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SICUREZZA

Studio sullo smog in 8 città

provoca 10 morti al giorno

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Nelle città italiane c'è un'epidemia ambientale: la malattia da smog che fa, tra chi ha più di 30 anni, 3.500 morti l'anno (circa dieci al giorno), circa il cinque per cento della popolazione. Provoca anche più di 29.000 attacchi d'asma nei bambini e 31.500 bronchiti acute negli under 15 (il 28,6 per cento). Le città più colpite, su otto metropoli monitorate, sono Torino, Napoli, Roma e Bologna, quelle a più alto inquinamento. Questo bollettino di guerra con morti e feriti a causa della qualità dell'aria è stato reso noto dall'Anpa, l'Agenzia nazionale per l'ambiente e il centro Ambiente e Salute dell'Oms che hanno presentato il rapporto "Inquinamento atmosferico nelle città italiane: impatto sulla salute". Il rapporto passa in rassegna mortalità, morbosità e ricoveri causati da uno degli inquinanti più pericolosi, le polveri sottili, le PM10 (particelle di un diametro inferiore a dieci micron), a Torino, Genova, Milano, Bologna, Firenze, Roma, Napoli e Palermo, città dove vivono 8,5 milioni di italiani. "Da questo studio - sostiene Roberto Bertollini, direttore del Centro Oms - emerge che migliaia di cittadini che vivono in città si ammalano e muoiono per inquinamento. Quella che mostriamo è soltanto la punta di un iceberg. Lo studio considera soltanto una parte del problema: le PM10". Lo studio evidenzia che ogni anno le polveri causano anche 1.887 ricoveri ospedalieri per cause respiratorie e 2710 per cause cardiovascolari. Eppure tutte queste vittime da smog potrebbero essere evitate se soltanto si riducesse l'inquinamento da polveri. Se le città riuscissero ad abbassarlo a 40 microgrammi al metro cubo (il limite previsto dalla legge, ma che nessuna delle otto città rispetta) sarebbe possibile evitare circa 2.000 morti l'anno; se si arrivasse a 30 microgrammi al metro cubo i morti evitati sarebbero 3.500 (quelli che oggi ci sono); se si scendesse a 20 i morti evitati sarebbero 5.500. "Le nuove direttive europee sulla qualità dell'aria - ha detto Mauro Cirillo dell'Anpa - proprio per questi evidenti danni da smog alla salute sanciscono limiti più severi. Gli inquinanti più critici con cui ci dovremo confrontare in futuro, oltre alle PM10, sono benzene e ozono". Le Pm10 nelle città sono provocate per lo più dal traffico diesel leggero e pesante. Il traffico dà un contributo maggiore alla produzione di polveri in città centromeridionali come Palermo (90 per cento) e Torino, Milano, Bologna, Roma (50-70 per cento). Altro fattore sotto accusa il riscaldamento. Non soltanto la salute, ma anche l'economia potrebbe avere vantaggi da un minore inquinamento. Si è stimato infatti che il numero di giorni di attività compromessa per disturbi respiratori in persone al di sopra dei vent'anni rappresenta il 14,3 per cento dei giorni lavorativi. "Visto questi numeri - ha detto Bertollini - è auspicabile l'avvio di un progetto nazionale di ricerca".

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