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Addio all’architetto Whitney Smith
ARCHITETTURA

Addio all’architetto Whitney Smith

E’ stato il pioniere del modernismo americano

08/05/2002 - E’ morto il 13 marzo, ma la notizia si è diffusa in Italia solo da pochi giorni, l'architetto statunitense Whitney Smith, padre dell’architettura moderna negli U.S.A. Architetto celebrato e pluripremiato, Smith contribuì nel dopoguerra, durante il periodo del boom edilizio, a diffondere le nuove tendenze architettoniche razionaliste e moderniste, creando un vero e proprio nuovo stile nell’abitare americano. Iniziò la sua carriera professionale da solo negli anni quaranta e successivamente si associò con l'architetto Wayne Williams con il quale, in tre decenni ricchi di successo, ha progettato diversi importanti lavori architettonici negli Stati Uniti ma anche in Europa: residenze private, centri ricreativi e sociali, edifici di culto, scuole. Tra le sue opere più importanti il campus studentesco e il centro ricreativo/sportivo dell'Università della California e soprattutto la Unitarian Church di Pasadena, chiesa-simbolo della concezione modernista dell'architettura statunitense. Smith ha anche fatto parte, insieme ad altri celebri architetti e designer, del "Case Study House", un programma sperimentale di case moderne realizzato a Los Angeles tra il 1945 e il 1966, divenuto punto di riferimento per l'architettura contemporanea. Proprio alle residenze private si deve gran parte della fama di Smith. A partire dagli anni ’50 fu infatti l’artefice del nuovo stile dell'abitare americano e divenne il creatore di diversi acclamati progetti di case per la medio-alta borghesia. Diventò uno dei più richiesti designer tra le famiglie facoltose americane, che amavano farsi progettare case come status-symbol, confortevoli e su misura Case eleganti e raffinate di due o tre piani, dalla spazialità flessibile ottenuta con stanze gradi separate da poche pareti divisore, muri esterni ridotti ai minimi termini con ampie vetrate luminose, inserite come connessioni tra interno ed esterno. Proprio quest’ultimo concetto, quello della integrazione interno/esterno applicato alle case private, è stato secondo la critica il punto maggiormente innovativo nell’opera di Smith ed ha influenzato tutte le successive generazioni di architetti americani.
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