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Terminati all'alba i primi raid sull'Afghanistan

Considerevoli i danni. Secondo fonti russe Bin Laden e il mullah Omar sarebbero fuggiti poco dopo l'inizio dell'attacco

08/10/2001 - Le prime tre ondate di bombardamenti sono finite all'alba. Il Pentagono, al momento, non fornisce valutazioni sull'efficacia dei raid e neppure sull'eventualità di vittime, anche se le fonti americane insistono sul fatto che gli obiettivi erano esclusivamente terroristici o militari. Fonti russe citate dall'agenzia Interfax riferiscono di 150 obiettivi distrutti nell'azione, mentre il ministro degli Esteri britannico Jach Straw ha parlato di "danni considerevoli" inferti ai Taliban, sottolineando come ogni missile lanciato abbia raggiunto il bersaglio su cui era stato indirizzato. "I bombardamenti andranno avanti per settimane - ha risposto Straw alla Bbc che gli chiedeva una previsione sulla durata dell'attacco - non si tratterà di una questione di giorni, a meno che non accada qualcosa di sensazionale". Il primo bollettino di guerra parla di "almeno 20 morti" solo a Kabul, secondo Aip, l'agenzia di stampa del regime dei Taliban. L'agenzia, con sede a Peshawar, nel confinante Pakistan, ha asserito che dieci persone sono morte nei pressi dell'aeroporto alla periferia nordorientale della capitale e altre dieci dall'esplosione di una bomba caduta poco distante dalla redazione dell'emittente radiofonica "Voce della Sharia", nel centro di Kabul. Un bilancio respinto da "Voce della Sharia", la radio ufficiale dei Taliban, secondo cui gli attacchi americano-britannici della scorsa notte su Kabul non avrebbero causato vittime nè danni materiali. "Grazie a Dio, non ci sono state ancora nè vittime nè danni materiali", è stato il messaggio diffuso dalla radio, captata dai servizi d'ascolto della Bbc, alle 7.30 ora locale, aggiungendo che gli attacchi non hanno fatto altro che sollevare il morale del Paese, e che l'Afghanistan combatterà "fino all'ultimo respiro". Ma dal Pakistan giunge l'intervento dell'ambasciatore dei Taliban, Abdul Salam Zaeef, che ha riferito, in contrasto con le altre fonti del regime, di molte vittime tra i civili. Fonti pachistane della città di Quetta, citate dall'agenzia Itar-Tass, riferiscono in queste ore che Kandahar sarebbe stata abbandonata da Osama Bin Laden all'inizio dei bombardamenti. Lo sceicco avrebbe lasciato la città assieme al Mullah Omar e ai rispettivi familiari a bordo di due velivoli diretti in una località sconosciuta. Intanto ricognitori d'alta quota sorvolano il territorio afgano, per valutare l'efficacia degli attacchi della scorsa notte. Dall'esito dei rilevamenti, dipende la decisione se, quando e dove condurre nuovi bombardamenti, prima di passare a una seconda fase dell'azione militare, più precisa e mirata, eventualmente, alla cattura di Bin Laden. A partire da poco dopo le 18.00 italiane, e per circa otto ore, mezzi americani e britannici hanno colpito con missili Cruise lanciati da unità navali e con bombe sganciate da B-1, B-2 e B-52, numerosi obiettivi in Afghanistan. Gli attacchi erano rivolti contro basi d'addestramento della rete terroristica Al Qaeda e contro le difese aeree e contraeree afgane. Cinquanta i Cruise lanciati, una quarantina i bombardieri impiegati in ondate successive su Kabul, Kandahar e Jalabad. Il presidente americano George W. Bush ha ufficialmente confermato gli attacchi intorno alle 19.00 (le 13.00 a Washington): gli Stati Uniti, ha detto, agiscono con la Gran Bretagna e con l'appoggio militare di Australia, Canada, Francia e Germania, e col supporto logistico di una quarantina di Paesi, fra cui l'Italia. Il presidente Bush viene tenuto costantemente aggiornato degli sviluppi e prevede di rispettare, al mattino di Washington (il pomeriggio in Italia), gli impegni in calendario, fra cui le celebrazioni del "Columbus Day" (la giornata è festiva negli Stati Uniti), con Liza Minnelli alla Casa Bianca. Secondo fonti della Casa Bianca, Bush intende cogliere l'occasione per ricordare agli americani che la campagna ora iniziata potrà durare a lungo, anche mesi. In tutta l'Unione, dopo il via all'azione militare, le misure di sicurezza sono state rafforzate, nel timore di ritorsioni terroristiche. L'Fbi ha diramato l'ordine di massima allerta a tutte le polizie locali, Guardia Costiera nei porti e lungo le coste e Guardia Nazionale negli aeroporti sono sul chi vive, la città di New York ha rafforzato il piano di massima allerta 'Omega' già in vigore. Contemporaneamente agli attacchi con missili e bombe, aerei cargo dell'aviazione degli Stati Uniti hanno lanciato sull'Afghanistan 37.500 razioni umanitarie in remote aree del Paese, per venire incontro alle esigenze di migliaia di rifugiati. Si tratta di un gesto inteso a confermare quanto sempre affermato dagli Usa e dai loro alleati: la guerra contro il terrorismo non è una guerra contro l'Islam, il mondo arabo e neppure il popolo afgano. Con le prime luci dell'alba è cominciato l'esodo da Kabul. In migliaia hanno approfittato della fine del coprifuoco per lasciare la capitale dopo le tre ondate di bombardamenti angloamericani. Bambini, madri con neonati e anziani hanno dato l'assalto a qualunque mezzo diretto verso le aree rurali o verso il confine con il Pakistan.

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