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Architettura, Venezia: il World Trade Center negli scatti di Joel Meyerowitz
ARCHITETTURA

Architettura, Venezia: il World Trade Center negli scatti di Joel Meyerowitz

Le foto di Meyerowitz nel padiglione statunitense alla Biennale

16/09/2002- Venezia. Il fotografo Joel Meyerowitz ha passato intere giornate, per otto mesi, al Ground Zero, il luogo dove l’11 settembre sono morte quasi 3000 persone. Le foto di Meyerowitz fanno parte del padiglione statunitense ai Giardini e accompagnano un gruppo di progetti per sostituire i grattacieli annientati già presentato alla Max Gallery di New York nel marzo scorso; un’ esposizione che vale come tavolo di discussione per il futuro architettonico e urbanistico di un luogo ad alta carica simbolica e politica. Un convegno ha aperto questa mostra fotografica: Wh at next for lower Manhattan è il titolo con cui si apre sabato 7 settembre, presso il Teatro alle Tes e dell’Arsenale, uno degli incontri della Biennale di Architettura di Venezia, sul futuro dello spazio del World Trade Center. Al padiglione americano, accanto agli scatti del fotografo statunitense, molte le proposte presentate, coordinate dal gallerista Max Protecht. A fare da ingresso al padiglione, un gigantesco pezzo di metallo, frammento delle Torri, donato dal dipartimento di stato degli Stati Uniti alla Regione Veneto. I progetti presentati mostrano che il futuro di questo luogo è ancora incerto e dubbioso. Il Lower Manhattan Corporation ha proposto durante l’estate sei diverse soluzioni alternative, nessuna delle quali però ha ricevuto un grande riscontro. Ora la Corporation ha portato avanti il suo intento e sta preparando un concorso internazionale per scegliere un altro piano di ricostruzione urbanistica entro il 30 settembre 2002. Per quanto riguarda la direzione dei progetti di ricostruzione ufficiale, il New York Times ha sponsorizzato una proposta alternativa per rafforzare questa iniziativa che include anche i contributi ricevuti da Peter Eisenman, Rafael Vinoly, Richard Meyer, Steven Holl, Rem Koolhaas, Zaha Hadid. La Biennale di Venezia offre così la possibilità di vedere i loro disegni per la prima volta vicino a un programma ideato dallo studio di architettura Som per Silverstein Properties, proprietari del contratto degli spazi destinati agli uffici nelle torri gemelle al momento della loro distruzione. LINK AL SITO DELLA BIENNALE DI VENEZIA
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