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Abusivismo edilizio in calo nel 2000
URBANISTICA

Abusivismo edilizio in calo nel 2000

Secondo i dati del rapporto Ecomafia 2001 di Legambiente calo di circa il 15% negli ultimi tre anni.

La stagione della "legalità edilizia" ha abbattuto, nel 2000, il numero delle case abusive in Italia (-13,8%), che resta però impressionante: quelle immesse sul mercato sono state 28.938, per un valore immobiliare di 3.548 miliardi ed una superficie complessiva di quasi quattro milioni di metri quadrati. Sono alcuni dei dati contenuti nel rapporto di Legambiente "Ecomafia 2001". Il numero delle case abusive che non hanno visto la luce nel 2000 può essere stimato in circa 4.600; ma la diminuzione dell’abusivismo edilizio è ancora maggiore (15,1% in meno) nell’arco degli ultimi tre anni. Tutto ciò "grazie ad una serie di abbattimenti di grande rilievo, da Eboli fino alla Valle dei Templi", i quali dimostrano che la "terapia" a base di ruspe "funziona come ottimo strumento di prevenzione". "Tuttavia, a vanificare parte del risultato di quest’azione di ripristino della legalità in campo edilizio - ha dichiarato Ermete Realacci, Presidente Nazionale di Legambiente - c’è la mancata approvazione, in questa legislatura, del disegno di legge sull’abusivismo edilizio promosso dal Governo. Un disegno di legge che, tra l’altro, avrebbe reso molto più semplici le procedure degli abbattimenti". Comunque i "numeri" dell’abusivismo restano sempre molto alti. Se si considerano gli ultimi cinque anni, infatti, le case abusive immesse sul mercato edilizio (tra nuove costruzioni e trasformazioni d’uso illegali) sono ben 163.391, per una superficie complessiva di circa 23 milioni di metri quadrati ed un valore immobiliare di oltre 20.000 miliardi di lire. E le aree interessate sono sempre quelle di maggior pregio ambientale. Restando al 2000, il 55% delle case illegali (15.829, per 2.137 miliardi di lire) si concentra nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania, Puglia, Calabria e Sicilia.
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