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Uffizi: si farà l’uscita progettata da Isozaki
RISTRUTTURAZIONE

Uffizi: si farà l’uscita progettata da Isozaki

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Ma in fase realizzativa il progetto vivacemente contestato dal sottosegretario ai Beni Culturali Sgarbi potrebbe subire modifiche

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Sembra risolta la questione dell’uscita dei nuovi Uffizi, il cui progetto disegnato dall’architetto giapponese Arata Isozaki era stato vivacemente contestato dal sottosegretario Vittorio Sgarbi. La decisione è stata presa dal Ministro dei Beni Culturali Giuliano Urbani dopo il tanto atteso vertice con lo stesso Sgarbi ed i soprintendenti Antonio Paolucci, Mario Lolli Ghetti e Domenico Valentino. Nel summit, che gli stessi interlocutori hanno definito “una riunione pacata e civile”, ognuno ha espresso il proprio parere: da una parte Sgarbi assolutamente contrario alla realizzazione della pensilina voluta da Isozaki, dall’altra Paolucci e Lolli Ghetti con la loro proposta di variante del progetto dell’architetto giapponese, consistente in un ‘alleggerimento’ della struttura della pensilina. Dopo l’incontro Urbani si è preso una giornata di tempo prima di annunciare la decisione definitiva, cogliendo l’occasione della conferenza stampa per l’inaugurazione della IV Settimana della Cultura, al margine della quale ha confermato che il progetto di Isozaki verrà realizzato. Il Ministro ha anche dichiarato di avere informato ufficialmente i soprintendenti fiorentini, ribadendo il proprio impegno personale a risolvere la questione e ribadito che il programma dei lavori non subirà ritardi. Nella conferenza stampa Urbani ha anche precisato che sebbene il progetto verrà realizzato, il contratto stesso prevede la possibilità per il committente di apportare modifiche ed adattamenti al progetto stesso. Il contratto stipulato con Isozaki verrà quindi rispettato, ma nella fase esecutiva la sua realizzazione avverrà, sotto la vigilanza del Ministero, in un rapporto dialettico tra progettista e committenza, in questo caso il soprintendente di Firenze. Il Ministro ha scelto dunque la strada della mediazione, rispettando gli impegni con l’architetto giapponese, che minacciava un contenzioso internazionale che rischiava di bloccare per tempi lunghi la ristrutturazione degli Uffizi, e aprendo nello stesso tempo alla possibilità di variazioni nel progetto. Alle ragioni di Sgarbi, che rimane contrario al progetto, ha dovuto opporre i criteri funzionali, finanziari e tecnici che in un intervento del genere contano non meno delle questioni di gusto ed estetiche che il sottosegretario ha sollevato. Questi si è però dimostrato fiducioso nella possibilità che eventuali variazioni possano rendere il progetto ‘conforme’ alle sue direttive, esprimendo la propria fiducia nel nuovo soprintendente, Valentino, che ha già dichiarato di non gradire particolarmente il progetto di Isozaki. ALTRE NOTIZIE SULL'ARGOMENTO Firenze, 26 miliardi per i Nuovi Uffizi Il centro di Firenze ‘ridisegnato’ da Isozaki Ancora polemiche sui nuovi Uffizi
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