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Recovery Plan, Draghi: ‘supervisione politica affidata al Governo, operatività agli enti locali’
LAVORI PUBBLICI Recovery Plan, Draghi: ‘supervisione politica affidata al Governo, operatività agli enti locali’
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TARANTO - Marcegaglia produrrà caldaie nello yard di Taranto saranno assunte 200 persone

Saranno investiti 35 miliardi. Assorbiti i lavoratori Soico e Mitem Sud.

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Taranto – Marcegaglia ce l’ha fatta. Nonostante il ferreo ostruzionismo di Riva e nonostante la diffidenza di una parte del sindacato che, tifando con Riva per Fantuzzi, aveva in qualche modo finito col pregiudicare l’assegnazione al Gruppo di un’area dello yard Belleli. Marcecaglia, che aveva mostrato interesse anche per gli stabilimenti Termosud di Gioia del Golle, poi finiti alla Sofinter del Gruppo Macchi, realizzerà a Taranto i suoi investimenti, per la produzione di caldaie industriali, come si era impegnato a fare con l’accordo del 5 ottobre scorso. Solo che lo farà negli stabilimenti della Soico Sud (Gruppo ABB), che dispone di un’area di 56.000 mq e di un autonomo scalo al portuale, e assumerà 200 dipendenti, compresi i 150 attualmente occupati da Soico e Mitem Sud. Questi gli impegni confermati nell’incontro svoltosi ieri sera in prefettura, al quale hanno partecipato Steno e Antonio Marcegaglia, il sindaco di Taranto Rossana Di Bello, i rappresentanti della Soico (gruppo ABB) e dell’autorità portuale, compreso l’attuale commissario prefetto Rino Monaco, e il consigliere economico del Ministro dell’Industria, Francesco Boccia. Dall’alto di un portafoglio ordini peri a 320 miliardi a disposizione della Cct di Gallarate (Varese), l’azienda capofila del Gruppo nel settore energetica del polo industriale, Marcegaglia può guardare con una certa sicurezza alla prospettiva di un insediamento industriale a Taranto (e ai finanziamenti pubblici), che appare oggi addirittura più fattibile e prossimo di quello del Gruppo Fantuzzi, il quale sta tirando un po’ la corda nella prospettiva di acquisire a un prezzo stracciato le strutture Belleli. Infatti pare che non abbia intenzione di presentarsi neanche alla prossima asta indetta dal tribunale! La Cct ha recentemente acquisito commesse da 178 miliardi nel settore energetico, essendosi aggiudicata da Enipower spa, Gruppo Eni, per la fornitura di 8 grandi generatori di vapore destinati alla produzione di energia elettrica I generatori, che saranno costruiti in collaborazione col gruppo americano NoterErikson, avranno una capacità produttiva di 3.500 mgw/ora e saranno collocati in stablimenti Eni di Mantova, Ravenna e Brindisi e nella raffineria petrolifera di San Nazzaro dei Burgondi (Pavia). La commessa, con opzione per la costruzione di altri 4 generatori del valore di 89 miliardi di lire, è la più grande tra quelle finora conferite nell’ambito del piano di potenziamento per la produzione di energia elettrica in Italia, che prevede la realizzazione, nei prossimi sette anni, di 207 strutture con una capacità complessiva di oltre 64.000 megawatt. Per quanto riguarda le prospettive dell’insediamento industriale, resta da chiarire come avverrà il passaggio dello yard Soico a Marcegaglia, se tramite la cessione di un ramo d’azienda o attraverso la restituzione, da parte della Soico, della concessione all’autorità portuale che potrebbe girarla quindi al gruppo Marcegaglia. Antonio Marceglia ha dichiarato che l’opzione Soico resta al momento «la più forte», riservandosi comunque una decisione definitiva entro un mese. Da definire anche l’entità dell’investimento, che dovrebbe aggirarsi intorno a 35 miliardi e l’accesso ai finanziamenti pubblici, che sarebbero utilizzati per i lavori necessari ad adeguare le banchine dello yard. Positiva la valutazione dei sindacati confederali, che pure non sono stati invitati all’incontro in prefettura. Per il segretario della Cisl, Gianni Florido «si tratta di un grande recupero che può rappresentare, assieme agli investimenti di Evergreen e Fantuzzi, la vera diversificazione del porto di Taranto». Per Franco Sorrentino, segretario della Uil, «sarebbe forse il caso che l’autorità portuale riveda le autorizzazioni, in modo tale da poter inserire anche Marcegaglia nell’area dello yard Belleli, con buona pace di Riva».

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