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NORMATIVA

Strappo delle Regioni sul Testo Unico

Sulla Dia, Lombardia e Toscana non escludono ricorso a Corte costituzionale

Lombardia e Toscana non si adegueranno alle nuove disposizioni previste dal Testo unico sull’edilizia e che riguardano la denuncia di inizio attività (Dia). E non escludono un ricorso alla Corte costituzionale. Le due regioni, per prime in Italia, hanno allargato il campo di applicazione della Dia oltre i confini della legge nazionale: entrambe, anche se con modalità diverse, alla fine del 1999 e con delle leggi regionali, hanno infatti esteso la denuncia di inizio attività (che consente l’intervento edilizio con semplice autocertificazione, purché verificata da un progettista) anche alla ristrutturazione e alle opere di nuova costruzione. Il Testo unico, già approvato in via definitiva e che entrerà in vigore 180 giorni dopo la sua pubblicazione in Gazzetta ufficiale, conferma invece l’impostazione della legge 662/96, che limitava la Dia alle opere “minori”, come la manutenzione straordinaria, il restauro o il risanamento conservativo, e anzi la rafforza. Il Testo esclude infatti la possibilità per le Regioni di estendere l’applicazione della Dia. E le Regioni dovranno recepire la nuova normativa. Ora, poiché le due leggi regionali avevano comunque superato l’esame del commissario di Governo, incaricato di valutarne la legittimità rispetto alla normativa nazionale, e sono quindi entrate in vigore, Lombardia e Toscana non escludono un ricorso alla Corte costituzionale per conflitto di attribuzioni. Sulla stessa scia anche l’Emilia Romagna, che pure stava preparando un disegno di legge per introdurre la “super-Dia”.

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