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Architettura, a Glenn Murcutt il Pritzker Prize 2002
ARCHITETTURA

Architettura, a Glenn Murcutt il Pritzker Prize 2002

Dopo tante celebrità a un architetto fuori dallo ‘star system’ uno dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali di architettura

Vedi Aggiornamento del 22/03/2005
23/04/2002 - E’ stato assegnato all’architetto australiano Glenn Murcutt il Pritzker Prize 2002, uno dei più prestigiosi riconoscimenti internazionali di architettura. Il premio, istituito nel 1979 dalla famiglia Pritzker proprietaria di una famosa catena alberghiera, viene assegnato annualmente ad un architetto vivente il cui lavoro abbia dato un contributo significativo alla disciplina ed in passato è andato tra gli altri a Norman Foster, Rem Khoolas, Renzo Piano e Tadao Ando. La cerimonia ufficiale di consegna, che si svolge ogni anno in una città diversa, sarà il 29 maggio a Roma e in quella occasione Murcutt riceverà 100 mila dollari e una medaglia di bronzo. L’assegnazione del premio a Murcutt, nato a Londra nel 1936 e cresciuto in Nuova Guinea laddove ha scelto di vivere ed operare, è sicuramente una inversione di tendenza: negli anni passati erano state preferite infatti le celebrità a capo dei grandi studi e che posano per le prime pagine dei giornali, mentre Murcutt è un personaggio lontano dai riflettori, schivo ed isolato. Quasi un ‘artigiano’ d’altri tempi che si ostina a lavorare da solo seguendo personalmente i pochi progetti che riesce a portare avanti. Premiata quindi l’onestà e la coerenza di questo maestro definito dalla giuria “un tecnico dell'architettura innovativo che è in grado di trasformare la propria sensibilità all'ambiente e ai luoghi in lavoro d'arte sinceri, onesti e privi di sfoggio”. Quello del rispetto dell’ambiente e della sensibilità nei confronti della natura è stato sicuramente il filo conduttore dell’intero operato di Murcutt, che ha realizzato quasi esclusivamente residenze ed non ha mai costruito al di fuori dell’Australia; la conseguenza della scelta di vivere in un paese e di comprenderlo fino in fondo per poter costruire in armonia con quella terra: “Diversamente dalle persone di mondo che chiaramente sanno cos’è ogni cultura, io no. Penso si debba vivere in un paese per comprenderlo.” ha dichiarato in una intervista a Newsweek. Un pensiero che si è tradotto nelle sue architetture, inizialmente influenzate da Mies van der Rohe e poi via via elaborate con un linguaggio e un idioma specificamente australiano.
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