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Abuso edilizio anche con la roulotte
URBANISTICA

Abuso edilizio anche con la roulotte

È sufficiente una lieve ma durevole modifica del territorio (Cassazione 12128/2000)

Anche con la roulotte si può incorrere nel reato di abuso edilizio. Lo ha stabilito la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso di un signore condannato, sia in primo che in secondo grado, per avere edificato senza concessione edilizia una casetta prefabbricata in una zona soggetta a vincolo paesaggistico. L'uomo si era difeso sostenendo che la costruzione non era incardinata al suolo e che la casetta prefabbricata non era un manufatto edilizio ma "una roulotte munita di targa e di libretto di circolazione", e pertanto non era necessaria alcuna concessione edilizia. Ma la Suprema Corte non si è detta d'accordo e, dopo aver ribadito che "restano escluse dal regime concessorio i manufatti di assoluta ed evidente precarietà, destinati, cioè, a soddisfare esigenze contingenti, specifiche, cronologicamente delimitate ed a essere rimossi dopo il momentaneo uso", ha osservato che la roulotte aveva "solo la parvenza di mobilità" (le ruote avevano un carattere simbolico ed uso eventuale), in quanto "il prefabbricato era stabilmente incardinato al suolo con accorgimenti tecnici per garantirne la stabilità"; di conseguenza la roulotte doveva considerarsi " una vera costruzione che modificava - sia pure lievemente, ma durevolmente - l'assetto del territorio".
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