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Appalti, Italia deferita alla Corte di Giustizia
LAVORI PUBBLICI

Appalti, Italia deferita alla Corte di Giustizia

L’Italia sarà chiamata davanti alla Corte di giustizia dalla Comunità

L’Italia sarà chiamata davanti alla Corte di giustizia dalla Comunità per il mancato recepimento in modo corretto della direttiva in materia di appalti pubblici nel settore dei servizi. La decisione di convocare l’Italia di fronte alle autorità internazionali ha fatto seguito ai tre addebiti mossi dalla Commissione nei confronti del decreto “Karrer” 27 febbraio 1997 (inerente le disposizioni per la determinazione dell’offerta economicamente più vantaggiosa per l’assegnazione degli appalti pubblici per prestazioni di ingegneria, architettura e servizi tecnici), in quanto non conforme rispetto al documento Ue 92/50 e mai stato notificato alla Commissione. A questo si aggiungono, secondo le autorità comunitarie, anche le difformità riguardo i criteri di aggiudicazione degli appalti e la possibilità attribuita alla commissione - costituita per valutare le offerte - di definire nuovi criteri di valutazione aggiuntivi dopo la redazione del capitolato d’oneri; tutti fattori che, secondo la Ue, indicano una mancanza di trasparenza nella gestione delle pratiche di concorso e affidamento degli appalti.
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