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Architettura, politiche e progetti per rinnovare le città
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Architettura, politiche e progetti per rinnovare le città

I risultati del convegno dell’INU a Roma. Strategie di sviluppo e risanamento dei centri urbani

07/06/2002 - Le strategie di sviluppo e di risanamento dei nostri centri urbani sono state il tema centrale del convegno che si è svolto nei giorni scorsi presso l’Auditorium dell’ex Agenzia del Giubileo di Roma. A promuoverlo, associazioni quali Ance, Inu, Legambiente, Finco, Federabitazione, Federcasa e Ancab. L’attenzione era tutta rivolta verso una possibile convergenza di interessi del mondo delle costruzioni, della cultura urbanistica ed ambientalista con l’intento di coinvolgere le istituzioni in una politica di intervento a favore delle città. E in questo panorama di idee e opinioni, forte è emersa la tesi dell’Ance ovvero di “demolire e sostituire il patrimonio irrecuperabile è oggi l’unica strada percorribile per restituire efficienza alle nostre città e riqualificare il territorio”, Un’esigenza che nasce dalla convinzione, esposta dal presidente dei costruttori, che sebbene il consumo del territorio debba essere razionalizzato, ciò però va fatto senza “negare aprioristicamente le esigenze dello sviluppo edilizio e urbanistico”. Il presidente dell’Ance ha sollecitato esplicitamente un nuovo impegno da parte delle amministrazioni comunali affinché promuovano concorsi di progetti mettendo in gioco potenzialità e qualità urbanistiche e non solo finanziamenti. Troppo spesso però gli interventi più validi vengono ostacolati da impedimenti burocratici anche la più piccola variante urbanistica richiede tempi molto lunghi. L’Ance punta infatti una semplificazione normativa, nell’ottica di una sostituzione edilizia mirata, da definire in base ai progetti e alla possibilità di migliorare l’ambiente. Semplificazioni normative, bonus edilizi in cambio di interventi di alta qualità urbana/ambientale, equiparazione della tassazione immobiliare a quella mobiliare: l’Ance ha chiesto programmazioni e strategie “forti” per superare l’emergenza sociale e ambientale del degrado urbano. Anche Legambiente ha sottolineato, in modo incisivo, il suo malcontento a causa di una diffusa politica “del fare” anzi meglio “del fare male” che ha portato ad un “disfacimento” dei centri urbani che ormai necessitano di nuove politiche organizzative. Se al posto dei tanti quartieri abusivi e delle aree degradate, si ridisegnassero strutture in linea con i nuovi standard qualitativi e con il principio della sostenibilità si renderebbero i centri più vivibili ridando ai cittadini il piacere di “abitare in città”. Il presidente dell’Inu, Paolo Avarello, ha commentato affermando che dietro tutte le operazioni di successo in Europa, nella demolizione e sostituzione edilizia, ci sono massicci interventi dei governi. Interventi che dovrebbero trovare un’efficace attuazione nei nuovi programmi di riabilitazione urbana indicati nell’articolo 23 del collegato alla Finanziaria 2002 su infrastrutture e trasporti. La relazione di Gaetano Fontana, capo del dipartimento sviluppo e territorio del ministero delle Infrastrutture, ha dato i primi chiarimenti proprio su questi programmi e ha ulteriormente messo in luce come la riabilitazione urbana esiga una profonda innovazione di contenuti e forme di intervento. Obiettivo di Fontana è infatti che entro dicembre 2002 sia emanato il decreto attuativo dei nuovi Pru (Programmi di rigualificazione urbana), che consentiranno alle amministrazioni di concepire interventi intersettoriali e concertati e di beneficiare di sconti fiscali e incentivi”. Nell’ambito del convegno i rappresentanti delle Regioni sono stati chiamati a promuovere agevolazioni finanziarie in materia di edilizia residenziale e rigenerazione ambientale. Una pianificazione del territorio fatta “in rete” è stata la proposta del presidente della regione Umbria Rita Lorenzetti. Ribadito, infine, il ruolo dei Comuni, ai quali spetta la promozione dei programmi e una politica di riabilitazione urbana attenta alle esigenze del territorio. Un coinvolgimento dei cittadini nei progetti di riqualificazione edilizia è stato ipotizzato da Federabitazione-Confcooperative e Ancab-Legacoop, rappresentate nell’ambito dell’incontro da Angelo Grasso, che ha proposto sportelli informativi e partecipativi per i proprietari-utenti delle abitazioni.
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