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Difetti delle opere edilizie, qual è il termine per denunciarli?
NORMATIVA Difetti delle opere edilizie, qual è il termine per denunciarli?
URBANISTICA

Testo unico edilizia, la palla ai Comuni

Il Governo ha approvato in via preliminare il nuovo testo unico in attuazione delle «leggi Bassanini»

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ROMA - La palla della semplificazione nel settore dell’edilizia privata rimbalza dal Governo, che venerdì ha approvato in via preliminare il nuovo testo unico in attuazione delle «leggi Bassanini», ai Comuni, che, oltre a dover costituire lo «sportello unico» per l’edilizia, sono chiamati ad alcune scelte decisive per rendere ancora più incisivo il processo di semplificazione. Tre, in particolare, gli ordini di decisioni che le municipalità dovranno assumere nei prossimi mesi dopo che il testo unico avrà perfezionato il suo iter con il parere del Consiglio di Stato e l’esame delle commissioni parlamentari e della Conferenza Stato-Regioni:anzitutto, viene attribuito ai Comuni, il potere di definire, in sede di pianificazione urbanistica, «in relazione alla zonizzazione e al pregio ambientale e paesaggistico delle aree», le ipotesi in cui gli interventi pertinenziali non sono da qualificarsi nuova costruzione, con la conseguente sottrazione di queste opere al regime concessorio e l’allargamento dell’ambito di applicazione della Dia, la denuncia di inizio attività;alla decisione dei Comuni è lasciata dal testo unico anche la soluzione del dilemma della gratuità o meno della denuncia di inizio attività, pur prevedendo il provvedimento di riordino e risistemazione normativa che, in assenza di specifica deliberazione del Comune, l’intervento edilizio debba intendersi non assoggettato a oneri;sempre ai Comuni spetterà, infine, la decisione se servirsi o meno del parere della commissione edilizia nel procedimento di rilascio della concessione. Si tratta di tre questioni che il testo unico rimpalla ai Comuni non senza una certa nettezza e spettacolarità, se per esempio si pensa al lungo ed estenuante dibattito sull’eliminazione dell’obbligo del parere della commissione edilizia: il valore innovativo è chiarissimo ora per quanto tutte e tre le questioni fossero pienamente, e faticosamente, inserite nel processo di semplificazione ormai da anni. Il testo unico ha il pregio, appunto, di eliminare ogni residuo dubbio di laccio vincolistico centrale su questioni che negli anni passati sono state "liberalizzate" a strappi e sempre con persistenti ambiti di ambiguità in quanto all’interpretazione delle norme nazionali. Ora il testo unico chiarisce su tutte e tre le questioni che è potere dell’Ente locale stabilire la linea e la regola.Le altre due importanti innovazioni del testo unico sono l’istituzione dello sportello unico comunale per l’edilizia e la cancellazione dell’autorizzazione edilizia, lasciando come titoli abilitativi dell’intervento edilizio soltanto la concessione e la denuncia di inizio attività. Significativo, sotto questo secondo profilo, il rovesciamento del criterio di individuazione degli interventi sottoposti all’una o all’altra disciplina. Vengono definite le categorie di intervento edilizio sottoposte sempre al regime concessorio (nuova costruzione, totale demolizione con ricostruzione, ristrutturazione urbanistica, ristrutturazione edilizia con sostanziale modifica dell’esistente, mutamento di destinazione d’uso realizzati mediante interventi edilizi) definendo come residuali gli interventi sottoposti a Dia rispetto a quelli sottoposti a concessione. Questo consente di ricondurre al regime della Dia tutte le opere interne previste dall’articolo 26 della legge 47/1985, alcuni tipi di interventi precedentemente sottoposti ad autorizzazione come le occupazioni di suolo mediante deposito di materiale, le demolizioni, gli scavi e reinterri non riguardanti la coltivazione di cave e torbiere. Se si aggiunge il potere lasciato ai Comuni di definire gli interventi pertinenziali (box, cantine, ecc.) non come «opere di nuova costruzione», appare chiaro come l’ambito di applicazione della Dia sia destinato ancora a crescere, spingendo in modo più deciso sullo stesso acceleratore che già negli ultimi anni ha portato le più rilevanti semplificazioni in materia di edilizia privata.

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