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Tesoro: frena pil 2001 ma cala il differenziale con l' Europa

Il deterioramento del quadro economico internazionale inciderà anche sull'Italia

Il deterioramento del quadro economico internazionale inciderà anche sull'Italia con il pil che dovrebbe aumentare solo del 2,5% rispetto al 2,9% del 2000, ''ma tale risultato consentirà comunque una ulteriore riduzione del differenziale di sviluppo con l'Europa'. E' quanto rileva il ministero del Tesoro nel comunicato sull'aggiornamento della relazione previsionale e programmatica. Se il pil frena, nel 2001 l'Italia vedrà un unteriore calo della disoccupazione, nonchè del tasso di inflazione. ''Il rallentamento è dovuto al venir meno della fase espansiva dell'economia americana che porterà ad una riduzione del tasso di crescita del commercio mondiale. A causa di questo elemento l'espansione delle esportazioni sarà più modesta rispetto al 2000, mentre la componente interna della domanda continuerà a contribuire in misura rilevante alla crescita del pil''. I consumi delle famiglie, sostenuti dalla ulteriore crescita del reddito, sono attesi aumentare a un ritmo di poco inferiore a quello del 2000. Gli investimenti nel complesso rallenteranno di due punti. L'occupazione aumenterà a tassi superiori all'1% favorendo la discesa del tasso di disoccupazione al di sotto del 10%. Rallenterà anche l'inflazione grazie al venir meno degli impulsi inflazionistici di origine esterna. ''Si valuta che l'aumento dei prezzi al consumo possa collocarsi intorno al 2,3% in media d'anno toccando l'1,6% a dicembre'. Un approfondimento viene dedicato al Mezzogiorno. Nel 2000 la ripresa economica si è ''manifestata con forza' con un incremento dell'export del 27,3%. L'afflusso del turismo ha registrato un +6,6%, il numero delle imprese è aumentato del 3,2%. Il tasso di disoccupazione nel 2000 è sceso al 21% dal 22% del '99 e a gennaio scorso risultava al 20%. ''Su queste basi dovrebbe risultare confermata la previsione effettuata nel DPEF secondo cui il tasso di crescita del Pil sarebbe più che raddoppiato tra il '99 e il 2000 portandosi su valori intorno al 2,5%, vicino al picco decennale del '97. Anche per il 2001 sembra possibile confermare le previsioni del DPEF di un'ulteriore accelerazione della crescita'. Il governo poi è impegnato ad 'elevare ancora il livello di crescita del Mezzogiorno portandolo a un tasso superiore a quello della media europea; a questo scopo è stato deciso lo spostamento verso il Mezzogiorno del 45% dell'intera spesa in conto capitale del paese, con un profondo rinnovamento qualitativo di tale spesa'.

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