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Acque, se la legge Galli resta disattesa, sanzioni UE all'Italia
NORMATIVA

Acque, se la legge Galli resta disattesa, sanzioni UE all'Italia

E' quanto emerso in un seminario organizzato da Enea e ministero dell' Ambiente.

A sette anni dalla sua emanazione, la legge Galli sulla tutela delle acque, non e' ancora pienamente attuata e cio' ha avuto drastiche conseguenze, oltre che sulla tutela, anche sul recepimento di importanti direttive comunitarie in materia di scarichi inquinanti. E' quanto emerso in un seminario organizzato nei giorni scorsi da Enea e ministero dell' Ambiente. Una prima rilevazione fatta dalla Commissione europea. e' stato osservato, ''ha portato a definire che le iniziative attuate dall' Italia in passato non possono essere considerate come effettiva implementazione delle direttive''. L' Enea ha quindi ricordato che la Commissione ''ha gia' avviato una procedura relativa alla mancata depurazione degli scarichi di Milano ed altre incombenti scadenze imposte dalle direttive Ue fanno temere che possano essere avviate nuove procedure sanzionatorie per l' Italia''. Per consentire il rapido conseguimento degli obblighi comunitari in materia di tutela delle acque, in Finanziaria e' stato approvato un provvedimento che punta ad accelerare il percorso attuativo della Legge Galli per la predisposizione dei servizi idrici integrati e, contemporaneamente, il rispetto degli obblighi Ue. La norma impone, con scadenze temporali molto strette, alle Autorita' d' Ambito esistenti (circa 15 su un totale di 90 presenti sul territorio nazionale) la predisposizione dei cosiddetti programmi stralcio per l' adeguamento delle strutture depurative e delle reti fognarie. Considerata al rilevante dimensione economico finanziaria relativa all'attuazione dei programmi stralcio, il provvedimento ha individuato, oltre che il ricorso alle risorse economico finanziarie disponibili e reperibili, anche quello al sistema tariffario, quale strumento di copertura dei fabbisogni. Dovranno pertanto essere indentificate, in primo luogo, le risorse gia' impegnate e disponibili per realizzare fognature, collettori e depuratori. In proposito, ha rilevato l' Enea, ''devono essere accantonati, in fondi vincolati, i proventi derivanti dall' applicazione della tariffa di depurazione anche nei casi di servizio non esistente o inattivo''. Questi fondi vanno identificati ed utilizzati per il finanziamento degli interventi: si tratta di una misura significativa soprattutto nel caso di grandi ambiti urbani, come dimostra il caso di Milano, che, con le risorse accantonate, sta finanziando tre depuratori. L' attuazione delle opere previste dal programma potra' avvenire anche in altri modi, come ad esempio la leva finanziaria assicurata dalla finanza di progetto. Il ricorso al concessionario puo' consentire di accelerare l'esecuzione degli interventi e la conseguente soluzione dei problemi ambientali, scaglionando in 15-20 anni il ritorno degli investimenti con meccanismi tariffari.
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