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Bari - Quegli urbanisti non baresi e il mare perduto
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Bari - Quegli urbanisti non baresi e il mare perduto

Nuove polemiche sull'ecomostro di Punta Perotti

Nemo propheta in patria. In particolare nella città di S. Nicola, notoriamente Amico dei forestieri. Così siamo alla ricerca del grande urbanista per risolvere i problemi del Perotti dopo la sentenza. Già altre volte Bari ha sperimentato grandi urbanisti. Anche se è facile e forse ingeneroso fare delle critiche dopo tanti anni ed esperienze, in un contesto culturale, socioeconomico tanto diverso, resta il fatto che ad un urbanista per quanto bravo, riesce non agevole calarsi nella realtà di una città che non conosce. segue a pagina IX La crescita della città, negli anni del dopo guerra durante i quali si è avuto un vertiginoso sviluppo, è stato affidato prima agli urbanisti Calzabini e Piacentini e successivamente a Ludovico Quaroni. A tutti loro debbo rispetto ed ammirazione; in particolare a Quaroni che ha disegnato (bene) il piano che da quaranta anni ci governa. Piano del quale non siamo stati capaci di realizzare (in 40 anni), le grandi idee di base come le infrastrutture progettate per dare le premesse allo sviluppo della città. Parlo dei due assi principali di scorrimento: la terza mediana bis per collegare la città da Est ad Ovest e l’asse Nord Sud per i collegamenti ortogonali. Nello specifico delle problematiche legate alla sistemazione del nucleo centrale della città, Quaroni prese atto del fatto che, con il precedente piano Calzabini e Piacentini, il centro murattiano aveva subito una prima trasformazione di sostituzione dei fabbricati e scrisse nella relazione di accompagnamento al piano. Nel Borgo Murattiano troppo di recente è stato costruito un alto volume di sostituzione, mentre numerosi sono i lotti disseminati nell’interno del tessuto che non sono stati rinnovati e che non giovano all’aspetto dell’ambiente, perché si possa, da una parte proporsi subito una operazione generale di ridisegno o dall’altra (in considerazione dei lotti semi edificati) di "congelare"in attesa che la dinamica del rapporto suoloedificio torni a consentire una operazione totale del disegno del borgo. In sintesi sia Calzabini, che Piacentini e Quaroni hanno dato scarso valore al Borgo Murattiano. Per cui è stato distrutto un patrimonio irripetibile, senza contare le problematiche di traffico relative ad una maggiore densità edilizia che pesa sulle sezioni stradali, che sono rimaste immutate, con l’aggiunta di una paurosa carenza di parcheggi. Un urbanista locale, con l’amore per l’ambiente nel quale era cresciuto, avrebbe forse avuto maggiore tutela per il centro della sua città? Chissà. Lo stesso urbanista locale, cresciuto e vissuto sul mare, avrebbe forse considerato con diverso approccio la sistemazione della fascia costiera evitando previsioni di zone a carattere terziario direzionale sul mare, con indice 5 e altezze fino a 45 metri.? Chissà. Per inciso, Quaroni prevedeva il porto turistico così. All’estremo opposto occidentale, nei pressi della Fiera del Levante, potrà trovar posto un piccolo porto per imbarcazioni da diporto in aiuto al Porto vecchio ed agli altri di Palese, S. Spirito ecc. Quella serie di pennelli ed attrezzature previste, dal piano regolatore, davanti al lungomare Armando Diaz, che qualcuno invoca a giustificare un porto turistico, costituisce invece la proposta di una sistemazione di quel tratto di costa atta a favorire il contatto con il mare e la sua immediata fruizione mediante piccoli episodi di arredo urbano. Ora si vuole ridisegnare il Perotti! Benissimo si chiami pure il grande urbanista ma perché venga a confrontarsi anche con la professionalità degli architetti ed ingegneri baresi in un concorso di idee. Questi professionisti, proprio di recente, non hanno poi lavorato tanto male in occasione dei Giochi del Mediterraneo malgrado le limitazioni di tempo e risorse finanziarie. E’ importante comunque che il tema del rapporto con il mare non si limiti a quel tratto di costa ma affronti l’intero waterfront da S. Spirito a S. Giorgio. Suggestioni provenienti da Miami e Barcellona non ci portino a dimenticare che Bari è solo Bari con le sue vocazioni, le sue tradizioni, le sue esigenze. Onofrio Mangini
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