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Al via da settembre la polizza fidejussoria per chi compra casa “sulla carta”
NORMATIVA

Al via da settembre la polizza fidejussoria per chi compra casa “sulla carta”

L’ANCE certificherà le imprese che la garantiranno

Claudio De Albertis presidente dell’ANCE ha annunciato, per le aziende edili che aderiranno all’iniziativa, la polizza fidejussoria che copre gli acquirenti di case in costruzione. Avverrà in Italia quanto già accade in Francia, dove le imprese edili sono tenute a partecipare a un fondo di garanzia e a sottoscrivere fidejussioni con istituti di credito o compagnie di assicurazione in modo da coprire gli acquirenti dal rischio di fallimenti dell’impresa edile. Se la costruzione non viene terminata o non viene eseguita secondo i patti iniziali e la società venditrice non paga, il compratore sarà rimborsato dalla assicurazione o dalla banca. La spesa di questa copertura, anche se non altissima, ricade sull’acquirente; in un regime di normale mercato tale spesa è stimata tra lo 0,6% e l’1,2% della somma assicurata. Sulla base di questo sistema qualora ad un imprenditore non dovesse essere concessa la fidejussione, se non a prezzi altissimi, significherebbe che l’imprenditore è poco affidabile sul mercato. Tuttavia il sistema è tutt’altro che semplice da realizzare, infatti perché valga per tutti gli acquirenti è necessario che l’impresa edile ne faccia richiesta. Allo stato attuale è molto difficile che l’impresa edile lo richieda soprattutto per la scarsa considerazione che riceverebbe da parte del mondo bancario e assicurativo. Infatti per questi istituti è molto più semplice concedere finanziamenti sulla base di ipoteche piuttosto che assumersi un rischio imprenditoriale. Il presidente dell’Ance De Albertis spiega: “Il nostro progetto prevede una triplice copertura. Una prima fideiussione che garantisca le somme anticipate a partire dal giorno della proposta di acquisto fino a quello dell’inizio lavori. E’ il periodo più delicato, perché i clienti danno denaro senza avere in cambio niente: le successive “rate”, infatti, se versate ad avanzamento lavori, pagano qualcosa di concretamente visibile. Poi un’altra fideiussione che copra i vizi occulti della costruzione, quelli per cui il Codice Civile prevede una prescrizione di dieci anni. Infine una terza fideiussione per i vizi riconoscibili, da denunciare entro due anni”. Tuttavia la fideiussione non basta da sola a tutelare l’acquirente. Chiunque decidesse di acquistare la cosiddetta “casa sulla carta” dovrebbe in primo luogo chiedere informazioni alle banche, alle associazioni edili e alle camere di commercio circa l’affidabilità di tutte le persone coinvolte nell’affare. In secondo luogo bisognerebbe accertarsi che il terreno su cui si edifica sia effettivamente di proprietà del promotore e che il capitolato di costruzione sia stato realizzato a regola d’arte. Un’altra regola fondamentale è pagare le spese di costruzione in maniera proporzionale all’avanzamento dei lavori senza mai anticipare ingenti somme di danaro.
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