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Attivato su stazione il laboratorio statunitense Destiny
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Attivato su stazione il laboratorio statunitense Destiny

Da pochi giorni agganciato alla Stazione spaziale internazionale.

Sui costi, le ricadute e la presenza europea in questo progetto, il settimanale specializzato Air Press ha sentito il capo del direttorato Esa del Manned Spaceflight and Microgravity Feustel-Buechl. Ecco una sintesi dell'intervista. Le operazioni che hanno consentito l'attivazione dei sistemi di bordo del modulo Destiny hanno permesso ai tecnici della Nasa di prendere il controllo della Iss, finora in mano ai russi e al 'cervello' europeo del modulo Zvezda. La missione ha fatto segnare anche un record, con la centesima passeggiata spaziale statunitense (la prima risale al giugno 1965 e fu effettuata da Ed White, poi deceduto nel rogo dell·Apollo 1). La Nasa stima che ne saranno necessarie altre 152 prima che la costruzione della Iss sia completata nel 2006. Sul fatto che il costo della Iss sta lievitando e sembra che sia quasi raddoppiato, Feustel-Buechl sostiene che questo ''non tocca il contribuente europeo perche' in Europa stiamo rispettando i tempi e i costi previsti. Comunque le cifre di cui si parla secondo me non rispecchiano esattamente la realta' perche' includono i costi di sviluppo e di utilizzo per dieci anni, compresi tutti i voli dello shuttle, e ogni volo costa da solo 500 milioni di dollari. Quello che in realta' e' successo e' che i costi di sviluppo negli Stati Uniti sono cresciuti di qualche milione di dollari rispetto ai 23 miliardi di dollari previsti a causa dei ritardi nel calendario di messa in orbita. Per quanto riguarda noi europei, nella stazione mettiamo circa 3 miliardi di euro, comprendenti i costi a partire dallo sviluppo nel 1995 e fino al 2004, cioe' circa 10 anni. Questo significa che si spenderanno per la Iss circa 300 milioni di euro l·anno e considerato che questa cifra viene ripartita tra i paesi dell’Esa che aderiscono al progetto, non si tratta di un investimento elevato. Anzi, nel complesso, l’Europa partecipa per il 5,3% alla realizzazione della stazione e molte persone dicono che e' troppo poco in rapporto al potere dell·Europa''. Sulle voci che in Russia accusano gli Usa di voler giocare un ruolo di dominatori sulla stazione internazionale, il rappresentante dell'esa sottolinea che ''e' ovvio che gli Usa giochino un ruolo da protagonista, visto che pagano circa 2/3 della stazione. Capisco la frustrazione dei nostri amici russi, ma le cose stanno cosi'. E, in ogni caso, i russi hanno ancora un ruolo chiave nella stazione spaziale e tutti trarremo vantaggio dalla loro grande esperienza in questo settore. Voglio anche sottolineare che gli Usa non hanno assolutamente un atteggiamento da dominatori nei confronti dei loro partner. Anzi, devo dire con piacere che il loro atteggiamento e' quello della condivisione. Sono eccellenti partner, ci coinvolgono in ogni decisione e speriamo che tutto rimanga cosi'''. Sulle ricadute di questi 3 milioni di euro investiti dal contribuente europeo nella Iss, Feustel-Buechl dichiara che ''le ricadute pratiche sono un aspetto secondario nella Iss, ma siamo sicuri che ce ne saranno molte: ad esempio il nostro modulo Columbus sara' utilizzato anche per ricerche mediche, biologiche, farmaceutiche. Soprattutto nello studio e cura dell’osteoporosi ci aspettiamo grandi ricadute''.
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