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Recovery Plan, Draghi: ‘supervisione politica affidata al Governo, operatività agli enti locali’
LAVORI PUBBLICI Recovery Plan, Draghi: ‘supervisione politica affidata al Governo, operatività agli enti locali’
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Tariffe: bolette in Euro

Rischio "danni" a utente ed erario

Le bollette in euro rischiano di danneggiare l'utente, ma anche l'erario stesso. Con l'obbligo dell'indicazione dell'importo in moneta unica sulle bollette che scattera' dal primo gennaio 2002, infatti, i cittadini potrebbero trovarsi a dover pagare per l'elettricita', il gas e l'acqua ma non solo, un importo non corrispondente alla somma originale in lire, in eccesso o in difetto. La denuncia e' dell'Unione Nazionale Consumatori, secondo la quale l'indicazione in euro con due decimali per le tariffe, il cui obbligo e' previsto dalle norme comunitarie, non e' sufficiente a stabilire un'esatta equivalenza tra la somma in lire e quella in moneta unica. Per l'associazione, invece, nell'importo occorrerebbe indicare sei cifre decimali per fare in modo che ''le variazioni dovute alla conversione in lire diventino insignificanti o nulle''. Il problema, secondo l'Unione Consumatori, sussiste per tutte le utenze cui e' legata una tariffa. Per l'elettricita', ad esempio, l'associazione prende in considerazione la tariffa 'B' che si paga in bolletta, pari a 103,7 lire a kilowattora (l'imposta erariale e' di 9,1 lire). Usando tre decimali - spiega - ''equivalgono, rispettivamente, a 0,054 e 0,005 euro. Se si riconvertono in lire, diventano 104,5 e 9,6 lire''. Questo, secondo l'associazione, si traduce - su un consumo medio di 3.600 chilowattora l'anno - in un danno per l'utente di 4.680 lire.

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