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Appalti, più spazio alle piccole società
NORMATIVA

Appalti, più spazio alle piccole società

Deciso dal supremo organo della giustizia amministrativa (Consiglio di Stato 1682/2001)

L'Autostrada Brennero s.p.a. aveva indetto un appalto per l'affidamento dei lavori di sostituzione delle barriere autostradali di spartitraffico nel tratto Brennero-Verona. La concorrente A.T.I. s.r.l. era stata esclusa dalla gara d'appalto perché, essendo una associazione temporanea di più società, non aveva rispettato il vincolo del massimo di due lavori - per un determinato importo totale minimo rispetto a quello a base d'asta - che bisogna aver eseguito nell'ultimo quinquennio (Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 55/91, art. 6, comma 1, lettera d). Anche il TAR della Regione Trentino-Alto Adige, a cui la società esclusa si era appellata, confermava la decisione della società Autostrada Brennero. Di diverso parere è stato invece il Consiglio di Stato,sostenendo che quando alla gara partecipa una associazione temporanea di società, bisogna far riferimento anche all'art. 8, comma 1 dello stesso D.P.C.M. 55/91, secondo il quale i requisiti finanziari per concorrere devono essere suddivisi tra la capogruppo (60%-40%) e le rimanenti società (ciascuna 10%-20%), lasciando quindi aperto il numero complessivo di lavori eseguiti. Se il TAR aveva fatto valere l'esigenza della par condicio tra società (per cui sarebbe avvantaggiata l'associazione che raggruppa più lavori di piccole società), il Consiglio di Stato ha invece stabilito che il fine della normativa è proprio quello di favorire le piccole società nella partecipazione ai grandi appalti.
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