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Appalti solo per i cantieri doc
LAVORI PUBBLICI

Appalti solo per i cantieri doc

Per le gare le imprese dovranno essere in regola con il costo del lavoro e le norme sulla sicurezza

Anche il rispetto delle norme sulla sicurezza in cantiere entrano a far parte dei requisiti che le imprese devono dimostrare nella fase di qualificazione delle gare per i lavori pubblici. È una delle novità contenute nella «legge Salvi» sugli appalti pubblici di lavori, forniture e servizi (C7021), approvata martedì in via definitiva dalla Camera. Con questa disposizione, contenuta al quinto comma dell’articolo unico della legge, viene integrato, in sostanza, l’elenco dei requisiti previsti dall’articolo 8 della legge 109/94 (nota come «legge Merloni») e dal regolamento attuativo di quella norma, il Dpr 34/2000 (noto come «regolamento Bargone»). L’impresa potrà far fronte all’obbligo di informazione sul rispetto delle norme, direttamente in sede di gara, mediante autocertificazione.La legge Salvi si propone di fissare alcuni paletti che impediscano la presentazione di offerte al ribasso in gara, da parte delle imprese, sulle voci relative al costo del lavoro e della sicurezza. In particolare, nella predisposizione dei bandi di gara, «gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro». Il parametro di riferimento è costituito, in questo caso, da apposite tabelle elaborate dal ministero del Lavoro, con riferimento ai contratti nazionali di categoria. Qualora non sia applicabile alcun contratto nazionale all’applicazione richiesta, il ministero del Lavoro farà riferimento al contratto «del settore merceologico più vicino a quello preso in considerazione». Le tabelle saranno elaborate in prima battuta dal ministero del Lavoro entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.La legge Salvi si occupa anche della fase della valutazione dell’anomalìa, con due disposizioni, non applicabili, però, agli appalti di lavori. La prima, contenuta al terzo comma dell’articolo unico, invita gli enti appaltanti a «considerare i costi relativi alla sicurezza, che devono essere specificamente indicati e risultare congrui rispetto all’entità e alle caratteristiche dei servizi o delle forniture». Questa deposizione non si applica agli appalti di lavori, già coperti dalla legge Merloni e dalle interpretazioni dell’Autorità di vigilanza che ha ricordato in più occasioni come gli oneri per la sicurezza vadano scorporati e non siano assoggettabili a ribasso. La norma di legge appena approvata non è così rigida e si limita a raccomandare una verifica di congruità. Per questo, vi è un’esclusione esplicita agli appalti regolati dalla legge 109/94, perché, diversamente, si sarebbe potuto pensare a una norma più blanda dei dispositivi già vigenti. Resta il fatto che per servizi e forniture si tratta di una novità.E anche la seconda disposizione sulla verifica delle anomalìe, contenuta al quarto comma, ha un’applicazione limitata, in questo caso ai soli appalti di servizi. Un chiarimento in questo senso è venuto dal relatore del provvedimento in commissione Lavoro, il diessino Roberto Guerzoni, che ha risposto a un parere negativo della commissione Ambiente. «La commissione Lavoro — afferma Guerzoni nella sua relazione all’Aula — ha ritenuto, dopo gli accertamenti svolti, di lasciare invariato il testo del comma, poiché la normativa sugli appalti di lavori pubblici dettata dalla legge Merloni e dai relativi regolamenti attuativi già disciplina analiticamente l’anomalìa delle offerte». È escluso, dunque, che, nella verifica dell’anomalìa delle offerte relative ad appalti di lavori, si possa escludere un’impresa invocando i primi tre commi dell’articolo unico, in particolare lo scostamento dai minimi fissati dal ministero del Lavoro.
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