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Recupero sottotetto dichiarato in concessione edilizia inaccessibile

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didocopa71
21 Ago 2019, 15:24

Si dispone di un sottotetto di proprietà esclusiva dell'appartamento sottostante (come da rogito notarile), dichiarato nei prospetti in pianta e sezione della Concessione Edilizia quale "Sottotetto Inaccessibile".
Nasce il problema se è possibile il recupero abitativo (regione Lombardia), laddove ricorrano i requisiti di altezza minima e media ponderale e del rapporto aeroilluminante, o anche ai soli fini di ripostiglio laddove non ricorrano i suddetti requisiti, con collegamento diretto con l'abitazione sottostante.
Da alcune verifiche pare esistano 2 tipologie di problemi: esiste nello stato di fatto una scala in legno che collega il vano scala al solaio (quindi estena all'abitazione di proprietà) che non risulta dai prospetti comunali (necessità quindi di essere sanata attraverso un recupero minimo di volumetria), il Comune asserisce inoltre che il recupero del sottottettto andrebbe ad aumentare la volumetria della costruzione, oltre i MC consentiti applicando gli indici di urbanizzazione attuali in rapporto a quelli originari del 1980.
Il sottotetto ha una altezza massima al colmo di circa 2.70, ha una solaio portante ed una copertura in laterizio e cemento.
Grazie per un parere in base a quanto disposto dalle leggi vigenti in tema.
   
Redazione Edilportale
30 Ago 2019, 17:00

il recupero dei sottotetti a fini abitativi, nella regione Lombardia è normato dalla Legge Regionale 11 marzo 2005, n. 12, precisamente agli artt. 63-65

prima di tutto lei deve verificare che sia l'altezza ponderale (L’altezza media ponderale si calcola dividendo il volume della parte di sottotetto la cui altezza superi quella minima (nel caso della Lombardia 1,5 metri) per la superficie relativa.) che la superficie pavimentata rispettino i requisiti per definire il locale sottotetto abitabile, Un altro aspetto importante e da considerare è il rapporto aeroilluminante, ovvero il numero di finestre da inserire rispetto alla superficie, che permettono, insieme all’altezza, di rendere la casa abitabile.

La stessa legge all'art. 64 p.to 1 prevede che "gli interventi edilizi finalizzati al recupero volumetrico dei sottotetti possono comportare l’apertura di finestre, lucernari, abbaini e terrazzi per assicurare l’osservanza dei requisiti di aeroilluminazione e per garantire il benessere degli abitanti, nonché, per gli edifici di altezza pari o inferiore al limite di altezza massima posto dallo strumento urbanistico (ma a quanto pare nel suo caso siamo già al limite) modificazioni di altezze di colmo e di gronda e delle linee di pendenza delle falde, unicamente al fine di assicurare i parametri di cui all’articolo 63, comma 6. Nei casi di deroga all’altezza massima, l’altezza minima abitabile non può essere superiore a metri 1,50. All’interno dei centri storici e dei nuclei di antica formazione deve essere assicurato il rispetto dei limiti di altezza massima degli edifici posti dallo strumento urbanistico; in assenza di limiti, l’altezza massima deve intendersi pari all’esistente

la presenza della scala non dichiarata negli atti assentiti deve essere oggetto di sanatoria, oppure può ripristinare i luoghi cosi come da concessione andando a eliminarla, al contempo
può realizzare una botola di accesso direttamente dal suo appartamento ma deve valutare per mezzo del tecnico che incaricherà se tutto può essere fatto tramite SCIA.

le consigliamo la lettura di questo nostro articolo:
https://www.edilportale.com/news/2017/09/normativa/sottotetti-e-seminterrati-la-lombardia-punta-sul-recupero-dell-esistente_59870_15.html

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