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Al via il restauro dell'Auditorium Rai di Torino
RISTRUTTURAZIONE

Al via il restauro dell'Auditorium Rai di Torino

Polemiche sul progetto di ristrutturazione della sala di via Rossini

15/03/2002 – Partiranno a breve i lavori di ristrutturazione dell'Auditorium Rai di Torino, capolavoro dell'architettura moderna firmato nel 1952 dagli architetti Carlo Mollino e Aldo Morbelli e sede 'storica' dell'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai. L'intervento è stato progettato dallo Studio Valle di Genova e punta essenzialmente ad adeguare la sala alle mutate esigenze, migliorando l'acustica, la visibilità ed ampliando la capienza della sala; dovrebbe iniziare a fine mese e durare circa un anno, per un costo - interamente a carico della televisione di Stato - pari a circa 6 milioni di euro. Una ristrutturazione 'pesante' che prevede radicali trasformazioni: l'eliminazione delle due cupole e dell'architrave centrale al cui posto verrà realizzato un soffitto piatto, l'abbattimento delle cosiddette "orecchie", le quinte in cemento armato che separano palcoscenico e sala, l'introduzione di una serie riflettori acustici sospesi progettati dal professor Muller autore di analogo intervento al Lingotto, l'ampliamento e la trasformazione del palcoscenico, l'ampliamento della sala che da 1300 posti arriverà ad ospitarne 1650, la creazione di un grande bar al piano della platea. L'intervento verrà completato anche dal recupero di alcune spazi accessori, tra cui la regia ed il grande salone sotterrano che potrà ospitare le prove ed i concorsi, e il rifacimento completo di impianti e servizi. Lavori complessi ed invasivi che hanno creato preoccupazione e sconcerto presso un nutrito gruppo di docenti e studenti del Politecnico, i quali hanno contestato vivacemente il progetto, colpevole di snaturare quello che viene considerato il gioiello di Mollino. Il portavoce di questo gruppo, il prof. Luciano Re, docente di restauro, ha espresso amarezza verso la generale indifferenza di una città che aspira a diventare capitale della cultura e nello stesso tempo lascia che le opere del suo maggiore architetto, ancora in attesa di una sempre tardiva rivalutazione, vengano distrutte. Da parte Rai si cerca di rassicurare tutti sull'infondatezza di questi timori. Cesare Dapino, soprintendente dell'Orchestra, ha ammesso l'importanza dei lavori, ma anche dichiarato che verrà conservato nella sostanza lo spirito molliniano: 'Gli interventi che abbiamo in programma sono quelli che avrebbe fatto lo stesso Mollino' è stato il suo commento. Dapino ha anche aggiunto che l'alternativa a questa trasformazione sarebbe stato un lento ma inesorabile degrado della struttura dovuto all'impossibilità del suo corretto utilizzo e sottolineato come il restauro rappresenti anche l'occasione per il recupero di diversi reperti ora abbandonati nelle vecchie sale di rappresentanza (quadri, arazzi, strumenti musicali, radio d'epoca) nonché del mobilio, dei decori e degli accessori progettati dallo stesso Mollino, in particolare le elegantissime appliques e le maniglie delle porte in ottone e vetro di Murano.
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