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Beni culturali, soprintendenze rivoluzionate
RISTRUTTURAZIONE

Beni culturali, soprintendenze rivoluzionate

Ne nascono quattro nuove e “speciali”, altre dieci accorpate in cinque

08/01/2002 – Soprintendenze rivoluzionate: ne nascono quattro nuove e “speciali”, mentre altre dieci vengono accorpate e danno luogo a cinque “ordinarie”. Le prime, dotate di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa e contabile, sono state istituite per gestire i monumenti più importanti e trovano spazio nelle città di Roma, Venezia, Napoli e Firenze (come già avvenuto per Pompei, in applicazione dell’articolo 9 della legge 352/97). Saranno guidate da un consiglio di amministrazione presieduto dal soprintendente e composto dal direttore amministrativo e dal funzionario più elevato in grado. La riforma era già stata abbozzata dal ex ministro per le Attività culturali, Giovanna Meandri. “Con questi nuovi uffici speciali – ha spiegato l’attuale responsabile del ministero – il sistema di concessione ai privati per la gestione dei servizi mussali avrà un interlocutore unico e ancora più attento”. In termini normativi, tale riordino è stato possibile grazie all’articolo 8 della legge 368/98 (la riforma dei Beni culturali che, al punto in questione, prevede l’autonomia delle strutture che “abbiano competenza su complessi di beni distinti da eccezionale archeologico, storico, artistico o architettonico”) e il Dpr 441/2000 che ha stabilito l’istituzione per decreto, entro febbraio 2002, delle soprintendenze speciali.
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