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Mostre: l’Oro degli "Avari"
RISTRUTTURAZIONE

Mostre: l’Oro degli "Avari"

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Oltre 26 mila visitatori a Udine

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Grande successo a Udine per la mostra ‘L’ oro degli Avari’, chiusa oggi a Udine con un bilancio di oltre 26 mila visitatori e che sara’ trasferita a Milano, al Castello sforzesco. Curata dai Civici musei e allestita nei saloni del castello, la mostra era stata inaugurata il 28 novembre del 2000, e la data di chiusura e’ stata posticipata di un mese per le numerose richieste di prenotazione. In tutto sono gia’ stati venduti ottocento cataloghi numerose comitive austriache, tedesche e slovene hanno visitato la mostra, a testimonianza della valenza internazionale dell’ evento. Per la prima volta in Italia, infatti, sono stati esposti i materiali - monili d’ oro e d’ argento, oggetti personali, corredi funerari - ritrovati nelle campagne di scavo di Zamardi, nella zona del lago Balaton, in Ungheria. Centinaia di oggetti, poi, sono stati prestati dal Museo nazionale di Budapest e dal museo di Kaposvar. I visitatori hanno potuto ammirare circa 1.200 gioielli di produzione bizantina, accanto ad oggetti di gusto orientale e di matrice germanico-longobarda. La mostra ha messo in evidenza l’ evoluzione del popolo avaro, giunto in Europa verso la meta’ del VI secolo d.C. proveniente dalle steppe dell’ Asia orientale. Fu dall’ alleanza con i Longobardi che ottennero la Pannonia (l’ attuale Ungheria) quando questi, con Alboino, scesero in Italia nel 568. Gli imperatori bizantini per molti anni tennero tranquilli gli Avari pagando loro un tributo annuo sempre piu’ gravoso. Questo flusso cesso’ nel 625 in seguito alla fallita impresa di Avari e Persiani di assediare Costantinopoli. Lo stato avaro, centrato inizialmente nell’ attuale Ungheria, estese i suoi confini in Austria, raggiungendo a sud ovest l’ Istria. Verso la fine del VII secolo popolazioni di origine bulgara si insediarono nei territori degli Avari, al tempo in cui in Italia un’ altra tribu’ bulgara si stanzio’ nel Molise. L’espansionismo di Carlo Magno accelero’ la fine dello stato avaro. A causa della necessita’ di inserire i territori medio-danubiani nel sistema ecclesiastico europeo, fu dato alla chiesa di Aquileia il compito di evangelizzare i territori a sud della Drava, a quella di Salisburgo spetto’ l’ onere di evangelizzare le aree del nord.
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