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Appalti sotto i 200mila euro, Italia deferita alla Corte Ue
LAVORI PUBBLICI

Appalti sotto i 200mila euro, Italia deferita alla Corte Ue

Sotto accusa la mancata modifica della Merloni: esclude le società di ingegneria dai mini-progetti

25/10/2001 – L’Italia è stata deferita alla Corte di giustizia Ue per non aver modificato l’articolo 17, comma 4, della legge Merloni (109/94) che riserva ai liberi professionisti l’aggiudicazione dei progetti sotto i 200 mila euro, escludendo così la partecipazione delle società di ingegneria dalle gara di appalto sotto questa soglia. È quanto ha annunciato la Commissione europea in un comunicato. Secondo l’Esecutivo comunitario questo “limite” si configura come una violazione della libertà di prestazione di servizi all’interno del mercato unico. La norma in questione detta, infatti, che “le società di ingegneria, singole ovvero raggruppate temporaneamente, possono essere affidatarie di incarichi di progettazione soltanto nel caso in cui i corrispettivi siano stimati di un importo pari o superiore a 200.000 ecu, salvo i casi di opere di speciale complessità e che richiedano una specifica organizzazione”.
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