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Appalti, Merloni: “No a uso strumentale della sentenza Ue”
LAVORI PUBBLICI

Appalti, Merloni: “No a uso strumentale della sentenza Ue”

Garantire criterio del massimo ribasso e concorrenza

30/11/2001 – “Adesso è importante che della sentenza della Corte di giustizia europea sulle offerte anomale non si faccia un uso strumentale, goffamente politico, soltanto perché si ha fretta di smantellare la legge quadro sui lavori pubblici”. È il commento di Francesco Merloni, ex ministro dei Lavori pubblici e padre del provvedimento in questione, all’indomani della sentenza con cui la Ue ha bocciato l’articolo 21 della legge 109/94. “Consiglio – ha detto Merloni – di prestare molta attenzione a quella sentenza perché i giudici di Lussemburgo censurano le limitazioni al criterio del massimo ribasso e, più in generale, alle regole della concorrenza nel settore dei lavori pubblici. Mentre sento dire – ha aggiunto – che si vogliono fare riforme proprio per contenere o addirittura eliminare il massimo ribasso, andando quindi proprio nella direzione censurata dall’Unione”. A proposito dell’appalto integrato, ha concluso l’ex ministro Merloni, “che affida la progettazione esecutiva alle imprese, esso va certo reso più facile da usare, ma solo nel caso in cui l’impresa detenga tecnologie particolari, come nel caso di certi impianti. Ma per costruire una strada o una ferrovia tradizionale, non si vede proprio perché affidare il progetto esecutivo alle imprese, con una riduzione di trasparenza sui costi del progetto”. Altre notizie sull’argomento: Appalti, Ue boccia art.21 della Merloni-ter Merloni-quater, primo stralcio nel Ddl sulle infrastrutture collegato alla Finanziaria
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