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"Archeologia ferita", coppa greca e altri reperti recuperati
RISTRUTTURAZIONE

"Archeologia ferita", coppa greca e altri reperti recuperati

Mostra allestita fino al 20 aprile al Museo Archeologico di Palestrina (Roma)

Una coppa di produzione greca, databile intorno alla seconda meta' del V secolo a. C. con la raffinata decorazione di un un satiro, rubata nel '94 ed ora recuperata, si puo' ammirare, per la prima volta, alla mostra 'Archeologia ferita'. Recenti recuperi delle Forze dell'Ordine, allestita fino al 20 aprile al Museo Archeologico di Palestrina La mostra di Palestrina (Roma), coordinata da Giovanna Alvino della Soprintendenza Archeologica del Lazio, presenta oltre alla coppa (Kylix) preziosi oggetti ceramici e lapidei provenienti da scavi clandestini e da furti nei musei ed ora esposti per la prima volta. Scopo dell'esposizione e' non soltanto far conoscere l'attivita' delle Forze dell'Ordine ma anche le problematiche legate ai guasti irreparabili dovuti alle attivita' illegali nel settore dei Beni culturali. Lunga ed articolata e' la storia della coppa. Rinvenuta, nella tomba 48 della necropoli sabina di Poggio Sommavilla (Rieti), durante una campagna di scavo diretta da Giovanna Alvino a meta' degli anni Ottanta, la Kylix rientra nella tipologia dei vasi denominati a figure rosse. All'interno e' decorata dalla figura di un Satiro nudo che stringe nella mano destra il Tirso (un'asta sormontata da pampini ed edera intrecciati, caratteristica dei seguaci di Dionisio) e porta sull'avambraccio sinistro una pelle ferina. La coppa ed altri reperti, dopo il restauro e l'inventariazione, fu riposta nei depositi della Soprintendenza dai quali fu rubata nel 1994 insieme a numerosi materiali. Per rendere impossibile la sua identificazione fu anche cancellato il numero d' inventario. Arrivata a Londra, attraverso il mercato clandestino, fu successivamente messa in vendita da Sotheby's e la sua immagine riprodotta sulla copertina del catalogo relativo all'asta del luglio 1995. Acquistata per 32mila sterline, la Kylix fu trasferita in Germania per abbellire il salotto di un acquirente, ignaro dell'origine dell'opera. La denuncia di furto, la riproduzione sul catalogo ed altri dati relativi alla coppa confluiti nella banca dati del Comando dei Carabinieri della Tutela Patrimonio Artistico, permisero di identificarla. La diversa legislazione vigente in Germania determino', pero', per il rientro della coppa in Italia un complesso e paziente iter: e' soltanto nell'ottobre dello scorso anno che la Kylix e' stata riportata a Roma dal Comando dei carabinieri.
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