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Architettura, riapre al pubblico la Casa sulla Cascata
RISTRUTTURAZIONE

Architettura, riapre al pubblico la Casa sulla Cascata

La celebre opera di Wright sottoposta a risanamento strutturale, rischiava il crollo

03/05/2002 - Ha da poco riaperto i battenti Casa Kaufmann, detta anche Fallingwater, probabilmente la più conosciuta opera di Frank Lloyd Wright. La cosiddetta Casa sulla Cascata, progettata negli anni ’30 dal grande maestro dell’architettura americana, è stata sottoposta ad un complesso intervento di consolidamento strutturale che l’ha salvata da una probabile rovina. Eletta dall’Associazione degli architetti americani come edificio più bello del ‘900 e definita da Zevi “uno dei più grandiosi capolavori di tutti i tempi”, questa raffinata abitazione venne commissionata a F.L. Wright da un facoltoso commerciante di Pittsburgh – Edgar Kaufmann – con l’obiettivo di essere una modesta casa di campagna per i fine settimana da passare lontano dalla città, ma l’estro del grande maestro creò una dimora elegante e sofisticata, costruita sopra una cascata ed ancorata alla roccia. La casa è costituita da un nucleo centrale massiccio, la parte ancorata alla roccia, ma la sua particolarità sono le terrazze che si proiettano sul vuoto verso la cascata “come i rami di un albero che si staccano dal loro tronco”, secondo la definizione dello stesso Wright. Una architettura stupefacente inserita in maniera superba in un sito naturale di rara bellezza, considerato ancora oggi uno dei migliori esempi di integrazione tra natura e costruito. L’impiego di conci di pietra a spacco per i muri richiamano il sito; la roccia penetra all’interno della casa; le terrazze ‘mimano’ lo scorrere dell’acqua; le grandi vetrate altro non sono che un modo di portare l’esterno nella casa e l’interno della casa verso il mondo esterno. Una geniale creazione, che ha affascinato ed influenzato intere generazioni di architetti di tutto il mondo e diventata meta di progettisti, appassionati d’arte, semplici ammiratori; un pellegrinaggio che porta ogni anno in questo sperduto angolo della Pennsylvania 150.000 persone. Una costruzione molto ardita per i tempi, soprattutto per via degli sbalzi fino a cinque metri realizzati in calcestruzzo armato. Proprio questi sbalzi, che fin dall’inizio crearono diversi problemi, sono stati oggetto dell’intervento di risanamento. All’epoca di costruzione di Fallingwater infatti, quella del cemento armato era una tecnica non ancora consolidata e ben conosciuta. Nella sua realizzazione quindi non si tenne conto dell’effetto del fluage, la progressiva deformazione viscosa che nel tempo tutti gli elementi di cemento armato subiscono, e non si usarono accorgimenti per limitare la deformazione al disarmo delle terrazze, ad esempio dando una leggera contropendenza agli sbalzi. La leggenda racconta dei contrasti, a costruzione ultimata, tra l’architetto e il costruttore che si rifiutava di togliere i puntelli per paura di crolli; pare che lo stesso Wright, per convincerlo e dimostrare la propria fiducia nella costruzione, si fosse messo tranquillamente al disotto di una delle terrazze mentre gli operai impauriti rimuovevano le ultime impalcature. Non ci furono crolli ma già nel giro di poco tempo le terrazze incominciarono a deformarsi per via del loro stesso peso e si fessurarono causando infiltrazioni. Fenomeni che sono andati via via peggiorando nel tempo e che rischiavano di far crollare la casa nella cascata su cui è costruita. Grazie all’intervento di consolidamento, seguiti dallo studio Robert Silman Associates di Washington, ora il pericolo di cedimenti è stato definitivamente scongiurato e la casa-museo è di nuovo visitabile.
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