasionalmente) e quindi conferma che la servitù sia sorta per destinazione del padre di famiglia.
Secondo la Corte, la servitù è sorta per destinazione del padre di famiglia (art. 1062 c.c.), nel momento in cui l’originario ed unico proprietario dell’immobile, che aveva dato luogo (con la predisposizione della tubatura) alla corrispondente situazione di fatto, ha venduto i singoli appartamenti.
Secondo la corte si trattava di una servitù apparente (art. 1061 c.c.)
Affinché una servitù sia apparente, le opere permanenti devono essere “visibili dal fondo servente”. La visibilità dal fondo servente è, dunque, un’ipotesi normale ma non per questo esclusiva, essendo sufficiente che le opere destinate all’esercizio della servitù siano visibili anche solo SALTUARIAMNETE ed OCCASIONALMENTE.



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